Transito ruolo civile

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Nunzio Petrone
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Re: Transito ruolo civile

Messaggio da Nunzio Petrone » sab set 11, 2010 2:42 pm

Allora perche se poni la stessa domanda all'ufficio del personale e al Ministero, ti dicono che è il contrario.
O addirittura di non seperne nulla che è ancora peggio. :wink:



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Re: Transito ruolo civile

Messaggio da Admin » sab set 11, 2010 4:06 pm

mustevex ha scritto:Ringrazio i vari colleghi che mi hanno fornito risposte e che mi hanno in un certo modo tranquillizzato, perchè da quel che si evince il mio diritto alla pur piccola pensione sarà da quel che ho capito inalienabile e duraturo nel tempo al di là delle conclusioni delle mie vicende processuali. Ringrazio altresì l'Amministratore che mi ha fornito copia della sentenza del Consiglio di Stato, in cui si dichiara che il Ministero non può rifiutare per motivi disciplinari o di pendenza di processi penali, il transito dei suoi appartenenti nei ruoli civili, ribadisco però che mi è appena arrivato via telex questo rifiuto da parte loro(si riservano successivamente di mandarmi le motivazioni). Mi è risultato una cosa strana anche a me questo loro rifiuto, atteso oltretutto che ho specificato pure su loro richiesta le mansioni, per cui intendevo transitare, e che richiedono il possesso del diploma di ragioniere cosa da me posseduta. Sono in attesa quindi delle loro motivazioni, che una volta valutate saranno eventualmente fatte oggette di ricorso, qualora fosse previsto, da parte dello scrivente. Cari saluti a tutti Stefano
Beh, che le sia arrivato il telex non lo metto in dubbio. Se però le posso dare un piccolo consiglio, non aspetti i loro comodi per conoscere le motivazioni, ma invii loro una lettera nella quale richiede, ai sensi della 241/90 e s.m.i., espressamente di conoscere le motivazioni entro 30 gg. (termine massimo previsto per legge entro il quale l'Amministrazione deve rispondere ad una istanza).

In caso di silenzio, non esiti ad impugnare l'atto, che a questo punto, ancorchè illegittimo per i motivi già citati nel precedente post, è pure carente di motivazioni.

Che dire, loro ci provano, anche se sanno che l'atto è illegittimo....

Nunzio Petrone
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Re: Transito ruolo civile

Messaggio da Nunzio Petrone » lun set 13, 2010 2:39 pm

sono riucito a contattare il Persomil e un collega mi ha rassicurato in merito, con la votra stessa risposta, la domanda si può ritirare in qialsiasi momento, prima di firmare l'adesione
al riolo civile chiesto. Si va in pensione da subito con gli anni maturati.
Ero nel caos totale per le tante risposte fasulle, ma la vostra era piu che esatta...
Vi ringrazio a prescindere...Nunzio

panorama
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Re: Transito ruolo civile

Messaggio da panorama » lun set 13, 2010 4:14 pm

Per Nunzio Petrone .............. Arrivoooooooooooooooo...............

Questa sentenze del Consiglio di Stato del 2007 si chiarirà le idee circa il passaggio o la revoca fino all'ultimo giorno ai ruoli civili.

Mia premessa abbreviata:

In data 1 luglio 2004 ha presentato domanda di transito nei ruoli civili
Il 21 luglio 2005 la Direzione generale ha espresso parere favorevole all’impiego “assistente amministrativo” anche in soprannumero.
Con d.m. 24 novembre 2005 è stato disposto il transito nei ruoli civili di un folto gruppo di personale militare, fra cui l’odierno appellante, con la conferma del collocamento in aspettativa fino alla data dell’effettiva assunzione in servizio quale impiegato civile.

