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Stato fisico e sintomatologia correlata a gia riconosciuta cds
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Madamone64
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Stato fisico e sintomatologia correlata a gia riconosciuta cds
Buongiorno. Il personale in servizio che lamenta condizioni fisiche con sintomatologia verosimilmente riconducibile alle patologie già riconosciute dipendenti da CdS, e per tale condizione ottiene periodi di malattia o aspettativa, cosa deve fare per evidenziarlo al medico del corpo, ed eventualmente quest’ultimo ha l’obbligo di certificarlo? Quale normativa regola tutto ciò? Inoltre se il medico del corpo si dimostra scettico o peggio indifferente al legittimo parere del paziente, che fare? La domanda è posta in relazione alla necessità di poter provare la storia cronologica sanitaria del dipendente, per comprovare nel tempo i cambiamenti e gli effetti della malattia ma anche per ottenere laddove previsto le indennità FESI. Grazie per le eventuali risposte.
Re: Stato fisico e sintomatologia correlata a gia riconosciuta cds
Ciao!
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- nonno Alberto
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Re: Stato fisico e sintomatologia correlata a gia riconosciuta cds
Madamone64 ha scritto: ven ott 02, 2026 2:24 pm Buongiorno. Il personale in servizio che lamenta condizioni fisiche con sintomatologia verosimilmente riconducibile alle patologie già riconosciute dipendenti da CdS, e per tale condizione ottiene periodi di malattia o aspettativa, cosa deve fare per evidenziarlo al medico del corpo, ed eventualmente quest’ultimo ha l’obbligo di certificarlo? Quale normativa regola tutto ciò? Inoltre se il medico del corpo si dimostra scettico o peggio indifferente al legittimo parere del paziente, che fare? La domanda è posta in relazione alla necessità di poter provare la storia cronologica sanitaria del dipendente, per comprovare nel tempo i cambiamenti e gli effetti della malattia ma anche per ottenere laddove previsto le indennità FESI. Grazie per le eventuali risposte.
@Madamone64
È una vicenda complessa con diverse tematiche. Considerato che sussiste il fondato dubbio che l'Ufficio Contabile possa aver applicato decurtazioni illegittime sulle quote FESI spettanti — in relazione ai periodi di malattia non comunicati come dipendente — hai già effettuato un esame dei cedolini e delle competenze?
Ciò detto, per darti un suggerimento su come procedere, occorrono: il giorno preciso del congedo, la data del decreto di riconoscimento della causa di servizio con la relativa patologia e l'anno in cui sussiste il dubbio sulle spettanze relative al FESI.
È importante prestare attenzione alla prescrizione quinquennale.
Re: Stato fisico e sintomatologia correlata a gia riconosciuta cds
Ciao, mi associo al buon @nonno Alberto. Dunque, il medico (DSS, CMO, di famiglia), su richiesta dell'interessato, deve scrivere se la malattia/riposo che sta concedendo è già stata riconosciuta come causa di servizio. Invece, NON deve scrivere se la malattia è "riconducibile", in caso non sia ancora già stata accertata ufficialmente l'interdipendenza. Quindi, se ritieni che lo sia, presenta domanda di interdipendenza.
