News Varie

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Messaggio da panorama » ven feb 27, 2015 10:20 am

Telecom modifica contratto, Confconsumatori invia esposto


Dal 1° maggio 2015 Telecom modificherà unilateralmente il contratto sottoscritto con i suoi clienti domestici offrendo chiamate illimitate al costo di 29,00 euro mensili.

A darne notizia è la Confconsumatori che ha ricevuto diverse segnalazioni da parte di utenti che hanno trovato l’amara sorpresa annunciata in bolletta.

Secondo l’associazione si tratta di un’offerta tutt’altro che vantaggiosa dal momento che molti di questi clienti utilizzanola linea domestica più per ricevere telefonate che per farle.

“A prescindere dall’economicità o meno della modifica unilaterale del servizio (che va vista di volta in volta) appare illegittimo consentire al gestore telefonico di modificare unilateralmente il contenuto del contratto ed il prezzo pagato” fanno sapere dalla Confconsumatori che ha inoltrato, ieri pomeriggio, un esposto all’Agcm (autorità per la concorrenza ed il mercato) ed all’Agcom (autorità di garanzia per le comunicazioni) affinchè intervengano con solerzia per fermare Telecom.

“Trattasi di un “intervento” contrattuale che è relativo al servizio RTG universale e che riguarda milioni di utenti, molti dei quali (per età, istruzione e salute) in difficoltà a scrivere e dover inviare comunicazioni scritte” spiegano in una nota gli esperti dell’associazione che aggiungono “l’utente, sia pure tempestivamente dissenziente, sosterrà in ogni caso un costo consistente nelle spese di produzione ed invio della comunicazione scritta (in realtà se si leggono le condizioni di contratto mediante lettera raccomandata a.r. ovvero posta certificata ovvero fax).
Al contrario la modalità di comunicazione della variazione da parte di Telecom, a mezzo di una semplice busta non raccomandata, non è affidabile in quanto non consente di ritenere che tutti gli interessati ricevano compiuta notizia della nuova tariffazione e quindi che siano sostanzialmente messi in grado di poter esercitare, nella tempistica di 30 giorni, il diritto di recesso”.



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Messaggio da panorama » gio mar 19, 2015 7:52 pm

Gilera Runner, Tribunale Pisa: Piaggio richiami scooter pericoloso


Piaggio deve effettuare una campagna di richiamo sullo scooter Gilera Runner prima serie perché pericoloso per l’incolumità dei consumatori.

Altroconsumo dà alla casa produttrice 10 giorni di tempo, in una lettera inviata oggi: “Richiami i prodotti pericolosi e li sostituisca o risarcisca gli utenti”.

È il giudice del Tribunale di Pisa che impone il richiamo nell’ordinanza depositata il 17 marzo scorso.

Gli scooter coinvolti dal provvedimento del Tribunale, oggi ancora in circolazione, sono oltre 40mila.

“La sicurezza degli utenti e la tutela della salute sono la priorità” ricorda Altroconsumo che ha ottenuto finalmente trasparenza e chiarezza, iniziando nel 2010 questa battaglia.

“Ora Piaggio deve compensare il gravissimo disservizio causato ai consumatori, che hanno corso il rischio di vedere compromessa la propria incolumità in tutti questi anni di utilizzo.

Altroconsumo esige dal produttore l’avvio immediato della campagna – gli utenti devono essere informati il prima possibile, non devono essere lasciati a piedi, devono essere risarciti.

Piaggio annunci ora cosa intende fare per compensare i consumatori” ha commentato Marco Pierani, responsabile relazioni esterne per Altroconsumo.

I prodotti disponibili sul mercato devono rispettare i requisiti di sicurezza.

Il Codice del Consumo garantisce l’obbligo del richiamo da parte del produttore, quando la pericolosità sia stata evidenziata, come nel caso del Gilera Runner.

Per gli utenti che volessero saperne di più è a disposizione il numero 02.6961560.

