News Varie

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Re: NEWS varie del giorno.

Messaggio da panorama » gio gen 20, 2011 11:45 pm

RISPARMIO. Confconsumatori: nullo contratto stipulato in casa senza comunicazione diritto recesso
20/01/2011
Risparmio: due sentenze del Tribunale di Lecce e del Tribunale di Cremona hanno riconosciuto la nullità dei contratti d'acquisto stipulati presso l'abitazione dei consumatori senza che venisse loro comunicato il diritto di recesso entro sette giorni. È quanto rende noto Confconsumatori. In entrambi i casi il contratto d'acquisto era stato stipulato presso l'abitazione degli associati, ma non era stato comunicato loro il diritto di recesso entro 7 giorni, sancito dall'art. 30 del Testo Unico dell'Intermediazione Finanziaria. Per questa violazione del TUF entrambi i contratti sono stati annullati e le banche sono state condannate a risarcire gli associati.

Uno dei casi riguarda il Tribunale di Lecce, che ha dichiarato la nullità del contratto My Way stipulato da un associato di Confconsumatori di Brindisi e ha condannato la MPS Banca Personale alla restituzione delle somme corrisposte dal consumatore pari a circa 20.000 euro. Sottolinea Confconsumatori che "in virtù dell'art. 30 del Testo Unico dell'Intermediazione Finanziaria (TUIF), ogni qual volta un contratto venga stipulato fuori dalla sede della Banca, lo stesso deve contenere una apposita clausola concernente il diritto del consumatore di recedere dallo stesso entro 7 giorni dalla stipula dello stesso con conseguente scioglimento di ogni e qualsivoglia vincolo di natura economico-negoziale. Qualora tale clausola non sia prevista il contratto è nullo. Nel caso di specie, pur essendo il contratto stato stipulato presso l'abitazione del risparmiatore, quindi, fuori dalla filiale della banca, lo stesso non conteneva la clausola concernente il diritto di recesso". "E' una grande vittoria per la nostra associazione che dopo aver ottenuto la prima sentenza in Italia dinnanzi al Tribunale di Brindisi con la quale la Banca è stata condannata per la vendita del prodotto finanziario denominato My Way, continua ad ottenere vittorie vedendo accolte le proprie tesi volte ad evidenziare sempre nuovi profili di irregolarità dei contratti concernenti i prodotti finanziari", ha detto Emilio Graziuso Responsabile Nazionale Settore Credito Confconsumatori.

Il Tribunale di Cremona ha invece annullato, con la stessa motivazione, un contratto di acquisto di bond argentini e condannato l'Istituto di credito a rimborsare l'investimento, oltre agli interessi legali e alle spese di causa. Anche in questo caso, il contratto era stato stipulato presso l'abitazione dei risparmiatori senza comunicazione del diritto al recesso entro sette giorni.



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Re: NEWS varie del giorno.

Messaggio da panorama » ven gen 21, 2011 6:52 pm

Classi pollaio, accolta class action del Codacons
21/01/2011
Il Tar del Lazio ha accolto la class action del Codacons contro le "classi pollaio" da 35-40 alunni. Ora il Ministro dell'Istruzione dovrà emanare il Piano generale dell'edilizia scolastica, evitando il formarsi di classi così numerose. Il Presidente del Codacons, Carlo Rienzi: "Sentenza importante che apre la strada a tante altre azioni contro la Pubblica Amministrazione".

Accolta la prima class action italiana contro la Pubblica Amministrazione. Si tratta di quella presentata a gennaio 2010 dal Codacons contro le classi pollaio, cioè quelle classi scolastiche con 35-40 alunni, oltre i limiti fissati dalla legge. Il Tar del Lazio ha accolto l'azione del Codacons ed entro 120 giorni dalla notifica della sentenza, emessa dalla III sezione bis del Tar, il Ministero dell'Istruzione e il Ministero dell'Economia dovranno emanare il Piano generale di riqualificazione dell'edilizia scolastica (previsto dall'art. 3 del Decreto 81/09).

