Surroga onerosa, Antitrust multa Inpdap (oggi Inps)

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Surroga onerosa, Antitrust multa Inpdap (oggi Inps)

Messaggio da panorama » mer nov 07, 2012 12:06 pm

Per la partecipazione a tutti quei colleghi/lettori interessati.


Surroga onerosa, Antitrust multa Inpdap (oggi Inps)


L’Antitrust ha inflitto all’Inpdap (oggi Inps) una multa di 50.000 euro per pratica commerciale scorretta: l’Istituto ha imposto a carico dei mutuatari spese non dovute nei casi di surroga del mutuo. L’Autorità ricorda, nel suo bollettino settimanale, che il decreto legge 31 gennaio 2007 n. 7 (una delle famose lenzuolate di Bersani), ha introdotto disposizioni per tutelare i consumatori e promuovere la concorrenza in materia di mutui, soprattutto in casi di portabilità attiva, portabilità passiva e rinegoziazione.

In particolare, l’articolo 8 del decreto dispone che: “È nullo ogni patto, anche posteriore alla stipulazione del contratto, con il quale si impedisca o si renda oneroso per il debitore l’esercizio della facoltà di surrogazione” e chiarisce che “non possono essere imposte al cliente spese o commissioni per la concessione del nuovo mutuo, per l’istruttoria e per gli accertamenti catastali, che si svolgono secondo procedure di collaborazione interbancaria improntate a criteri di massima riduzione dei tempi, degli adempimenti e dei costi connessi”. Ad oggi l’intera disciplina è stata trasfusa nell’articolo 120-quater “Surrogazione nei contratti di finanziamento. Portabilità” del Testo unico bancario.

L’Inpdap, invece, che eroga mutui ipotecari agli iscritti alla “Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali”, nel perfezionare operazioni di portabilità attiva, ha rimesso a carico del cliente alcune spese, in particolare quelle notarili. L’Antitrust ha ricevuto diverse segnalazioni tra febbraio 2011 e febbraio 2012.
Anche il Consiglio di Stato ha precisato che la gratuità delle operazioni di portabilità attiva è stata prevista dal dicembre 2007 per alcune spese e da gennaio 2009 per gli oneri notarili. Se un istituto, quindi, aderisce alla richiesta di portabilità avanzata dal cliente, è obbligato a fornire la prestazione senza costi e spese a carico del cliente stesso.

Dagli accertamento dell’Antitrust è risultato che l’Inpdap ha effettuato la surrogazione attiva imponendo oneri al consumatore: dal febbraio 2009 al 1° luglio 2010, le spese notarili sono state poste a carico dei clienti e che, a tutt’oggi, sono imputati ai mutuatari costi amministrativi legati alla “gestione dell’ammortamento del finanziamento”. Questa pratica è scorretta perché contraria al principio dettato dal Codice del Consumo, secondo il quale il rapporto con il consumatore deve improntarsi a buona fede, diligenza, tutela degli interessi del soggetto con minore forza contrattuale e maggiore deficit informativo, inducendo il consumatore all’esborso di costi non giustificati dalle caratteristiche dell’operazione.

Notizia giunta il giorno 06/11/2012



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Re: Surroga onerosa, Antitrust multa Inpdap (oggi Inps)

Messaggio da panorama » ven mar 08, 2013 7:01 pm

rigetto della domanda di surroga di mutuo

1) - Il mutuo è stato negato in quanto il coniuge dell’istante è proprietario di altra abitazione in territorio nazionale.

2) - L’amministrazione, nel riferire sul ricorso, ne sostiene l’inammissibilità nonchè l’infondatezza sulla base dell’applicazione del Regolamento per l’erogazione dei mutui ipotecari dell’Inpdap, che esclude la possibilità di erogazione nel caso in cui un componente del nucleo familiare del richiedente sia proprietario di altra abitazione su tutto il territorio nazionale.