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Madamone64
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Re: Stato fisico e sintomatologia correlata a gia riconosciuta cds
Ciao e grazie per le risposte che sono logiche ma non sempre, anzi quasi mai purtroppo, convergenti con le “opinioni” di certe realtà. Entro nello specifico: proprio in relazione alla necessità di comprovare, anche nel tempo, le conseguenze di traumi o malattie che sono già state ricondotte con iter terminati, “SI” riconosciute dipendenti da Cause di Servizio e comunque di ottenere quelli che sono i benefici che le attuali regole rendono ai soggetti interessati, sia in termini di aggravamento che di tutele economiche in servizio, come il FESI appunto, qualora si manifestassero sintomatologie tali da rendere temporaneamente inabili al servizio attivo, anche per periodi brevissimi, quando ci si presenta al cospetto del medico deputato a valutare queste inabilità temporanee, cosa occorre rappresentare e come occorre interfacciarsi con il sistema, senza o se possibile limitando attriti, quando si percepisce scetticismo o peggio evidente "ostatività" a ricondurre i sintomi alla patologia pregressa? Mentre è ovvio e facile distinguere il nesso casuale tra l’evento e gli effetti, quanto questi sono temporaneamente conseguenziali, (lesione traumatica o nuova patologia insorta, ottenuti periodi di astensione iniziale e prosieguo senza soluzione di continuità di quest’ultimi…), quando invece gli “acciacchi” si ripresentano e compaiono poi nel tempo, come nel caso specifico le subdole quanto inevitabili manifestazioni dei traumi al rachide, e il medico li riscontra ma non li riconduce a conseguenze della patologia riconosciuta non potendo, a suo dire, escludere si tratti di altro, nel caso di specie ha adombrato posture errate o addirittura bruxismo ai sintomi di dolore al collo, capogiri, nausea e parestesie agli arti superiori, che fare? Il medico, è nel caso specifico quello del corpo, ovvero il personale del Servizio Sanitario della Polizia di Stato, certifica lo stato di malattia e la temporanea non idoneità al servizio, rende anche traccia certa della sintomatologia, ma non chiarisce l’interdipendenza di quello stato e condizione, alla già resa e certa posizione amministrativa derivante dal riconoscimento della CDS; di conseguenza il servizio Amministrativo Contabile su che base si dovrebbe o potrebbe mai orientare? E’ complesso in organizzazioni importanti come le Questure di grandi metropoli trovare una quadra e quando questa non c'è, introdurla, ma il mio pensiero è collegato al fatto che le OOSS si siedono al tavolo delle trattative e spesso discutono rimarcando questo istituto specifico di indennità, ma da nessuna parte esiste una regola scritta per come applicarlo. Ritornando alla realtà io da “pensionato” non ho mai potuto sfruttare a pieno la cronistoria dei miei periodi di malattia, nemmeno in anamnesi, pur avendo diverse CDS riconosciute, in quanto i successivi step di aggravamento e richieste di PPO sono stati oggetto di specifiche ed ineludibili richieste degli organi amministrativi e sanitari preposti, di accertamento strumentali e diagnostici attuali, mentre, ritengo che per chi è in servizio una sorta di anamnesi scritta e tracciabile, ancore meglio se avvalorata da idonei parerei medici, potrebbe garantire un percorso meno intriso di difficoltà per i futuri riconoscimenti. Non è facile o forse nemmeno fattibile giuridicamente farsi refertare "su richiesta", e di fatto, almeno quel medico della Polizia di Stato, nonostante le evidenze, non lo ha fatto e sono certo continuerà a non farlo. Lungi da me innescare polemiche e cercare soluzioni laddove non esistono, ma per esperienza diretta ho certezza del fatto che queste sfaccettature si evidenziano solo quando poi gli effetti (amministrativi) sono ormai irreversibili o quasi, da affrontare con onerosi giudizi di causa. Grazie ancora per il confronto. Max
- nonno Alberto
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Re: Stato fisico e sintomatologia correlata a gia riconosciuta cds
Madamone64 ha scritto: mer ott 07, 2026 9:02 am Ciao e grazie per le risposte che sono logiche ma non sempre, anzi quasi mai purtroppo, convergenti con le “opinioni” di certe realtà. Entro nello specifico: proprio in relazione alla necessità di comprovare, anche nel tempo, le conseguenze di traumi o malattie che sono già state ricondotte con iter terminati, “SI” riconosciute dipendenti da Cause di Servizio e comunque di ottenere quelli che sono i benefici che le attuali regole rendono ai soggetti interessati, sia in termini di aggravamento che di tutele economiche in servizio, come il FESI appunto, qualora si manifestassero sintomatologie tali da rendere temporaneamente inabili al servizio attivo, anche per periodi brevissimi, quando ci si presenta al cospetto del medico deputato a valutare queste inabilità temporanee, cosa occorre rappresentare e come occorre interfacciarsi con il sistema, senza o se possibile limitando attriti, quando si percepisce scetticismo o peggio evidente "ostatività" a ricondurre i sintomi alla patologia pregressa? Mentre è ovvio