Con decreto della Direzione generale de Il 21 luglio 2005 la Direzione generale ha espresso parere favorevole all’impiego “assistente amministrativo” anche in soprannumero

l personale civile del 6 dicembre 2005 è stato assegnato, quale “assistente amministrativo”, a Maristat.
Il 30 gennaio 2006 l’appellante ha rinunciato al transito nei ruoli civili, non essendo stato assegnato ad una sede di proprio gradimento.
Il 6 febbraio 2006 la Direzione generale del personale civile ha preso atto della rinuncia ed ha considerato annullata l’intera procedura

Con nota del 26 aprile 2006 la Direzione generale del personale militare ha ridefinito la posizione amministrativa ed economica, collocandolo in congedo, categoria della riserva navale, con decorrenza 23 giugno 2004.

nella sostanza si contesta la decorrenza retroattiva – dal punto di vista giuridico ed economico – della collocazione in congedo, che avrebbe dovuto essere disposta non a far data dalla visita di accertamento dell’inidoneità al servizio militare incondizionato (23 giugno 2004), bensì da quella successiva (30 gennaio 2006), ovvero al momento della rinuncia al transito nei ruoli civili.

LEGGI IL PUNTO 7 FINALE.
7. In conclusione l’appello deve essere accolto e, conseguentemente, in riforma dell’impugnata sentenza, deve essere annullato il decreto 26 aprile 2006 nella parte in cui dispone il collocamento in congedo del signor R. M. a decorrere dal 23 giugno 2004 anziché dal 30 gennaio 2006.