3) - L’art. 30 del Regolamento per l’erogazione dei mutui ipotecari di cui alla delibera commissariale n. 166, del 10 marzo 2010, prevede che avverso gli atti emessi nel corso del procedimento per l’erogazione del mutuo deve essere proposto ricorso alla Direzione regionale dell’Inpdap competente per territorio entro 15 giorni dalla comunicazione.

Il resto leggetelo qui sotto.

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04/03/2013 201104487 Definitivo 2 Adunanza di Sezione 16/01/2013


Numero 00979/2013 e data 04/03/2013


REPUBBLICA ITALIANA
Consiglio di Stato
Sezione Seconda

Adunanza di Sezione del 16 gennaio 2013

NUMERO AFFARE 04487/2011

OGGETTO:
Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da R. C. contro Inpdap - Istituto Nazionale di Previdenza Per i Dipendenti dell'Amministrazione - avverso rigetto della domanda di surroga di mutuo;
LA SEZIONE
Vista la nota di trasmissione della relazione prot. n. 2216 in data 18/10/2011 con la quale il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sull'affare consultivo in oggetto;
Esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Francesca Quadri;

Premesso:
Con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, la ricorrente indicata in oggetto ha impugnato il diniego espresso dall’Inpdap sulla sua domanda per ottenere la surroga del muto per l’acquisto di un’abitazione, precedentemente stipulato con un istituto di credito.

Il mutuo è stato negato in quanto il coniuge dell’istante è proprietario di altra abitazione in territorio nazionale.

La ricorrente sostiene l’illegittimità del diniego, dal momento che i due coniugi avrebbero fissato la propria residenza in Comuni diversi e, dunque, non apparterrebbero al medesimo nucleo familiare.

L’amministrazione, nel riferire sul ricorso, ne sostiene l’inammissibilità nonchè l’infondatezza sulla base dell’applicazione del Regolamento per l’erogazione dei mutui ipotecari dell’Inpdap, che esclude la possibilità di erogazione nel caso in cui un componente del nucleo familiare del richiedente sia proprietario di altra abitazione su tutto il territorio nazionale.

Considerato:
Il ricorso è inammissibile.

L’art. 30 del Regolamento per l’erogazione dei mutui ipotecari di cui alla delibera commissariale n. 166, del 10 marzo 2010, prevede che avverso gli atti emessi nel corso del procedimento per l’erogazione del mutuo deve essere proposto ricorso alla Direzione regionale dell’Inpdap competente per territorio entro 15 giorni dalla comunicazione.

Dal ricorso straordinario si evince che avverso la comunicazione di diniego in data 2/9/2010, l’interessata ha proposto ricorso gerarchico solo con lettera in data 2/11/2010, dunque oltre il termine previsto.

Conseguentemente, il presente ricorso avverso l’originario diniego, non gravato tempestivamente con il ricorso gerarchico, deve considerarsi inammissibile ai sensi dell’art.8 del d.P.R. n. 1199/1971, secondo cui il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica è ammesso solo contro gli atti amministrativi definitivi.

P.Q.M.
Esprime il parere che il ricorso debba essere dichiarato inammissibile.



L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Francesca Quadri Pietro Falcone




IL SEGRETARIO
Tiziana Tomassini

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Re: Surroga onerosa, Antitrust multa Inpdap (oggi Inps)

Messaggio da panorama » mer giu 05, 2013 8:04 pm

Mutui con tassi usurai, Adusbef: per Cassazione sono annullabili


Una buona notizia per i consumatori: i mutui con tassi “usurai” possono essere annullati. E’ quanto si legge nella sentenza 350/2013 della Corte di Cassazione: quando tasso di mora, penali e varie spese, (messi tutti insieme) superano il tasso soglia stabilito dalla legge antiusura 108/96, anche i mutui diventano usurai e possono essere annullati con le relative procedure giudiziali bloccate. Il presidente dell’Adusbef Elio Lannutti: un duro colpo alle banche.

