Chiusura CMO (copio e incollo)

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Livido70
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Chiusura CMO (copio e incollo)

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Onorevole Sig. Ministro
L'accordo-convenzione con il MEF per la valutazione medico-legale, in ordine alle visite di
idoneità al servizio militare incondizionato e alla definizione delle pratiche risarcitorie (cause
di servizio), è appena giunto al termine.
Le scriventi Associazioni Professionali a carattere Sindacale tra militari, riunite nelle presente
rete sindacale, hanno preso cognizione che è intendimento dell'Ispettorato Generale di
Sanità Militare (IGESAN) di avanzare in questi giorni, richiesta a tutte le Forze Armate tese a
conoscere i numeri delle pratiche medico-legali inoltrate alle varie C.M.V. e C.M.O.. Occorre
preliminarmente sottolineare come le risultanze di tale analisi faranno emergere in tutta le
sua evidenza un dato allarmante costituito dall'assoluta carenza di personale medico e
sanitario/ausiliario, sia presso le infermiere presidiarie che nelle C.M.O. summenzionate. In
tale frangente e con l'occasione, a valle della predetta analisi, verrà ipotizzata, come
plausibile soluzione, quella di porre in essere rapporti di natura convenzionale con l'I.N.P.S.,
polo di medicina legale territoriale, per la definizione delle pratiche risarcitorie degli
operatori delle Forze Armate. Soluzione questa sicuramente portata dai vertici di IGESAN
per proprie valutazioni/ambizioni ma, nel merito assolutamente non condivisibile perché
porterebbe in concreto ad una "strisciante" esternalizzazione dell'iter previsto dal D.P.R. 461
del 2001, annientando definitivamente le prerogative di tale modello, e finendo nei fatti per
eliminare definitivamente la funzione peculiare e principale della medicina legale militare.
Questa Rete Sindacale Militare ritiene doveroso informarla che una gestione a 360 gradi di
tutta la sfera medico legale, previdenziale ed altresì delle visite di controllo a domicilio, da
parte di un Ente unico, quale è l'Istituto previdenziale in discussione, che poco conosce la
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realtà del mondo militare e la specificità istituzionale riconosciuta ad ogni Forza Armata, non
porterebbe affatto i miracolistici benefici immaginati dalla predetta proposta, ma finirebbe
di per contro, per creare maggiori problemi al personale militare, rispetto a quelli che già
questo quotidianamente vive con le attuali modalità operative/regolamentari.
La manovra di cui sopra inoltre a giudizio di queste Associazioni sindacali non porterà in
concreto un effettivo risparmio di spesa per le finanze dello Stato, che diversamente si
troverà nella necessità di dover assumere altro personale medico ed ausiliario presso le varie
sedi territoriali degli Uffici di medicina-legale, per rispondere agli aumentati impegni
derivante dalla "nuova gestione" della componente militare.
Volendo inoltre sottacere sul senso di "sconfitta" e disagio che deriverebbe dalla necessità
di dover ricorrere, per l'esecuzione degli accertamenti medico-legali che qui ci occupano, ad
Enti/strutture esterni alle Forze Armate, che come già sopra evidenziato sono estranei alle
dinamiche ed alle peculiarità del mondo militare.
Prima che il signor Capo di Stato Maggiore approvi questa irragionevole e non condivisibile
proposta ad opera dell'Ispettorato Generale della Sanità Militare, auspichiamo un Suo
autorevole intervento volto a confermare e difendere l'indispensabilità della sanità militare
e che traguardi ad un suo auspicato rafforzamento in termini di risorse umane e finanziarie,
in luogo di un indebolimento come quello portato dalla proposta di cui trattasi. Già nel
recente passato si era tentato di modificare la Legge regolatrice della materia onde
consentire ad altro Istituto previdenziale "esterno" alle FF.AA. (INAIL) la gestione di parte
della sanità militare, ma in quella situazione lo Stato Maggiore Difesa si contrappose
decisamente alla proposta parlamentare e riuscì nell’intento di bloccare quella progettualità
esternalizzante.
Oggi Signor Ministro Le chiediamo nuovamente di valutare attentamente la situazione per
evitare un vantaggio a pochi a discapito di svantaggi di molti e di resistere anche oggi alle
spinte esogene meglio sopra esposte. La scrivente Rete sindacale Militare ritiene infatti che
vi siano soluzioni da ricercare all'interno delle FF.AA. proprio in ragione della professionalità
e di conoscenza dello strumento militare ben note e conosciute, senza necessità quindi di
abbandonare questo bagaglio di esperienza e di capacità umane e professionali per la ricerca
di soluzioni (suppostamente) risolutrici come quella di affidare convenzionalmente le attività
ad Enti Esterni.
Roma, li 12.06.2023
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