SENTENZA



N. 6825/2007
Reg. Dec.
N.8914 Reg.Ric.
Anno: 2006

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL CONSIGLIO DI STATO IN SEDE GIURISDIZIONALE
(SEZIONE QUARTA)
ha pronunciato la seguente
DECISIONE
sul ricorso iscritto al NRG 8914\2006, proposto da M. R., rappresentato e difeso dall’avvocato A. Z. ed elettivamente domiciliato presso quest’ultimo in Roma, via M. Dionigi n. …..;
contro
Ministero della difesa, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato ex lege domiciliato in Roma, via dei Portoghesi n. 12;
per l'annullamento
della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sez. I bis, n. 6199 del 21 luglio 2006.
Visto il ricorso in appello;
visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero della difesa;
visti gli atti tutti della causa;
relatore alla pubblica udienza del 4 dicembre 2007 il consigliere Vito Poli; uditi gli avvocati Zito e l’avvocato dello Stato Paola Palmieri;
ritenuto e considerato quanto segue:
FATTO e DIRITTO
1. Il capo di 1 classe della M.M. (R. M.) è stato giudicato dalla C.M.O. di Taranto permanentemente inidoneo al s.p.e., idoneo alla riserva navale e idoneo ad essere impiegato nelle corrispondenti aree funzionali del personale civile dell’amministrazione della difesa (cfr. verbale del …. giugno 2004).
In data 1 luglio 2004 il signor M….. ha presentato domanda di transito nei ruoli civili (cfr. dichiarazione in pari data).
Il 21 luglio 2005 la Direzione generale del commissariato ha espresso parere favorevole all’impiego del M…… nel profilo professionale di “assistente amministrativo” anche in soprannumero.
Con d.m. 24 novembre 2005 è stato disposto il transito nei ruoli civili di un folto gruppo di personale militare, fra cui l’odierno appellante, con la conferma del collocamento in aspettativa fino alla data dell’effettiva assunzione in servizio quale impiegato civile.
Con decreto della Direzione generale de Il 21 luglio 2005 la Direzione generale del commissariato ha espresso parere favorevole all’impiego del M…… nel profilo professionale di “assistente amministrativo” anche in soprannumero.
l personale civile del 6 dicembre 2005 il signor M….. è stato assegnato, quale “assistente amministrativo”, a Maristat.
Il 30 gennaio 2006 l’appellante ha rinunciato al transito nei ruoli civili, non essendo stato assegnato ad una sede di proprio gradimento.
Il 6 febbraio 2006 la Direzione generale del personale civile ha preso atto della rinuncia ed ha considerato annullata l’intera procedura (cfr. nota in pari data).
Con nota del 26 aprile 2006 la Direzione generale del personale militare ha ridefinito la posizione amministrativa ed economica del M….., collocandolo in congedo, categoria della riserva navale, con decorrenza 23 giugno 2004.
1.1. Avverso tale ultimo provvedimento è insorto l’odierno appellante innanzi al T.a.r del Lazio articolando una pluralità di censure imperniate sulla violazione delle norme sancite dalla l. n. 599 del 1954 e dal d.m. 18 aprile 2002, eccesso di potere in tutte le sue figure sintomatiche, lesione dei principi di trasparenza dell’azione amministrativa e affidamento del privato; nella sostanza si contesta la decorrenza retroattiva – dal punto di vista giuridico ed economico – della collocazione in congedo, che avrebbe dovuto essere disposta non a far data dalla visita di accertamento dell’inidoneità al servizio militare incondizionato (23 giugno 2004), bensì da quella successiva (30 gennaio 2006), ovvero al momento della rinuncia al transito nei ruoli civili.
2. L’impugnata sentenza, resa in forma semplificata – T.a.r. del Lazio, sez. I bis, n. 6199 del 21 luglio 2006 -:
a) ha respinto il ricorso facendo esclusiva applicazione degli art. 28 e 29 l. n. 599 del 1954, senza considerare la disciplina recata dal d.m. 18 aprile 2002;
b) ha compensato fra le parti le spese di lite.
3. Con ricorso notificato il 30 ottobre 2006, e depositato il successivo 3 novembre, il signor M……. proponeva appello avverso la su menzionata sentenza del T.a.r. deducendo, nella sostanza, che in base alla disciplina enucleabile dalla l. n. 599 del 1954, dall’art. 14, l. n. 266 del 1999 e dal d.m. 18 aprile 2002, il collocamento in congedo nella categoria della riserva avrebbe dovuto essere disposto con decorrenza 30 gennaio 2006.
4. Si costituiva il Ministero della difesa concludendo per l'infondatezza del gravame in fatto e diritto.
5. Con ordinanza di questa sezione n. 214 del 2007 è stata accolta la domanda di sospensione degli effetti dell’impugnata sentenza.
La causa è passata in decisione all’udienza pubblica del 4 dicembre 2007.
6. L’appello è fondato e deve essere accolto.
La tesi di fondo da cui muove l’amministrazione è che la rinuncia al transito nei ruoli civili sia da intendersi come revoca in senso proprio della domanda di transito, con effetti caducatori retroattivi dell’intero procedimento e del tempo trascorso dal militare in posizione di aspettativa.