Piaggio ora dovrà:

•inviare a tutti i proprietari dei Gilera Runner una raccomandata A/R con la quale li informa in modo esplicito e inequivoco della pericolosità per la salute degli utilizzatori e li invita a ricondurre il motoveicolo presso Piaggio o sue concessionarie;

•pubblicare per due volte consecutive sui quotidiani La Stampa, Il Corriere della Sera, Repubblica e sulle riviste Due Ruote e Motociclismo l’annuncio dell’avvio della campagna di ritiro dello scooter.

Altroconsumo mette in fila le richieste a salvaguardia degli interessi dei consumatori:

1.L’ordinanza prevede una penale di Euro 1.032 al giorno a carico di Piaggio in caso di mancato adempimento entro il 31.03.2013 delle misure decise. Ora deve adempiere senza indugio.
La penale, prevista dall’art.140 comma 7, andrà allo Stato che la riassegnerà al Fondo MISE, lo stesso delle multe anti-trust.

2.Il ministero dei Trasposti dia notizia del ritiro sull’albo dei richiami presente sul suo sito.

3.Il ministero dello Sviluppo economico, quello dei trasporti e la Commissione europea inseriscano la notifica nel sistema Rapex.

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Messaggio da panorama » mar mar 31, 2015 6:41 pm

Etichette, domani nuove regole su carne suina, ovina, caprina e volatili


Stop agli scandali alimentari che coinvolgono la carne: domani, 1° aprile, entra in vigore il nuovo Regolamento europeo 1337/2013 che impone l’indicazione del paese di origine o del luogo di provenienza delle carni fresche, refrigerate o congelate di animali della specie suina, ovina, caprina e di volatili.

Se una carne è al 100% italiana troveremo la scritta “origine Italia” che indica che tutte le fasi, dalla nascita all’allevamento fino alla macellazione, si sono svolte sul territorio nazionale. “Una storica novità che giunge dopo gli scandali della carne di maiale tedesca alla diossina venduta in tutta Europa e degli agnelli ungheresi spacciati per italiani – sottolinea la Coldiretti – Si completa un percorso iniziato circa 15 anni dall’obbligo di etichettatura di origine per la carne bovina fresca, introdotta sotto la spinta dell’emergenza “mucca pazza” con il regolamento Ce 1760/2000 che impose l’obbligo di indicare anche il luogo di nascita, oltre a quello di allevamento e macellazione.

Coldiretti però ricorda che “dalla nuova norma restano ingiustamente escluse la carne di coniglio, molto diffusa a livello nazionale, e quella di cavallo oggetto del recente scandalo, ma anche le carni di maiale trasformate in salumi”. “Una carenza particolarmente grave che va colmata al più presto in una situazione in cui in Italia – denuncia la Coldiretti – 2 prosciutti su 3 sono fatti da maiali stranieri ma il consumatore non lo può sapere, e la situazione non è certo migliore per salami, soppressate, coppe o pancette.

Su questi prodotti come su altri l’eventuale obbligo dell’origine dipenderà dagli studi di impatto che la Commissione Europea sta realizzando, con un certo ritardo sui tempi previsti dal Regolamento 1169/2011, nonché dalle successive valutazioni politiche degli Stati membri.

Da domani, quindi, sull’etichetta delle carni di suino, ovino, caprino e volatili in vendita, dovrà essere riportata una delle seguenti indicazioni:

1. “Allevato in…” seguito dal nome dello Stato membro o del Paese terzo e poi “Macellato in…” (seguito dal nome dello Stato membro o del Paese terzo, oppure si può indicare
2. “Origine…” seguito dal nome dello Stato membro o del Paese terzo ma solo se l’animale è nato, allevato e macellato in un unico Stato membro o Paese terzo.

“Il regolamento – precisa la Coldiretti – prevede delle specifiche casistiche sui tempi di permanenza in un determinato Paese e di peso raggiunto dall’animale, per poter indicare in etichetta qual è il luogo di allevamento e di macellazione.

“Questa positiva novità introdotta dall’Europa è una tappa di un lungo percorso per garantire scelte di acquisto consapevoli ai consumatori” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare però che “la battaglia continua perché in una situazione di difficoltà economica bisogna portare sul mercato il valore della trasparenza a vantaggio dei consumatori e dei produttori agricoli”.