Lannutti spiega in una nota: “La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 350/2013 del 9 gennaio, oltre a permettere il recupero integrale degli interessi pagati su mutui, leasing e finanziamenti, quando i tassi o le penali superano la soglia di usura, ha recentemente stabilito che il mutuo ipotecario può essere annullato se ricorrono alcuni estremi che lo riportino a superare il tasso d’usura e quindi usufruendo di tutte le possibilità previste dalla Legge 108/96, tra cui la restituzione di tutte le somme versate con l’applicazione del articolo 1815, richiamato anche dall’art. 644 CP e dell’art. 4 della L108/96 che in sintesi prevedono la nullità della clausola contrattuale”.

Recita infatti l’art. 1815 sugli interessi: “Salvo diversa volontà delle parti, il mutuatario deve corrispondere gli interessi al mutuante. Per la determinazione degli interessi si osservano le disposizioni dell’articolo 1284. Se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi”. Per determinare il tasso d’usura bisogna inserire tutte le somme addebitate dalla banca tra spese, penali, interessi di mora ecc, e l’ammontare complessivo rappresenterà la quota precisa che dovrà determinare il cosiddetto TEG “tasso effettivo globale ”, se questo è superiore al Tasso Soglia, il rapporto è in USURA.

Tale situazione si verifica specie in presenza di insolvenza o di ritardati pagamenti, con le penali applicate precedentemente pattuite in modo sproporzionato rispetto ai limiti del tasso usura, ed oggi con la nuova sentenza diventa molto più agevolato far valere questo principio. Questa opportunità di poter verificare anche sui mutui i tassi usura, applicando il principio stabilito già per i rapporti di affidamento bancario dalla precedente sentenza della II Sezione Penale della Cassazione n. 12028 di marzo 2010 , diventa un elemento di ulteriore verifica da effettuare per far valere i propri diritti e poter sospendere azioni giudiziali in corso ed illegittime.

Adusbef pubblica sul suo sito http://www.adusbef.it" onclick="window.open(this.href);return false; un fac simile a disposizione dei clienti, accanto alla sentenza della Corte di Cassazione n. 350/2013, per offrire ai consumatori in difficoltà ed agli utenti vessati dal sistema bancario, il recupero integrale degli interessi pagati su mutui, leasing e finanziamenti, quando i tassi o le penali superano la soglia di usura con la nullità totale.

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Re: Surroga onerosa, Antitrust multa Inpdap (oggi Inps)

Messaggio da panorama » ven feb 14, 2014 9:58 am

Usura, MC: nelle soglie rientra anche costo polizze assicurative


La Corte d’Appello di Torino ha riconosciuto che nella verifica del rispetto delle soglie d’usura nei contratti di prestito personale con cessione del quinto dello stipendio o della pensione deve essere considerato anche il costo delle polizze assicurative obbligatorie per legge.

A darne notizia il Movimento Consumatori: ““Si tratta di uno storico successo per tutti i consumatori – afferma Paolo Fiorio, coordinatore dell’Osservatorio Credito & Risparmio di Movimento Consumatori – che hanno sottoscritto contratti di prestito personale con cessione del quinto dello stipendio e della pensione.

Fino al 2009 questi contratti, che di solito vengono sottoscritti dalle fasce più deboli e indebitate della popolazione, avevano sempre un Taeg molto elevato e sempre vicino alla soglia d’usura.

In moltissimi casi, includevano nei costi del credito anche i premi dovuti per queste polizze. Stimiamo in almeno un terzo dei contratti conclusi prima del 2009 che sia stata superata la soglia d’usura”.

I giudici torinesi hanno La Corte d’Appello di Torino ha respinto le difese delle società finanziarie che sostenevano che tali costi non potessero essere considerati per la valutazione del rispetto delle soglie d’usura in quanto fino al 2010 non considerati nella rilevazione del tasso medio rilevato dalla Banca d’Italia.

E’ stata così confermata la sentenza del tribunale di Alba che condannò Prestitalia S.p.A. a restituire quanto corrisposto dal consumatore alla finanziaria per interessi, spese e commissioni, depurando le rate successive di questi costi.