La tesi non è accoglibile.
6.1. Per ragioni di chiarezza espositiva giova delineare la cornice normativa all’interno della quale vagliare la fattispecie per cui è causa.
A mente dell’art.13, l. n. 599 del 1954 l’aspettativa è una delle tre posizioni di stato in cui può trovarsi il sottufficiale in s.p.e.
Effettivamente, ai sensi dell’art. 29, l. n. 559 cit., allorquando il sottufficiale venga a perdere l’idoneità fisica incondizionata al servizio militare a seguito del giudizio medico legale dei competenti organi tecnici dell’amministrazione della difesa, deve essere collocato in congedo a decorrere dalla data dell’accertamento sanitario.
L’art. 14, comma 5, l. n. 266 del 1999 ha stabilito che <<Il personale delle Forze armate, incluso quello dell'Arma dei carabinieri e del Corpo della Guardia di finanza, giudicato non idoneo al servizio militare incondizionato per lesioni dipendenti o meno da causa di servizio, transita nelle qualifiche funzionali del personale civile del Ministero della difesa e, per la Guardia di finanza, del personale civile del Ministero delle finanze, secondo modalità e procedure analoghe a quelle previste dal decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 339, da definire con decreto dei Ministri interessati, da emanare di concerto con i Ministri del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e per la funzione pubblica>>.
Il procedimento di transito è stato individuato dal più volte menzionato d.m. 18 aprile 2002.
Gli artt. 1 e 2, in particolare, hanno delineato l’ambito applicativo e le modalità puntuali del transito.
In particolare secondo l’art. 1 <<1. Il personale delle Forze armate e dell'Arma dei carabinieri giudicato non idoneo al servizio militare incondizionato per lesioni dipendenti o non da causa di servizio transita, a domanda, nelle corrispondenti aree funzionali del personale civile del Ministero della difesa, secondo la corrispondenza definita nell'annessa tabella A, sempreché l'infermità accertata ne consenta l'ulteriore impiego.
2. Il giudizio di inidoneità è espresso dalla commissione medico-ospedaliera competente che deve fornire indicazioni sull'ulteriore utilizzazione del personale, tenendo conto dell'infermità accertata>>.
Il successivo art. 2 così recita: <<1. Il transito del personale di cui all'art. 1 nelle corrispondenti aree funzionali del personale civile del Ministero della difesa è disposto con provvedimento del Direttore generale della Direzione generale per il personale civile, di concerto con il Direttore generale della Direzione generale per il personale militare.
2. La domanda deve essere presentata, a pena di decadenza, entro trenta giorni dalla notifica all'interessato del giudizio definitivo di inidoneità, per il tramite gerarchico, al Comando del corpo di appartenenza che la inoltrerà alla competente Direzione generale per il personale civile, dandone contestualmente comunicazione alla Direzione generale per il personale militare.
3. La presentazione della domanda di transito da parte del personale interessato sospende, per lo stesso, l'applicazione di tutte le disposizioni riguardanti modifiche di posizioni di stato o di avanzamento.
4. L'amministrazione è tenuta a pronunciarsi entro centocinquanta giorni dalla data di ricevimento dell'istanza. Qualora entro il predetto termine l'amministrazione non si sia pronunciata, l'istanza si intende accolta.
5. Il personale trasferito è inquadrato in soprannumero, riassorbibile con la cessazione dal servizio per qualsiasi causa del personale stesso, nella qualifica corrispondente al grado rivestito al momento del trasferimento, conservando l'anzianità assoluta riferita al predetto grado, l'anzianità complessivamente maturata e la posizione economica acquisita.
6. Il transito del personale militare non comporta modifiche alle dotazioni organiche dei ruoli di provenienza e di quelli di destinazione. In corrispondenza dei posti occupati in soprannumero dal personale trasferito sono resi indisponibili nel grado iniziale del ruolo di provenienza i posti lasciati liberi dal medesimo personale, fino al riassorbimento del soprannumero.
7. In attesa delle determinazioni dell'amministrazione in ordine alla domanda il personale è considerato in aspettativa, con il trattamento economico goduto all'atto del giudizio di non idoneità.
8. Nel caso in cui il nuovo trattamento economico spettante a titolo di assegni fissi e continuativi risulti inferiore a quello in godimento allo stesso titolo all'atto del transito, l'eccedenza è attribuita sotto forma di assegno ad personam, pari alla differenza fra il trattamento economico goduto ed il nuovo, fino al riassorbimento con i successivi aumenti di trattamento economico a titolo di assegni fissi e continuativi.