Dopo aver valutato l'ammissibilità della class action, il Tar ha verificato che "il Piano generale di dell'edilizia scolastica non è stato ancora adottato, nonostante avrebbe dovuto essere adottato prima dell'anno scolastiche 2009-2010". Per i giudici, quindi, "é evidente che l'inerzia si sia già protratta ampiamente oltre il limite di legge".

"Ora il Ministro Gelmini dovrà emettere un Piano in grado di rendere sicure le aule scolastiche ed evitare il formarsi di classi da 35 o 40 alunni ciascuna. Soltanto dopo l'emanazione di questo Piano, per alcuni casi specificamente indicati, si potrà derogare al limite massimo di 25-26 alunni - spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi - Se non lo farà saremo costretti a chiedere la nomina di un commissario ad acta che si sostituisca al ministro ed ottemperi a quanto disposto dal Tar".

"Grazie a questa sentenza, inoltre - aggiunge Rienzi - docenti e famiglie i cui figli sono stati costretti a studiare in aule pollaio, potranno chiedere un risarcimento fino a 2.500 euro in relazione al danno esistenziale subito". Il Presidente del Codacons ricorda che le class action, in Italia, sono di due tipi: quelle contro i privati, che prevedono il risarcimento dei danni e quelle contro la pubblica amministrazione, che non portano al risarcimento dei danni, ma all'adozione di atti generali che risolvano il problema che ha causato danni.

"E' importante questa pronuncia del Tar - dichiara Rienzi ad Help Consumatori - perché si apre la strada a tante altre azioni che stiamo facendo, come quella sui Comuni a rischio frana". Mentre le class action contro la Pubblica Amministrazione funzionano, quelle contro i privati un po' meno. "Noi siamo gli unici ad aver vinto una class action contro i privati, quella sui kit per l'influenza, ma ci siamo riusciti solo noi, spendendo decine di migliaia di euro per pubblicare sui quotidiani la notizia della vittoria. Nessun altro ha questo coraggio o questa possibilità, per questo la legge non funziona".

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Messaggio da panorama » ven gen 21, 2011 6:55 pm

TLC. Furto identità, vittima un italiano su quattro. Adiconsum: serve più informazione
21/01/2011
Un italiano su quattro è vittima di furto di identità. E gli abitanti del Belpaese mostrano anche di conoscere ben poco questo fenomeno, di non esserne spaventati quanto lo sono dalle frodi, e quindi di non sapersi difendere. Si tratta di un furto che "colpisce ormai centinaia, migliaia di persone al giorno, che rischiano di vedersi sostituire in attività finanziare, in acquisto di immobili e attività economiche". È quanto ricorda Adiconsum, che sottolinea la necessità di informare i fruitori della rete.

L'associazione fa riferimento a una recente ricerca svolta dall'UNICRI, l'agenzia dell'ONU per la prevenzione del crimine, su "Il Furto di identità: immagine, atteggiamenti e attese dei consumatori italiani", dalla quale è emerso che, sulla clonazione di bancomat e carte di credito, ma anche su addebiti per servizi o prodotti mai acquistati e mai richiesti, contratti mai effettuati, gli italiani ne sanno ben poco. Su 800 intervistati dai 25 ai 64 anni, ben 1 su 4 è stato vittima di furto di identità.

L'associazione, afferma in una nota, "ritiene che sia assolutamente necessario che le nuove normative in via di emanazione sulla frode e in particolare sul furto di identità trovino immediata applicazione e siano rese di larga conoscenza ai consumatori, soprattutto di coloro che fruiscono dell'E-Commerce. È altresì importante che i fruitori di internet utilizzino tutti gli accorgimenti per non cadere nelle trappole della criminalità utilizzando siti sicuri e non dando retta a "vincite milionarie" di false lotterie internazionali".

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Messaggio da panorama » ven gen 21, 2011 6:57 pm

TLC. Telemarketing aggressivo, dal 31 gennaio al via il registro pubblico delle opposizioni
21/01/2011
Dal 31 gennaio 2011 il registro pubblico delle opposizioni, istituito dal Governo per gli utenti che non vogliono ricevere telefonate di pubblicità, sondaggi o altre iniziative di telemarketing, sarà accessibile on line al sito http://www.registrodelleopposizioni.it" onclick="window.open(this.href);return false;. Il registro è stato affidato alla gestione della Fondazione Ugo Bordoni, attraverso un contratto di servizio che ne sottolinea la natura di ente terzo.

