Sanità e liste d’attesa. Chiarimenti

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Sanità e liste d’attesa. Chiarimenti

Messaggio da panorama » ven giu 15, 2018 8:37 pm

Notizia di oggi 15/06/2018
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Liste d’attesa, Ministero Salute chiede informazioni urgenti alle Regioni


Liste d’attesa fra le prime azioni del Ministero della Salute.

Il ministro Giulia Grillo ha chiesto informazioni urgenti alle Regioni e alle Province autonome in vista del Piano nazionale per il governo delle liste d’attesa. Gli obiettivi sono riduzione dei tempi d’attesa per l’accesso alle prestazioni sanitarie, massima trasparenza e sicurezza delle cure, equità e uniformità in tutta Italia, nessun onere aggiuntivo per gli assistiti, controllo puntuale del corretto svolgimento della libera professione da parte dei medici

Il ministro ha dunque inviato alle Regioni e alle Province autonome una circolare che vuole fare il punto e raccogliere tutte le informazioni su un “aspetto critico e cruciale per la tutela della salute pubblica e del Servizio Sanitario Nazionale”, dice il Ministero in una nota.

La risposta dovrà arrivare entro 15 giorni. “Metterò il massimo impegno e mi aspetto una grande collaborazione dalle Regioni in favore dei cittadini per abbattere lunghi e impossibili tempi d’attesa e per avere accesso ai servizi e alle informazioni – ha detto Giulia Grillo – Cercherò di andare incontro a tutte le esigenze delle Regioni e ai loro eventuali problemi organizzativi ma seguirò con grande determinazione nel corso del mio mandato questo obiettivo come uno dei capisaldi del Servizio sanitario pubblico e della tutela dei diritti della salute”.

Le richieste di informazioni alle Regioni si articolano in sette aree-chiave, con dati relativi al 2017.

In particolar si chiede di sapere se tutte le prestazioni da rendere in attività istituzionale siano state effettivamente prenotate attraverso il Centro Unico di Prenotazione (CUP) e se allo stesso fanno capo tutte le “agende” delle strutture sanitarie pubbliche e quelle private accreditate.

Se così non fosse, dovrà essere comunicato al Ministero della Salute il numero di quante siano prenotate tramite Cup e il numero complessivo di tutte le prestazioni sanitarie erogate, eccetto quelle ad accesso diretto.

Se con l’offerta aziendale non sono garantite le prestazioni nei tempi massimi di attesa individuati dal piano regionale, le Regioni dovranno spiegare quali misure sono previste, senza oneri aggiuntivi per gli assistiti se non l’eventuale quota di partecipazione, e se queste misure vengono effettivamente applicate.

Le Regioni dovranno dire inoltre quali iniziative sono state adottate per garantire un’adeguata informazione e conoscenza a tutti i cittadini delle attività e delle modalità di accesso alla prenotazione delle prestazioni; quali sono le modalità e i criteri per la determinazione dei volumi di attività istituzionale e quelli di attività libero professionale intramuraria; se sono state stabilite le modalità di verifica dello svolgimento dell’attività intramoenia previste dall’Accordo Stato-Regioni del 18 novembre 2010; se sono stati attivati strumenti di controllo per verificare che tutte le prestazioni erogate in intramoenia siano effettivamente prenotate attraverso l’infrastruttura di rete prevista.



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Re: Sanità e liste d’attesa. Chiarimenti

Messaggio da panorama » ven giu 15, 2018 8:48 pm

Riduzione liste d'attesa: ministro Grillo chiede collaborazione alle Regioni


Le prime repliche di Bonaccini, Venturi, Rossi, Saitta e D'Amato puntano su una concertazione per aumentare le risorse a disposizione del servizo sanitario


Riduzione dei tempi d’attesa per l’accesso alle prestazioni sanitarie, massima trasparenza e sicurezza delle cure, equità e uniformità in tutta Italia, nessun onere aggiuntivo per gli assistiti, controllo puntuale del corretto svolgimento della libera professione da parte dei medici. In vista della prossima predisposizione del Piano Nazionale per il governo delle liste d’attesa, il Ministro della Salute Giulia Grillo ha inviato il 15 giugno a Regioni e Province Autonome una circolare che intende fare il punto e raccogliere capillarmente le informazioni sullo stato dell’arte nazionale di un aspetto critico e cruciale per la tutela della salute pubblica e del Servizio Sanitario Nazionale.