9. Il militare trasferito nei ruoli del personale civile del Ministero della difesa non può essere riammesso nel ruolo di provenienza>>.
6.2. La giurisprudenza della sezione che ha fatto applicazione dell’art. 14 cit. e del d.m. attuativo, ha avuto modo di precisare:
a) che quello al transito è un vero diritto soggettivo che scaturisce dal giudizio positivo formulato dalla C.M.O. (unico organo abilitato a valutare l’idoneità al servizio civile) e dalla presentazione di apposita tempestiva domanda da parte del militare (cfr. sez. IV, ord. 12 giugno 2007, n. 2998, che ha negato all’amministrazione militare la possibilità di rifiutare il transito per ragioni disciplinari o per la pendenza di un procedimento penale atteso che tale previsione non è contemplata dalla disciplina positiva e che in ogni caso anche il militare in congedo rimane sottoposto al potere disciplinare della linea gerarchica; sez. IV, 15 giugno 2004, n. 3904, che ha evidenziato come il transito non possa essere rifiutato dall’amministrazione civile ad quem adducendo ragioni soggettive - inerenti l’attitudine professionale dell’interessato - ovvero oggettive - inerenti l’organizzazione dell’ente -; sez. IV, ord. 16 gennaio 2004, n. 147 che pone in risalto come il transito debba avvenire in soprannumero);
b) che il beneficio sancito dal menzionato art. 14 si riferisce al personale militare che sia legato all’amministrazione da rapporto di servizio in atto al momento del transito, che deve qualificarsi come una peculiare fattispecie di trasferimento nell’ambito della medesima amministrazione (cfr. sez. IV, 2 ottobre 2006, n. 5758, che ha conseguentemente respinto la domanda proposta da militare cessato dal servizio antecedentemente all’entrata in vigore della norma sancita dal più volte richiamato art. 14).
6.3. Scendendo all’esame della questione di diritto sottesa al presente giudizio la sezione rileva, sulla scorta dell’analisi meramente letterale della disciplina in commento, che la rinuncia effettuata dall’interessato, in assenza di una espressa previsione in tal senso, non possa qualificarsi come revoca della domanda di transito, esprimendo invece, sulla scorta di quanto illustrato in precedenza, un autentico negozio abdicativo di un diritto soggettivo già entrato nel patrimonio del disponente e come tale produttivo di effetti ex nunc e non già ex tunc.
Sotto il profilo sistematico emerge della disciplina dianzi illustrata che:
a) il militare giudicato inidoneo mantiene lo status proprio in s.p.e., ma nella posizione di aspettativa, ex art. 2, co. 7, d.m. cit., fino al momento dell’assunzione nell’amministrazione civile previa stipulazione del relativo contratto individuale di lavoro;
b) tanto è vero questo che il legislatore ha sterilizzato - nel lasso temporale che va dalla data della visita medica a quella dell’effettivo transito nei ruoli civili – l’applicazione di tutte le disposizioni riguardanti modifiche di posizioni di stato o di avanzamento (arg. ex art. 2, co. 3, d.m. cit.).
Si sono, in tal modo, volute evitare soluzioni di continuità del rapporto di impiego durante il periodo di tempo in concreto impegnato dall’amministrazione per effettuare il transito nei ruoli civili. Sotto tale angolazione il corrisponendente periodo di aspettativa, antecedente all’assunzione in servizio presso l’amministrazione civile, è comunque da considerarsi prestato, a tutti gli effetti, alle dipendenze dell’amministrazione militare.
7. In conclusione l’appello deve essere accolto e, conseguentemente, in riforma dell’impugnata sentenza, deve essere annullato il decreto 26 aprile 2006 nella parte in cui dispone il collocamento in congedo del signor R…. M….. a decorrere dal 23 giugno 2004 anziché dal 30 gennaio 2006.
Nella novità della questione di diritto oggetto del presente giudizio la sezione ravvisa giusti motivi per compensare integralmente fra le parti le spese di entrambi i gradi di giudizio.
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (sezione quarta), definitivamente pronunciando sul ricorso meglio specificato in epigrafe:
- accoglie l’appello e per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata accoglie il ricorso di primo grado ai sensi e nei limiti di cui in motivazione;
- dichiara integralmente compensate fra le parti le spese di entrambi i gradi di giudizio.
Ordina che la presente decisione sia eseguita dall’Autorità amministrativa.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 4 dicembre 2007, con la partecipazione di:
omissis - Presidente
omissis - Consigliere
omissis - Consigliere
omissis Rel. Estensore - Consigliere
omissis - Consigliere
Il Presidente L'Estensore
omissis omissis