Il registro è suddiviso in 2 aree: una per gli abbonati e una per gli operatori. L'abbonato intestatario di linea telefonica può iscriversi gratuitamente e a tempo indeterminato al servizio in 5 modi diversi: modulo elettronico sul sito web, posta elettronica, telefonata, lettera raccomandata, fax. In qualunque momento è possibile aggiornare i propri dati o revocare l'iscrizione.

Gli operatori che intendono contattare gli abbonati presenti negli elenchi telefonici pubblici per attività commerciali, promozionali o per il compimento di ricerche di mercato tramite l'uso del telefono, devono registrarsi al sistema gestito dalla Fondazione Ugo Bordoni e comunicare la lista dei numeri che intendono contattare. La lista aggiornata dal Gestore, filtrata dai numeri telefonici degli abbonati che si sono iscritti al registro pubblico delle opposizioni, sarà messa a disposizione dell'operatore entro 24 ore dalla richiesta e avrà validità quindicinale, per consentire così il continuo aggiornamento dell'elenco delle opposizioni. L'operatore dovrà pagare da un minimo di 45 euro per un pacchetto di numerazioni fino a 1.500 abbonati ad un massimo di 245.000 euro 25.000.000 di abbonati.

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Re: NEWS varie del giorno.

Messaggio da panorama » ven gen 21, 2011 6:58 pm

UTENZE. Brescia, CODICI avvia class action per rimborsare utenti non serviti da impianti depurazione
21/01/2011
Il CODICI ha avviato un'azione collettiva risarcitoria contro l'AATO Brescia, responsabile dei ritardi nei rimborsi delle somme della depurazione dell'acqua versate dai cittadini bresciani non serviti da impianti di depurazione. I cittadini di Brescia si sono rivolti all'Associazione per denunciare che, nonostante la normativa vigente in materia di restituzione delle somme della depurazione dell'acqua là dove il servizio non c'è, ad oggi i cittadini non hanno ancora ricevuto un solo euro delle somme pagate e non dovute. Il termine della restituzione è di 120 giorni dalla data in vigore della legge (decreto del 30 settembre 2009) con cui il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio ha stabilito i criteri per la restituzione agli utenti della quota di tariffa non dovuta riferita al servizio di depurazione, stabilendo anche l'obbligo di informare gli utenti rispetto al diritto della restituzione.

"In seguito a tale normativa e data la scadenza del termine di restituzione abbiamo inoltrato ad AATO Brescia una istanza di accesso agli atti per acquisire tutti gli elenchi degli utenti non serviti da impianti di depurazione - dichiara Davide Zanon, Coordinatore Regionale CODICI - nonché tutti gli atti posti in essere dalle Autorità d'Ambito affinché i gestori procedessero alla restituzione delle somme che i cittadini hanno versato, nonostante tali somme non fossero dovute".

L'Autorità in oggetto ha risposto a CODICI che si è ancora in fase di raccolta dati relativamente ai 46 Comuni a gestione comunale che secondo il D.M. 30/09/2009 dovrebbero provvedere autonomamente e che allo stato non sono stati assunti atti finalizzati all'avvio della restituzione ad ogni singolo richiedente avente diritto.

"Con questo comportamento - commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI - l'Autorità d'Ambito non interviene o comunque ritarda il proprio intervento, ledendo quelli che sono i diritti degli utenti. Dato l'evidente danno ai consumatori di Brescia, che ad oggi non hanno ricevuto alcuna informazione sui soldi che devono essere loro restituiti. Pertanto, CODICI avvia una azione collettiva risarcitoria, diffidando i legali rappresentanti pro tempore dell'Autorità d'Ambito in oggetto ad individuare, entro il termine massimo di 90 giorni, gli importi con i relativi interessi che i gestori dovranno restituire ad ogni singolo richiedente avente diritto. Inoltre, diffida la regione della Lombardia per non aver esercitato i suoi poteri nominando un commissario "ad acta", e il Ministro dell'Ambiente, a conoscenza di tali inadempimenti".

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Re: NEWS varie del giorno.

