AFFITTI BREVI, PIU’ CONTROLLI FISCALI
La Guardia di Finanza, con il piano operativo per il 2026, ha deciso di intensificare l’attività di controllo sulle locazioni turistiche al di sotto dei 30 giorni per contrastare potenziali evasioni fiscali. A partire dal Cin (Codice identificativo nazionale) che i proprietari degli alloggi sono obbligati a esporre all’esterno dello stabile dove si trova la casa affittata e anche negli annunci online. Le Fiamme Gialle si occupano anche dei controlli sul rispetto delle normative di sicurezza come quelle antincendio e che ci siano condizioni igienico sanitarie adeguate.
News a difesa e d'interesse per i cittadini
Re: News a difesa e d'interesse per i cittadini
Dal 19 giugno: stop al telemarketing per luce e gas
Dal 19 giugno, a sessanta giorni dall’entrata in vigore del cd. “Dl Bollette”, saranno vietate le sollecitazioni commerciali telefoniche e tramite messaggi, finalizzate alla proposta o conclusione di contratti di fornitura di energia elettrica e gas.
Cosa cambia concretamente per i consumatori?
> Non sarà più possibile ricevere chiamate commerciali o messaggi promozionali relativi ad offerte di luce e gas, senza consenso preventivo del cliente;
> non sarà più il consumatore a dover dimostrare di essere stato contattato senza consenso, bensì il fornitore;
> eventuali proposte contrattuali dovranno avvenire attraverso canali più trasparenti e verificabili oppure su richiesta esplicita del consumatore;
> dovrebbero essere fortemente ridotte le pressioni commerciali indesiderate via telefono.
Anche dopo l’entrata in vigore della norma sarà comunque utile adottare alcune precauzioni. Vediamo quali.
> Non fornire il consenso all’uso del proprio numero per finalità di marketing (eventuali consensi già rilasciati possono essere revocati tramite il cd. Registro delle opposizioni: www.registrodelleopposizioni.it);
> non fornire dati personali o codici (come POD e PDR) a interlocutori non verificati;
> verificare sempre identità dell’operatore e motivo della chiamata;
> prendersi il tempo necessario prima di qualsiasi decisione;
> confrontare le offerte tramite canali ufficiali, come i siti dei fornitori, il portale ARERA o le associazioni dei consumatori;
> controllare regolarmente bollette e contratto, in particolare lo “scontrino dell’energia”;
> segnalare eventuali pratiche scorrette alle autorità competenti o ad una Associazione dei consumatori.
Dal 19 giugno, a sessanta giorni dall’entrata in vigore del cd. “Dl Bollette”, saranno vietate le sollecitazioni commerciali telefoniche e tramite messaggi, finalizzate alla proposta o conclusione di contratti di fornitura di energia elettrica e gas.
Cosa cambia concretamente per i consumatori?
> Non sarà più possibile ricevere chiamate commerciali o messaggi promozionali relativi ad offerte di luce e gas, senza consenso preventivo del cliente;
> non sarà più il consumatore a dover dimostrare di essere stato contattato senza consenso, bensì il fornitore;
> eventuali proposte contrattuali dovranno avvenire attraverso canali più trasparenti e verificabili oppure su richiesta esplicita del consumatore;
> dovrebbero essere fortemente ridotte le pressioni commerciali indesiderate via telefono.
Anche dopo l’entrata in vigore della norma sarà comunque utile adottare alcune precauzioni. Vediamo quali.
> Non fornire il consenso all’uso del proprio numero per finalità di marketing (eventuali consensi già rilasciati possono essere revocati tramite il cd. Registro delle opposizioni: www.registrodelleopposizioni.it);
> non fornire dati personali o codici (come POD e PDR) a interlocutori non verificati;
> verificare sempre identità dell’operatore e motivo della chiamata;
> prendersi il tempo necessario prima di qualsiasi decisione;
> confrontare le offerte tramite canali ufficiali, come i siti dei fornitori, il portale ARERA o le associazioni dei consumatori;
> controllare regolarmente bollette e contratto, in particolare lo “scontrino dell’energia”;
> segnalare eventuali pratiche scorrette alle autorità competenti o ad una Associazione dei consumatori.
Re: News a difesa e d'interesse per i cittadini
Constatazione amichevole digitale a partire da aprile 2026
Mer 15/04/2026
Niente panico: la versione cartacea è ancora valida
Nel 2024 in Alto Adige si sono verificati complessivamente 1.718 incidenti stradali. Nei casi meno gravi, con soli danni materiali, la procedura da seguire è sempre la seguente: liberare la carreggiata, spostarsi in sicurezza e compilare la cosiddetta Constatazione Amichevole. Il classico modulo europeo di Constatazione Amichevole di Incidente (CAI) è ora disponibile anche in formato digitale. I dati essenziali – come data, luogo, generalità delle parti coinvolte, targhe e dinamica del sinistro (con eventuale schizzo) – restano invariati. Importante: firmare solo in caso di pieno accordo; in caso contrario è necessario compilare un modulo CAI separato.
A partire dall’8 aprile 2026, tutte le compagnie assicurative italiane sono infatti tenute a mettere a disposizione la “CAI digitale” tramite App o sito Web. L’obiettivo è una trasmissione dei dati più rapida e precisa.
Vantaggi e svantaggi in sintesi
Tra i principali vantaggi figurano l’invio automatico e immediato dei dati alle compagnie assicurative, strumenti integrati per la realizzazione degli schizzi e l’inserimento di fotografie, nonché la possibilità di scaricare e salvare direttamente il modulo in formato PDF.
Tra gli svantaggi si segnalano la dipendenza da uno smartphone, la necessità di una connessione internet stabile e di sistemi di identificazione digitale come SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CIE (Carta d’Identità Elettronica), indispensabili per la firma del documento. Inoltre, l’utilizzo può risultare più complesso per le persone anziane o meno avvezze alle tecnologie digitali.
Come funziona con l’app?
1. Aprire l’app della propria Assicurazione e selezionare “CAI digitale” (tenere a portata di mano i dati della polizza, del veicolo e del conducente).
2. Inserire i dati dell’incidente: data, luogo e ora.
3. Descrivere la dinamica e aggiungere uno schizzo tramite il modello digitale.
4. Allegare o caricare le foto dei danni.
5. Apporre la firma elettronica congiunta tramite SPID o CIE.
6. Inviare il modulo; il rapporto sarà scaricabile in formato PDF.
La versione cartacea resta valida
Il modulo cartaceo della "constatazione amichevole" rimane comunque valido e può essere utilizzato in alternativa o in parallelo alla versione digitale. Anche in questo caso, la firma va apposta solo se si concorda su tutti i dati e la dinamica dell’incidente; in caso contrario, è opportuno compilare un modulo CAI separato. Mentre il modulo digitale viene trasmesso automaticamente alla propria assicurazione, quello cartaceo deve essere consegnato entro 3 giorni.