Il Segretario
omissis

Depositata in segreteria

il……31/12/2007…………

panorama
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Re: Transito ruolo civile

Messaggio da panorama » lun set 13, 2010 5:01 pm

Ti do quest'altra informazione:
Un mio amico poliziotto (ASSISTENTE SCELTO arruolato nel mese di Ottobre o Novembre 1982 ) RIFORMATO TOTALE (in quanto non IDONEO nel ruolo della PS ma si IDONEO nei ruoli civili) nel mese di Aprile 2010 con 27 anni in Polizia di Stato + 2 in Marina + 1 da civile, questi ultimi, precedenti all'arruolamento nella Polizia di Stato, quindi è stato riformato col vecchio sistema pensionistico (nell'Arma noto con codice 1) per IPERTENSIONE ARTERIOSA in corso al C.d.V. + qualche altra causa di servizio di poca entita' (artrosi + sciatalgia con ernia discali), ottenendo complessivamente una 4^ categoria dalla CMO Bari.
L'altro giorno mi sono sentito telefonicamente è mi ha riferito quanto segue:
- liquidazione quasi 50.000,00 euro, (abbondantemente 49.8......)
- cedolino pensione luglio e agosto della somma di 1850,00 di cui 42-45 euro di assegni famiglia per solo figlio minore.
Lui già da subito ha rinunciato al passaggio ai ruoli civili e pertanto collocato in pensione.
Ciao

Nunzio Petrone
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Re: Transito ruolo civile

Messaggio da Nunzio Petrone » mar set 14, 2010 7:55 am

Sono daccordo su tutto quello che ho letto e ringrazio ulteriormente quanti hanno risposto.
Ma consentitemi di porre dei quesiti che a mio parere vanno risolti,piu o meni gravi per tutti:-
1) Non è giusto che qualsiasi militare,dopo avere lavorato per una determinata amministrazione dello stato, debba nel momento di necessità, barcollare nel buio alla ricerca di fini amministrativi o pensionistici, queste informazioni le devono forniere le varie amministrazioni obbligatoriamente, perche altrimenti l'amministrazione stessa non ha senso di esistere.
2)Non è giusto abbandonare una persona, per il solo fatto che questa si sia ammalata, ( spesso a causa dello stato stesso che adesso gira le spalle, perche prima sprecava e spreca ancora per i raccomandati e ora rifiuta a prescindere) lasciandola a se stessa...... se ti avvicini alla caserma per poco non ti buttano fuori come un delinquante.
3) Gli ospedali Militari, non si devono interessare solo ai problemi burocratici (che spesso non sanno neppure trattare), bisogna svegliare in loro il medico assopito, che ha il dovere di trattare i malati da malati e non da numeri....far stare in piedi una persona cardiopatica 9 ore, che alla fine non hanno neppure visitato (figuriamoci leggere le certificazioni) fanno diventare l'ospedale Militare un ente inutile, detti atti li possono compilare benissimo alle ASL. Ci lamentiamo degli ospedali civili, quando a quelli militari, trattano ancora da bestie le persone. E tutto questo nel 2010.
4) Ricorrere all'avvocato per cose di mio diritto, in uno stato di diritti e pochi doveri....è quanto di piu assurdo si possa credere.
5)Revisionare le pratiche di pensioni e verificare quanti si sono ammalati di gravi patologie, dietro le scrivanie e stufette varie o all'aria condizionata e quanti da idioti per strada, quindi togliere le pensioni previliggiate ai furbetti, ( sarebbe utile per risparmiare) guarda caso sono molto molto piu numerosi dei fessi.
6) Per ritornare all'Ospedale Militare il medico che lavora li non deve avere altri incarichi, tipo studio privato a pagamento ( dove si consumano reati...voluti dallo stato)
non devono visitare in ospedali Civili, ma dadicarsi alla sola attività militare e perche no retribuire ancora meglio, per evitare corruzioni.
Soprattutto se ne è capace visitare il militare e valutare obiettivamente da medico. Alla mia amministrazione un medico mi ha inviato presso la CMO, senza patologie perche aveva dimenticato di aggiungerle. E' arrivato alle 10,00 comodamente, quando noi aspettavamo dalle 08,00, si è messo a perdere tempo alle 14,00 di fretta mandava via tutti.Sbagliato
7) Se è stata fatta una legge per il transito nel ruolo Civile, dove viene indicato che la persona malata deve essere riattivata, favorendone l'inserimento in una attività dello stato,perche poi la mandiamo a 50 60 km in una attività spesso inventata (meccanico motorista che senso ha per un autita nel nucleo radiomobile ?) , è chiaro che si intende fare scappare il malato ovvero, inpedire allo stesso, di riprendere una vita normale che in qualche modo potrebbe aiutarlo anche psicologicamente.
SE NON CAMBIANO QUESTE COSE FONDAMENTALI ALMENO EVITIAMO DI CONSIDERARCI STATO DEMOCRATICO