Messaggio da panorama » ven gen 21, 2011 6:59 pm

SICUREZZA ALIMENTARE. Cassazione conferma legge contro cibi adulterati
21/01/2011
La rassicurazione sulla presunta abrogazione della legge n.283 del 1962 in materia di tutela alimentare era già arrivata all'inizio della settimana dal ministro per la Semplificazione Normativa Roberto Calderoli, che ha firmato il provvedimento "taglialeggi". Ha detto Calderoli nei giorni scorsi: "Voglio rassicurare tutti. Le notizie diffuse da taluni organi di stampa secondo cui sarebbe stata abrogata la legge n. 283 del 1962 sono totalmente prive di qualsiasi fondamento. La predetta legge ha natura giuridica di Testo Unico, come facilmente evincibile dalla sua epigrafe, pertanto è espressamente esclusa dall'ambito applicativo della cosiddetta 'ghigliottina' secondo il quale i provvedimenti legislativi recanti nell'epigrafe l'indicazione di "testo unico" o di "codice" sono espressamente esclusi dall'effetto abrogativo".

Una rassicurazione in tal senso viene anche dalla Corte di Cassazione, che ha confermato la legge che permette di indagare sui cibi adulterati, guasti, scaduti. Sul tema è arrivata infatti la pronuncia della terza sezione della Suprema Corte, che ha diramato una informazione provvisoria in attesa del deposito delle motivazioni, in cui si afferma che "la disciplina in tema di tutela degli alimenti contenuta nella legge n.283 del 1962 non rientra fra quelle abrogate dalla legge n.246 del 2005 e relativi decreti attuativi".

Soddisfatta Coldiretti: "I chiarimenti sulla piena applicabilità delle norme anti frodi alimentari insieme al via libera del Parlamento alla legge sull'etichettatura rafforzano la lotta alle sofisticazioni alimentari che vedono l'Italia all'avanguardia a livello comunitario con oltre un milioni di controlli e verifiche effettuate nel corso del 2010". Questo il commento degli agricoltori davanti all'informazione provvisoria della terza sezione penale della Suprema Corte.

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Messaggio da panorama » lun gen 24, 2011 8:04 pm

FISCO. Codacons: Procura Roma chiede rinvio a giudizio di funzionario Equitalia per cartelle pazze
24/01/2011
La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per un funzionario di Equitalia, per abuso di atti di ufficio per aver emesso una cartella pazza. È quanto rende noto il Codacons, che annuncia di volere consegnare ai giudizi migliaia di segnalazioni dei cittadini raggiunti da cartelle pazze.

La vicenda riguarda direttamente il presidente del Codacons Carlo Rienzi, che - riporta una nota dell'associazione - "nel 2009, subito dopo la partecipazione al programma "Mi manda Raitre" durante il quale attaccò il Direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, sul tema della cartelle pazze , riceve senza alcun preavviso da Equitalia la notifica di un fermo amministrativo e l'iscrizione di una ipoteca sulla propria abitazione, provvedimenti riconducibili ad alcune sanzioni non pagate. La gravità della cartella esattoriale, risiede nel fatto che tale iscrizione ipotecaria è avvenuta per un presunto debito di 4.824 euro, mentre la legge (art. 76 del D.P.R. 602/73) stabilisce che l'ipoteca immobiliare può essere avviata solo ed elusivamente per debiti superiori a 8.000 euro".

Le richieste di Equitalia erano state già impugnate da Rienzi dinanzi al Giudice di Pace, dichiarate cessate dalla Commissione Tributaria, o estinte attraverso il pagamento degli importi dovuti. Di fronte al provvedimento di Equitalia, era seguita formale denuncia presso la Procura della Repubblica di Roma. Conclusione: il Pubblico Ministero ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di un funzionario di Equitalia per il reato previsto dall'art. 323 del Codice Penale, ossia abuso di atti d'ufficio, e il Gip ha fissato l'udienza per il 2 febbraio prossimo.

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Re: NEWS varie del giorno.