“Metterò il massimo impegno e mi aspetto una grande collaborazione dalle Regioni in favore dei cittadini per abbattere lunghi e impossibili tempi d’attesa e per avere accesso ai servizi e alle informazioni”, dichiara il Ministro della Salute, Giulia Grillo. “Cercherò di andare incontro a tutte le esigenze delle Regioni e ai loro eventuali problemi organizzativi” - prosegue il Ministro - “ma seguirò con grande determinazione nel corso del mio mandato questo obiettivo come uno dei capisaldi del Servizio sanitario pubblico e della tutela dei diritti della salute”. Le richieste di informazioni alle Regioni si articolano in sette aree-chiave, con dati relativi al 2017.

In particolare si chiede di sapere:

- se tutte le prestazioni da rendere in attività istituzionale siano state effettivamente prenotate attraverso il Centro Unico di Prenotazione (CUP) e se allo stesso fanno capo tutte le “agende” delle strutture sanitarie pubbliche e quelle private accreditate. Se così non fosse, dovrà essere comunicato al Ministero della Salute il numero di quante siano prenotate tramite Cup e il numero complessivo di tutte le prestazioni sanitarie erogate, eccetto quelle ad accesso diretto;

- se con l’ordinaria offerta aziendale non vengano garantite le prestazioni nei tempi massimi di attesa individuati dal Piano regionale di governo delle liste d’attesa, le Regioni dovranno spiegare quali misure sono previste, senza oneri aggiuntivi a carico degli assistiti se non quelli dovuti come eventuale quota di partecipazione, e se tali misure vengono effettivamente applicate, come previsto dal Piano nazionale per il governo delle liste d’attesa 2010 – 2012;

- quali iniziative sono state adottate per garantire un’adeguata informazione e conoscenza a tutti i cittadini delle attività e delle modalità di accesso alla prenotazione delle prestazioni;

- quali sono le modalità e i criteri individuati per la determinazione dei volumi di attività istituzionale e quelli di attività libero professionale intramuraria, con riferimento alle singole unità operative, al fine di garantire sia il rispetto dei tempi massimi di attesa che il principio della libera scelta da parte dei cittadini;

- se sono state stabilite le modalità di verifica dello svolgimento dell’attività libero professionale intramuraria previste dall’Accordo Stato-Regioni del 18 novembre 2010; inoltre, nelle Regioni in cui l’Organismo paritetico regionale non sia stato istituito ovvero non sia pienamente funzionante, devono essere spiegate le ragioni dell’inadempienza;

- se sono stati attivati strumenti di controllo per verificare che tutte le prestazioni erogate in libera professione intramuraria siano effettivamente prenotate attraverso l’infrastruttura di rete prevista fin dalla legge del 2007, n.120 (n. 120).

Regioni e Province Autonome dovranno far pervenire al Ministero della Salute tutte le informazioni entro 15 giorni, compilando apposite schede con una eventuale nota di accompagnamento.

"Il ministro della Salute Giulia Grillo chiede urgentemente alle Regioni la situazione relativa alle liste d''attesa in sanità nei rispettivi territori. Presto detto: l'Emilia-Romagna garantisce, nel 98% dei casi, le prestazioni di prima fascia entro i tempi previsti dalla normativa nazionale, entro i primi trenta o sessanta giorni dalla richiesta, a seconda dei casi". E' quanto affermano Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, e Sergio Venturi, assessore alle Politiche per la Salute, commentando la nota diramata dal ministero a tutte le Regioni e Province autonome. "Il nostro è un risultato di grande rilevanza- spiegano Bonaccini e Venturi- tanto più se consideriamo che, solo 3 anni fa, partivamo da un valore che non superava il 54%". "Naturalmente - continuano presidente e assessore - si tratta di un traguardo che abbiamo raggiunto lavorando con determinazione e impegno. Se il ministero lo chiederà, siamo certamente pronti ad offrire il nostro contributo, spiegando come sia stato possibile farlo in un tempo relativamente breve".