Movimento Consumatori invita tutti coloro che hanno sottoscritto prestiti con cessione del quinto dello stipendio o della pensione a rivolgersi allo sportello antiusura dell’associazione scrivendo a usura@movimentoconsumatori.it.

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Re: Surroga onerosa, Antitrust multa Inpdap (oggi Inps)

Messaggio da panorama » mar mag 13, 2014 6:37 pm

Cessione del quinto, Casa del Consumatore ottiene rimborso


Da novembre dello scorso anno, mese in cui è iniziata l’operazione “Conteggi puliti”, sono molti i consumatori che grazie all’intervento de la Casa del Consumatore sono tornati in possesso di somme di denaro che le finanziarie trattenevano, in violazione della normativa, in caso di cessione anticipata del finanziamento di cessione del quinto dello stipendio o della pensione.

Tra le richieste di aiuto,anche quella di un associato che nel 2007 aveva stipulato con una finanziaria un contratto di finanziamento con cessione del quinto dello stipendio per un importo di 27.120,00 euro da rimborsare in 120 rate di 226,00 euro ciascuna.

Il finanziamento veniva estinto anticipatamente allo scadere della 64^ rata, ma la Banca, nel conteggio estintivo, non stornava dalle somme ancora dovute la somma di euro 4.020,00 per commissioni bancarie, di intermediazione e per premi assicurativi non maturati.

La Casa del Consumatore, dopo un primo reclamo non andato a buon fine, ha presentato ricorso all’ABF (l’Arbitro Bancario e Finanziario della Banca d’Italia) ottenendo così la restituzione della somma dovuta di Euro 4.020,00.

“Purtroppo, nonostante le raccomandazioni anche dalla Banca d’Italia, ad oggi, i conteggi di estinzione dei contratti di finanziamento, continuano in numerosi casi a non essere corretti, a danno del consumatore” spiega l’Associazione che invita tutti coloro che hanno estinto negli ultimi anni un contratto di cessione del quinto dello stipendio o pensione a contattare l’associazione per essere assistiti nella verifica della correttezza dei conteggi, al fine di ottenere la riduzione del debito o la restituzione di quanto indebitamente pagato.

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Re: Surroga onerosa, Antitrust multa Inpdap (oggi Inps)

Messaggio da panorama » mar lug 22, 2014 6:36 pm

Cessione del quinto, Casa del Consumatore: rimborsati 1500 euro


Cessione del quinto: nuova vittoria della Casa del Consumatore nell’ambito dell’operazione “conteggi puliti”.

Una banca ha infatti restituito 1500 euro a un associato che aveva estinto anticipatamente il finanziamento di cessione del quinto.

L’intervento rientra in quella che l’associazione ha chiamato operazione “conteggi puliti“:
la banca ha dovuto restituire 1.500 euro a un associato che nel 2010 aveva anticipatamente estinto un finanziamento con cessione del quinto dello stipendio.

Esaminando il conteggio fatto dalla banca alla chiusura del finanziamento, il presidente di Casa del Consumatore Giovanni Ferrari ha rilevato che non erano state detratte le commissioni bancarie e di intermediazione né i premi assicurativi non maturati, nonostante il contratto di finanziamento fosse stato estinto a meno di un terzo della sua durata, ossia allo scadere della 37^ rata (sulle 120 originariamente previste).

L’associato ha dunque presentato reclamo alla banca e, non avendo ricevuto risposta soddisfacente, ha fatto ricorso all’Arbitro Bancario e Finanziario della Banca d’Italia, ottenendo la restituzione della somma dovuta di 1.500 euro prima ancora che l’Arbitro avesse deciso il ricorso.