Messaggio da panorama » lun gen 24, 2011 8:08 pm

SALUTE. Emoderivati a rischio?
24/01/2011
Alcuni emoderivati usati in Italia potrebbero non essere sicuri. Aifa e Iss rassicurano. Ma la denuncia de la Repubblica non passa inosservata alle Associazioni dei Consumatori.

La notizia è di quelle che fanno saltare sulla sedia: alcuni emoderivati usati in Italia potrebbero non essere completamente sicuri. È quanto riporta oggi il quotidiano La Repubblica, che racconta di uno scontro in atto fra l'Aifa (l'Agenzia italiana del farmaco) e l'Istituto Superiore di Sanità. Sotto accusa ci sono alcuni lotti di derivati del sangue sui quali, secondo l'Aifa, non sarebbero stati fatti tutti i controlli necessari per escludere la presenza di vari virus, e che quindi andrebbero ritirati dal mercato. Secondo l'ISS, invece, il rischio è minimo e comunque il sequestro comporterebbe l'ulteriore rischio di far rimanere senza farmaci ed emoderivati ospedali e farmacie.

Federconsumatori chiede l'intervento del Ministero della Salute: "Siamo estremamente preoccupati dallo scontro tra Aifa e Istituto Superiore di Sanità relativamente alla denuncia sui mancati controlli sugli emoderivati - afferma l'associazione - Si tratta di una questione gravissima, che riguarda la sicurezza dei cittadini e che, pertanto, deve necessariamente ed immancabilmente essere affrontata con la massima urgenza e con la massima responsabilità da parte del Ministero della Salute. In ogni caso richiediamo che vengano adottate tutte le misure del caso e che i lotti in questione vengano sottoposti ai necessari controlli".

Ma sulla notizia sono subito arrivate le rassicurazioni congiunte dell'Aifa e dell'Iss, che parlano di emoderivati "assolutamente sicuri" e di assenza di contrasto sui controlli. In una nota si legge: "Il professore Guido Rasi, direttore dell'agenzia per il farmaco, e il professore Enrico Garaci, presidente dell'Iss, precisano che nessun contrasto riguardante provvedimenti su questi medicinali è mai corso fra Aifa e Iss, tra i quali esiste la più perfetta sintonia, e che il controllo degli emoderivati avviene secondo la farmacopea europea in grado di assicurare un elevatissimo standard di qualità". ''L'Aifa e l'Iss - prosegue la nota - evidenziano che grazie ai rigidi controlli con cui vengono effettuate le trasfusioni nel nostro Paese il sangue italiano è tra i più sicuri al mondo. Riguardo gli emoderivati in oggetto, nel ribadirne l'assoluta sicurezza, i due Enti, con il contributo di tutte le Istituzioni coinvolte, stanno lavorando congiuntamente per superare eventuali problematiche tecniche''.

Per Rossella Miracapillo, responsabile dell'Osservatorio Farmaci e Salute del Movimento Consumatori, in assenza di informazioni precise "in assoluto, vale il principio di precauzione" e serve un atteggiamento di prudenza , in attesa che ci siano indicazioni più chiare anche sulle cause che hanno portato a lanciare, da parte di Repubblica, tale allarme. "Stiamo parlando di derivati del sangue: con estrema cautela, bisognerebbe conoscere meglio quali sono le fonti dell'allarme lanciato da Repubblica - commenta Miracapillo - È chiaro che, non avendo certezze specifiche, dobbiamo rifarci al passato: in passato ci sono stati grossi problemi legati a prodotti derivati dal sangue. Tuttavia trovo difficile esprimere un giudizio sulla vicenda perché bisognerebbe avere cognizione di causa dei motivi che hanno portato Repubblica a lanciare questo allarme. Di solito, si procede per principio di precauzione: non conoscendo quale sia la sicurezza totale di alcuni prodotti, è opportuno sospenderne l'utilizzo fino a che non si ottengono rassicurazioni. Bisogna però capire di cosa stiamo parlando, cioè se il rischio esposto è meno grave rispetto all'uso di questi prodotti. Le informazioni intorno a questa vicenda sono ancora troppo labili per poter esprimere un giudizio".

La nota di Aifa e Iss afferma però in chiusura: "Riguardo gli emoderivati in oggetto, nel ribadirne l'assoluta sicurezza, i due Enti, con il contributo di tutte le Istituzioni coinvolte, stanno lavorando congiuntamente per superare eventuali problematiche tecniche''.