"Crediamo - aggiungono Bonaccini e Venturi - abbia pagato la scelta di investire fortemente, in Sanità, sul capitale umano: negli ultimi due anni (2016-2017), solo per fare un esempio, il Servizio sanitario dell''Emilia-Romagna ha visto 5.000 assunzioni a tempo indeterminato, di cui 1.450 stabilizzazioni di precari, con un costo complessivo per la Regione, di 24 milioni di euro". "Certamente - concludono - si apre ora una fase di interlocuzione con il Governo per la definizione delle risorse necessarie a garantire, sul piano nazionale, un Servizio sanitario in grado di rispondere adeguatamente al diritto universale alla salute".

E di risorse parla anche il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi "Fa bene il ministro Giulia Grillo a intervenire sulle liste di attesa, ma non è più tempo di proclami, ora è il momento di governare: ci dica perciò quante risorse aggiuntive intende investire. Noi – continua il presidente Rossi – presenteremo il nostro piano di riduzione delle liste di attesa che non farà crescere le prestazioni del privato in sanità, ma comprerà attività aggiuntive dai dipendenti pubblici, medici e infermieri, per assicurare più prestazioni a favore dei cittadini che attendono da troppo tempo di essere curati. Per fare questo occorrono finanziamenti. Sarebbe perciò cosa gradita sapere come il ministro intenda procedere e quali finanziamenti aggiuntivi assicurare". "Parlare delle liste di attesa – aggiunge Rossi – senza esplicitare le disponibilità finanziarie rischia di essere purtroppo un vuoto esercizio. Ripeto: è apprezzabile che il ministro intervenga e chieda informazioni alle Regioni. Noi un piano per il rilancio delle prestazioni e delle attività del settore pubblico per ridurre le liste di attesa, limitando anche la libera professione, lo abbiamo pronto e lo presenteremo al più presto. Ma il ministro ci aiuti a finanziarlo". "I fondi della sanità al netto dei contratti che non sono ancora conclusi sono sostanzialmente identici a quelli del 2011 e di fatto insufficienti a garantire i livelli essenziali d'assistenza, come dimostrano le recenti indagini Istat, da cui risulta che la parte più debole della popolazione evita di curarsi per ragioni economiche. Infine – conclude il presidente della Regione - occorre porre nel dibattito l'urgenza di abolire il superticket istituito, e mai più tolto, dal governo Berlusconi-Tremonti che rappresenta un primo e oggettivo ostacolo all'accesso alle cure da parte dei ceti popolari e medio bassi. Credo che su queste basi si possa intavolare una seria discussione col ministro anche perché a partire dalla riconferma del Titolo V la sanità è materia concorrente, in cui occorre collaborazione tra i diversi livel li istituzionali, senza fughe in avanti e senza supremazie da parte del governo nazionale".

"La Regione Campania è impegnata senza soste nella riduzione dei tempi d'attesa per l'accesso alle prestazioni sanitarie, così come priorità su tutti i fronti dei livelli essenziali di assistenza (LEA). E sta raggiungendo, dati alla mano aggiornati (non quelli del 2015), miglioramenti straordinari. In particolare sulle liste d'attesa". Così in una nota l'ufficio stampa della Regione, che diffonde "l'ultimissimo report che mette a confronto la media d'attesa nazionale e quella registrata in Campania a fine 2017. Che sta ulteriormente migliorando nei primi mesi del 2018". Secondo questi dati, per una visita oculistica la media di attesa in Italia è di 88,3 giorni, in Campania 28; per una visita ortopedica, 55,6 giorni di media nazionale e 18 in Campania; per una gastroscopia si attendono mediamente in Italia 88,9 giorni contro i 30 della Campania. Spirometria, 43,9 giorni contro 25; ecocardiografia 70,3 contro 48; ecotiroide 57,6 contro 20; colonscopia, 96,2 contro 49; infine per una coronarografia la media nazionale è di 47 giorni contro i 21 della Campania.

