Buongiorno Avvocato, la ringrazio per la disponibilità. Sono un Ispettore dei Carabinieri con quasi 33 anni di servizio, attualmente in aspettativa per motivi di salute. A ottobre maturerò il primo anno di assenza.
Considerato il limite massimo dei 730 giorni nel quinquennio, vorrei chiederle:
La Commissione Medica Ospedaliera è giuridicamente obbligata a emettere un giudizio definitivo (idoneità o riforma) prima dello spirare del 730° giorno per evitare la decadenza amministrativa? Esistono tutele specifiche qualora la CMO tardi a convocarmi, rischiando di farmi sforare il limite massimo?
Nel caso in cui si verifichi la decadenza dal servizio per superamento del periodo massimo di aspettativa, senza che sia ancora intervenuto un verbale di riforma, avrei comunque diritto a presentare domanda di pensione ?
In assenza del decreto di riforma, quali sono i rischi reali per l'erogazione del trattamento pensionistico e del TFS?
Il mio timore principale è rimanere in un 'limbo' giuridico senza stipendio né pensione immediata, avendo impegni familiari e mutuo. (Non vorrei rimanere sotto un ponte).
Grazie per l'attenzione
Chiarimento su emissione decreto riforma
Moderatore: Avv. Giorgio Carta
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- Avv. Giorgio Carta
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- Iscritto il: ven apr 03, 2009 9:14 am
Re: Chiarimento su emissione decreto riforma
Buongiorno a lei, maresciallo.
La Commissione Medica Ospedaliera non è espressamente obbligata a emettere un giudizio definitivo (idoneità o riforma) prima dello spirare del 730° giorno, ma ha un'indicazione di massima ad evitare ove possibile - con un provvedimento definitivo - sia lo sforamento del primo anno di aspettativa (per evitare l'eventuale dimezzamento della retribuzione) sia del biennio nel quinquennio (per evitare la decadenza ipso jure del rapporto di servizio).
Nel caso che le date già programmate non siano compatibili con questi obbiettivi, le suggerisco di chiedere un'anticipazione delle stesse, anche se, invero, il problema si pone soprattutto per i militari suscettibili di riforma, ai fini dell'eventuale transito nei ruoli civili, se richiesto.
In caso di sforamento del periodo massimo di aspettativa, lei può chiedere la pensione se ne ha frattanto maturato il diritto (lo verifichi tramite un caf, magari). In caso di riforma, invece, con 33 anni di servizio, ne ha certamente il diritto.
Vista la delicatezza della situazione, le suggerisco di rivolgersi ad un avvocato che conosca il diritto militare.
In bocca al lupo,
Avv. Giorgio Carta
La Commissione Medica Ospedaliera non è espressamente obbligata a emettere un giudizio definitivo (idoneità o riforma) prima dello spirare del 730° giorno, ma ha un'indicazione di massima ad evitare ove possibile - con un provvedimento definitivo - sia lo sforamento del primo anno di aspettativa (per evitare l'eventuale dimezzamento della retribuzione) sia del biennio nel quinquennio (per evitare la decadenza ipso jure del rapporto di servizio).
Nel caso che le date già programmate non siano compatibili con questi obbiettivi, le suggerisco di chiedere un'anticipazione delle stesse, anche se, invero, il problema si pone soprattutto per i militari suscettibili di riforma, ai fini dell'eventuale transito nei ruoli civili, se richiesto.
In caso di sforamento del periodo massimo di aspettativa, lei può chiedere la pensione se ne ha frattanto maturato il diritto (lo verifichi tramite un caf, magari). In caso di riforma, invece, con 33 anni di servizio, ne ha certamente il diritto.
Vista la delicatezza della situazione, le suggerisco di rivolgersi ad un avvocato che conosca il diritto militare.
In bocca al lupo,
Avv. Giorgio Carta


