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Rivalutazione/Perequazione pensioni 2026

Forum della Polizia di Stato: pensioni, concorsi, avanzamenti, trasferimenti e normativa per Funzionari, Ispettori, Sovrintendenti, Assistenti e Agenti.
FrancoGuido
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Re: Rivalutazione/Perequazione pensioni 2026

Messaggio da FrancoGuido »

aumento delle pensioni viene effettuato con indice foi e non indice istat. buona giornata
borelgrnet
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Re: Rivalutazione/Perequazione pensioni 2026

Messaggio da borelgrnet »

borelgrnet
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Re: Rivalutazione/Perequazione pensioni 2026

Messaggio da borelgrnet »

Ho trovato questo articolo bhooo

Rivalutazione pensioni per scaglioni, soglie e fasce 2027

Il calcolo della rivalutazione 2027 avviene per scaglioni di importo, con un’aliquota diversa per ciascuna fascia dell’assegno. Lo stabilisce l’art. 1, comma 478, della Legge 27 dicembre 2019, n. 160, che rinvia al meccanismo dell’art. 34, comma 1, della Legge 23 dicembre 1998, n. 448: adeguamento pieno fino a quattro volte il trattamento minimo, al 90% fra quattro e cinque volte, al 75% sulla parte eccedente. In pratica la riduzione colpisce solo la quota di assegno che supera ciascuna soglia.

Nel 2023 e nel 2024 valeva il criterio dell’importo complessivo, che assegnava una sola percentuale ridotta a tutto l’assegno; la Corte costituzionale (sent. n. 52/2026, depositata il 16 aprile 2026) ha dichiarato non fondate le questioni sollevate su quella disciplina. Poiché le soglie si misurano sul minimo dell’anno precedente, nel 2027 le fasce di perequazione si calcolano su 611,85 euro: quattro volte il minimo valgono 2.447,40 euro mensili, cinque volte 3.059,25 euro.

Aumento pensioni 2027, stime per importi lordi di pensione
L’aumento delle pensioni 2027 cresce meno che proporzionalmente all’importo, perché solo le quote oltre le soglie subiscono la riduzione al 90% e al 75%. La tabella indica per ogni importo la forchetta fra lo scenario al 2,6% e quello al 2,9%, con il valore al 2,7% fra parentesi; i valori sono lordi e mensili, in attesa del decreto.

Pensione lorda mensile Aumento stimato (con rivalutazione al 2,7%)
1.000 euro da 26,00 a 29,00 euro (27,00)
1.500 euro da 39,00 a 43,50 euro (40,50)
2.000 euro da 52,00 a 58,00 euro (54,00)
2.500 euro da 64,86 a 72,35 euro (67,36)
2.800 euro da 71,88 a 80,18 euro (74,65)
3.500 euro da 86,54 a 96,53 euro (89,87)
4.000 euro da 96,29 a 107,41 euro (100,00)
Ad esempio, su un assegno da 2.800 euro ed una rivalutazione al 2,7%, la quota entro la prima soglia si rivaluta all’indice pieno e i restanti 352,60 euro al 90% dell’indice, cioè al 2,43%, per un aumento di 74,65 euro al mese. Fra lo scenario più basso e quello più alto la distanza va da 3 euro lordi al mese su una pensione da 1.000 euro a 11,12 euro su una da 4.000 euro. Chi applica il 90% all’intero importo ottiene un risultato inferiore a quello spettante, perché usa il criterio dell’importo complessivo, valido solo nel 2023 e nel 2024.

Conguaglio nel cedolino di gennaio 2027
Il cedolino di gennaio 2027 conterrà la nuova perequazione provvisoria per il 2027 e l’eventuale conguaglio sulla rivalutazione applicata nel 2026, fissata in via provvisoria dal decreto interministeriale del 19 novembre 2025 salvo conguaglio in sede di perequazione per l’anno successivo.