“Ad oggi, nell’ambito dell’operazione conteggi puliti, numerose sono le persone che si sono rivolte alla nostra associazione per chiedere assistenza e per verificare la correttezza del conteggio di estinzione e molti hanno già ottenuto la restituzione del dovuto – spiega Casa del Consumatore – Purtroppo, nonostante le raccomandazioni della Banca d’Italia e dello stesso ABF, i conteggi di estinzione continuano in numerosi casi a non essere corretti, a solo danno del consumatore. Invitiamo pertanto tutti coloro che hanno estinto negli ultimi anni un contratto di cessione del quinto dello stipendio o pensione a far esaminare gratuitamente il conteggio di estinzione”.

Gli esperti dell’associazione invieranno una valutazione gratuita sulla possibilità di contestare i conteggi della banca o della finanziaria ed ottenere così la riduzione del debito o la restituzione di quanto già indebitamente pagato, unitamente al preventivo, senza impegno, per essere assistiti nella gestione della vertenza con la finanziaria.

Per maggiori informazioni ci si può rivolgere al sito http://www.casadelconsumatore.it" onclick="window.open(this.href);return false; oppure chiamare il numero 02/76316809.

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Re: Surroga onerosa, Antitrust multa Inpdap (oggi Inps)

Messaggio da panorama » lun set 22, 2014 8:04 pm

No pignoramento casa se ci sono clausole abusive, AACC diffidano banche


Nella sentenza del 10 settembre scorso la Corte di Giustizia dell’UE ha affermato che quello all’abitazione “è un diritto fondamentale che deve essere preso in considerazione dal giudice nazionale nell’attuazione della direttiva sulle clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori”.

Federconsumatori e Adusbef puntano il dito contro i frequenti pignoramenti in Italia: 105.000 le case finite all’asta negli ultimi 7 anni.

E diffidano 13 banche ad eliminare le clausole vessatorie dai contratti di mutuo.

Le Associazioni dei consumatori ricordano che i contratti di mutuo impongono obblighi di evidente squilibrio per il contraente debole.

La sentenza della Corte di Giustizia Europea è intervenuta proprio per bloccare la pignorabilità e di un bene immobile, in caso di clausole vessatorie nei contratti.

Si vieta così l’esecuzione forzata anche per l’intangibilità del diritto all’abitazione garantite da norme Ue.

In virtù di questa sentenza che autorizza i magistrati a bloccare la vendita forzata degli immobili per debiti contratti con banche e finanziarie, Adusbef e Federconsumatori hanno inviato una diffida (inibitoria) alle principali 13 banche (Intesa San Paolo, Bnl, Unicredit, Mps, Ubi, Carige, Popolare di Milano e Vicenza, Bpm, Banco di Sardegna, ecc.), chiedendo la rimozione immediata dai contratti standard di mutuo e conto corrente, di tutte quelle clausole vietate dalla normativa europea e dal Codice del Consumo, entro 30 giorni dal ricevimento della raccomandata.

Secondo Adusbef e Federconsumatori, sono vessatorie e lesive dei diritti dei consumatori le clausole dei contratti di mutuo stipulati con il rimborso alla francese (ovvero interessi capitalizzati occultamente nel piano di ammortamento), già censurati e sanzionati, dietro ricorso dei legali Adusbef, e da numerose sentenze dei giudici di primo grado; nonché le clausole di numerosi contratti bancari che ancorano all’illegittimo ed illecito parametro Euribor (stabilito dalle stesse banche, spesso con accordi occulti) la misura degli interessi e competenze economiche; nonché le clausole che aggiungono al tasso nominali numerosissimi costi occulti e penali che sommate ai tassi configurano il reato di usura, nei mutui, nei contratti di leasing, conto corrente bancario, ecc.-

Poiché tali clausole, ancorché illecite, sono anche considerate vessatorie, va dichiarata la nullità, ovvero eliminate dal contratto ad originem, perciò come se non fossero mai state scritte.

Secondo l’ultima ricerca di Adusbef, nel 2013 sono aumentati del 12,3% i pignoramenti e le esecuzioni immobiliari, lasciando senza casa, negli ultimi 7 anni, ben 105.000 famiglie.