"Offriamo la nostra collaborazione al neo ministro della Salute, che incontreremo la prossima settimana, per il governo delle liste d'attesa che non si abbattono con le circolari ministeriali. Segnalo tuttavia al ministro l'esigenza di aumentare le risorse a disposizione del Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) che rischia di scendere al di sotto del 6,5% del Pil. Auspichiamo dal neo ministro il superamento di alcune contraddizioni a livello nazionale poiché, da un lato si consentono benefici fiscali ai Fondi sanitari integrativi che ammontano a oltre 3,36 miliardi e dall'altro si chiede alle Regioni di fare di più con minori risorse. Perché non utilizzare queste risorse per potenziare il Fondo sanitario nazionale?" Così in una nota l'assessore alla Sanità e l'Integrazione Socio-sanitaria della Regione Lazio, Alessio D'Amato. "L'altra grande questione è relativa al governo della spesa farmaceutica. Basterebbe infatti la sola modifica del confezionamento dei medicinali in base alle prescrizioni dei medici per recuperare circa 1,6 miliardi di euro l'anno evitando gli sprechi, secondo la mozione approvata nel giugno 2017 dal Comitato nazionale di Bioetica sulle confezioni non ottimali dei farmaci. Solo con queste due operazioni a saldi invariati di finanza pubblica si potrebbero mettere a disposizione delle Regioni circa 5 miliardi di euro che potrebbero essere reinvestiti nel governo delle liste d'attesa per assunzioni di nuovo personale e l'ammodernamento delle tecnologie" conclude l'assessore della regione Lazio.

"Dieci milioni di euro per ridurre le liste d'attesa. E' la somma che la Regione Piemonte ha accantonato e metterà a disposizione delle aziende sanitarie entro fine luglio nell'ambito del piano per l'abbattimento delle liste d'attesa in fase di attuazione. A dirlo, a margine del forum del centrosinistra, l'assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta. Entro metà del prossimo mese, spiega Saitta, "ogni direttore generale ci presenterà un piano in cui vengono definite le necessità per affrontare le maggiori criticità di ciascuna azienda sanitarie". Obiettivo "arrivare ad aggredire complessivamente il problema liste d'attesa entro ottobre". Saitta ricorda che in base al piano "abbiamo definito per ogni azienda un responsabile delle liste d'attesa, i direttori sanitari, che hanno avviato un monitoraggio della situazione per capire quali sono le questioni più sensibili e come aggredirle". In base a quanto emerso, ogni azienda sanitaria sottoporrà alla Regione un piano in cui evidenzia le principali necessità per le quali verranno disposti i finanziamenti.

Le due strade per abbattere le liste d'attesa con le risorse aggiuntive sono il loro utilizzo per il personale interno per aumentare il servizio o l'acquisto delle prestazioni dal privato accreditato. "Questo piano - conclude Saitta - si affianca al Cup unico, fondamentale per accorciare i tempi".

Per la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) ha ragione il ministro Grillo: i primi problemi da risolvere sono quelli che hanno i cittadini e i principali interlocutori da attivare sono senza dubbio le Regioni. E una delle questioni da chiarire e risolvere, dopo il pieno soddisfacimento dei loro bisogni di salute, riguarda le liste di attesa che non solo penalizzano spesso i più fragili, quelli che non possono ricorrere a strutture diverse dal pubblico, ma esasperano anche gli animi di chi resta ore fuori del pronto soccorso o in attesa di un intervento, con reazioni spesso aggressive ai danni dei professionisti.

“Eppure le soluzioni possibili ci sono afferma Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), il più numeroso d’Itala con oltre 450mila iscritti, in vista della raccolta di informazioni sollecitata dal ministro. Lo hanno dimostrato alcune Regioni benchmark dove il fenomeno ha cominciato a essere arginato. E lo dimostrano ancora di più con iniziative come gli ambulatori a bassa intensità di cura, il potenziamento dei servizi territoriali e domiciliari e l’intramoenia aziendale, quella cioè che la struttura chiede ai suoi professionisti a proprie spese per far fronte a necessità che nascono il più delle volte da carenze di organici o da eccesso di domanda”. “Le strutture a bassa intensità di cura – aggiunge Mangiacavalli - sono scritte nel Piano nazionale cronicità, nel Patto per la salute e anche nel programma del nuovo Governo e rappresentano una risposta multi professionale sempre più necessaria”. “Sul territorio inoltre – spiega ancora la presidente Fnopi - c’è anche lo sviluppo dell’infermiere di famiglia e di comunità, già presente in molte Regioni (Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Toscana ad esempio) che hanno deliberato ufficialmente l’introduzione della nuova figura anche dopo periodi di sperimentazioni, dimostrando l’efficacia e il successo dell’iniziativa, prevedendone non solo ruoli e funzioni, ma anche i percorsi formativi”. L'obiettivo è mantenere, e migliorare nel tempo, l'equilibrio e lo stato di salute della famiglia, nella comunità, aiutandola a evitare o gestire le minacce alla salute.