Saper come fare...
Chi intende utilizzare la versione digitale dovrebbe scaricare sul proprio smartphone, fin da subito, l’app della propria compagnia assicurativa. Chi preferisce invece la modalità tradizionale dovrebbe assicurarsi di avere sempre a bordo un modulo CAI e una penna.
Cosa succede dopo la denuncia alla propria assicurazione?
Risarcimento diretto (indennizzo diretto)
La maggior parte dei sinistri viene gestita tramite la procedura di risarcimento diretto, ad esempio, in caso di incidente tra due veicoli immatricolati in Italia. In questi casi, il danneggiato riceve il risarcimento direttamente dalla propria assicurazione entro i termini di legge: 30 o 60 giorni per i danni materiali (a seconda che il modulo sia firmato da entrambe le parti) e 90 giorni per i danni alla persona.
Richiesta di risarcimento all’assicurazione della controparte
In caso di incidenti che coinvolgono più di due veicoli, il sinistro deve comunque essere denunciato alla propria assicurazione, ma la richiesta di risarcimento va indirizzata alla compagnia della controparte. Di norma, tali pratiche vengono definite entro 90 giorni.
Incidenti in Italia con veicoli immatricolati all’estero
Gli incidenti avvenuti in Italia con veicoli esteri devono essere segnalati all’UCI (Ufficio Centrale Italiano https://ucimi.it/sinistri/), utilizzando l’apposito modulo. L’UCI provvede poi a trasmettere la pratica all’ente competente a livello internazionale.
Incidenti all’estero
Gli incidenti verificatisi nei Paesi aderenti al sistema della “carta verde”, causati da veicoli immatricolati in uno Stato dello Spazio Economico Europeo, devono essere segnalati alla Consap (https://www.consap.it/centro-di-informazione/).
Incidenti con veicoli non identificati, non assicurati o rubati
Nei casi di pirateria stradale, veicoli non assicurati o rubati, i danneggiati possono rivolgersi al cosiddetto "Fondo Vittime della Strada", istituito presso la Consap (https://www.consap.it/fondo-di-garanzia ... la-strada/).
Mer 15/04/2026
Niente panico: la versione cartacea è ancora valida
Nel 2024 in Alto Adige si sono verificati complessivamente 1.718 incidenti stradali. Nei casi meno gravi, con soli danni materiali, la procedura da seguire è sempre la seguente: liberare la carreggiata, spostarsi in sicurezza e compilare la cosiddetta Constatazione Amichevole. Il classico modulo europeo di Constatazione Amichevole di Incidente (CAI) è ora disponibile anche in formato digitale. I dati essenziali – come data, luogo, generalità delle parti coinvolte, targhe e dinamica del sinistro (con eventuale schizzo) – restano invariati. Importante: firmare solo in caso di pieno accordo; in caso contrario è necessario compilare un modulo CAI separato.
A partire dall’8 aprile 2026, tutte le compagnie assicurative italiane sono infatti tenute a mettere a disposizione la “CAI digitale” tramite App o sito Web. L’obiettivo è una trasmissione dei dati più rapida e precisa.
Vantaggi e svantaggi in sintesi
Tra i principali vantaggi figurano l’invio automatico e immediato dei dati alle compagnie assicurative, strumenti integrati per la realizzazione degli schizzi e l’inserimento di fotografie, nonché la possibilità di scaricare e salvare direttamente il modulo in formato PDF.
Tra gli svantaggi si segnalano la dipendenza da uno smartphone, la necessità di una connessione internet stabile e di sistemi di identificazione digitale come SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CIE (Carta d’Identità Elettronica), indispensabili per la firma del documento. Inoltre, l’utilizzo può risultare più complesso per le persone anziane o meno avvezze alle tecnologie digitali.
Come funziona con l’app?
1. Aprire l’app della propria Assicurazione e selezionare “CAI digitale” (tenere a portata di mano i dati della polizza, del veicolo e del conducente).
2. Inserire i dati dell’incidente: data, luogo e ora.
3. Descrivere la dinamica e aggiungere uno schizzo tramite il modello digitale.
4. Allegare o caricare le foto dei danni.
5. Apporre la firma elettronica congiunta tramite SPID o CIE.
6. Inviare il modulo; il rapporto sarà scaricabile in formato PDF.
La versione cartacea resta valida
Il modulo cartaceo della "constatazione amichevole" rimane comunque valido e può essere utilizzato in alternativa o in parallelo alla versione digitale. Anche in questo caso, la firma va apposta solo se si concorda su tutti i dati e la dinamica dell’incidente; in caso contrario, è opportuno compilare un modulo CAI separato. Mentre il modulo digitale viene trasmesso automaticamente alla propria assicurazione, quello cartaceo deve essere consegnato entro 3 giorni.
Saper come fare...
Chi intende utilizzare la versione digitale dovrebbe scaricare sul proprio smartphone, fin da subito, l’app della propria compagnia assicurativa. Chi preferisce invece la modalità tradizionale dovrebbe assicurarsi di avere sempre a bordo un modulo CAI e una penna.
Cosa succede dopo la denuncia alla propria assicurazione?
Risarcimento diretto (indennizzo diretto)
La maggior parte dei sinistri viene gestita tramite la procedura di risarcimento diretto, ad esempio, in caso di incidente tra due veicoli immatricolati in Italia. In questi casi, il danneggiato riceve il risarcimento direttamente dalla propria assicurazione entro i termini di legge: 30 o 60 giorni per i danni materiali (a seconda che il modulo sia firmato da entrambe le parti) e 90 giorni per i danni alla persona.
Richiesta di risarcimento all’assicurazione della controparte
In caso di incidenti che coinvolgono più di due veicoli, il sinistro deve comunque essere denunciato alla propria assicurazione, ma la richiesta di risarcimento va indirizzata alla compagnia della controparte. Di norma, tali pratiche vengono definite entro 90 giorni.
Incidenti in Italia con veicoli immatricolati all’estero
Gli incidenti avvenuti in Italia con veicoli esteri devono essere segnalati all’UCI (Ufficio Centrale Italiano https://ucimi.it/sinistri/), utilizzando l’apposito modulo. L’UCI provvede poi a trasmettere la pratica all’ente competente a livello internazionale.
Incidenti all’estero
Gli incidenti verificatisi nei Paesi aderenti al sistema della “carta verde”, causati da veicoli immatricolati in uno Stato dello Spazio Economico Europeo, devono essere segnalati alla Consap (https://www.consap.it/centro-di-informazione/).
Incidenti con veicoli non identificati, non assicurati o rubati
Nei casi di pirateria stradale, veicoli non assicurati o rubati, i danneggiati possono rivolgersi al cosiddetto "Fondo Vittime della Strada", istituito presso la Consap (https://www.consap.it/fondo-di-garanzia ... la-strada/).