La nullità delle clausole può essere fatta valere solo a vantaggio del consumatore, e milioni di contratti vecchi di almeno 5 anni sono sospettati di nullità, portando Adusbef e Federconsumatori – che assisteranno i consumatori e mutuatari in difficoltà economiche per evitare che le banche mettano le case all’asta- ad una nuova battaglia rendendosi tuttavia disponibili ad un tavolo stragiudiziale con le banche citate, per una sacrosanta bonifica e doverosi risarcimenti.

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Re: Surroga onerosa, Antitrust multa Inpdap (oggi Inps)

Messaggio da panorama » mer set 24, 2014 8:50 am

Equitalia non può pignorare prima casa, MDC: “Finalmente lato umano”


La sentenza della Corte di Cassazione (n. 19270/2014 del 12 settembre) ha proibito ad Equitalia, in qualità di Ente di riscossione crediti dell’Agenzia delle Entrate, di pignorare la prima casa. Il divieto è retroattivo, nonostante il parere del Ministero dell’Economia secondo cui la norma, entrata in vigore con il “Decreto del fare”, si sarebbe dovuta applicare ai pignoramenti avviati dopo il 21 giugno 2013.

“Finalmente Equitalia inizierà a mostrare un lato umano” commenta MDC.

La Corte di Cassazione ha invece esteso la non pignorabilità a tutti gli immobili soggetti ai procedimenti di Equitalia ancora in corso, con esclusione delle abitazioni accatastate come di lusso.

“Finalmente anche Equitalia inizierà a mostrare un lato umano per molti contribuenti, questa sentenza della Cassazione rappresenta un primo passo importante per dare ossigeno alle famiglie e fargli tirare un sospiro di sollievo, senza la paura di rimanere senza un tetto sopra la testa da un momento all’altro – commenta il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) – Complice la crisi economica e l’alto tasso di disoccupazione, sono frequentissimi i casi di sovraindebitamento che mettono in ginocchio i cittadini, siamo sicuri che questa “indulgenza” consentirà di ridurre le situazioni estreme e di lanciare un segnale positivo alle famiglie in difficoltà”.

“Ci auguriamo che questo provvedimento, per la prima volta retroattivo e applicabile in tutti i casi a eccezione ovviamente delle case di lusso, costituisca un esempio virtuoso anche per i pignoramenti bancari. – conclude MDC - Invitiamo i cittadini in difficoltà a rivolgersi alla nostra rete di sportelli contro il sovraindebitamento per valutare la possibilità o meno di ristrutturare i propri debiti attraverso il piano del consumatore previsto dalla nuova legge.

Tutte le informazioni sul sito http://www.difesadelcittadino.it" onclick="window.open(this.href);return false;”.

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Re: Surroga onerosa, Antitrust multa Inpdap (oggi Inps)

Messaggio da panorama » mer dic 17, 2014 8:25 pm

visto che si parla di soldi, la posto anche qui.

Estinsione anticipata di un finanziamento, chiarimenti dell’Abf
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Quali oneri e costi vanno restituiti al consumatore che estingue anticipatamente un finanziamento con cessione del quinto dello stipendio?

Una recente sentenza dell’ABF cui si è rivolto il CRTCU per tutelare un consumatore ha chiarito alcuni aspetti.

Nella decisione l’ABF ribadisce il proprio consolidato orientamento specificando che:

a) siano suscettibili di restituzione, per la parte non maturata, le commissioni bancarie così come le commissioni di intermediazione e le spese di incasso quote, oltre al premio assicurativo;

b) in assenza di una chiara ripartizione nel contratto tra oneri e costi up-front e recurring, come nel caso in esame, l’intera misura di ciascuna delle voci appena indicate deve essere considerata al fine della determinazione della quota da restituire;

c) l’importo è equitativamente determinato secondo un criterio proporzionale ratione temporis, tale per cui la misura complessiva di ciascuna delle voci è suddivisa per il numero complessivo delle rate e poi moltiplicato per il numero delle rate residue;

d) l’intermediario è inoltre tenuto alla restituzione, nella medesima misura proporzionale, del premio assicurativo.