Commenta Francesca Moccia, coordinatrice nazionale Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva: "Alla luce di quel poco che siamo riusciti a sapere della vicenda, due sono le considerazioni da fare. La prima: ci preoccupa ci possa essere una divergenza su un aspetto legato alla sicurezza fra due istituti che si occupano della tutela della salute. Se un problema c'è, e traspare dall'ultima dichiarazione, siamo abbastanza perplessi. Al di là del fatto che ci sono dichiarazioni che hanno in qualche modo risolto tale divergenza. Il secondo punto - continua Moccia - è la preoccupazione per i cittadini che usano questi farmaci. È a loro che dobbiamo parlare, perché in un momento del genere basta poco per creare allarmismo. Va chiarito subito se ci sono rischi, quali sono, e qual è l'alternativa di farmaco. In questo momento la nostra posizione è: massima chiarezza nei confronti delle persone che usano questi prodotti, perché sono già in situazione di debolezza e non possono ulteriormente rischiare. Al di là del fatto che in Italia il sangue è sicuro. Ma non dimentichiamo le vicende del passato".

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Messaggio da panorama » lun gen 24, 2011 8:10 pm

INTERNET. Windows preinstallato, Aduc vs Microsoft: depositato atto per la class action
24/01/2011
L'Aduc ha depositato al Tribunale di Milano l'atto di citazione per la class action contro Microsoft, per il rimborso dei software Windows preinstallati sul pc. L'Aduc aveva lanciato, tempo fa, una campagna di adesioni per il rimborso del sistema operativo Windows (OEM) preinstallato nella quasi totalità dei computer che si acquistano.

L'Associazione sottolinea che la vicenda riguarda tutti coloro che dopo aver acquistato un pc, trovano all'interno uno o più prodotti software che non intendono utilizzare. "Alla prima accensione del computer appare una schermata, la licenza OEM Windows, che invita a sottoscrivere il contratto d'uso del programma, avvertendo che, nel caso non si intenda utilizzarlo, è possibile procedere alla restituzione e al rimborso rivolgendosi al produttore dell'hardware. Ma - scrive l'Aduc - solo raramente le case produttrici dei pc ottemperano a questo obbligo contrattuale. Molte frappongono ostacoli pratici, altre ritengono che la faccenda riguardi solo l'acquirente e Microsoft".

Secondo l'Aduc, il produttore dell'hardware non è incolpevole, ma il principale responsabile dell'inadempimento è Microsoft, che usa la propria posizione di forza sul mercato per diffondere i propri prodotti in modo illegittimo, ai danni degli utenti e della concorrenza.

Per questo, dopo aver vinto una battaglia giudiziale "pilota" contro un produttore di pc al Tribunale di Firenze, l'Aduc si rivolge ora al Tribunale di Milano direttamente contro Microsoft. Nei prossimi mesi ci sarà la prima udienza, in cui il Collegio milanese deciderà sull'ammissibilità dell'azione collettiva. "Se, come speriamo, l'esito fosse positivo - conclude l'Aduc - chi si troverà nelle condizioni per aderire alla causa, potrà farlo, anche personalmente, con apposito atto di adesione. Valgono, per adesso, tutte le indicazioni che abbiamo dato nel corso dei precedenti mesi preparatori".

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Re: NEWS varie del giorno.

Messaggio da vedovonardecchia » lun gen 24, 2011 8:44 pm

grazie panorama per il "servizio" a volte ci sono informazioni molto utili. Ciao, Saluti

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Re: NEWS varie del giorno.

Messaggio da panorama » lun gen 24, 2011 11:27 pm

Per questo sito faccio tanto ed impiego molto tempo x cercare sentenze ogni giorno sul sito del Consiglio di Stato per i ricorsi straordinari rivolti al PdR, al Consiglio di Stato quelli regolari e poi passo al Tar Lazio e quando trovo qualcosa di importante per tutti copio ed incollo in base all'argomento, poi aggiorno anche le notizie in difesa dei consumatori su questo post.
Cmq ti ringrazio tanto per l'apprezzamento rivoltomi.
Ciao e buona notte.

