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ACISMOM e CISOM

Sezione dedicata alla libera circolazione di idee ed esperienze tra i diversi Corpi armati (e non) dello Stato.

ACISMOM e CISOM

Messaggioda panorama » gio giu 14, 2018 10:59 pm

- Associazione dei Cavalieri Italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta (ACISMOM)

- Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta (CISOM)
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PARERE ,sede di CONSIGLIO DI STATO ,sezione SEZIONE 1 ,numero provv.: 201801455 - Public 2018-06-13 -

Numero 01455/2018 e data 01/06/2018 Spedizione


REPUBBLICA ITALIANA
Consiglio di Stato
Sezione Prima

Adunanza di Sezione del 16 maggio 2018


NUMERO AFFARE 00083/2018

OGGETTO:
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.


Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto dalla Associazione dei Cavalieri Italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta e dalla fondazione Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta contro il Comune di Pieve di Vergonte (VB) per l’annullamento dell’ordinanza n. 774 del 31 ottobre 2011 emanata dal medesimo Comune, notificata al CISOM -Gruppo di Verbania, nonché di tutti gli atti alla stessa precedenti, preordinati, successivi, consequenziali e comunque connessi e, in particolare ove occorrer possa, della nota prot. 6018 del 21 ottobre 2011 del responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Pieve di Vergonte ove si sarebbe riferito che l’area ivi denominata “Aviosuperficie di Megolo” risulta essere priva dei requisiti relativi alle caratteristiche fisiche e alla segnaletica diurna applicabili alle aviosuperfici terrestri non pavimentate, di cui all’Appendice 3 del D.M. 1° febbraio 2006.


LA SEZIONE
Vista la relazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale trasmessa con nota del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale del 10 dicembre 2017, prot. 0005937, con la quale è stato chiesto il parere del Consiglio di Stato sull’affare consultivo in oggetto;

visto il ricorso;
vista la memoria di controdeduzione del Comune;
esaminati gli atti ed udito il relatore, consigliere Aurelio Speziale.


Premesso.

1. Le ricorrenti operano senza scopo di lucro nei campi dell’assistenza medico-sanitaria del soccorso e della protezione civile.

In data 2 agosto 2007 l’Associazione dei Cavalieri Italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta (ACISMOM) ed il Corpo forestale dello Stato hanno sottoscritto un protocollo d’intesa allo scopo di creare sinergie nell’ambito della protezione civile a livello nazionale nonché un programma operativo finalizzato a definire gli aspetti cooperativi ed organizzativi relativi alla loro reciproca collaborazione, con particolare riferimento all’attività di monitoraggio, sorveglianza e avvistamento degli incendi boschivi sul territorio della provincia di Verbano – Cusio - Ossola attraverso il coinvolgimento dei militari e dei mezzi del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta (CISOM).

La ACISMOM ha quindi richiesto al Comune di Pieve di Vergonte di poter disporre - a titolo gratuito - di un’area idonea per l’allestimento di un campo.

Il Comune, con deliberazione n. 18 dell’8 febbraio 2008, ha deliberato di concedere con contratto di comodato il terreno identificato al catasto terreni, fg. 42, part. 294, e fg. 43, part. 1, per la durata di cinque anni. CISOM ha successivamente provveduto ad effettuare alcuni lavori per rendere utilizzabile in sicurezza l’area per il volo.

Successivamente il Corpo forestale dello Stato ha ritenuto opportuno il rinnovo del protocollo d’intesa prima indicato.

Tuttavia il Comune, con deliberazione della Giunta comunale n. 43 del 18 maggio 2011, ha sospeso unilateralmente l’efficacia del contratto di comodato sottoscritto con CISOM per ragioni di interesse pubblico. A seguito di un esposto, il Comune aveva infatti intrapreso l’effettuazione di accertamenti sull’area di volo di Megolo rilevando l’inidoneità dell’area all’utilizzo quale aviosuperficie.

