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Aggressione in servizio e probabile inizio stato d'ansia

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kelilan
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Iscritto il: mar apr 25, 2023 9:40 pm

Aggressione in servizio e probabile inizio stato d'ansia

Messaggio da kelilan »

Buonasera a tutti.
Sono un ispettore di Polizia Penitenziaria (58 a settembre - quasi 29 anni effettivi nel corpo, 3 anni nell'esercito e 4 nel privato in corso di ricongiunzione).
Alcuni giorni fa mentre ero in servizio, sono stato aggredito da un detenuto che senza alcun motivo mi ha colpito con un forte pugno in viso.
La TAC effettuata in PS alla mandibibola è stata fortunatamente negativa ma restano le ferite fisiche in più punti del corpo, dovute anche alla conseguente caduta a terra, e quelle morali/psicologiche che sto cercando di gestire al meglio.
Siccome i guai non arrivano mai soli, pochi giorni dopo l'infortunio, è stato chiuso il mio distacco per art.7, che mi ha permesso di vivere serenamente con la mia famiglia per quasi un anno.
Il mio traguardo alla agognata pensione è ormai vicino e probabilmente quanto capitatomi mi tornerà utile per sottrarmi ad un rientro in sede (a più di 500 km di distanza) che per ovvi motivi non posso effettuare.
Attualmente mi trovo in malattia per "Trauma da regione mentoniera da riferita aggressione durante attività lavorativa" (questa è la diagnosi da referto PS con 5 gg di prognosi)
Nel successivo certificato di prosecuzione, il medico ha indicato tutti i dolori che sono emersi 24/48 ore dopo: Dolore ai movimenti dell'ATM di dx, difficoltà alla deglutizione, sindrome vertiginosa, dolorabilità regione lombare ed anca dx.
Per adesso è mia intenzione sfruttare il più a lungo possibile la malattia "fisica" ma entro 6 mesi dall'evento è mia intenzione affrontare quella psicologica con uno stato d'ansia che mi accompagni il più vicino possibile al traguardo pensionistico.
Anche e soprattutto perchè, trattandosi di infortunio sul lavoro, posso trarne qualche vantaggio, vero?

Vorrei sapere dai più esperti se la mia strategia può essere giusta.
Ovviamente sono ben accetti consigli e "dritte" per non commettere errori, visto che in questo campo la mia esperienza è pressochè nulla.
Ringrazio fin d'ora chi saprà dedicarmi un pò del proprio tempo per rispondermi.
mauri64
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Re: Aggressione in servizio e probabile inizio stato d'ansia

Messaggio da mauri64 »

Ciao!
In attesa che qualche collega competente risponda, avanza richiesta di previsione nella sezione CALCOLI PENSIONISTICI.
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kelilan
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Iscritto il: mar apr 25, 2023 9:40 pm

Re: Aggressione in servizio e probabile inizio stato d'ansia

Messaggio da kelilan »

Grazie Mauri64,
provvederò quanto prima...
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kelilan
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Iscritto il: mar apr 25, 2023 9:40 pm

Re: Aggressione in servizio e probabile inizio stato d'ansia

Messaggio da kelilan »

Grazie,
purtroppo mi trovo nelle condizioni di non poter fare su e giù e di certo non intendo farmi riformare a 58/59 anni dopo una vita di guerra in trincea.
Ho due figli di 15 e 7 anni e, come se non bastasse, so anche di non avere la disponibilità di alloggio in caserma.
La posizione attuale di distaccato è quella che intendo mantenere anche per comodità e vicinanza di CMO
Attendo fiducioso i consigli di @nonno Alberto
gnakkiti2
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Re: Aggressione in servizio e probabile inizio stato d'ansia

Messaggio da gnakkiti2 »

Io vorrei sapere come è stata trattata la pratica dell'aggressione, dal punto di vista sanitario.
Da noi modello C immediato, visto che è previsto che ciò avvenga d'ufficio, e se la convocazione è fissata per un giorno successivo alla fine della prognosi del p.s. i colleghi proseguono l'assenza per "infortunio" con certififcato del propri medico fino alla dtaa della convocazione. Così ci ha dato istruzioni la CMO competente. E si tratta di assenza per infortunio, non per malattia.
Detto questo, se è stato fatto così, sei a posto per i prossimi due anni che dedicherai a curarti, sia dal punto di vista fisico che mentale, fino alla pensione.
In caso contrario da studiare una strategia sanitaria per arrivare ai 60 anni.
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