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Re: NEWS varie del giorno.

Messaggio da panorama » mar gen 25, 2011 6:44 pm

RC AUTO. Isvap: AXA Belgium SA non è abilitata in Italia
25/01/2011
"La società AXA Belgium SA, compagnia assicurativa con sede legale in Boulevard du Souverain 25, 1170 Bruxelles, non rientra tra le compagnie abilitate all'esercizio dell'attività assicurativa sul territorio italiano per l'assicurazione obbligatoria della responsabilità civile autoveicoli terrestri": è quanto scrive in una nota l'Isvap, Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private, che sottolinea come siano stati segnalati casi di commercializzazione di polizze rc auto contraffate intestate a tale società.

L'Autorità sottolinea che l'eventuale stipulazione di polizze con l'intestazione della società non abilitata "comporta per i contraenti l'insussistenza della copertura assicurativa e per gli intermediari lo svolgimento di un'attività non consentita dalle vigenti disposizioni normative".

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Re: NEWS varie del giorno.

Messaggio da panorama » mar gen 25, 2011 8:12 pm

Usare software copiati non è reato: a stabilirlo una sentenza del Tribunale di Roma

La detenzione senza licenza (o di licenze scadute) di programmi commerciali per computer, riconducibili alla Microsoft ed alle altre big del software, non configura il reato di abusiva detenzione di file sprovvisti di licenza d'uso, anche se all'interno dei Pc vengono trovati i dispositivi di aggiramento tecnologico in grado di far funzionare i software senza licenza, quelli che in gergo vengono chiamati "crack".

A stabilirlo è stato il tribunale di Roma, V sezione, con il giudice Laura D'Alessandro, che ha assolto un imprenditore trovato in possesso di 270 programmi di tutte le più rinomate aziende, tra le quali la stessa Microsoft ma anche Adobe, Macromedia, Symantec, o altri, sprovvisti di licenza, distribuiti su 103 computer tra cui server sui quali i software venivano messi in condivisione a beneficio di tutti i dipendenti della società.

Non c'è stata richiesta d'appello - Secondo quanto si è appreso, inoltre, le società che si erano costituite parte civile nel procedimento e avevano chiesto danni per centinaia di migliaia di euro, insieme con la Business Software Alliance BSA (l'associazione che riunisce le multinazionali del software), non avrebbero fatto richiesta d'appello. Si è detto soddisfatto della sentenza, l'avvocato Fulvio Sarzana di Sant'Ippolito, difensore dell'imprenditore che era sotto accusa e che era stato multato per migliaia di euro.

Il penalista ha spiegato: "E' stato ribadito un principio importante, ovvero che la colpevolezza di un imputato non può essere presunta ma deve essere provata senza alcun dubbio e che nell'ambito della detenzione dei software ciò che conta è l'uso che se ne faccia dello stesso software, in questo caso un uso no-profit e non il semplice aspetto commerciale della detenzione o meno di una licenza, ancorchè scaduta".

I software venivano utilizzati nel settore della formazione, dunque in un contesto non commerciale, da una società che era riconosciuta come laboratorio di ricerca accreditato dal ministero dell'università. Fra i corsi erogati alcuni riguardavano, tra l'altro, l'educazione alla legalità nel settore della proprietà industriale.

"L'impresa aveva collaborato nel passato con la stessa Microsoft", ha ricordato Sarzana di Sant'Ippolito. "Il tribunale ha ritenuto che, senza la prova della duplicazione del softwareda parte del mio assistito - ha continuato il penalista - e senza la prova dell'effettivo uso sulle singole macchine dei dispositivi di aggiramento tecnologico presenti sul server dell'azienda, non si può configurare il reato di duplicazione abusiva di software né la detenzione di software sprovvisti di licenza d'uso e ha mandato assolto l'imprenditore con la formula più ampia possibile ovvero il fatto non sussiste".
Redazione Tiscali

25 gennaio 2011

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Re: NEWS varie del giorno.

Messaggio da panorama » mer gen 26, 2011 7:44 pm

Mutui, prorogato il "Piano Famiglie"
26/01/2011
L'ABI e 12 Associazioni dei Consumatori hanno prorogato i termini per la presentazione della domanda per la sospensione del mutuo: più liquidità per le famiglie.