Il conguaglio sul 2026 dovrebbe risultare nullo: con i dati definitivi di dicembre diffusi il 16 gennaio 2026, l’Istat ha certificato per il 2025 una crescita media dell’indice FOI senza tabacchi dell’1,4%, pari al provvisorio. La conferma formale spetta al decreto di novembre, come è avvenuto per il 2024, quando lo stesso decreto ha reso definitivo lo 0,8% già applicato. Chi programma l’uscita dal lavoro in questa finestra deve considerare anche i parametri di calcolo applicabili alla pensione anticipata con decorrenza 2027.
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Re: Rivalutazione/Perequazione pensioni 2026

Messaggio da borelgrnet »

Questo sito mi sembra molto affidabile:

https://www.pmi.it/economia/lavoro/4812 ... zione.html
FrancoGuido
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Re: Rivalutazione/Perequazione pensioni 2026

Messaggio da FrancoGuido »

devi solo aspettare il 17 novembre quando uscirà indice foi relativo al mese di ottobre e sapremo quanto sarà la perequazione .
al momento siamo fermi al mese di agosto con parametro 2,2.
Spacey
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Re: Rivalutazione/Perequazione pensioni 2026

Messaggio da Spacey »

Borelgrnet ti ho scritto in privato, ciao.
sasabl
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Re: Rivalutazione/Perequazione pensioni 2026

Messaggio da sasabl »

Ciao!

Visto che ogni volta che esce un nuovo dato ISTAT si rischia di fare un po' di confusione tra inflazione mensile, inflazione tendenziale e inflazione media annua, provo a spiegare ancora una volta come funziona il calcolo che utilizzo nel mio programma e, soprattutto, che cosa rappresenta la percentuale provvisoria che viene aggiornata mese per mese.

Prima distinzione: non tutte le percentuali di inflazione indicano la stessa cosa. Quando l'ISTAT pubblica i dati mensili troviamo normalmente percentuali che rispondono a domande diverse. La variazione congiunturale confronta un mese con quello immediatamente precedente. La variazione tendenziale confronta invece un determinato mese con lo stesso mese dell'anno precedente.

Ad esempio, quando ad agosto 2026 il NIC risultava aumentato dello 0,5% rispetto a luglio e del 3,3% rispetto ad agosto 2025, stavamo parlando di due cose diverse:

+0,5% = agosto 2026 rispetto a luglio 2026;

+3,3% = agosto 2026 rispetto ad agosto 2025.

Quel +3,3% non significa quindi che l'inflazione media del 2026 sia stata del 3,3%. Significa semplicemente che il livello dei prezzi rilevato ad agosto 2026 era superiore del 3,3% rispetto a quello rilevato ad agosto 2025. Lo stesso ragionamento varrà a dicembre: il tasso tendenziale di dicembre confronterà dicembre 2026 con dicembre 2025. Ma questo valore non deve essere confuso con la variazione media dell'intero anno.

Tra gennaio e dicembre, infatti, l'indice può avere seguito un percorso molto diverso. Per determinare un valore medio annuale bisogna considerare tutti i mesi dell'anno, e non soltanto confrontare il valore di dicembre con quello del dicembre precedente. È quindi perfettamente possibile, e del tutto normale, che a fine anno il tasso tendenziale di dicembre e la variazione media annuale siano differenti.

Cosa fa invece il mio programma? Dal 2026 c'è anche una novità tecnica importante: è cambiata la base dell'indice FOI e il 2025 è posto uguale a 100. Questo rende particolarmente semplice comprendere il calcolo.

I valori FOI finora disponibili per il 2026 sono:

Gennaio 100,4
Febbraio 100,9
Marzo 101,5
Aprile 102,5
Maggio 102,8
Giugno 102,8
Luglio 103,1
Agosto 103,7

Il mio programma non prende l'ultimo valore pubblicato e lo considera come inflazione dell'intero anno. Fa una cosa diversa: ogni mese calcola nuovamente la media di tutti gli indici FOI disponibili dall'inizio dell'anno. In Excel il cuore del calcolo è questo: MEDIA(F7:F18) dove tra F7 e F18 ci sono gli indici FOI mensili. Le celle dei mesi non ancora disponibili sono vuote e quindi Excel non le considera.