e facile distinguere il nesso casuale tra l’evento e gli effetti, quanto questi sono temporaneamente conseguenziali, (lesione traumatica o nuova patologia insorta, ottenuti periodi di astensione iniziale e prosieguo senza soluzione di continuità di quest’ultimi…), quando invece gli “acciacchi” si ripresentano e compaiono poi nel tempo, come nel caso specifico le subdole quanto inevitabili manifestazioni dei traumi al rachide, e il medico li riscontra ma non li riconduce a conseguenze della patologia riconosciuta non potendo, a suo dire, escludere si tratti di altro, nel caso di specie ha adombrato posture errate o addirittura bruxismo ai sintomi di dolore al collo, capogiri, nausea e parestesie agli arti superiori, che fare? Il medico, è nel caso specifico quello del corpo, ovvero il personale del Servizio Sanitario della Polizia di Stato, certifica lo stato di malattia e la temporanea non idoneità al servizio, rende anche traccia certa della sintomatologia, ma non chiarisce l’interdipendenza di quello stato e condizione, alla già resa e certa posizione amministrativa derivante dal riconoscimento della CDS; di conseguenza il servizio Amministrativo Contabile su che base si dovrebbe o potrebbe mai orientare? E’ complesso in organizzazioni importanti come le Questure di grandi metropoli trovare una quadra e quando questa non c'è, introdurla, ma il mio pensiero è collegato al fatto che le OOSS si siedono al tavolo delle trattative e spesso discutono rimarcando questo istituto specifico di indennità, ma da nessuna parte esiste una regola scritta per come applicarlo. Ritornando alla realtà io da “pensionato” non ho mai potuto sfruttare a pieno la cronistoria dei miei periodi di malattia, nemmeno in anamnesi, pur avendo diverse CDS riconosciute, in quanto i successivi step di aggravamento e richieste di PPO sono stati oggetto di specifiche ed ineludibili richieste degli organi amministrativi e sanitari preposti, di accertamento strumentali e diagnostici attuali, mentre, ritengo che per chi è in servizio una sorta di anamnesi scritta e tracciabile, ancore meglio se avvalorata da idonei parerei medici, potrebbe garantire un percorso meno intriso di difficoltà per i futuri riconoscimenti. Non è facile o forse nemmeno fattibile giuridicamente farsi refertare "su richiesta", e di fatto, almeno quel medico della Polizia di Stato, nonostante le evidenze, non lo ha fatto e sono certo continuerà a non farlo. Lungi da me innescare polemiche e cercare soluzioni laddove non esistono, ma per esperienza diretta ho certezza del fatto che queste sfaccettature si evidenziano solo quando poi gli effetti (amministrativi) sono ormai irreversibili o quasi, da affrontare con onerosi giudizi di causa. Grazie ancora per il confronto. Max
@Madamone64
Ciao Max, comprendo perfettamente il tuo disappunto per la situazione. Poiché non disponi dei dati storici che ti avevo chiesto (il giorno del tuo congedo, gli estremi del decreto di Causa di Servizio e gli anni precisi del taglio del FESI), sarebbe opportuno procedere prima con un accesso agli atti.
Eccoti una traccia da poter adeguare alle tue esigenze.
Alla Questura di ____________________
Ufficio Personale - Settore Congedi e Aspettative
Ufficio Amministrativo-Contabile
OGGETTO: Istanza di accesso agli atti ai sensi della Legge 241/1990 ed esame della posizione matricolare e contabile.
Il sottoscritto ____________________________________________________________________,
nato a ___________________________ il //_______, residente a _________________________,
in qualità di personale in quiescenza della Polizia di Stato, già in servizio presso ________________________,
con il grado di _____________________________________,
PREMESSO CHE
• Durante il servizio attivo è stato beneficiario di decreti di riconoscimento di dipendenza da Causa di Servizio per la/le seguente/i patologia/e: __________________________________________________;
• Durante gli ultimi anni di servizio attivo ha fruito di periodi di riacutizzazione e relativi congedi straordinari o aspettative per malattia eziologicamente riconducibili alle menzionate Cause di Servizio;
• Sussiste il fondato dubbio che tali assenze siano state erroneamente registrate o qualificate come "malattia comune", comportando indebite decurtazioni sulle competenze (FESI).
Tutto ciò premesso, ai sensi della Legge 7 agosto 1990, n. 241, il sottoscritto
RICHIEDE
il rilascio in copia conforme della documentazione di seguito elencata, relativa agli ultimi ______ anni antecedenti al collocamento in quiescenza (oppure inserisci lo specifico anno d'interesse: ________):
1. Estratto matricolare e cronologico relativo a tutti i periodi di assenza per malattia fruiti nel periodo indicato, con esplicita specifica della causale di registrazione interna attribuita dall'Amministrazione;
2. Prospetto analitico dei conteggi attribuiti ai fini del FESI per l'anno solare interessato, con indicazione dettagliata delle giornate considerate non utili;
1. Copia integrale della cartella sanitaria personale per la verifica delle annotazioni cliniche, dei diari storici e delle sintomatologie accertate dall'Ufficio Sanitario all'atto delle visite.