Secondo l'Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani (Acoi) "Ridurre le liste d'attesa è uno dei principali problemi del nostro Servizio Sanitario Nazionale, è una priorità. Bene ha fatto il ministro Giulia Grillo a chiedere alle regioni i propri dati in modo da poter intervenire avendo davanti un quadro preciso della situazione e delle criticità. Invitiamo il ministro - afferma il presidente dell''Acoi, Pierluigi Marini - anche a riflettere sulla proposta inviata dalle Regioni al governo il 5 giugno sugli ospedali d''insegnamento. Questa soluzione, che prevede di istituire scuole di specializzazione negli ospedali ad alti volumi e con riconosciuta attività professionale e scientifica, permetterebbe di ampliare l''offerta formativa di qualità, e di avere gli specialisti necessari, oltre 2000, che oggi si vedono esclusi dal percorso formativo".

Plaude all'iniziativa del ministro Cittadinanzattiva: "Che la prima azione concreta del ministro della Salute - afferma Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato - verta sulle liste di attesa e sull'intramoenia è un''ottima notizia per il diritto alla salute e i redditi delle persone, ma anche un segnale chiaro di volontà di rilancio del Servizio Sanitario pubblico, che deve essere innanzitutto accessibile tempestivamente, equo, garante di trasparenza e legalità nei confronti della comunità".

"Le liste di attesa si allungano e i tempi si dilatano. Come abbiamo denunciato in un nostro recente report, infatti, che abbiamo inviato al ministro della Salute, Giulia Grillo, per effettuare visite mediche nella sanità pubblica si attendono in media 65 giorni, a fronte di un 'offerta privata ben più rapida, circa 7 giorni di attesa per una visita. Il tutto mentre i costi sono sempre meno distanti tra pubblico e privato". Ad affermarlo in una nota è la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, aggiungendo che: In ragione di questa che è una vera e propria emergenza, diamo la nostra disponibilità a collaborare al ministro della Salute, Giulia Grillo, per difendere e, allo stesso tempo, potenziare e qualificare il Servizio sanitario nazionale. Secondo la dirigente sindacale, per invertire da subito il trend bisogna infatti procedere a nuove assunzioni nel comparto della Sanità, da avviare in parallelo con un adeguato finanziamento al fondo sanitario.

"Pieno sostegno all'iniziativa del Ministro finalizzata a conoscere le problematiche che ostacolano l'accesso alle prestazioni, creando disequità tra i pazienti" arriva dal presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli. "Bene ha fatto il ministro ad avviare il monitoraggio - aggiunge anelli-. A quei dati bisognerebbe aggiungere quelli sugli organici, perché in situazioni di carenza di personale non si può pensare di ridurre le attese, e quelli sulle modalita' di gestione delle malattie croniche. Gli ospedali, infatti, dovrebbero essere destinati alla cura delle urgenze e delle malattie acute, affidando invece gli esami programmati di controllo delle malattie croniche al territorio".

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Re: Sanità e liste d’attesa. Chiarimenti

Messaggio da panorama » lun ott 08, 2018 6:17 pm

Liste d’attesa. Grillo attiva il numero verde 1500 del ministero. “Ma non raccoglieremo denunce né prenotazioni. Scopo è dare informazioni e recepire segnalazioni per migliorare il sistema”

Il servizio di risposta telefonica è previsto per tre mesi, ha carattere sperimentale e funzionerà dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle ore 16. Dirigenti del Ministero della Salute risponderanno per informare sulle modalità di accesso alle prestazioni garantite dal Ssn e raccogliere informazioni sulle esperienze dei cittadini. Il servizio in ogni caso non effettua prenotazioni di prestazioni, non raccoglie denunce e non fornisce valutazioni cliniche sulle prescrizioni.
INFOGRAFICA

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08 OTT - Parte da oggi il numero di pubblica utilità 1500 sul tema delle liste di attesa. Dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle ore 16, rispondono i dirigenti del Ministero della Salute per informare sulle modalità di accesso alle prestazioni garantite dal Servizio sanitario nazionale e raccogliere informazioni sulle esperienze dei cittadini. Lo rende noto il Ministero della Salute che ha attivato un banner ad ho sul proprio sito. La misura era stata annunciata dal Ministro Giulia Grillo nel mese di luglio ma ha ricevuto critiche recentemente dal coordinatore della Commissione Salute delle Regioni, Antonio Saitta.