L’Abf ha così disposto la restituzione al consumatore della somma complessiva di € 3.081,96.

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Re: Surroga onerosa, Antitrust multa Inpdap (oggi Inps)

Messaggio da panorama » mer feb 11, 2015 10:57 pm

Cessione del quinto, Casa Consumatore: restituiti 100mila €


L’hanno chiamata Operazione Conteggi Puliti perché al momento dell’estinzione anticipata del contratto di finanziamento con cessione del quinto i consumatori si vedevano richiedere debiti residui decisamente troppo elevati.

La Casa del Consumatore ha analizzato le segnalazioni che le sono arrivate e presentato centinaia di reclami in un’azione che in un anno ha permesso di restituire ai consumatori cifre che variano da 350 euro a 5000 euro per finanziamento. Centomila euro in totale.


L’associazione promette la “resa dei conti per le finanziarie scorrette” e spiega:
“L’iniziativa è stata avviata circa un anno fa a tutela di tutti i consumatori che, al momento dell’estinzione anticipata del contratto di finanziamento con cessione del quinto dello stipendio/pensione, si trovavano un debito residuo vicino o addirittura superiore ai soldi richiesti tramite il finanziamento stesso”.

Alla luce delle numerose segnalazioni arrivate da consumatori che chiedevano di verificare i conteggi, gli esperti dell’associazione hanno presentato centinaia di reclami e poi ricorsi all’Arbitro Bancario e Finanziario della Banca d’Italia e “ad oggi, dopo dodici mesi, le somme restituite ai propri associati ammontano ad oltre 100mila euro”, annuncia l’associazione.

Le cifre restituite variano da 350 euro a 5000 euro per finanziamento e rappresentano “lo storno delle commissioni finanziarie / bancarie, di intermediazione e assicurative non maturate nel corso del rapporto e che al momento della chiusura del finanziamento, le finanziarie avevano negato ai propri clienti”.

L’associazione promette però di continuare a controllare i contratti di cessione del quinto.

Dice il presidente Giovanni Ferrari: “Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto, ma l’operazione “Conteggi Puliti” non si ferma qui.

I nostri esperti ed avvocati hanno infatti rilevato altre irregolarità nei contratti di finanziamento con cessione del quinto.

Alcuni contratti presentano infatti profili di usura sopravvenuta e altri di mediazione usuraria.

Per questo motivo invitiamo tutti i consumatori che si apprestano a chiudere il proprio contratto di cessione del quinto e hanno dei dubbi sul conteggio estintivo effettuato dalla finanziaria, a contattare la Casa del Consumatore per una verifica gratuita.”

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Re: Surroga onerosa, Antitrust multa Inpdap (oggi Inps)

Messaggio da panorama » ven feb 13, 2015 11:51 pm

ESTINZIONE ANTICIPATA DEI FINANZIAMENTI: QUALI ONERI E COSTI VANNO RESTITUITI AL CONSUMATORE?

Qualche anno fa un consumatore aveva richiesto un prestito ad una finanziaria (Prestitalia Spa).

Agli inizi del 2014 aveva deciso di estinguere anticipatamente il debito. Ricevuto il conteggio di estinzione dalla finanziaria, non essendo convinto della somma quantificata, richiesta per il rimborso, aveva deciso di rivolgersi allo sportello del CTCU per una verifica.

I consulenti del Centro, notando delle incongruenze nei conteggi, decidevano di richiedere alla finanziaria il rimborso, previsto per legge, di una parte dei costi sostenuti dal consumatore per il prestito. Senza successo.

Il cliente provvedeva così a presentare ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF).

Nella decisione (favorevole al consumatore) l’ABF ha ribadito il proprio consolidato orientamento in tema di oneri che devono essere restituiti dalle società finanziarie in occasione dell'estinzione anticipata di un prestito.