Si indica quale indirizzo per le comunicazioni e la trasmissione degli atti la seguente PEC/Email:
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Madamone64
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Re: Stato fisico e sintomatologia correlata a gia riconosciuta cds
Buongiorno. Sicuramente ho fatto confusione io; personalmente sto cercando di entrare nel metodo di valutazione di talune circostanze e rilevo delle incongruenze. Sono in quiescenza dal 2018 e ho 14/15 (se aggiungo quella recente tramutata dalla CMO di Milano), CDS già riconosciute. Nelle mie procedure, ma credevo di essere stato chiaro nel mio primo post sul tema, ho già percepito 4 annualità una tantum, per due delle 14/15 CDS. Ho poi fatto domanda di aggravamento ed ho sbagliato; seguendo un percorso che comunque è stato accettato, ho presentato dopo il mio pensionamento, per anzianità di servizio, istanza di aggravamento all'Amministrazione che mi ha portato alla CMO laddove è stato accertato quello strano stravolgimento di aggravamento/non aggravamento. Da li in poi ho tentato la domanda di PPO all'INPS che non mi ha più rimandato a visita, ma "reiettava" la domanda sostenendo che non c'era alcun aggravamento. Le sequenze di patologie pregresse ed aggravate, per la specifica domanda di PPO poi miseramente fallita, le avevo indicate e sono leggibili sin dal primo messaggio. Ciò premesso, nonostante da anni non abbia più rapporti con l'amministrazione, mi confronto con colleghi in servizio e con loro avevo trovato interessante rilevare, e credevo di essere stato chiaro ma per colpa mia non è stato così, di come non ci sia una cronologia delle malattie, dei riconoscimenti di indennizzi contrattuali specifici, i quali potrebbero tornare utili al momento delle certificazioni in sede di riconoscimento della stadiazione delle patologie e delle istanze di riconoscimento dopo il pensionamento, come nel mio caso. L'amministrazione invia dopo le istanze di PPO, ovvero dovrebbe inviare queste informazioni, credo, all'INPS, poiché la CMO ti valuta con visite dirette (più o meno...) o esiti di accertamenti diagnostici recenti. Personalmente mi sono sempre fatto riconoscere i periodi di malattia conseguenti a lesioni traumatiche, compilata la DLT in infermeria e fatta la domanda di CDS li rilevavo sempre erroneamente non conteggiati nel FESI dell'anno successivo, li contestavo e me li pagavano con accrediti speciali. Non ho mai badato ai pochissimi e rarissimi altri periodi anche se solo attinenti a dolori derivanti da quei traumi susseguitisi nel tempo. Quindi pensando che le cose fossero cambiate, in meglio, ho invece ricevuto indicazioni dai colleghi in servizio che non è così. Quando marchi visita, per dirla in breve, il medico del corpo non tiene conto della probabile correlazione eziologica tra la patologia già riconosciuta dipendente CDS e i sintomi riferiti in sede di "visita" in infermeria. Quindi, la mia domanda era quella specifica di comprendere. normativa alla mano, come comportarsi; l'idea era quella di suggerire a chi presta servizio attualmente di come fare. Del resto non credo che io possa ricostruire e farmi forza di malattie risalenti a decenni fa per arrivare alla PPO. Almeno nel mio caso non ho riscontrato in sede di CMO questa propensione all'ascolto, mentre insistono sulle analisi recenti del tuo stato di salute. Quindi il mio discorso viaggiava su due canali differenti, ma in un certo senso convergenti. Se non sono stato chiaro e sicuramente colpa mia e quindi chiedo venia. Concludo che ho colto il suggerimento di Nonno Alberto sulla questione PPO con nuova domanda sostenuta con il dubbio dell'errata esposizione della CMO di Milano che ha portato INPS alla reiezione della domanda di PPO, ho già presentato detta istanza sula quale nutro seri dubbi di accoglimento. Nel frattempo mi sto adoperando per ulteriori quanto riterrei superflue ripetizioni di RMN, EMG, e visite specialistiche, per provare aggravamenti che a rigor di logica sono stati rilevati già dal 2021, ribaditi nel 2025 ma ancora non ritenuti sufficienti al riconoscimento della PPO e comunque privi di indicazioni percentuali certe delle risultanze medico legali, che non sono previste come certificabili, ma solamente come pseudo riferimento all'interpretazione soggettiva del consulente di turno. Spero di essermi chiarito. Max
- nonno Alberto
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Re: Stato fisico e sintomatologia correlata a gia riconosciuta cds