Prorogata al 31 luglio 2011 la data per la presentazione delle domande per la sospensione delle rate dei mutui, iniziativa prevista nel "Piano Famiglie" dell'Abi. Gli eventi in base ai quali può essere chiesta la sospensione si devono essere verificati entro il 30 giugno 2011. Questo il risultato dell'Accordo raggiunto attraverso il confronto tra l'Associazione Bancaria Italiana e 12 Associazioni dei Consumatori: Acu, Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori.

L'Accordo, entrato in vigore un anno fa (il 1° febbraio 2010), prevede la sospensione del rimborso dei mutui per almeno 12 mesi, anche nei confronti dei clienti con ritardi nei pagamenti fino a 180 giorni consecutivi:

•per i mutui di importo fino a 150.000 euro accesi per l'acquisto, costruzione o ristrutturazione dell'abitazione principale;
•nei confronti dei clienti con un reddito imponibile fino a 40.000 euro annui;
•che hanno subito o subiscono nel biennio 2009 e 2010 eventi particolarmente negativi (morte, perdita dell'occupazione, insorgenza di condizioni di non autosufficienza, ingresso in cassa integrazione).
Questa è la misura minima cui le banche associate sono invitate ad aderire; ciascun istituto ha poi la libertà di offrire al cliente in sede di adesione al Piano condizioni migliori rispetto a quanto previsto dall'Accordo. Ad oggi hanno offerto condizioni migliorative 172 banche, rappresentative del 64% del mercato.

Nell'Accordo siglato questa mattina le parti firmatarie hanno concordato che:

•l'arco temporale entro il quale si devono verificare gli eventi che determinano l'avvio della sospensione è prorogata al 30 giugno 2011;
•le domande possono essere presentate entro il 31 luglio;
•alla sospensione delle rate dei mutui potranno essere ammesse soltanto le operazioni che non ne abbiano già fruito;
•entro il 30 giugno 2011, verificando l'esistenza delle necessarie condizioni, sarà valutata l'eventualità di una proroga di ulteriori sei mesi dei termini della presentazione delle domande di sospensione e la possibilità di individuare misure nell'ambito delle famiglie che hanno usufruito della moratoria.
L'opportunità è stata colta al volo da oltre 35 mila famiglie: tra febbraio e novembre 2010, le banche hanno sospeso mutui per 4,4 miliardi di euro a oltre 35mila famiglie. La misura è stata applicata a 35.472 contratti di mutuo. La liquidità in più per far fronte alla crisi ha raggiunto una quota pari a 245 milioni di euro. Ogni famiglia avrà dunque a disposizione in media 6.500 euro in più.

Nel dettaglio, la soluzione più frequente per le operazioni di sospensione ha riguardato l'intera rata (88% dei casi). La causa prevalente, che ha determinato la necessità di ricorrere alla sospensione sia nelle posizioni "in bonis" che in quelle con ritardo nei pagamenti, è stata la cessazione del rapporto di lavoro subordinato (rispettivamente 44,3% e 45,3%). Dal punto di vista "territoriale", il maggior numero di domande ammesse è al Nord con il 53,3%, segue il Centro (25,2%), infine Sud e Isole (21,5%).

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Re: NEWS varie del giorno.

Messaggio da panorama » mer gen 26, 2011 7:46 pm

LAVORO. Precari della scuola, tempo fino al 31 gennaio per aderire alla class action del Codacons
26/01/2011
C'è ancora qualche giorno per aderire alla class action indetta dal Codacons contro il Ministero della Pubblica Istruzione per i precari della scuola. Il termine per le adesioni scade, infatti, il 31 gennaio e l'Associazione invita tutti i precari della scuola a seguire le indicazioni riportate sul sito http://www.codacons.it" onclick="window.open(this.href);return false; e partecipare alla class action, per far valere i propri diritti di lavoratore e ottenere il risarcimento del danno da mancata stabilizzazione. "Questa mattina - spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi - le adesioni raccolte sfioravano quota 39mila, e siamo certi che il numero salirà ancora nei prossimi giorni".

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