2. Il Comune medesimo ha, pertanto, adottato l’ordinanza n. 774 del 2011, impugnata con il ricorso in esame, con cui, in particolare, imponeva al CISOM Gruppo di Verbania “di sospendere con effetto immediato ogni e qualsiasi uso ed utilizzo dell’aviosuperficie sita nel comune di Pieve Vergonte in Località Megolo ed ogni attività di volo sulla stessa: operazioni di approdo, decollo, manovra in superficie di veicoli, il tutto sino a che le Autorità competenti non avranno verificato l’agibilità della predetta aviosuperficie in termini di sicurezza imposti dal D.M. 01.02.2006”.

3. La ACISMOM ed il CISOM hanno impugnato l’ordinanza deducendo i seguenti motivi.

3.1. Violazione e/o falsa applicazione degli articoli 2, comma 1, e 7, comma 2, e 8 del D.M. 1° febbraio 2006. I ricorrenti lamentano che il Comune erroneamente abbia applicato le disposizioni relative alle aviosuperfici in quanto l’area costituisce una “area di volo” su cui svolgere attività con semplici velivoli ultraleggeri a motore e, pertanto, oggetto della disciplina di cui all’articolo 8 del D.M. 1° febbraio 2006 e di quella richiamata dal medesimo articolo 8. Il Comune ha concesso l’area in comodato proprio per tale uso e la normativa applicabile all’area di volo non obbliga in alcun modo i ricorrenti a porre alcuna segnaletica sul campo di Megolo.

3.2. Eccesso di potere per difetto di istruttoria e violazione dell’articolo 3, comma 1, della legge n. 241/1990 - eccesso di potere per sviamento - eccesso di potere per falsità del presupposto. Viene dedotto che il Comune non ha svolto istruttoria ma si è limitato ad ordinare generiche verifiche presso l’area di volo sulla base di una normativa di cui non ha verificato la effettiva applicabilità e si è limitato a far proprie le conclusioni di un soggetto terzo avente un interesse confliggente con quello dei ricorrenti.

3.3. Eccesso di potere per illogicità della motivazione stante la contraddittorietà tra i diversi atti dello stesso procedimento e tra il dispositivo del provvedimento e la sua motivazione. I ricorrenti deducono che l’area in questione ha scopi di pubblica utilità e l’articolo 2 del D.M. 1° febbraio 2006 dispone che non si applicano le sue disposizioni al personale, ai mezzi ed alle infrastrutture appartenenti ai Corpi dello Stato esercenti funzioni di pubblica utilità, cui è riconducibile per analogia il CISOM in ragione dell’attività svolta ed in base alla quale il Comune aveva concesso i terreni. Inoltre la motivazione dell’impugnato provvedimento non segue un iter razionale e logico-giuridico, tanto che la motivazione stessa è nel suo complesso illogica e comunque contraddittoria richiamando due discipline inconciliabili tra loro (il D.M. 1° febbraio 2006 ed il d.P.R. 9 luglio 2010, n. 133).

3.4. Incompetenza del Sindaco all’emanazione dell’ordinanza. I ricorrenti lamentano che erroneamente il Comune ha proceduto ad adottare l’impugnato provvedimento poiché vi è in materia la competenza esclusiva del Ministero dei trasporti – per esso dell’Ente nazionale per l’aviazione civile ENAC – e della circoscrizione aeroportuale territorialmente investita.

3.5. I ricorrenti chiedono, infine, la condanna dell’Amministrazione comunale al risarcimento dei danni subiti.

4. L’Amministrazione comunale eccepisce in via preliminare la nullità del ricorso in quanto la sottoscrizione dell’atto effettuata dai soli difensori non può ritenersi equipollente a quella dei ricorrenti, posto che le procure rilasciate ai legali rappresentanti non contengono alcuna indicazione dell’oggetto del mandato né il tipo di ricorso per cui lo stesso sarebbe stato rilasciato, né l’indicazione degli atti impugnati e l’autorità che li avrebbe emessi, né l’autorità a cui avrebbe dovuto essere presentato l’atto.