In pratica, a gennaio viene utilizzato un solo mese; a febbraio la media di due mesi; a marzo quella di tre e così via. Con la nuova base 2025=100, dalla media viene poi sottratto 100 per ottenere la percentuale provvisoria.

Il risultato nel 2026 è stato questo:

Mese; FOI del mese; Media progressiva; Stima provvisoria

Gennaio; 100,4; 100,400; 0,4%
Febbraio; 100,9 ; 100,650 ; 0,7%
Marzo ; 101,5 ; 100,933 ; 0,9%
Aprile ; 102,5 ; 101,325 ; 1,3%
Maggio ; 102,8 ; 101,620 ; 1,6%
Giugno ; 102,8 ; 101,817 ; 1,8%
Luglio ; 103,1 ;102,000 ; 2,0%
Agosto ; 103,7 ;102,213 ; 2,2%

Questo è il motivo per cui attualmente il programma indica un valore provvisorio del 2,2%. Perché, andando avanti nell'anno, ogni nuovo mese incide sempre meno. Questo è forse il concetto più importante del calcolo. Nei primi mesi dell'anno ogni nuovo dato ha un peso enorme. A gennaio l'unico valore disponibile rappresenta il 100% del calcolo. A febbraio ciascun mese pesa per 1/2. A marzo ciascun mese pesa per 1/3. Ma poi il peso del singolo mese diminuisce progressivamente: giugno: 1/6; luglio: 1/7; agosto: 1/8; settembre: 1/9; ottobre: 1/10; novembre: 1/11; dicembre: 1/12.

Questo significa che una variazione dell'ultimo mese, anche abbastanza consistente, non si trasferisce integralmente sulla stima complessiva. Un esempio reale lo abbiamo già avuto tra luglio e agosto. Il FOI è passato da 103,1 a 103,7, quindi è salito di 0,6 punti.Eppure la media progressiva è passata soltanto: da 102,000 a 102,213. La stima del programma è quindi passata dal 2,0% al 2,2%. Perché? Perché il 103,7 di agosto non sostituisce i sette valori precedenti: viene aggiunto ad essi e rappresenta soltanto un ottavo della nuova media.

E veniamo al dato pubblicato oggi. Oggi l'ISTAT ha comunicato per settembre un dato preliminare che indica una variazione mensile del NIC del +0,7%. Attenzione però: NIC e FOI non sono la stessa cosa. Il mio programma utilizza il FOI e quindi non posso prendere quel +0,7% e inserirlo direttamente nel calcolo. Dobbiamo attendere la pubblicazione del nuovo valore FOI. Possiamo però utilizzarlo per fare un esempio puramente teorico e capire quanto potrebbe incidere un nuovo dato piuttosto elevato sulla mia stima. L'ultimo FOI disponibile è 103,7. Immaginiamo, esclusivamente per fare un esempio matematico e senza sostenere che questo sarà il prossimo FOI, che anche il FOI aumentasse di circa 0,7 punti e arrivasse a 104,4. Avremmo:

(100,4 + 100,9 + 101,5 + 102,5 + 102,8 + 102,8 + 103,1 + 103,7 + 104,4) / 9 = 102,456

La stima del programma passerebbe quindi indicativamente dal 2,2% al 2,5%. Ed ecco il punto interessante. Pur ipotizzando un nuovo indice che passi da 103,7 a 104,4, quindi con un incremento di circa 0,7 punti, la media complessiva salirebbe soltanto di circa 0,24 punti (da 102,213 a 102,456). Dopo gli arrotondamenti previsti dal programma, la stima visualizzata passerebbe dal 2,2% al 2,5%. Questo accade perché settembre rappresenterebbe ormai soltanto 1/9 della media complessiva. E nei prossimi mesi l'effetto sarà ancora minore. A ottobre il nuovo dato dovrà inserirsi in una media di dieci mesi. A novembre in una media di undici. A dicembre in una media di dodici. Quindi, a parità di variazione dell'indice mensile, l'effetto sulla media progressiva sarà sempre più contenuto. Naturalmente questo non significa che il risultato non possa più cambiare.
Se negli ultimi mesi si verificassero variazioni eccezionalmente elevate o negative, queste avrebbero comunque un effetto. Significa semplicemente che, più dati reali abbiamo già acquisito, maggiore deve essere lo scostamento dei mesi rimanenti per modificare sensibilmente la media che si è già formata.