@Madamone64Madamone64 ha scritto: gio ott 08, 2026 11:34 am Buongiorno. Sicuramente ho fatto confusione io; personalmente sto cercando di entrare nel metodo di valutazione di talune circostanze e rilevo delle incongruenze. Sono in quiescenza dal 2018 e ho 14/15 (se aggiungo quella recente tramutata dalla CMO di Milano), CDS già riconosciute. Nelle mie procedure, ma credevo di essere stato chiaro nel mio primo post sul tema, ho già percepito 4 annualità una tantum, per due delle 14/15 CDS. Ho poi fatto domanda di aggravamento ed ho sbagliato; seguendo un percorso che comunque è stato accettato, ho presentato dopo il mio pensionamento, per anzianità di servizio, istanza di aggravamento all'Amministrazione che mi ha portato alla CMO laddove è stato accertato quello strano stravolgimento di aggravamento/non aggravamento. Da li in poi ho tentato la domanda di PPO all'INPS che non mi ha più rimandato a visita, ma "reiettava" la domanda sostenendo che non c'era alcun aggravamento. Le sequenze di patologie pregresse ed aggravate, per la specifica domanda di PPO poi miseramente fallita, le avevo indicate e sono leggibili sin dal primo messaggio. Ciò premesso, nonostante da anni non abbia più rapporti con l'amministrazione, mi confronto con colleghi in servizio e con loro avevo trovato interessante rilevare, e credevo di essere stato chiaro ma per colpa mia non è stato così, di come non ci sia una cronologia delle malattie, dei riconoscimenti di indennizzi contrattuali specifici, i quali potrebbero tornare utili al momento delle certificazioni in sede di riconoscimento della stadiazione delle patologie e delle istanze di riconoscimento dopo il pensionamento, come nel mio caso. L'amministrazione invia dopo le istanze di PPO, ovvero dovrebbe inviare queste informazioni, credo, all'INPS, poiché la CMO ti valuta con visite dirette (più o meno...) o esiti di accertamenti diagnostici recenti. Personalmente mi sono sempre fatto riconoscere i periodi di malattia conseguenti a lesioni traumatiche, compilata la DLT in infermeria e fatta la domanda di CDS li rilevavo sempre erroneamente non conteggiati nel FESI dell'anno successivo, li contestavo e me li pagavano con accrediti speciali. Non ho mai badato ai pochissimi e rarissimi altri periodi anche se solo attinenti a dolori derivanti da quei traumi susseguitisi nel tempo. Quindi pensando che le cose fossero cambiate, in meglio, ho invece ricevuto indicazioni dai colleghi in servizio che non è così. Quando marchi visita, per dirla in breve, il medico del corpo non tiene conto della probabile correlazione eziologica tra la patologia già riconosciuta dipendente CDS e i sintomi riferiti in sede di "visita" in infermeria. Quindi, la mia domanda era quella specifica di comprendere. normativa alla mano, come comportarsi; l'idea era quella di suggerire a chi presta servizio attualmente di come fare. Del resto non credo che io possa ricostruire e farmi forza di malattie risalenti a decenni fa per arrivare alla PPO. Almeno nel mio caso non ho riscontrato in sede di CMO questa propensione all'ascolto, mentre insistono sulle analisi recenti del tuo stato di salute. Quindi il mio discorso viaggiava su due canali differenti, ma in un certo senso convergenti. Se non sono stato chiaro e sicuramente colpa mia e quindi chiedo venia. Concludo che ho colto il suggerimento di Nonno Alberto sulla questione PPO con nuova domanda sostenuta con il dubbio dell'errata esposizione della CMO di Milano che ha portato INPS alla reiezione della domanda di PPO, ho già presentato detta istanza sula quale nutro seri dubbi di accoglimento. Nel frattempo mi sto adoperando per ulteriori quanto riterrei superflue ripetizioni di RMN, EMG, e visite specialistiche, per provare aggravamenti che a rigor di logica sono stati rilevati già dal 2021, ribaditi nel 2025 ma ancora non ritenuti sufficienti al riconoscimento della PPO e comunque privi di indicazioni percentuali certe delle risultanze medico legali, che non sono previste come certificabili, ma solamente come pseudo riferimento all'interpretazione soggettiva del consulente di turno. Spero di essermi chiarito. Max
Leggendo la tua dettagliata ricostruzione e le tue profonde riflessioni, si percepisce chiaramente il peso di una lunga battaglia e tutto il tuo spiccato senso di giustizia. È una reazione del tutto naturale: avere 14/15 Cause di Servizio riconosciute dimostra concretamente quanto tu abbia speso e sacrificato della tua salute per l'Amministrazione. Trovarsi poi a dover fare i conti con la burocrazia dell'INPS e l'apparente distacco delle CMO farebbe sentire disarmato chiunque.