Re: News a difesa e d'interesse per i cittadini
Dal sito FS NEWS
Cantieri estivi e investimenti 2026
FS fa il punto con la stampa su avanzamento lavori e prossime tappe
11 maggio 2026
«Nel 2025 gli investimenti di RFI sono saliti a 11,6 miliardi. Un risultato senza precedenti».
Ha aperto così il suo intervento Aldo Isi, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rfi, introdotto da Giuseppe Inchingolo, Chief Corporate Affairs, Communication & Sustainability Officer del Gruppo FS.
Sono 1.300 i cantieri attivi ogni giorno sulla rete ferroviaria, tra grandi opere, interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e aggiornamenti tecnologici, per un totale di 11,6 miliardi di euro di investimenti nel 2025. Per Rete Ferroviaria Italiana si tratta del livello più alto mai registrato, un risultato ottenuto grazie all’operatività del PNRR e all’accelerazione impressa ai programmi di potenziamento e manutenzione della rete.
Questo piano di investimenti ha fatto registrare ricadute significative sull’economia nazionale e sui livelli occupazionali. Gli interventi effettuati nel 2025 hanno generato un indotto di 20,5 miliardi di euro sul valore della produzione e di 8,6 miliardi di euro sul PIL, con 112mila occupati nelle filiere coinvolte.
Nei prossimi mesi sono previste alcune interruzioni programmate che garantiranno comunque adeguati livelli di mobilità e di offerta ferroviaria, anche attraverso itinerari alternativi e rimodulazioni del servizio:
- linea AV/AC Milano-Venezia: 2-16 agosto, interruzione di 15 giorni tra Verona e Vicenza per realizzazione attraversamento Vicenza e lavori nella stazione di Montebello con deviazioni di percorso;
- nodo di Firenze: 5 luglio-9 luglio e 26 luglio-30 luglio per la seconda fase della sostituzione del cavalcaferrovia Ponte al Pino, con soluzioni di viaggio che prevedono navette bus fra Firenze Santa Maria Novella e Firenze Campo di Marte o deviazioni sulla linea Tirrenica;
- linea AV/AC Milano-Bologna: 10-17 agosto, interruzione di otto giorni tra Piacenza Est e Melegnano per rinnovo deviatoi e soluzioni alternative sulla linea convenzionale Milano-Bologna;
- linea Milano-Genova: dal 3 giugno al 30 settembre sono previste le attività di manutenzione straordinaria del Ponte Po. In particolare, dal 20 luglio al 28 agosto, è prevista l’interruzione completa della linea con soluzioni alternative e allungamenti dei tempi di viaggio;
- linea AV/AC Firenze-Roma: 10-28 agosto, interruzione tra Chiusi Sud e Orvieto Nord per interventi di manutenzione alla galleria Fabro e al viadotto Paglia. Durante le attività di cantiere, i treni percorrono la linea convenzionale con allungamenti dei tempi di viaggio;
- linea Caserta-Foggia: dal 10 al 30 giugno per il proseguimento di attività previste della nuova linea AV/AC Napoli-Bari. Sono previste soluzioni alternative e corse con bus.
La pianificazione degli interventi è stata definita salvaguardando, anche nel periodo estivo, le principali direttrici della mobilità a vocazione turistica nazionale. In particolare, resteranno percorribili le direttrici Adriatica e Tirrenica, la Liguria e i collegamenti da e per la Puglia, considerati strategici per gli spostamenti dei viaggiatori durante il periodo di maggiore affluenza.
Prosegue, inoltre, la campagna informativa e di comunicazione del Gruppo FS sui cantieri programmati per il 2026, nelle stazioni e attraverso i media tradizionali e i canali digitali, anche grazie a una pagina web dedicata, con l’obiettivo di informare i cittadini e gli stakeholder in modo tempestivo e capillare.
OMISSIS
Opere in via di attivazione
Entro il 2027 entreranno progressivamente in esercizio nuove infrastrutture ferroviarie e saranno conclusi importanti interventi di potenziamento tecnologico distribuiti lungo tutta la rete nazionale. A inizio luglio 2026 sarà attivata la tratta Napoli-Cancello, ulteriore lotto della linea AV/AC Napoli-Bari, che consentirà l’interscambio con la stazione Napoli Afragola diventando così un fondamentale snodo anche per la mobilità in Campania.
Nel corso del secondo semestre del 2026, nel nodo di Genova, verrà attivato il sestuplicamento della tratta Genova Principe-Genova Brignole che consentirà, a regime, di separare i flussi metropolitani e regionali dal traffico a lunga percorrenza, aumentando capacità, frequenza e regolarità del servizio. A Roma terminerà la prima fase dei lavori della nuova fermata Pigneto, che diventerà uno dei principali hub di interscambio urbano tra le linee FL1/FL3 e la Metro C. In Sicilia, a Palermo, sarà operativa la tratta Giachery-Politeama dell’anello ferroviario, mentre tra Campania e Basilicata saranno conclusi i lavori per la velocizzazione della linea Battipaglia-Potenza. Inoltre, nelle Marche è prevista la fine dei lavori dell’elettrificazione della linea Civitanova – Albacina. Sempre nel corso del 2026 proseguirà l’upgrade tecnologico del sistema ERTMS sulla linea AV/AC Roma-Napoli.
Nel corso del primo semestre del 2027, invece, è prevista l’attivazione della linea Brescia-Verona, sul corridoio AV/AC Milano-Venezia. Inoltre, entreranno in esercizio le prime quattro linee convenzionali equipaggiate con sistema ERTMS: Terni-Sulmona, Lamezia Terme-Catanzaro Lido, Siracusa-Canicattì e Roccasecca-Avezzano. Infine, in Sardegna, verrà attivato il Lotto 2 del raddoppio Decimomannu–Villamassargia.
Nel Nord Italia proseguono le attività collegate al corridoio del Brennero, con l’attivazione della prima fase prevista sulla tratta Fortezza-Ponte Gardena, primo lotto prioritario della linea di accesso sud alla Galleria di Base del Brennero, destinata a incrementare capacità e prestazioni del traffico merci e passeggeri lungo l’asse Monaco-Verona.
Ecco il link
https://www.fsnews.it/it/focus-on/corpo ... tappe.html
Cantieri estivi e investimenti 2026
FS fa il punto con la stampa su avanzamento lavori e prossime tappe
11 maggio 2026
«Nel 2025 gli investimenti di RFI sono saliti a 11,6 miliardi. Un risultato senza precedenti».
Ha aperto così il suo intervento Aldo Isi, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rfi, introdotto da Giuseppe Inchingolo, Chief Corporate Affairs, Communication & Sustainability Officer del Gruppo FS.
Sono 1.300 i cantieri attivi ogni giorno sulla rete ferroviaria, tra grandi opere, interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e aggiornamenti tecnologici, per un totale di 11,6 miliardi di euro di investimenti nel 2025. Per Rete Ferroviaria Italiana si tratta del livello più alto mai registrato, un risultato ottenuto grazie all’operatività del PNRR e all’accelerazione impressa ai programmi di potenziamento e manutenzione della rete.