L’Amministrazione comunale eccepisce, altresì, la irricevibilità ed inammissibilità del ricorso sotto plurimi profili, nonché l’inammissibilità della domanda di risarcimento dei danni. Ritiene il ricorso infondato.

5. Il Ministero riferente rappresenta che l’Ente nazionale per l’aviazione civile, su richiesta del medesimo Ministero di voler esprimere le valutazioni di natura tecnica, ha rappresentato che la direzione eliporti e aeroporti minori aveva comunicato ad altro organo (alla Polizia giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Verbania) che l’infrastruttura in questione, in mancanza di istanze per l’apertura di una aviosuperficie, poteva essere qualificata come campo volo utilizzabile solo da mezzi ultraleggeri ai sensi dell’articolo 6 del d.P.R. n. 133 del 9 luglio 2010. L’ENAC ha aggiunto che l’articolo 10 del citato decreto prevede che l’adempimento delle disposizioni del decreto non esonera dal rispetto della normativa vigente, anche riguardo a specifiche competenze di altre pubbliche autorità centrali e periferiche o di enti locali.

Il Ministero riferente ritiene infondato il ricorso.

Considerato.

6. Si prescinde dalle eccezioni di irricevibilità ed inammissibilità del ricorso in quanto il medesimo è infondato.

6.1. Il primo motivo non merita accoglimento. Il Comune, una volta deliberata la concessione in uso gratuito dei propri terreni al CISOM di Verbania per la finalità di pubblica utilità dichiarata dal richiedente, si è limitato a verificare la fattibilità dell’intervento richiesto dal punto di vista edilizio urbanistico, sulla base del progetto depositato dal CISOM. Gli interventi richiesti da tale Centro erano diretti alla realizzazione di una aviosuperficie destinata alle attività di prevenzione e soccorso. Molteplici atti chiariscono che l’area in questione è una aviosuperficie. In questo senso gli stessi atti riconducibili ai ricorrenti. Tra questi: la lettera dell’Ordine di Malta Italia - Corpo italiano di soccorso del 3 dicembre 2007 di richiesta al Comune di individuazione di un’area di proprietà del medesimo Comune “idonea alla realizzazione di una aviosuperficie in grado di supportare il monitoraggio e la sorveglianza ambientale della zona montana della provincia” per cui il CISOM indicava proprio i terreni distinti al C.T. del Comune fg. 42, part. 294, e fg. 43, part. 1; la DIA presentata dal CISOM al Comune (prot. del Comune n. 5213 del 1° ottobre 2008) relativa alla realizzazione a titolo precario “di una aviosuperficie per il monitoraggio e la sorveglianza ambientale della zona montana della Provincia”; la relazione tecnica illustrativa del progetto “Variante alla realizzazione di aviosuperficie per il monitoraggio e la sorveglianza ambientale con posa hangar metallico” datata 24 gennaio 2011 di cui alla SCIA acquisita dal Comune (prot. 584 del 2 febbraio 2011) presentata dal CISOM; il certificato di collaudo finale del 2 marzo 2011 acquisito dal Comune, prot. n. 1152 del 2 marzo 2011, là dove si fa riferimento alla “realizzazione di aviosuperficie con posa hangar per ricovero mezzi”.

Da quanto esposto ne consegue che l’area in questione costituisce una aviosuperficie alla quale si applica la relativa disciplina.

6.2. Quanto al secondo motivo, il sindaco pone a base del suo provvedimento il verbale di accertamento redatto dalla Polizia locale - che non risulta essere stato impugnato con querela di falso - sulla base del quale, con un iter logico-giuridico esente da gravi vizi logici o palesi carenze valutative, ha ritenuto pericolose le attività di decollo, atterraggio e movimentazione al suolo dei veicoli sulla aviosuperficie in questione.