In conclusione quando leggiamo che "l'inflazione è al 3,3%" o che in un determinato mese "i prezzi sono aumentati dello 0,7%", dobbiamo prima chiederci che cosa stiamo confrontando. Un conto è la variazione rispetto al mese precedente. Un altro è il tasso tendenziale, cioè il confronto con lo stesso mese dell'anno precedente. Un altro ancora è la variazione media riferita all'intero anno. Il mio programma cerca di seguire progressivamente quest'ultimo andamento: mese dopo mese incorpora tutti i dati FOI disponibili e ricalcola la media complessiva. Per questo il dato è molto più volatile nei primi mesi e tende progressivamente a stabilizzarsi verso la fine dell'anno. Quando avremo anche dicembre, avremo finalmente tutti e dodici i mesi del 2026. Fino ad allora quello mostrato dal programma deve essere considerato per quello che è: un indice provvisorio, aggiornato ogni mese sulla base dei dati effettivamente disponibili. Ed è proprio per questo che, arrivati ormai a settembre, una variazione dell'ultimo mese pesa molto meno di quanto avrebbe pesato a febbraio o marzo.
FrancoGuido
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Re: Rivalutazione/Perequazione pensioni 2026

Messaggio da FrancoGuido »

grazie e buona giornata.
mauri64
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Re: Rivalutazione/Perequazione pensioni 2026

Messaggio da mauri64 »

Ciao sasabl!
Come al solito spiegazione esaustiva, speriamo che i colleghi non abbiano più dubbi al riguardo.
borelgrnet
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Re: Rivalutazione/Perequazione pensioni 2026

Messaggio da borelgrnet »

sasabl ha scritto: mer set 30, 2026 1:58 pm Ciao!

Visto che ogni volta che esce un nuovo dato ISTAT si rischia di fare un po' di confusione tra inflazione mensile, inflazione tendenziale e inflazione media annua, provo a spiegare ancora una volta come funziona il calcolo che utilizzo nel mio programma e, soprattutto, che cosa rappresenta la percentuale provvisoria che viene aggiornata mese per mese.

Prima distinzione: non tutte le percentuali di inflazione indicano la stessa cosa. Quando l'ISTAT pubblica i dati mensili troviamo normalmente percentuali che rispondono a domande diverse. La variazione congiunturale confronta un mese con quello immediatamente precedente. La variazione tendenziale confronta invece un determinato mese con lo stesso mese dell'anno precedente.

Ad esempio, quando ad agosto 2026 il NIC risultava aumentato dello 0,5% rispetto a luglio e del 3,3% rispetto ad agosto 2025, stavamo parlando di due cose diverse:

+0,5% = agosto 2026 rispetto a luglio 2026;

+3,3% = agosto 2026 rispetto ad agosto 2025.

Quel +3,3% non significa quindi che l'inflazione media del 2026 sia stata del 3,3%. Significa semplicemente che il livello dei prezzi rilevato ad agosto 2026 era superiore del 3,3% rispetto a quello rilevato ad agosto 2025. Lo stesso ragionamento varrà a dicembre: il tasso tendenziale di dicembre confronterà dicembre 2026 con dicembre 2025. Ma questo valore non deve essere confuso con la variazione media dell'intero anno.

Tra gennaio e dicembre, infatti, l'indice può avere seguito un percorso molto diverso. Per determinare un valore medio annuale bisogna considerare tutti i mesi dell'anno, e non soltanto confrontare il valore di dicembre con quello del dicembre precedente. È quindi perfettamente possibile, e del tutto normale, che a fine anno il tasso tendenziale di dicembre e la variazione media annuale siano differenti.