Questo piano di investimenti ha fatto registrare ricadute significative sull’economia nazionale e sui livelli occupazionali. Gli interventi effettuati nel 2025 hanno generato un indotto di 20,5 miliardi di euro sul valore della produzione e di 8,6 miliardi di euro sul PIL, con 112mila occupati nelle filiere coinvolte.
Nei prossimi mesi sono previste alcune interruzioni programmate che garantiranno comunque adeguati livelli di mobilità e di offerta ferroviaria, anche attraverso itinerari alternativi e rimodulazioni del servizio:
- linea AV/AC Milano-Venezia: 2-16 agosto, interruzione di 15 giorni tra Verona e Vicenza per realizzazione attraversamento Vicenza e lavori nella stazione di Montebello con deviazioni di percorso;
- nodo di Firenze: 5 luglio-9 luglio e 26 luglio-30 luglio per la seconda fase della sostituzione del cavalcaferrovia Ponte al Pino, con soluzioni di viaggio che prevedono navette bus fra Firenze Santa Maria Novella e Firenze Campo di Marte o deviazioni sulla linea Tirrenica;
- linea AV/AC Milano-Bologna: 10-17 agosto, interruzione di otto giorni tra Piacenza Est e Melegnano per rinnovo deviatoi e soluzioni alternative sulla linea convenzionale Milano-Bologna;
- linea Milano-Genova: dal 3 giugno al 30 settembre sono previste le attività di manutenzione straordinaria del Ponte Po. In particolare, dal 20 luglio al 28 agosto, è prevista l’interruzione completa della linea con soluzioni alternative e allungamenti dei tempi di viaggio;
- linea AV/AC Firenze-Roma: 10-28 agosto, interruzione tra Chiusi Sud e Orvieto Nord per interventi di manutenzione alla galleria Fabro e al viadotto Paglia. Durante le attività di cantiere, i treni percorrono la linea convenzionale con allungamenti dei tempi di viaggio;
- linea Caserta-Foggia: dal 10 al 30 giugno per il proseguimento di attività previste della nuova linea AV/AC Napoli-Bari. Sono previste soluzioni alternative e corse con bus.
La pianificazione degli interventi è stata definita salvaguardando, anche nel periodo estivo, le principali direttrici della mobilità a vocazione turistica nazionale. In particolare, resteranno percorribili le direttrici Adriatica e Tirrenica, la Liguria e i collegamenti da e per la Puglia, considerati strategici per gli spostamenti dei viaggiatori durante il periodo di maggiore affluenza.
Prosegue, inoltre, la campagna informativa e di comunicazione del Gruppo FS sui cantieri programmati per il 2026, nelle stazioni e attraverso i media tradizionali e i canali digitali, anche grazie a una pagina web dedicata, con l’obiettivo di informare i cittadini e gli stakeholder in modo tempestivo e capillare.
OMISSIS
Opere in via di attivazione
Entro il 2027 entreranno progressivamente in esercizio nuove infrastrutture ferroviarie e saranno conclusi importanti interventi di potenziamento tecnologico distribuiti lungo tutta la rete nazionale. A inizio luglio 2026 sarà attivata la tratta Napoli-Cancello, ulteriore lotto della linea AV/AC Napoli-Bari, che consentirà l’interscambio con la stazione Napoli Afragola diventando così un fondamentale snodo anche per la mobilità in Campania.
Nel corso del secondo semestre del 2026, nel nodo di Genova, verrà attivato il sestuplicamento della tratta Genova Principe-Genova Brignole che consentirà, a regime, di separare i flussi metropolitani e regionali dal traffico a lunga percorrenza, aumentando capacità, frequenza e regolarità del servizio. A Roma terminerà la prima fase dei lavori della nuova fermata Pigneto, che diventerà uno dei principali hub di interscambio urbano tra le linee FL1/FL3 e la Metro C. In Sicilia, a Palermo, sarà operativa la tratta Giachery-Politeama dell’anello ferroviario, mentre tra Campania e Basilicata saranno conclusi i lavori per la velocizzazione della linea Battipaglia-Potenza. Inoltre, nelle Marche è prevista la fine dei lavori dell’elettrificazione della linea Civitanova – Albacina. Sempre nel corso del 2026 proseguirà l’upgrade tecnologico del sistema ERTMS sulla linea AV/AC Roma-Napoli.
Nel corso del primo semestre del 2027, invece, è prevista l’attivazione della linea Brescia-Verona, sul corridoio AV/AC Milano-Venezia. Inoltre, entreranno in esercizio le prime quattro linee convenzionali equipaggiate con sistema ERTMS: Terni-Sulmona, Lamezia Terme-Catanzaro Lido, Siracusa-Canicattì e Roccasecca-Avezzano. Infine, in Sardegna, verrà attivato il Lotto 2 del raddoppio Decimomannu–Villamassargia.
Nel Nord Italia proseguono le attività collegate al corridoio del Brennero, con l’attivazione della prima fase prevista sulla tratta Fortezza-Ponte Gardena, primo lotto prioritario della linea di accesso sud alla Galleria di Base del Brennero, destinata a incrementare capacità e prestazioni del traffico merci e passeggeri lungo l’asse Monaco-Verona.
Ecco il link
https://www.fsnews.it/it/focus-on/corpo ... tappe.html
Re: News a difesa e d'interesse per i cittadini
TI HANNO RUBATO L’AUTO IN UN PARCHEGGIO A PAGAMENTO E IL GESTORE TI DICE “C’ERA IL CARTELLO, NON NE RISPONDIAMO”?
Quel cartello non vale niente. Ecco perché.
Tantissime persone pensano che basti scrivere “parcheggio incustodito” su un cartello o su un biglietto per liberarsi da ogni responsabilità. È sbagliato.
La regola vera la detta l’art. 1766 del Codice Civile sul contratto di deposito: chi gestisce un’area di parcheggio a pagamento, recintata e con sbarra automatica, si assume l’obbligo di custodire il tuo veicolo. Tradotto: se paghi per parcheggiare in un’area chiusa, il gestore deve restituirti l’auto integra. Punto.
Lo ha stabilito la Cassazione, in un caso nato dal furto di un’auto nel parcheggio di un aeroporto. Il gestore si difendeva sostenendo che il contratto fosse una semplice locazione di spazio, senza custodia. La Cassazione ha smontato tutto: il contratto si conclude nel momento esatto in cui entri e ritiri il biglietto alla sbarra. Da quel momento scatta l’obbligo di custodia.
E le clausole di esonero scritte sul biglietto o sui cartelli dentro l’area? Non hanno alcun valore, perché arrivano quando il contratto è già concluso. Per essere valide dovrebbero essere negoziate prima e approvate per iscritto in modo specifico — non appese a un muro.
Quindi, se ti hanno rubato l’auto in un parcheggio a pagamento e ti hanno risposto “non rispondiamo”, quella risposta è sbagliata in diritto.