“Il servizio di risposta telefonica – si legge, previsto per tre mesi, ha carattere sperimentale. E’ possibile segnalare la propria esperienza anche attraverso un modulo raccolta informazioni on line. I dati raccolti saranno analizzati per promuovere interventi migliorativi in accordo con le Regioni e Province autonome, cui competono programmazione e organizzazione dei servizi sanitari”. In ogni caso, il Ministero precisa che il servizio "non effettua prenotazioni di prestazioni sanitarie, non raccoglie denunce all’autorità giudiziaria e non fornisce valutazioni cliniche sulle prescrizioni effettuate dal medico".

"Fin dall’inizio del proprio mandato - si legge - il Ministro Giulia Grillo ha posto le liste d’attesa tra le priorità dell’azione di governo. In considerazione della rilevanza del tema e dei ritardi che si sono verificati negli ultimi anni, ha avviato un percorso per arrivare, grazie anche alla collaborazione di ciascun cittadino, a provvedimenti concreti volti a migliorare il sistema e a ridurre i tempi di attesa in modo equo e uniforme su tutto il territorio nazionale.

Tale percorso, iniziato a giugno con la richiesta di dati alle Regioni, ora prosegue con il numero 1500 e l’ascolto dei cittadini, e porterà alla realizzazione di un nuovo Piano nazionale di governo delle liste di attesa, in accordo con le Regioni e Province autonome".

Il Piano nazionale attualmente vigente prevede un ambito di garanzia sui tempi massimi di attesa per 58 tra prestazioni ambulatoriali e ricoveri oltre che per specifici percorsi di cura relativi alle malattie cardiologiche e ai tumori. Il nuovo Piano sarà finalizzato al miglioramento degli standard di garanzia con la proficua collaborazione di Regioni e Province autonome.

Maggiori informazioni:
Vademecum: cosa sapere
Domande e risposte
Elenco delle prestazioni ambulatoriali e delle prestazioni in regime di ricovero per le quali sono fissati i tempi massimi di attesa

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Re: Sanità e liste d’attesa. Chiarimenti

Messaggio da panorama » lun ott 08, 2018 6:20 pm

Mi raccomando, dovete chiamare nei seguenti giorni e orari


Dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle ore 16,
rispondono i dirigenti del Ministero della Salute per informare sulle modalità di accesso alle prestazioni garantite dal Servizio sanitario nazionale e raccogliere informazioni sulle esperienze dei cittadini.

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Re: Sanità e liste d’attesa. Chiarimenti

Messaggio da panorama » mar ott 16, 2018 11:12 pm

Consiglio dei Ministri del 15 ottobre approva disegno di legge Bilancio 2019

OMISSIS

Nei provvedimenti inclusi nella manovra economica del Governo rientrano anche interventi sulle liste d’attesa sanitarie: “Si interviene per ridurre drasticamente le liste d’attesa con lo stanziamento, tra l’altro, di un fondo da 50 milioni per le regioni per gli interventi di abbattimento delle liste d’attesa.

Inoltre, con l’istituzione del Centro Unico di Prenotazione (CUP) digitale nazionale, si potrà monitorare quando effettivamente sono stati presi gli appuntamenti, in modo da evitare possibili episodi fraudolenti di indebito avanzamento nelle liste d’attesa”.

Inoltre "Si stanziano 284 milioni per i rinnovi contrattuali di tutto il personale del Servizio sanitario nazionale e altri 505 milioni saranno attribuiti alle regioni per le spese farmaceutiche”.

Per quanto riguarda le “Gestioni commissariali della Sanità – Si reintroduce l’incompatibilità tra la carica di commissario alla Sanità e ogni incarico istituzionale presso la regione soggetta a commissariamento”.

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