max77 ha scritto: sab ago 29, 2026 10:56 pm
Un caro saluto a tutti gli utenti,
ed un sentito ringraziamento agli esperti che da tanti anni forniscono a tutti noi preziosissime informazioni, con tanta pazienza
Nel mese di ottobre inizierò a percepire (finalmente) la P.P.O. e stavo valutando anche di cercare un impiego lavorativo da dipendente.
Prima, però, vorrei capire bene il discorso delle decurtazioni che l'Inps (o il Datore di Lavoro) applicherà.
Da quello che avevo capito, correggetemi se sbaglio, si parla di un 50% della parte eccedente l'assegno minimo sociale INPS (attualmente 611 €).
Se intraprendi un'attività lavorativa quale dipendente e superi il trattamento minimo annuo lordo di € 7.954,05 (€ 611,85*13), dalla pensione annua lorda devi sottrarre € 7.954,05 e moltiplicare per 0,50.
A titolo esemplificativo, con una pensione annua lorda di € 22.000 esegui il seguente calcolo:
€ 22.000 - € 7.954,05 *0,50 = € 7.022,97 (importo decurtato).
Pensione annua lorda € 22.000 - € 7.022,97 = € 14.977,03 (nuova pensione annua lorda decurtata).
Ma questa decurtazione viene applicata sull'importo pensionistico dall'INPS oppure è il datore di lavoro che deve applicarla sull'importo stipendiale per la parte eccedente i 611€?
L'importo decurtato viene applicato sulla pensione a cura dell'INPS.
E se dovessi percepire uno stipendio mensile inferiore all'assegno sociale INPS?
Con stipendio inferiore al trattamento minimo annuo lordo, non sei soggetto ad alcuna decurtazione. Ovviamente sul nuovo reddito prodotto (pensione più stipendio) versi le corrispondenti trattenute.
Per ultimo, il tuo datore di lavoro deve comunicare l'inizio e cessata attività, pena la mancata corresponsione della pensione nell'anno di riferimento.
La decurtazione viene applicata allo stesso modo anche se si percepisce la PPO?
Grazie mille ancora!
Max
Ti ha risposto il buon
@NavySeals