Cosa fare: sporgi denuncia del furto, conserva il biglietto e la ricevuta di pagamento, e invia una diffida scritta al gestore.
Quel cartello non vale niente. Ecco perché.
Tantissime persone pensano che basti scrivere “parcheggio incustodito” su un cartello o su un biglietto per liberarsi da ogni responsabilità. È sbagliato.
La regola vera la detta l’art. 1766 del Codice Civile sul contratto di deposito: chi gestisce un’area di parcheggio a pagamento, recintata e con sbarra automatica, si assume l’obbligo di custodire il tuo veicolo. Tradotto: se paghi per parcheggiare in un’area chiusa, il gestore deve restituirti l’auto integra. Punto.
Lo ha stabilito la Cassazione, in un caso nato dal furto di un’auto nel parcheggio di un aeroporto. Il gestore si difendeva sostenendo che il contratto fosse una semplice locazione di spazio, senza custodia. La Cassazione ha smontato tutto: il contratto si conclude nel momento esatto in cui entri e ritiri il biglietto alla sbarra. Da quel momento scatta l’obbligo di custodia.
E le clausole di esonero scritte sul biglietto o sui cartelli dentro l’area? Non hanno alcun valore, perché arrivano quando il contratto è già concluso. Per essere valide dovrebbero essere negoziate prima e approvate per iscritto in modo specifico — non appese a un muro.
Quindi, se ti hanno rubato l’auto in un parcheggio a pagamento e ti hanno risposto “non rispondiamo”, quella risposta è sbagliata in diritto.
Cosa fare: sporgi denuncia del furto, conserva il biglietto e la ricevuta di pagamento, e invia una diffida scritta al gestore.
Re: News a difesa e d'interesse per i cittadini
Scatta da oggi 1° Luglio 2026 il dazio da 3 euro sui pacchi low cost provenienti via ecommerce da paesi extra Ue.
Il dazio da 3 euro non verrà applicato tour court al singolo pacco ma alla singola “voce” doganale dichiarata. Significa che un’unica spedizione contenente diverse categorie di prodotti potrebbe essere assoggettata a più addebiti, con un aggravio finale ben superiore ai 3 euro inizialmente prospettati.
Dazio sui pacchi, ennesimo peso sulle famiglie
La nuova misura europea pone fine all’esenzione doganale per i pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi terzi con un prelievo di 3 euro sugli acquisti spediti direttamente ai consumatori. Verranno colpiti soprattutto gli ordini effettuati sulle grandi piattaforme di ecommerce cinese e asiatico (Temu, Shein & Co) che negli ultimi anni hanno avuto una crescita esponenziale (dalle piattaforme low cost).
Dove c’è la desertificazione dei negozi e bisogna comprare online, il conto degli acquisti salirà e i consumatori non possono diventare un bancomat.
Il dazio di 3 euro sarà transitorio, varrà per due anni come passaggio verso la riforma delle dogane Ue nel 2028 (fino al 1° Luglio, data in cui diventa operativo l’hub dati doganali dell’Ue per il commercio elettronico). “Il dazio di 3 € sarà applicato a ciascun articolo, in base alla rispettiva voce tariffaria, contenuto in una spedizione”. Questo significa che sul pacco in arrivo, se i prodotti acquistati sono di diversa categoria merceologica, il tributo potrà aumentare.
“La nuova tassa europea dispiega i suoi effetti sul singolo articolo, in base alla “classificazione tariffaria”. Ipotizzando, per esempio, l’acquisto di 5 magliette sullo stesso portale online (extra-Ue) rimanendo sotto la soglia dei 150 euro, verrebbe applicato un unico tributo da 3 euro. Al contrario, optando per l’acquisto di una maglietta e di un orologio, bisognerebbe mettere in conto un dazio da 6 euro in quanto verrebbe applicato su due articoli differenti”.
Alla base della misura, le istituzioni europee adducono ragioni legate alla concorrenza ma anche ai rischi per i consumatori. Cioè il dazio doganale di 3 euro sui pacchi low cost di valore inferiore a 150 euro “risponde al fatto che attualmente tali pacchi entrano nell’UE in esenzione da dazi, il che comporta una concorrenza sleale per i venditori europei, rischi per la salute e la sicurezza dei consumatori, elevati livelli di frode e preoccupazioni ambientali”.
Il dazio da 3 euro non verrà applicato tour court al singolo pacco ma alla singola “voce” doganale dichiarata. Significa che un’unica spedizione contenente diverse categorie di prodotti potrebbe essere assoggettata a più addebiti, con un aggravio finale ben superiore ai 3 euro inizialmente prospettati.
Dazio sui pacchi, ennesimo peso sulle famiglie
La nuova misura europea pone fine all’esenzione doganale per i pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi terzi con un prelievo di 3 euro sugli acquisti spediti direttamente ai consumatori. Verranno colpiti soprattutto gli ordini effettuati sulle grandi piattaforme di ecommerce cinese e asiatico (Temu, Shein & Co) che negli ultimi anni hanno avuto una crescita esponenziale (dalle piattaforme low cost).
Dove c’è la desertificazione dei negozi e bisogna comprare online, il conto degli acquisti salirà e i consumatori non possono diventare un bancomat.
Il dazio di 3 euro sarà transitorio, varrà per due anni come passaggio verso la riforma delle dogane Ue nel 2028 (fino al 1° Luglio, data in cui diventa operativo l’hub dati doganali dell’Ue per il commercio elettronico). “Il dazio di 3 € sarà applicato a ciascun articolo, in base alla rispettiva voce tariffaria, contenuto in una spedizione”. Questo significa che sul pacco in arrivo, se i prodotti acquistati sono di diversa categoria merceologica, il tributo potrà aumentare.
“La nuova tassa europea dispiega i suoi effetti sul singolo articolo, in base alla “classificazione tariffaria”. Ipotizzando, per esempio, l’acquisto di 5 magliette sullo stesso portale online (extra-Ue) rimanendo sotto la soglia dei 150 euro, verrebbe applicato un unico tributo da 3 euro. Al contrario, optando per l’acquisto di una maglietta e di un orologio, bisognerebbe mettere in conto un dazio da 6 euro in quanto verrebbe applicato su due articoli differenti”.
Alla base della misura, le istituzioni europee adducono ragioni legate alla concorrenza ma anche ai rischi per i consumatori. Cioè il dazio doganale di 3 euro sui pacchi low cost di valore inferiore a 150 euro “risponde al fatto che attualmente tali pacchi entrano nell’UE in esenzione da dazi, il che comporta una concorrenza sleale per i venditori europei, rischi per la salute e la sicurezza dei consumatori, elevati livelli di frode e preoccupazioni ambientali”.