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rinuncia al transito nei ruoli civili

Messaggio da mustevex » lun nov 22, 2010 1:50 am

Mi inserisco di nuovo in questo post, perchè già usato dal sottoscritto in passato, per chiedere dei consigli all'avvocato e agli amministratori e moderatori del forum.
Ho deciso in via definitiva di rinunciare al transito nei ruoli civili e ho già preparato la relativa domanda di rinuncia che presenterò questa settimana alla mia Questura. Ho deciso quindi avendone i requisiti di andare in pensione, la domanda che vorrei porre allo staff del forum e anche ai colleghi che hanno fatto lo stesso iter è questa: arrivato a questo punto devo fare oltre alla domanda di rinuncia, anche una domanda per richiedere la dispensa dal servizio e la domanda di pensione oppure basta solo quella di rinuncia al transito e in automatico si attiva tutta la procedura per la dispensa e la successiva pensione. Cortesemente volevo inoltre sapere quali sono più o meno i tempi che passeranno dalla presentazione della domanda di rinuncia al transito al mio definitivo collocamento in pensione. Grazie per le eventuali risposte. Saluti a tutti i frequentatori del forum. Stefano

lino
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Re: Transito ruolo civile

Messaggio da lino » mer mar 09, 2011 10:07 am

Volevo chiedere a Nunzio e Mustevex se hanno dovuto fare la domanda di rinuncia al transito oppure hanno aspettato il giorno della firma del contratto e poi non lo hanno firmato.

Considerato che a me era stato detto che la mancata firma faceva decadere il tutto e si veniva posti automaticamente in pensione e l'importanza del recesso per la motivazione dovuta alla destinazione non desiderata o non possibile da raggiungere (per particolari patologie) onde poter predere spunto dalla senteza postata dal collega Panorama e farsi ricoscere come servizio effettivo il periodo di aspettativa speciale .

ciao e grazie.

mustevex
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Re: Transito ruolo civile

Messaggio da mustevex » mer mar 09, 2011 1:31 pm

X Lino
Io non ho fatto ne l'una nè l'altra, nel senso che come già scritto in post precedenti il Ministero(devi considerare la mia vicenda personale) il 07.03.2011 mi ha inviato un decreto di revoca dell aspettativa poichè il transito nei ruoli civili si è concluso con esito negativo, e che nei miei confronti verrà riattivata la procedura relativa alla dispensa dal servizio per fisica inabilità(il mio ufficio matricola mi ha detto che a giorni dovrebbe arrivare il decreto di dispensa). Io sono stato riformato nel luglio 2009 ma il provvedimento di revoca dell'aspettativa decorre dal 28.12.2010(giorno successivo alla data di acquisizione da parte di questo ufficio del decreto ministeriale di rigetto dell'istanza di transito dell'amministrazione civile dell'interno). Considera che non ho fatto alcun ricorso alla loro decisione di non farmi transitare nei ruoli civili perchè a questo punto considerata anche la mia vicenda processuale(ad aprile avrò l'appello) l'unica mia aspirazione è quella di andarmene al più presto in pensione.
Saluti. Stefano

lino
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Re: Transito ruolo civile

Messaggio da lino » mer mar 09, 2011 2:47 pm

mustevex ha scritto:X Lino
Io non ho fatto ne l'una nè l'altra, nel senso che come già scritto in post precedenti il Ministero(devi considerare la mia vicenda personale) il 07.03.2011 mi ha inviato un decreto di revoca dell aspettativa poichè il transito nei ruoli civili si è concluso con esito negativo, e che nei miei confronti verrà riattivata la procedura relativa alla dispensa dal servizio per fisica inabilità(il mio ufficio matricola mi ha detto che a giorni dovrebbe arrivare il decreto di dispensa). Io sono stato riformato nel luglio 2009 ma il provvedimento di revoca dell'aspettativa decorre dal 28.12.2010(giorno successivo alla data di acquisizione da parte di questo ufficio del decreto ministeriale di rigetto dell'istanza di transito dell'amministrazione civile dell'interno). Considera che non ho fatto alcun ricorso alla loro decisione di non farmi transitare nei ruoli civili perchè a questo punto considerata anche la mia vicenda processuale(ad aprile avrò l'appello) l'unica mia aspirazione è quella di andarmene al più presto in pensione.
Saluti. Stefano
Ok grazie Stefano, non ricordavo la tua vicenda pensavo fossi gia' in pensione, invece forse sei ancora al 50%.
Ciao.