Nel caso di specie, l’ABF ha così disposto la restituzione al consumatore della somma complessiva di ben € 3.081,96.

Ricordiamo che la possibilità di richiedere il rimborso di questi oneri è previsto dall'art. 125-sexies del Testo Unico Bancario (TUB) il quale dispone che: “il consumatore può rimborsare anticipatamente in qualsiasi momento, in tutto o in parte, l’importo dovuto al finanziatore.

In tale caso, il consumatore ha diritto a una riduzione del costo totale del credito, pari all’importo degli interessi e dei costi dovuti per la vita residua del contratto”.

Il CTCU invita tutti coloro che dovessero aver estinto anticipatamente un prestito negli ultimi tempi a voler far verificare presso la sede del Centro la correttezza dei calcoli eseguiti dalle società finanziarie , previa fissazione di un appuntamento (tel. 0471 975597).

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Re: Surroga onerosa, Antitrust multa Inpdap (oggi Inps)

Messaggio da panorama » ven set 18, 2015 10:30 am

L'estinzione anticipata dei mutui
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Ecco un breve approfondimento sulla Direttiva 2014/17/UE circa il giustificato indennizzo per il mutuante a seguito di estinzione anticipata dei mutui su immobili residenziali

La Direttiva 2014/17/UE del febbraio 2014, intervenuta in merito ai contratti di credito ai consumatori relativi a beni immobili residenziali, é stata recepita dall’Italia con legge delega del 2 luglio 2015.

Con la direttiva, gli Stati membri dovrebbero garantire, o per via legislativa o in altro modo, ad esempio, attraverso clausole contrattuali, che i consumatori possano effettuare il rimborso anticipato e che il creditore (banca) abbia diritto ad un indennizzo equo ed obiettivamente giustificato per i costi potenziali connessi al rimborso anticipato del credito.

Per quest’ultimo aspetto l’indennizzo non dovrebbe essere superiore alla perdita economica sofferta dalla banca stessa.

In Italia con l’art. 7, d.l. 31 gennaio 2007, n. 7, veniva sancita la nullità della pattuizione di una “clausola penale” a vantaggio del mutuante (banca), poi con il D.lgs. n.141/2010 veniva abrogato il succitato art. 7.

L’art. 125-sexies t.u.b. (testo unico bancario) in materia di credito ai consumatori, stabilisce al 2° comma: “In caso di rimborso anticipato, il finanziatore ha diritto ad un indennizzo equo ed oggettivamente giustificato per eventuali costi direttamente collegati al rimborso anticipato del credito.

L’indennizzo non può superare l’1 per cento dell’importo rimborsato in anticipo, se la vita residua del contratto è superiore a un anno, ovvero lo 0,5 per cento del medesimo importo, se la vita residua del contratto è pari o inferiore a un anno.

In ogni caso, l’indennizzo non può superare l’importo degli interessi che il consumatore avrebbe pagato per la vita residua del contratto......" mentre la Banca d’Italia ha già sollecitato, più volte, gli intermediari finanziari a calcolare, per il periodo residuo del finanziamento, il costo delle commissioni maturabili nel tempo a differenza degli altri oneri già percepiti.

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Re: Surroga onerosa, Antitrust multa Inpdap (oggi Inps)

Messaggio da stefanofondazione » sab gen 16, 2016 8:23 pm

Quando accendiamo un mutuo la banca il giorno dopo si è ripresa già i soldi
Nel momento in cui andiamo a fare un mutuo la banca lo ha già rivenduto ad un altro rivedendo il rischio ed assicurandolo
I fondi per la banca è un gioco, un gioco a scommessa
Lavoro in una fondazione antiusura controllo tutti i giorni mutui leasing etc...chiamatemi per avere consigli utili

Dopo la sentenza 350 del 2013 della cassazione il 90% dei mutui vanno in usura!
Stefano cell 3295688805 email cfabbrici103@libero.it

stefanofondazione
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mutui in usura

Messaggio da stefanofondazione » sab gen 16, 2016 8:24 pm

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