Re: News a difesa e d'interesse per i cittadini
Strisce blu
Per istituire le strisce blu su una strada comunale, il Comune deve rispettare l’articolo 7 del Codice della Strada che attribuisce ai Comuni la facoltà di istituire zone di sosta a pagamento e di disciplinare la circolazione nelle aree urbane. In particolare, il comma 1, lettera f) dell'art. 7 consente ai Comuni di "riservare aree destinate alla sosta di veicoli, con obbligo di pagamento di una somma commisurata alla durata della sosta". La stessa norma impone però un vincolo fondamentale: i Comuni che istituiscono parcheggi a pagamento devono garantire, nella stessa area o nelle immediate vicinanze, una quota di posti gratuiti adeguata alle esigenze della circolazione. Questo principio — confermato da numerose sentenze di TAR e Corte di Cassazione — è alla base di molte contestazioni vincenti di ordinanze comunali che avevano trasformato in strisce blu intere zone senza lasciare spazi liberi. Le regole principali sono:
- Delibera Consiglio Comunale obbligatoria o della Giunta. L’istituzione deve essere formalizzata con un’apposita ordinanza sindacale o di giunta.
- Aree di sosta gratuita. Nelle immediate vicinanze o nella stessa zona deve esserci un’adeguata quantità di parcheggi con strisce bianche (gratuite), tranne che nelle zone a traffico limitato (ZTL), nelle aree pedonali o nei centri storici di particolare pregio, poiché in questi casi il Comune non è obbligato a garantire i parcheggi gratuiti.
- Proporzione e Urgenza: La sosta a pagamento deve essere giustificata da esigenze di viabilità e turnazione dei parcheggi, cioè significa che il Comune non può mettere le strisce blu solo per fare cassa, ma deve dimostrare un reale bisogno urbanistico.
>>> Ecco cosa significano i due concetti:
. Esigenze di viabilità: Servono a evitare il congestionamento del traffico in zone molto affollate (es. vicino a Ospedali, Stazioni o uffici pubblici), scoraggiando l’uso prolungato dell’auto dove lo spazio è ridotto.
- Segnaletica chiara: I posti blu devono essere completati da cartelli verticali che indicano orari, tariffe e modalità di pagamento. In assenza di questo cartello, la sosta a pagamento non è legittimamente imposta.
- Turnazione dei parcheggi: Serve a fare in modo che le auto non restino posteggiate nello stesso posto per giorni. Pagando una tariffa oraria, le persone sono incentivate a liberare il posto rapidamente, permettendo a più automobilisti di usufruire dello stesso parcheggio durante la giornata.
Se in una determinata via non c’è mai traffico e i parcheggi sono sempre vuoti, l’adozione delle strisce blu potrebbe essere considerata illegittima perché priva di queste motivazioni.
Si possono fare le Linee blu per i parcheggi a pagamento su una strada lato Sx e lato Dx?
Si, è possibile tracciare le linee blu su entrambi i lati della carreggiata, a condizione che lo spazio centrale rimasto libero sia sufficiente per il transito dei veicoli.
Per una strada a senso unico, lo spazio centrale libero deve essere di almeno 2,75 metri (o 3,50 metri se transitano autobus). Se la strada è a doppio senso di marcia, lo spazio centrale deve garantire due corsie, quindi almeno 5,50 metri complessivi.
Sanzione per mancato pagamento (art. 7, comma 15 CdS)
Come pagare la sosta sulle strisce blu
I metodi di pagamento accettati variano in base all'infrastruttura installata dal Comune. Il parcometro fisico resta il sistema più diffuso, ma il pagamento digitale tramite app è ormai disponibile nella grande maggioranza delle città italiane e offre vantaggi concreti: nessuna moneta necessaria, pagamento prolungabile da remoto, ricevuta digitale.
PARCOMETRO - Il sistema classico: si inserisce denaro (monete o, dove disponibile, carta di credito/bancomat) e si ritira il tagliando da esporre sul cruscotto, con data e ora di scadenza ben visibili. Alcuni parcometri moderni rilevano la targa automaticamente ed eliminano la necessità del tagliando cartaceo.
APP - App come Telepass Pay, EasyPark, MyCicero, ParkApp e altre consentono di pagare la sosta inserendo la targa e il tempo desiderato. Il pagamento è registrato sul sistema e non richiede l'esposizione di alcun documento. Molte app permettono anche di prolungare la sosta da remoto.
SMS - In alcune città è ancora attivo il pagamento tramite SMS a un numero dedicato. Il sistema è in progressivo declino a favore delle app, ma rimane disponibile come alternativa in certi Comuni.
Il pagamento con l'app di Telepass
L'app Telepass include un servizio di pagamento della sosta sulle strisce blu, chiamato Telepass Pay. Per utilizzarlo è sufficiente aprire l'app, selezionare la sezione dedicata alla sosta, scegliere la zona (il sistema riconosce automaticamente le aree coperte tramite geolocalizzazione), inserire la targa del veicolo e il tempo di sosta desiderato, quindi confermare il pagamento.
Il vantaggio principale rispetto al parcometro è la possibilità di prolungare o terminare anticipatamente la sosta direttamente dall'app, anche a distanza. Se si torna prima del tempo pagato, si può fermare il conteggio e ottenere il rimborso del tempo non usufruito (nei Comuni che supportano questa funzione).
Come funziona il pagamento con Telepass:
1. Apri l'app Telepass e accedi alla sezione "Parcheggi" o "Sosta"
2. Attiva la geolocalizzazione per rilevare automaticamente la zona di parcheggio
3. Seleziona la targa del veicolo (puoi salvarne più di una)
4. Imposta la durata della sosta oppure usa la modalità "a consumo"
5. Conferma il pagamento — non è necessario esporre alcun tagliando
6. Al termine, chiudi la sosta dall'app se stai usando la modalità a consumo
Il costo del servizio e l'elenco delle città
Il costo della sosta è determinato dal Comune e corrisponde alla tariffa oraria locale. Telepass Pay può applicare una commissione di servizio per ogni transazione, il cui importo dipende dal piano tariffario associato all'account: per i clienti con abbonamento Telepass attivo la commissione è spesso inclusa o azzerata; per gli utenti che usano solo Telepass Pay senza contratto autostradale la commissione è generalmente di pochi centesimi per transazione.
Le città coperte da Telepass Pay per la sosta comprendono la grande maggioranza dei capoluoghi di provincia italiani e molti Comuni più piccoli, per un totale di migliaia di Comuni. L'elenco completo e aggiornato dei Comuni convenzionati è disponibile direttamente nell'app Telepass alla sezione "Parcheggi": basta verificare se la zona in cui ci si trova è coperta prima di procedere.
Attenzione: anche se Telepass è disponibile in moltissime città, non tutte le zone di una città sono necessariamente coperte. Prima di affidarsi al pagamento digitale in una zona nuova, verifica nell'app che la specifica area sia riconosciuta come zona di sosta convenzionata. In caso di dubbio, usa il parcometro fisico.