mustevex
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Re: Transito ruolo civile

Messaggio da mustevex » mer mar 09, 2011 7:30 pm

In che senso scusa Lino al 50%, sto aspettando solo il decreto di dispensa per andarci in pensione che da come mi hanno detto il mio ufficio matricola che hanno sentito il Ministero dovrebbe arrivare a giorni. Oppure tu hai altre informazioni che prevedano un esito diverso. Ciao Stefano

lino
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Re: Transito ruolo civile

Messaggio da lino » mer mar 09, 2011 7:35 pm

Stefano mi sono confuso con altro collega che aveva scritto un importo di 830 euro e lo collegato al tuo Nik.
Ciao e scusa .
ps.ogni tanto mi confondo anch'io sara' l'eta' :D

GESI M
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Re: Transito ruolo civile

Messaggio da GESI M » ven mar 11, 2011 4:33 pm

vi faccio la seguente domanda nella speranza di capirci meglio qualcosa...
si legge che il trattamento economico spettante una volta transitato nel ruolo civile è pari al trattamento ricevuto nel giorno del provvedimento di riforma della CMO....
MA
se NON inoltro CAUSA DI SERVIZIO in quanto la patolgia probabilmente non dipende da causa di servizio ... E ... contemporaneamente supero il 12° mese di convelescenza e di conseguenza mi viene ridotto al 50%.... nel momento del transito mi vedrò riconoscere il nuovo stipendio civile al 50%???

gioel
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Re: Transito ruolo civile

Messaggio da gioel » mer set 14, 2011 10:48 pm

Ciao carissimo Nunzio, ho letto attentamente alcuni tuoi post. Sono rimasto colpito per la tua storia che mi hai commosso. Non è bello sentire quel che racconti, che oltre alla grave patologia, ti rechi alla CMO e ti fanno stare in piedi 9 ore!!!! Caro metti ogno cosa nelle mani di Dio e con molta fiducia e fede in lui, chiedi ciò che ti spetta. Interessa il Capo dello Stato, Ministro della Difesa, Comandante dell'Arma e qualora dovessero emergere nel comportamento dei medici risvolti di natura penale, scrivi anche in Procura. Cerca di stare sereno e muoverti sempre serenamente. Dio ti faccia giustizia nella sua verità. Ciao benedizioni e non temere di doverti operare.

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Re: Transito ruolo civile

Messaggio da vovoforum » lun ott 10, 2011 5:56 pm

Segnala il messaggioRispondi citandoRe: Transito ruolo civile
di Roberto Mandarino » sab set 11, 2010 10:25 am

Confermo in toto quello che ha scritto il buon lino.

Il personale delle Forze Armate e di Polizia riformato per inidoneità alla mansione oppure decaduto dal servizio per aver superato i 731 giorni di malattia nell'ultimo quinquennio di servizio HA DIRITTO DA SUBITO ALLA PENSIONE MATURATA PURCHE' ABBIA EFFETTUATO 15 ANNI DI SERVIZIO UTILE NEL CORPO DI APPARTENENZA (servizio effettivo più rivalutazione virtuale).

Saluti Roberto

chiedo scusa signor roberto io ho appena presentato domanda di transito ma il dubbio mi rimane in caso di rinuncia quando si saprà la destinazione sul fatto che si percepisce la pensione con l'anzianità del momento della rinuncia o se al momento della riforma? perchè una collega della polozia penitenziaria mi ha detto che loro se fanno domanda di transito si scordano lapensione sarà vero?
grazie buna giornata
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