L’Italia che nell’alimentare ha conquistato primati qualitativi e sanitari – ha precisato Moncalvo – deve essere capofila nell’Unione Europea nel sostenere le politiche di tutela della sicurezza alimentare che sono al centro dei lavori dell’Expo”.

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Messaggio da panorama » ven mag 08, 2015 8:43 pm

Virus pc, Altroconsumo: l’ultimo è Rombertik, pericoloso ha anche un piano B
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Scattata l’allarme sicurezza per i nostri pc: l’ultimo virus che minaccia i dati del nostro computer si chiama Rombertik ed è particolarmente pericoloso perché è progettato per rubare i dati sensibili (credenziali e password) che digitiamo direttamente nei browser.

E – avverte Altroconsumo – a differenza di altri malware analoghi, non si limita ad agire di nascosto.

Se l’antivirus riesce ad individuarlo ha addirittura un piano B, ovvero un meccanismo che renderebbe illeggibili i file dell’utente, mettendo così fuori uso disco rigido e PC.

Rombertik è un virus estremamente sofisticato che utilizza tecniche simili a quelle degli stessi antivirus per poter agire indisturbato.

Si propaga attraverso allegati di mail realizzati in modo da sembrare innocui.

Una volta infettato il computer, Rombertik è in grado di spiare l’utente quando usa Explorer, Firefox o Chrome intercettando e ritrasmettendo tutte le password immesse ai creatori del virus.

Gli esperti sono già al lavoro per trovare una soluzione a questo nuovo malware particolarmente ‘combattivo’.

Nell’attesa che gli antivirus si aggiornino per gestire questa nuova minaccia, il consiglio è quello di mantenere un comportamento prudente: verificare bene il mittente delle mail e non aprire allegati che arrivano da indirizzi non conosciuti, nemmeno se possono sembrare plausibili.

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Messaggio da panorama » lun mag 11, 2015 6:35 pm

Pillola 5 giorni dopo, dal 9 maggio si può acquistare in farmacia senza test


Da sabato scorso è possibile acquistare la pillola dei 5 giorni dopo in farmacia, senza obbligo di ricetta (per le donne maggiorenni) né del test di gravidanza (sia per le maggiorenni che per le minorenni).

Con una decisione storica (oltre che tardiva) è stato garantito alle donne italiane il libero accesso diretto ad ellaOne®, la pillola dei 5 giorni dopo (detta anche del giorno dopo perché più efficace nelle prime 24 ore).

Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 maggio la determina dell’Aifa.

Nel provvedimento si prevede l’erogazione del farmaco anticoncezionale d’emergenza ellaOne® senza prescrizione medica per le donne in età maggiore di 18 anni e l’abolizione dell’obbligo del test di gravidanza prima di assumere il farmaco per tutte le donne (maggiorenni e minorenni).

La delibera dell’AIFA ha recepito la decisione della Commissione europea di consentire l’accesso a ellaOne® direttamente in farmacia in tutti gli Stati membri dell’UE, sulla base del riconoscimento da parte del CHMP (Comitato per i medicinali per uso umano), della maggior efficacia di ellaOne® (rispetto alla vecchia pillola del giorno dopo) se usato durante le prime 24 ore, e della sicurezza del prodotto anche quando utilizzato senza prescrizione.

“Dal suo lancio nel 2009, ellaOne® è stato considerato tra i professionisti della sanità come il nuovo farmaco di riferimento nella contraccezione d’emergenza e finora è stato utilizzato da oltre 3 milioni di donne in 70 paesi nel mondo – ha commentato Alberto Aiuto, Direttore Generale di HRA Italia – E’ il più efficace rispetto all’opzione esistente se assunto entro 24 ore da un rapporto sessuale non protetto, o non adeguatamente protetto, in quanto è stato dimostrato di poter funzionare anche, quando il rischio di gravidanza è massimo, ovvero poco prima dell’ovulazione”. “Come Direttore Generale di una società impegnata nell’innovazione nella Health Care per le donne sottolineo l’importanza di un momento come questo per l’Italia.

Siamo dunque lieti di vedere che anche nel nostro Paese per le donne adulte si sia facilitato l’accesso a questa metodica contraccettiva”.

