Ricalcolo della RIA.
Inviato: ven gen 02, 2026 2:56 pm
Buon inizio anno a tutti.
Ho trovato, sul sito (sono registarto) Brocardi.it, una sentenza:
Migliaia di lavoratori della pubblica amministrazione potrebbero avere diritto a somme considerevoli mai incassate. Grazie alle recenti sentenze dei tribunali italiani, oggi è possibile ricalcolare la propria anzianità di servizio e ottenere gli arretrati accumulati in oltre tre decenni di carriera, con effetti immediati su stipendio e pensione
La questione degli arretrati legati alla Retribuzione Individuale di Anzianità (RIA) ha vissuto una svolta con la sentenza della Corte Costituzionale n. 4/2024, che ha posto fine a un'ingiustizia perpetrata per anni ai danni dei lavoratori pubblici. Il problema nasceva da un'interpretazione restrittiva applicata da numerose amministrazioni, che avevano arbitrariamente bloccato il calcolo dell'anzianità di servizio al 1990, ignorando completamente il triennio successivo fino al 31 dicembre 1992. Questa esclusione ha comportato la cancellazione di scatti biennali legittimamente maturati dai dipendenti, con un impatto devastante non solo sugli stipendi mensili ma anche sui contributi previdenziali versati e, di conseguenza, sull'importo finale della pensione.
Le recenti sentenze di merito, tra cui spicca la sentenza n. 461/2025 del Tribunale di Napoli, seguita da analoghe pronunce del Tribunale di Genova, hanno finalmente chiarito che tutta l'anzianità accumulata fino alla data del 31 dicembre 1992 deve essere riconosciuta integralmente. Questo significa che chi ha lavorato in quegli anni ha diritto a vedersi calcolare nella busta paga il cosiddetto salario di anzianità comprensivo di tutti gli scatti che gli spettavano, con il conseguente ricalcolo delle somme che avrebbe dovuto percepire negli ultimi trent'anni di servizio.
Chi può rivendicare il proprio diritto agli arretrati RIA.
Il diritto al recupero degli arretrati non è limitato a una ristretta cerchia di lavoratori, ma coinvolge diverse categorie di dipendenti pubblici che si trovano in situazioni amministrative differenti. Secondo le pronunce dei tribunali, possono presentare richiesta di ricalcolo innanzitutto tutti i dipendenti assunti prima del 1993, poiché sono proprio loro ad aver subito l'esclusione del triennio contestato. Hanno ugualmente titolo a richiedere il riconoscimento coloro che hanno svolto periodi di servizio pre-ruolo, ovvero quei lavoratori che hanno prestato attività presso la pubblica amministrazione prima della loro assunzione definitiva a tempo indeterminato. Rientrano nella platea dei beneficiari anche il personale che è stato successivamente stabilizzato o che è transitato di ruolo dopo aver lavorato con contratti precari, nonché i pensionati il cui diritto non risulta ancora prescritto secondo i termini stabiliti dalla legge.
Un aspetto particolarmente rilevante riguarda gli eredi dei dipendenti deceduti, che possono legittimamente avanzare richiesta per conto dei loro cari, recuperando somme che spettavano al lavoratore defunto.
La questione assume proporzioni ancora più ampie se si considera il comparto Sicurezza e Difesa, dove le anomalie nella ricostruzione delle carriere sono state particolarmente evidenti e molti appartenenti alle forze dell'ordine e al personale militare non hanno mai visto riconosciuti gli scatti di anzianità maturati oltre il 1990, subendo un doppio danno economico e previdenziale.
Le indicazioni dei giudici e le richieste delle organizzazioni sindacali.
Vi saluto e aspetto notizie buone.
Ho trovato, sul sito (sono registarto) Brocardi.it, una sentenza:
Migliaia di lavoratori della pubblica amministrazione potrebbero avere diritto a somme considerevoli mai incassate. Grazie alle recenti sentenze dei tribunali italiani, oggi è possibile ricalcolare la propria anzianità di servizio e ottenere gli arretrati accumulati in oltre tre decenni di carriera, con effetti immediati su stipendio e pensione
La questione degli arretrati legati alla Retribuzione Individuale di Anzianità (RIA) ha vissuto una svolta con la sentenza della Corte Costituzionale n. 4/2024, che ha posto fine a un'ingiustizia perpetrata per anni ai danni dei lavoratori pubblici. Il problema nasceva da un'interpretazione restrittiva applicata da numerose amministrazioni, che avevano arbitrariamente bloccato il calcolo dell'anzianità di servizio al 1990, ignorando completamente il triennio successivo fino al 31 dicembre 1992. Questa esclusione ha comportato la cancellazione di scatti biennali legittimamente maturati dai dipendenti, con un impatto devastante non solo sugli stipendi mensili ma anche sui contributi previdenziali versati e, di conseguenza, sull'importo finale della pensione.
Le recenti sentenze di merito, tra cui spicca la sentenza n. 461/2025 del Tribunale di Napoli, seguita da analoghe pronunce del Tribunale di Genova, hanno finalmente chiarito che tutta l'anzianità accumulata fino alla data del 31 dicembre 1992 deve essere riconosciuta integralmente. Questo significa che chi ha lavorato in quegli anni ha diritto a vedersi calcolare nella busta paga il cosiddetto salario di anzianità comprensivo di tutti gli scatti che gli spettavano, con il conseguente ricalcolo delle somme che avrebbe dovuto percepire negli ultimi trent'anni di servizio.
Chi può rivendicare il proprio diritto agli arretrati RIA.
Il diritto al recupero degli arretrati non è limitato a una ristretta cerchia di lavoratori, ma coinvolge diverse categorie di dipendenti pubblici che si trovano in situazioni amministrative differenti. Secondo le pronunce dei tribunali, possono presentare richiesta di ricalcolo innanzitutto tutti i dipendenti assunti prima del 1993, poiché sono proprio loro ad aver subito l'esclusione del triennio contestato. Hanno ugualmente titolo a richiedere il riconoscimento coloro che hanno svolto periodi di servizio pre-ruolo, ovvero quei lavoratori che hanno prestato attività presso la pubblica amministrazione prima della loro assunzione definitiva a tempo indeterminato. Rientrano nella platea dei beneficiari anche il personale che è stato successivamente stabilizzato o che è transitato di ruolo dopo aver lavorato con contratti precari, nonché i pensionati il cui diritto non risulta ancora prescritto secondo i termini stabiliti dalla legge.
Un aspetto particolarmente rilevante riguarda gli eredi dei dipendenti deceduti, che possono legittimamente avanzare richiesta per conto dei loro cari, recuperando somme che spettavano al lavoratore defunto.
La questione assume proporzioni ancora più ampie se si considera il comparto Sicurezza e Difesa, dove le anomalie nella ricostruzione delle carriere sono state particolarmente evidenti e molti appartenenti alle forze dell'ordine e al personale militare non hanno mai visto riconosciuti gli scatti di anzianità maturati oltre il 1990, subendo un doppio danno economico e previdenziale.
Le indicazioni dei giudici e le richieste delle organizzazioni sindacali.
Vi saluto e aspetto notizie buone.