6.3. Il terzo motivo non è fondato. Sono gli stessi ricorrenti che nel gravame invocano l’applicazione dell’articolo 2 del D.M. 1° febbraio 2006 e, nel contempo, ammettono “l’ovvia impossibilità di ricondurre il CISOM ad uno dei Corpi sopra citati” (pagina 20 del ricorso). Il complessivo intervento normativo previsto da tale decreto attiene alla sicurezza nel decollo e nell’atterraggio dei veivoli e, quindi, l’articolo 2 che stabilisce una deroga all’applicazione di detta normativa deve essere considerato disposizione avente carattere eccezionale e tassativo e, quindi, insuscettibile di applicazione o interpretazione analogica. Né l’intervenuta stipula della convenzione con il Corpo forestale dello Stato vale a mutare la natura giuridica del CISOM non riconducibile – come riconosciuto dai ricorrenti - ai Corpi indicati dal menzionato articolo 2.

L’Amministrazione comunale ha basato l’impugnato provvedimento sulla situazione come esposta in relazione al secondo motivo e sull’applicazione alla fattispecie, come peraltro indicato nel medesimo provvedimento, delle disposizioni recate dal D.M. 1° febbraio 2006.

6.4. Quanto all’ultimo motivo, nell’ordinanza si richiama l’articolo 54 del TUEL che disciplina l’attività svolta dal Sindaco quale ufficiale di Governo. Ne deriva che l’impugnato atto costituisce una ordinanza adottata dal Sindaco nella esplicazione dei poteri allo stesso attribuito dall’indicato articolo 54 fermo restando che, come indicato nella stessa ordinanza, essa viene trasmessa per le verifiche di competenze ai fini dell’adozione dei seguenti provvedimenti, tra cui quelli di cui all’articolo 10 D.M. 1 febbraio 2006, alle diverse autorità per quanto di rispettiva competenza. In materia giova ricordare la giurisprudenza di questo Consiglio secondo cui “…va ribadito che il potere del Sindaco di emanare ordinanze contingibili e urgenti ha natura residuale. Il suo esercizio presuppone la necessità di provvedere in via d'urgenza con strumenti extra ordinem per far fronte a situazioni di natura eccezionale ed imprevedibile di pericolo attuale ed imminente per l'incolumità pubblica, cui non si può provvedere con gli strumenti ordinari apprestati dall'ordinamento (cfr. Cons. Stato, V, 8 maggio 2007, n. 2109). I provvedimenti in parola sono perciò connotati da provvisorietà e temporaneità quanto agli effetti e da proporzionalità rispetto al pericolo cui ovviare. Dunque non è legittimo adottare ordinanze contingibili e urgenti per fronteggiare situazioni prevedibili e permanenti o quando non vi sia “urgenza” di provvedere, cioè l’assoluta necessità di porre in essere un intervento non rinviabile a tutela della pubblica incolumità (cfr., da ultimo, Cons. Stato, V, 26 luglio 2016, n. 3369)” (Cons. Stato, Sez. V, n. 5239 del 2017). L’impugnato provvedimento costituisce, per le considerazioni innanzi esposte, espressione del potere esercitato dal Sindaco quale ufficiale di Governo che ha realizzato un intervento non rinviabile a tutela della pubblica incolumità.

6.5. Va, infine, dichiarata inammissibile la domanda di risarcimento del danno. Ai sensi dell’art. 8 del d.P.R. 24 novembre 1971, n. 1199, il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro gli atti amministrativi definitivi è ammesso esclusivamente per “motivi di legittimità da parte di chi vi abbia interesse”; ciò, per giurisprudenza costante, esclude che possa essere presentata domanda di risarcimento del danno in questa sede.

7. Sulla base di quanto precede la motivazione dell’impugnato provvedimento consente di comprendere l’iter logico-giuridico seguito dall’Amministrazione comunale ed il provvedimento stesso si sottrae alle censure formulate dai ricorrenti essendo esente da gravi vizi logici o palesi carenze valutative.

8. Conclusivamente, alla stregua delle considerazioni fin qui svolte, il ricorso deve essere dichiarato in parte infondato ed in parte inammissibile.

P.Q.M.

esprime il parere che il ricorso debba essere dichiarato in parte infondato ed in parte inammissibile.






L'ESTENSORE IL PRESIDENTE F/F
Aurelio Speziale Dante D'Alessio




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Giuseppe Testa
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