Cosa fa invece il mio programma? Dal 2026 c'è anche una novità tecnica importante: è cambiata la base dell'indice FOI e il 2025 è posto uguale a 100. Questo rende particolarmente semplice comprendere il calcolo.

I valori FOI finora disponibili per il 2026 sono:

Gennaio 100,4
Febbraio 100,9
Marzo 101,5
Aprile 102,5
Maggio 102,8
Giugno 102,8
Luglio 103,1
Agosto 103,7

Il mio programma non prende l'ultimo valore pubblicato e lo considera come inflazione dell'intero anno. Fa una cosa diversa: ogni mese calcola nuovamente la media di tutti gli indici FOI disponibili dall'inizio dell'anno. In Excel il cuore del calcolo è questo: MEDIA(F7:F18) dove tra F7 e F18 ci sono gli indici FOI mensili. Le celle dei mesi non ancora disponibili sono vuote e quindi Excel non le considera.

In pratica, a gennaio viene utilizzato un solo mese; a febbraio la media di due mesi; a marzo quella di tre e così via. Con la nuova base 2025=100, dalla media viene poi sottratto 100 per ottenere la percentuale provvisoria.

Il risultato nel 2026 è stato questo:

Mese; FOI del mese; Media progressiva; Stima provvisoria

Gennaio; 100,4; 100,400; 0,4%
Febbraio; 100,9 ; 100,650 ; 0,7%
Marzo ; 101,5 ; 100,933 ; 0,9%
Aprile ; 102,5 ; 101,325 ; 1,3%
Maggio ; 102,8 ; 101,620 ; 1,6%
Giugno ; 102,8 ; 101,817 ; 1,8%
Luglio ; 103,1 ;102,000 ; 2,0%
Agosto ; 103,7 ;102,213 ; 2,2%

Questo è il motivo per cui attualmente il programma indica un valore provvisorio del 2,2%. Perché, andando avanti nell'anno, ogni nuovo mese incide sempre meno. Questo è forse il concetto più importante del calcolo. Nei primi mesi dell'anno ogni nuovo dato ha un peso enorme. A gennaio l'unico valore disponibile rappresenta il 100% del calcolo. A febbraio ciascun mese pesa per 1/2. A marzo ciascun mese pesa per 1/3. Ma poi il peso del singolo mese diminuisce progressivamente: giugno: 1/6; luglio: 1/7; agosto: 1/8; settembre: 1/9; ottobre: 1/10; novembre: 1/11; dicembre: 1/12.

Questo significa che una variazione dell'ultimo mese, anche abbastanza consistente, non si trasferisce integralmente sulla stima complessiva. Un esempio reale lo abbiamo già avuto tra luglio e agosto. Il FOI è passato da 103,1 a 103,7, quindi è salito di 0,6 punti.Eppure la media progressiva è passata soltanto: da 102,000 a 102,213. La stima del programma è quindi passata dal 2,0% al 2,2%. Perché? Perché il 103,7 di agosto non sostituisce i sette valori precedenti: viene aggiunto ad essi e rappresenta soltanto un ottavo della nuova media.

E veniamo al dato pubblicato oggi. Oggi l'ISTAT ha comunicato per settembre un dato preliminare che indica una variazione mensile del NIC del +0,7%. Attenzione però: NIC e FOI non sono la stessa cosa. Il mio programma utilizza il FOI e quindi non posso prendere quel +0,7% e inserirlo direttamente nel calcolo. Dobbiamo attendere la pubblicazione del nuovo valore FOI. Possiamo però utilizzarlo per fare un esempio puramente teorico e capire quanto potrebbe incidere un nuovo dato piuttosto elevato sulla mia stima. L'ultimo FOI disponibile è 103,7. Immaginiamo, esclusivamente per fare un esempio matematico e senza sostenere che questo sarà il prossimo FOI, che anche il FOI aumentasse di circa 0,7 punti e arrivasse a 104,4. Avremmo:

