Buonasera Avvocato,
sono un Assistente Capo della Polizia di Stato con 16 anni di servizio effettivo + 1 anno di Gestione Separata come ricercatore universitario.
Qualora dovessi essere riformato, vorrei sapere se con la pensione di inabilità alla mansione o inabilità al proficuo lavoro sia possibile lavorare e a che condizioni (quali eventuali decurtazioni e che tipo di tassazione).
Se possibile, gradirei sapere inoltre se con quel tipo di dispensa dal servizio - rinunciando inizialmente a transitare nei ruoli civili - possa comunque partecipare in seguito a concorsi pubblici (per esempio presso Università o Scuola). Quest'ultimo quesito sorge perché alcuni bandi di concorso universitari enunciano tra le cause di esclusione "l'essere dispensato dal pubblico impiego" in maniera generica e lasciando spazio a più interpretazioni (p.e. dispensa dal servizio per permanente e scarso rendimento).
Ringraziando per la cortese attenzione, resto in attesa di risposta.
Cordialmente,
Lavoro dopo la riforma ed eventuali nuovi concorsi pubblici
Moderatore: Avv. Giorgio Carta
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Questo servizio è gratuito ed i quesiti rivolti all'avvocato Giorgio Carta saranno evasi compatibilmente con i suoi impegni professionali. Riceveranno risposta solo i quesiti pubblicati nell’area pubblica, a beneficio di tutti i frequentatori del forum. Nel caso si intenda ricevere una consulenza riservata e personalizzata , l’avvocato Carta è reperibile ai recapiti indicati sul sito www.studiolegalecarta.com, ma la prestazione professionale è soggetta alle vigenti tariffe professionali.
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- Avv. Giorgio Carta
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- Iscritto il: ven apr 03, 2009 9:14 am
Re: Lavoro dopo la riforma ed eventuali nuovi concorsi pubblici
è certamente possibile fruire della pensione e svolgere un nuovo lavoro, ma non mi chieda quale sia la decurtazione perché sono aspetti che non tratto (un caf o un consulente del lavoro saprebbero certamente cosa risponderle).
Inoltre, la dispensa dal servizio per riforma non è mai causa di esclusione (qualunque sia la formulazione del bando del concorso cui intenda partecipare) perché in sè non implica alcun giudizio negativo o sanzionatorio.
In bocca al lupo,
Avv. Giorgio Carta
Inoltre, la dispensa dal servizio per riforma non è mai causa di esclusione (qualunque sia la formulazione del bando del concorso cui intenda partecipare) perché in sè non implica alcun giudizio negativo o sanzionatorio.
In bocca al lupo,
Avv. Giorgio Carta


