Telecom quale Gestore servizio pubblico, deve dare accesso a

Sezione dedicata alla libera circolazione di idee ed esperienze tra i diversi Corpi armati (e non) dello Stato.
Feed - PUNTO DI INCONTRO

Rispondi
panorama
Veterano del Forum
Veterano del Forum
Messaggi: 11757
Iscritto il: mer feb 24, 2010 4:23 pm

Telecom quale Gestore servizio pubblico, deve dare accesso a

Messaggio da panorama » ven mar 31, 2017 9:47 am

Telecom quale Gestore servizio pubblico, deve dare accesso agli atti.

Ricorso ACCOLTO.
------------------------------------------------------------------------------------

SENTENZA ,sede di CAMPOBASSO ,sezione SEZIONE 1 ,numero provv.: 201700109, - Public 2017-03-27 -

Pubblicato il 27/03/2017


N. 00109/2017 REG.PROV.COLL.
N. 00018/2017 REG.RIC.


REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Molise
(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente
SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 18 del 2017, proposto da:
Barbiero Gianfranco, in proprio e nella qualità di legale rappresentante della “Nuovarredo di Barbiero Gianfranco & C.” S.n.c., rappresentato e difeso dall'avv. Michele Coromano, con domicilio eletto presso il suo studio in Campobasso, via XXIV Maggio n. 137;

contro
Telecom Italia S.p.a., in persona del legale rappresentante p. t., con sede in Milano, non costituitasi in giudizio;

per l'annullamento
del silenzio diniego formatosi sulla istanza di accesso proposta in data 19.10.2016, nonché per il riconoscimento del diritto del ricorrente ad accedere alla documentazione e alle informazioni richieste con la predetta istanza;


Visti il ricorso e i relativi allegati;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Visto l’art. 116 c.p.a.;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 22 marzo 2017 il dott. Orazio Ciliberti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;


I – La ricorrente ditta ha chiesto, con istanza del 19.10.2016, a mente degli artt. 22 e 24 della legge n. 241/1990, l’accesso agli atti e documenti detenuti dalla Telecom S.p.A. – gestore di un servizio pubblico di telefonia – per conoscere i titoli giuridici relativi all’installazione di tre pali di elettrodotto sul suolo di sua proprietà, sito in Matrice (Cb), e accatastato alle p.lle 56-277 (ex p.lla 55) del foglio 7. L’istanza è rimasta inevasa.

Con il ricorso notificato il 13.1.2017 e depositato il 23.1.2017, la ricorrente insorge per ottenere in via giurisdizionale l’ostensione di detti documenti e atti. La ricorrente deduce i seguenti motivi: violazione e falsa applicazione degli artt. 2, 3 e 25, comma 4, della legge n. 241/1990 e s.m.i., violazione degli artt. 97 e 98 Cost., eccesso di potere sotto molteplici profili.

La società intimata – che non ha mai riscontrato la richiesta di accesso documentale - non si costituisce nel giudizio.

Nella camera di consiglio del 22 marzo 2017, la causa è introitata per la decisione.

II – Il ricorso è fondato.

III - La veste societaria di Telecom non è, di per sé, sufficiente a escluderla dalla disciplina in tema di accesso, ai sensi dell'art. 22, comma 1, lettera e), della legge 241 del 1990, secondo cui nel novero delle "pubbliche Amministrazioni" assoggettate alla disciplina in materia di accesso rientrano "tutti i soggetti di diritto pubblico e i soggetti di diritto privato limitatamente alla loro attività di pubblico interesse, disciplinata dal diritto nazionale o comunitario". In quanto gestore di un servizio pubblico, la Telecom deve ritenersi assoggettata a detta disciplina.

Non vi è dubbio che la ricorrente ditta abbia un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente a una situazione giuridicamente tutelata e collegata ai documenti dei quali chiede l’ostensione, vale a dire ai titoli giuridici e documenti relativi all’installazione di tre pali di elettrodotto Telecom sul suolo di sua proprietà, sito in Matrice (Cb), e accatastato alle p.lle 56-277 (ex p.lla 55) del foglio 7.

Per “documenti amministrativi”, suscettibili di accesso documentale, ovviamente devono intendersi tutte le rappresentazioni grafiche, elettromagnetiche o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni o non relativi a uno specifico procedimento, detenuti dalla pubblica Amministrazione (ivi compresi i gestori di pubblici servizi) e concernenti attività di pubblico interesse, indipendentemente dalla natura pubblicistica o privatistica della loro disciplina sostanziale. Beninteso, il diritto di accesso è esercitabile fino a quando la pubblica Amministrazione abbia l’obbligo giuridico di detenere i documenti amministrativi ai quali si chiede di accedere.

Il legislatore ha inteso configurare il diritto di accesso come strumento di composizione di interessi antagonisti incisi dall’azione amministrativa. Le disposizioni in materia di accesso mirano a coniugare la “ratio” dell’istituto, quale fattore di trasparenza e garanzia di imparzialità dell’Amministrazione – nei termini di cui all’art. 22 della citata legge n. 241/1990 - con il bilanciamento da effettuare rispetto a interessi contrapposti, inerenti non solo alla riservatezza di altri soggetti coinvolti, ma anche alle esigenze di buon andamento dell’Amministrazione, che è da salvaguardare in presenza di richieste pretestuose e defatiganti, ovvero introduttive di forme atipiche di controllo (cfr.: Cons. St., Sez. VI, 20 novembre 2013, n.5515). Nel caso di specie, con ogni evidenza, non sussistono motivi ostativi all’ostensione documentale e, comunque, ove mai sussistessero, la società intimata non li ha neppure manifestati.

IV – Si assegna, pertanto, alla Telecom un termine di 30 (trenta) giorni – a decorrere dalla notificazione, a cura della ricorrente, della presente sentenza – decorso inutilmente il quale sarà nominato, su apposita istanza della ricorrente, un commissario “ad acta” per l’esecuzione in sostituzione.

V - In conclusione, il ricorso deve essere accolto nei sensi qui precisati. Le spese del giudizio seguono la soccombenza e sono liquidate in euro 1.000,00 (mille), oltre Iva, c.p.a. e rimborso del contributo unificato.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Molise (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, ordina l’ostensione documentale, di cui all’istanza di parte ricorrente, entro e non oltre 30 giorni dalla notificazione, a cura della ricorrente, della presente sentenza.

Condanna la parte intimata alle spese del giudizio che liquida in euro 1.000,00 (mille), oltre Iva, c.p.a. e rimborso del contributo unificato.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.

Così deciso in Campobasso nella camera di consiglio del giorno 22 marzo 2017 con l'intervento dei magistrati:
Silvio Ignazio Silvestri, Presidente
Orazio Ciliberti, Consigliere, Estensore
Domenico De Falco, Referendario


L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Orazio Ciliberti Silvio Ignazio Silvestri





IL SEGRETARIO



Rispondi