Gentile avvocato,
recentemente sono stato sollevato dal mio incarico e posto a disposizione del Comandante a seguito della contestazione di una mancanza disciplinare (contestatami a voce) a cui non ha ancora seguito alcuna sanzione disciplinare.
Il provvedimento di cambio incarico non è stato formalmente motivato. Mi è stato semplicemente comunicato con lettera che da tal giorno cessavo dall’incarico e venivo posto a disposizione. Io, al momento, ho semplicemente fatto richiesta di accedere agli atti contenenti la motivazione del provvedimento.
Dal punto di vista disciplinare ritengo possibile che sia stata fatta anche un’informativa alla Corte dei Conti, ma attendo che mi venga contestata qualcosa per poterla impugnare. Dal punto di vista dell’impiego, mi è stato detto che posso rimanere nella posizione di “a disposizione” per 60' gg + altri 60 gg con autorizzazione del comando sovraordinato.
La domanda che le rivolgo è volta a sapere se è possibile e corretto che un provvedimento come quello che ho subito possa semplicemente non essere motivato dal Comandante ovvero egli abbia l’obbligo di farlo e magari comunicarmelo. Nel secondo caso, considerato che da informazioni in mio possesso sembra non essere stata formalizzata alcuna motivazione, ci sono possibilità di invalidare il provvedimento?
Grazie
Motivazione del cambio incarico
Moderatore: Avv. Giorgio Carta
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Re: Motivazione del cambio incarico
Anche l'atto che dispone il cambio di incarico soggiace alla regola dell'obbligo di motivazione, quindi è illegittimo se non reca l'indicazione dei motivi che l'ahanno determinato.
Di conseguenza, è pure impugnabile. Ovviamente, valuti Lei se il gioco vale la candela.
Saluti,
Avv. Giorgio Carta
Di conseguenza, è pure impugnabile. Ovviamente, valuti Lei se il gioco vale la candela.
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Avv. Giorgio Carta