Dal punto di vista puramente tecnico, questo decorso del tempo preclude qualsiasi azione: eventuali spettanze economiche di quegli anni (come le quote del FESI non conteggiate) sono ormai legalmente cadute in prescrizione.
L'indicazione migliore da trasmettere ai colleghi in servizio – affinché le infermerie non registrino erroneamente come "malattia comune" ciò che invece deriva da una causa di servizio – è l'utilizzo immediato dell'istanza di riesame in autotutela.
Concludendo, concentra la tua encomiabile precisione solo sulla nuova domanda di PPO: questa è la strada che merita la tua attenzione e che può portarti il giusto riconoscimento.
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Madamone64
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Re: Stato fisico e sintomatologia correlata a gia riconosciuta cds
Grazie Nonno Alberto.. Ripeto che ho già inoltrato la domanda basandomi sul tuo suggerimento e avrò cura di aggiornare te e il forum sull'eventuale prosieguo della stessa, spero non fra tre/quattro anni come le precedenti occasioni. Un abbraccio virtuale. Max
Re: Stato fisico e sintomatologia correlata a gia riconosciuta cds
Ciao, ti capisco bene, parli con uno che ha fatto più o meno 15 ricorsi in 15 anni, prima di avere il giusto dovuto che doveva essere fatto d'ufficio a tempo debito e senza farmi spendere soldi.
Ma ti ribadisco quanto già detto con un esempio: ti sei rotto le gambe in un incidente stradale con l'auto di servizio, causa di servizio subito riconosciuta. Sei dovuto stare a casa un anno sempre a letto, dopo diversi mesi ti ha causato depressione. Ora, è ovvio che la depressione è correlata all'evento, ma se gli enti preposti non decretano che sia anch'essa causa di servizio, il medico che oggi ti dà i giorni di malattia non può scrivere che la depressione sia causa (mentre lo scriverà se prendi malattia perché ti fanno male le gambe).
Forza e coraggio, te lo dice uno che ci è passato pesantemente.
Ma ti ribadisco quanto già detto con un esempio: ti sei rotto le gambe in un incidente stradale con l'auto di servizio, causa di servizio subito riconosciuta. Sei dovuto stare a casa un anno sempre a letto, dopo diversi mesi ti ha causato depressione. Ora, è ovvio che la depressione è correlata all'evento, ma se gli enti preposti non decretano che sia anch'essa causa di servizio, il medico che oggi ti dà i giorni di malattia non può scrivere che la depressione sia causa (mentre lo scriverà se prendi malattia perché ti fanno male le gambe).
Forza e coraggio, te lo dice uno che ci è passato pesantemente.
- nonno Alberto
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Re: Stato fisico e sintomatologia correlata a gia riconosciuta cds
Madamone64 ha scritto: gio ott 08, 2026 1:36 pm Grazie Nonno Alberto.. Ripeto che ho già inoltrato la domanda basandomi sul tuo suggerimento e avrò cura di aggiornare te e il forum sull'eventuale prosieguo della stessa, spero non fra tre/quattro anni come le precedenti occasioni. Un abbraccio virtuale. Max
@Madamone64
Sarà un piacere leggerti sul forum non appena avrai novità. Un caro saluto!
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