Il tagliando Telepass in formato PDF
Quando si paga la sosta tramite app, non è necessario esporre alcun tagliando cartaceo sul cruscotto: il pagamento è registrato nel sistema in modo associato alla targa del veicolo, e i verificatori accedono a questa informazione tramite dispositivi appositi o inserendo manualmente la targa.
L'app Telepass consente però di scaricare la ricevuta di ogni transazione di sosta in formato PDF, utile per rimborsi spese aziendali o per dimostrare l'avvenuto pagamento in caso di contestazione. La ricevuta riporta data, ora di inizio e fine sosta, zona, targa e importo pagato. Si trova nella sezione "Storico transazioni" o "Le mie soste" dell'app.
In caso di contestazione da parte di un verificatore mentre si sta pagando con l'app, è sufficiente mostrare la schermata di sosta attiva direttamente dall'app: il verificatore può verificare il pagamento in tempo reale tramite i sistemi del gestore.
Quando le strisce blu si pagano la domenica
La domenica e i giorni festivi nazionali sono, nella maggior parte dei Comuni italiani, esclusi dall'obbligo di pagamento. Questo vale anche per la domenica nelle principali città: a Roma, per esempio, la domenica e i festivi la sosta sulle strisce blu è gratuita nella grande maggioranza delle zone, mentre alcune aree del centro (come la zona Tridente o alcune strade del centro storico) hanno orari di vigenza estesi anche al fine settimana — verificalo sempre sul cartello.
Alcune eccezioni rilevanti:
Zone ad alta densità turistica
In zone con forte afflusso turistico (centri storici, lungomari, aree montane) molti Comuni applicano la tariffa anche la domenica e nei festivi, a volte con orari ridotti o tariffe differenti. Le aree del centro di Firenze, Venezia, Roma e Milano rientrano spesso in questa categoria.
Aree con parcheggio di scambio o eventi
In occasione di eventi sportivi, mercati domenicali o fiere, alcuni Comuni attivano temporaneamente l'obbligo di pagamento in zone normalmente esenti. L'attivazione avviene tramite ordinanza temporanea e deve essere segnalata con apposita cartellonistica.
Il sabato
Il sabato non è un giorno festivo: in molte città l'obbligo di pagamento si applica anche al sabato, con orari talvolta ridotti rispetto ai feriali (es. solo la mattina). In altre città il sabato pomeriggio è gratuito. Anche in questo caso il cartello è l'unico riferimento valido.
Le agevolazioni e l'abbonamento per i residenti
Il Codice della Strada prevede che i Comuni, nell'istituire zone di sosta a pagamento, debbano garantire agevolazioni per i residenti del quartiere. La forma più comune è il pass o abbonamento annuale, rilasciato al titolare di un'auto residente (o domiciliato) nella zona di vigenza, a fronte di un canone annuo ridotto rispetto alla tariffa ordinaria.
Oltre all'abbonamento standard, alcune città prevedono agevolazioni specifiche per categorie particolari:
• Veicoli elettrici e ibridi plug-in: molti Comuni applicano tariffe ridotte o azzerano il canone annuo per i residenti con veicoli a basse emissioni.
• Disabili con contrassegno (art. 381 Reg. CdS): sosta gratuita e senza limiti di tempo nelle strisce blu su tutto il territorio nazionale, salvo specifiche limitazioni indicate dalla segnaletica.
• Veicoli di servizio e categorie professionali: medici, veterinari e alcune altre categorie possono ottenere permessi di sosta temporanei o agevolati nei propri Comuni.
Per istituire le strisce blu su una strada comunale, il Comune deve rispettare l’articolo 7 del Codice della Strada che attribuisce ai Comuni la facoltà di istituire zone di sosta a pagamento e di disciplinare la circolazione nelle aree urbane. In particolare, il comma 1, lettera f) dell'art. 7 consente ai Comuni di "riservare aree destinate alla sosta di veicoli, con obbligo di pagamento di una somma commisurata alla durata della sosta". La stessa norma impone però un vincolo fondamentale: i Comuni che istituiscono parcheggi a pagamento devono garantire, nella stessa area o nelle immediate vicinanze, una quota di posti gratuiti adeguata alle esigenze della circolazione. Questo principio — confermato da numerose sentenze di TAR e Corte di Cassazione — è alla base di molte contestazioni vincenti di ordinanze comunali che avevano trasformato in strisce blu intere zone senza lasciare spazi liberi. Le regole principali sono:
- Delibera Consiglio Comunale obbligatoria o della Giunta. L’istituzione deve essere formalizzata con un’apposita ordinanza sindacale o di giunta.
- Aree di sosta gratuita. Nelle immediate vicinanze o nella stessa zona deve esserci un’adeguata quantità di parcheggi con strisce bianche (gratuite), tranne che nelle zone a traffico limitato (ZTL), nelle aree pedonali o nei centri storici di particolare pregio, poiché in questi casi il Comune non è obbligato a garantire i parcheggi gratuiti.
- Proporzione e Urgenza: La sosta a pagamento deve essere giustificata da esigenze di viabilità e turnazione dei parcheggi, cioè significa che il Comune non può mettere le strisce blu solo per fare cassa, ma deve dimostrare un reale bisogno urbanistico.
>>> Ecco cosa significano i due concetti:
. Esigenze di viabilità: Servono a evitare il congestionamento del traffico in zone molto affollate (es. vicino a Ospedali, Stazioni o uffici pubblici), scoraggiando l’uso prolungato dell’auto dove lo spazio è ridotto.
- Segnaletica chiara: I posti blu devono essere completati da cartelli verticali che indicano orari, tariffe e modalità di pagamento. In assenza di questo cartello, la sosta a pagamento non è legittimamente imposta.
- Turnazione dei parcheggi: Serve a fare in modo che le auto non restino posteggiate nello stesso posto per giorni. Pagando una tariffa oraria, le persone sono incentivate a liberare il posto rapidamente, permettendo a più automobilisti di usufruire dello stesso parcheggio durante la giornata.
Se in una determinata via non c’è mai traffico e i parcheggi sono sempre vuoti, l’adozione delle strisce blu potrebbe essere considerata illegittima perché priva di queste motivazioni.
Si possono fare le Linee blu per i parcheggi a pagamento su una strada lato Sx e lato Dx?
Si, è possibile tracciare le linee blu su entrambi i lati della carreggiata, a condizione che lo spazio centrale rimasto libero sia sufficiente per il transito dei veicoli.
Per una strada a senso unico, lo spazio centrale libero deve essere di almeno 2,75 metri (o 3,50 metri se transitano autobus). Se la strada è a doppio senso di marcia, lo spazio centrale deve garantire due corsie, quindi almeno 5,50 metri complessivi.
Sanzione per mancato pagamento (art. 7, comma 15 CdS)
Come pagare la sosta sulle strisce blu
I metodi di pagamento accettati variano in base all'infrastruttura installata dal Comune. Il parcometro fisico resta il sistema più diffuso, ma il pagamento digitale tramite app è ormai disponibile nella grande maggioranza delle città italiane e offre vantaggi concreti: nessuna moneta necessaria, pagamento prolungabile da remoto, ricevuta digitale.