(100,4 + 100,9 + 101,5 + 102,5 + 102,8 + 102,8 + 103,1 + 103,7 + 104,4) / 9 = 102,456

La stima del programma passerebbe quindi indicativamente dal 2,2% al 2,5%. Ed ecco il punto interessante. Pur ipotizzando un nuovo indice che passi da 103,7 a 104,4, quindi con un incremento di circa 0,7 punti, la media complessiva salirebbe soltanto di circa 0,24 punti (da 102,213 a 102,456). Dopo gli arrotondamenti previsti dal programma, la stima visualizzata passerebbe dal 2,2% al 2,5%. Questo accade perché settembre rappresenterebbe ormai soltanto 1/9 della media complessiva. E nei prossimi mesi l'effetto sarà ancora minore. A ottobre il nuovo dato dovrà inserirsi in una media di dieci mesi. A novembre in una media di undici. A dicembre in una media di dodici. Quindi, a parità di variazione dell'indice mensile, l'effetto sulla media progressiva sarà sempre più contenuto. Naturalmente questo non significa che il risultato non possa più cambiare.
Se negli ultimi mesi si verificassero variazioni eccezionalmente elevate o negative, queste avrebbero comunque un effetto. Significa semplicemente che, più dati reali abbiamo già acquisito, maggiore deve essere lo scostamento dei mesi rimanenti per modificare sensibilmente la media che si è già formata.

In conclusione quando leggiamo che "l'inflazione è al 3,3%" o che in un determinato mese "i prezzi sono aumentati dello 0,7%", dobbiamo prima chiederci che cosa stiamo confrontando. Un conto è la variazione rispetto al mese precedente. Un altro è il tasso tendenziale, cioè il confronto con lo stesso mese dell'anno precedente. Un altro ancora è la variazione media riferita all'intero anno. Il mio programma cerca di seguire progressivamente quest'ultimo andamento: mese dopo mese incorpora tutti i dati FOI disponibili e ricalcola la media complessiva. Per questo il dato è molto più volatile nei primi mesi e tende progressivamente a stabilizzarsi verso la fine dell'anno. Quando avremo anche dicembre, avremo finalmente tutti e dodici i mesi del 2026. Fino ad allora quello mostrato dal programma deve essere considerato per quello che è: un indice provvisorio, aggiornato ogni mese sulla base dei dati effettivamente disponibili. Ed è proprio per questo che, arrivati ormai a settembre, una variazione dell'ultimo mese pesa molto meno di quanto avrebbe pesato a febbraio o marzo.

È giusto, visto che ad Agosto la media ponderata dell'indice foi è al momento del 2,2% possiamo facilmente ipotizzare, visto l'inflazione galoppante e che mancano ancora 4 mesi alla fine dell'anno, facciamo l'ipotesi dell'aumento mensile in media di 0,2%, abbiamo in totale un ulteriore aumento dello 0,8% (0,2×4 mesi=+0,8%) se andiamo a sommarlo allo 2,2% fino ad Agosto 2026 abbiamo grossolanamente un indice FOI all'incirca del +2,9/3,0%. Quindi siamo quasi in linea con le previsioni dei diversi siti online. :wink:
mauri64
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Re: Rivalutazione/Perequazione pensioni 2026

Messaggio da mauri64 »

@borelgrnet, allora non ti è del tutto chiaro l'esaustivo post dell'esperto @sasabl. Negli ultimi mesi dell'anno, l'aumento mensile dell'indice Foi incide in maniera diversa rispetto ai primi mesi.
borelgrnet
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Re: Rivalutazione/Perequazione pensioni 2026

Messaggio da borelgrnet »

mauri64 ha scritto: mer set 30, 2026 10:24 pm @borelgrnet, allora non ti è del tutto chiaro l'esaustivo post dell'esperto @sasabl. Negli ultimi mesi dell'anno, l'aumento mensile dell'indice Foi incide in maniera diversa rispetto ai primi mesi.
Perché tu sai come andranno le percentuali del foi fino a dicembre????? Tutto è variabile e possibile
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