PARCOMETRO - Il sistema classico: si inserisce denaro (monete o, dove disponibile, carta di credito/bancomat) e si ritira il tagliando da esporre sul cruscotto, con data e ora di scadenza ben visibili. Alcuni parcometri moderni rilevano la targa automaticamente ed eliminano la necessità del tagliando cartaceo.
APP - App come Telepass Pay, EasyPark, MyCicero, ParkApp e altre consentono di pagare la sosta inserendo la targa e il tempo desiderato. Il pagamento è registrato sul sistema e non richiede l'esposizione di alcun documento. Molte app permettono anche di prolungare la sosta da remoto.
SMS - In alcune città è ancora attivo il pagamento tramite SMS a un numero dedicato. Il sistema è in progressivo declino a favore delle app, ma rimane disponibile come alternativa in certi Comuni.
Il pagamento con l'app di Telepass
L'app Telepass include un servizio di pagamento della sosta sulle strisce blu, chiamato Telepass Pay. Per utilizzarlo è sufficiente aprire l'app, selezionare la sezione dedicata alla sosta, scegliere la zona (il sistema riconosce automaticamente le aree coperte tramite geolocalizzazione), inserire la targa del veicolo e il tempo di sosta desiderato, quindi confermare il pagamento.
Il vantaggio principale rispetto al parcometro è la possibilità di prolungare o terminare anticipatamente la sosta direttamente dall'app, anche a distanza. Se si torna prima del tempo pagato, si può fermare il conteggio e ottenere il rimborso del tempo non usufruito (nei Comuni che supportano questa funzione).
Come funziona il pagamento con Telepass:
1. Apri l'app Telepass e accedi alla sezione "Parcheggi" o "Sosta"
2. Attiva la geolocalizzazione per rilevare automaticamente la zona di parcheggio
3. Seleziona la targa del veicolo (puoi salvarne più di una)
4. Imposta la durata della sosta oppure usa la modalità "a consumo"
5. Conferma il pagamento — non è necessario esporre alcun tagliando
6. Al termine, chiudi la sosta dall'app se stai usando la modalità a consumo
Il costo del servizio e l'elenco delle città
Il costo della sosta è determinato dal Comune e corrisponde alla tariffa oraria locale. Telepass Pay può applicare una commissione di servizio per ogni transazione, il cui importo dipende dal piano tariffario associato all'account: per i clienti con abbonamento Telepass attivo la commissione è spesso inclusa o azzerata; per gli utenti che usano solo Telepass Pay senza contratto autostradale la commissione è generalmente di pochi centesimi per transazione.
Le città coperte da Telepass Pay per la sosta comprendono la grande maggioranza dei capoluoghi di provincia italiani e molti Comuni più piccoli, per un totale di migliaia di Comuni. L'elenco completo e aggiornato dei Comuni convenzionati è disponibile direttamente nell'app Telepass alla sezione "Parcheggi": basta verificare se la zona in cui ci si trova è coperta prima di procedere.
Attenzione: anche se Telepass è disponibile in moltissime città, non tutte le zone di una città sono necessariamente coperte. Prima di affidarsi al pagamento digitale in una zona nuova, verifica nell'app che la specifica area sia riconosciuta come zona di sosta convenzionata. In caso di dubbio, usa il parcometro fisico.
Il tagliando Telepass in formato PDF
Quando si paga la sosta tramite app, non è necessario esporre alcun tagliando cartaceo sul cruscotto: il pagamento è registrato nel sistema in modo associato alla targa del veicolo, e i verificatori accedono a questa informazione tramite dispositivi appositi o inserendo manualmente la targa.
L'app Telepass consente però di scaricare la ricevuta di ogni transazione di sosta in formato PDF, utile per rimborsi spese aziendali o per dimostrare l'avvenuto pagamento in caso di contestazione. La ricevuta riporta data, ora di inizio e fine sosta, zona, targa e importo pagato. Si trova nella sezione "Storico transazioni" o "Le mie soste" dell'app.
In caso di contestazione da parte di un verificatore mentre si sta pagando con l'app, è sufficiente mostrare la schermata di sosta attiva direttamente dall'app: il verificatore può verificare il pagamento in tempo reale tramite i sistemi del gestore.
Quando le strisce blu si pagano la domenica
La domenica e i giorni festivi nazionali sono, nella maggior parte dei Comuni italiani, esclusi dall'obbligo di pagamento. Questo vale anche per la domenica nelle principali città: a Roma, per esempio, la domenica e i festivi la sosta sulle strisce blu è gratuita nella grande maggioranza delle zone, mentre alcune aree del centro (come la zona Tridente o alcune strade del centro storico) hanno orari di vigenza estesi anche al fine settimana — verificalo sempre sul cartello.
Alcune eccezioni rilevanti:
Zone ad alta densità turistica
In zone con forte afflusso turistico (centri storici, lungomari, aree montane) molti Comuni applicano la tariffa anche la domenica e nei festivi, a volte con orari ridotti o tariffe differenti. Le aree del centro di Firenze, Venezia, Roma e Milano rientrano spesso in questa categoria.
Aree con parcheggio di scambio o eventi
In occasione di eventi sportivi, mercati domenicali o fiere, alcuni Comuni attivano temporaneamente l'obbligo di pagamento in zone normalmente esenti. L'attivazione avviene tramite ordinanza temporanea e deve essere segnalata con apposita cartellonistica.
Il sabato
Il sabato non è un giorno festivo: in molte città l'obbligo di pagamento si applica anche al sabato, con orari talvolta ridotti rispetto ai feriali (es. solo la mattina). In altre città il sabato pomeriggio è gratuito. Anche in questo caso il cartello è l'unico riferimento valido.
Le agevolazioni e l'abbonamento per i residenti
Il Codice della Strada prevede che i Comuni, nell'istituire zone di sosta a pagamento, debbano garantire agevolazioni per i residenti del quartiere. La forma più comune è il pass o abbonamento annuale, rilasciato al titolare di un'auto residente (o domiciliato) nella zona di vigenza, a fronte di un canone annuo ridotto rispetto alla tariffa ordinaria.
Oltre all'abbonamento standard, alcune città prevedono agevolazioni specifiche per categorie particolari:
• Veicoli elettrici e ibridi plug-in: molti Comuni applicano tariffe ridotte o azzerano il canone annuo per i residenti con veicoli a basse emissioni.
• Disabili con contrassegno (art. 381 Reg. CdS): sosta gratuita e senza limiti di tempo nelle strisce blu su tutto il territorio nazionale, salvo specifiche limitazioni indicate dalla segnaletica.
• Veicoli di servizio e categorie professionali: medici, veterinari e alcune altre categorie possono ottenere permessi di sosta temporanei o agevolati nei propri Comuni.
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