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Messaggio da panorama » mer mag 20, 2015 6:34 pm

Rc auto gratis per un anno, Ivass ripristina classe di merito e decreto Bersani
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Risolto il caso dell’RC auto gratis sull’acquisto di auto nuove (che crea più danni di quanto non faccia risparmiare): ripristinate la classe di merito maturata prima della promozione e il diritto alle agevolazioni del decreto Bersani; previsto il rimborso dei maggiori premi eventualmente pagati, grazie alla ricostruzione della storia assicurativa. E’ quanto si legge nel provvedimento pubblicato dall’Ivass.

Le indicazioni dell’Ivass arrivato al termine dell’indagine conoscitiva avviata dopo le numerose denunce delle Associazioni dei consumatori. Grazie alla loro consultazione e a quella dell’Ania, l’indagine ha prodotto risultati fondamentali per i consumatori.

“Esprimiamo soddisfazione per l’intervento dell’Ivass e per il provvedimento adottato – commenta Giampaolo Petri, Responsabile Settore Assicurativo Konsumer Italia – che valorizza l’annualità a tariffa fissa, consentendo agli assicurati che non provocano incidenti di scalare alla classe di merito precedente. Questo provvedimento farà giurisprudenza per tutti coloro (finora penalizzati) che decideranno di passare da una polizza a franchigia al bonus/malus e diventerà strutturale nel nuovo Regolamento sull’evoluzione delle classi di merito di conversione universale (CU) che sarà oggetto di rivisitazione di Ivass a breve”.

L’indagine è stata effettuata su circa 60 compagnie ed ha rilevato che nel 2014 tre di esse (su 6 che offrivano la polizza gratuita per un anno in abbinamento alla vendita di una nuova autovettura) presentavano criticità, coinvolgendo circa 13.000 consumatori (per un valore di premi pari a circa 6 milioni di euro): i consumatori venivano inseriti a loro insaputa in una polizza collettiva con franchigia e, alla fine dell’anno, perdevano i benefici della classe di merito acquisiti prima, ritrovandosi in tredicesima classe (che è la più alta per chi è stato già assicurato), non potendo più nemmeno usufruire delle agevolazioni del decreto Bersani (a danno dei neo-assicurati).

Per contrastare questo fenomeno l’Ivass ha pubblicato le seguenti indicazioni per le imprese:

“Rilasciare, alla scadenza, un attestato di rischio intestato al proprietario del veicolo che riporti la classe di merito CU di provenienza (posseduta cioè prima dell’accettazione dell’offerta) ed evidenzi la sinistralità dell’assicurato nell’ultimo quinquennio, compresa quella relativa al periodo promozionale”.

In tal modo, “le imprese a cui si rivolgerà l’assicurato che volesse tornare alla formula tariffaria Bonus-Malus dopo detto periodo dovranno tenere in considerazione, ai fini dell’inserimento del contratto nella corretta classe di merito CU, la storia assicurativa antecedente al periodo di gratuità nonché la sinistrosità registrata in tale periodo”.

Ciò vale anche “nei casi in cui il consumatore si sia assicurato per la prima volta con una polizza assicurativa gratuita: l’attestato (o una dichiarazione sostitutiva attestante la sinistrosità nel medesimo periodo per coperture gratuite inferiori all’anno), dovrà riportare anche la classe di merito CU di provenienza a cui l’assicurato avrebbe avuto diritto, al momento dell’accettazione dell’offerta, in forza dell’applicazione del c.d. decreto Bersani, qualora applicabile”. Per cui, oltre a salvare la storia assicurativa del consumatore che non perderà più la classe di merito maturata prima della promozione, viene ripristinato il diritto alle agevolazioni del decreto Bersani: “Se all’atto dell’accettazione dell’offerta l’assicurato avesse avuto diritto a vedersi applicata la classe di merito CU3 di un proprio familiare e se l’assicurato stesso non ha provocato sinistri nel periodo di gratuità potrà entrare nella classe CU 2; nel caso di periodi promozionali inferiori all’anno, le imprese classificheranno il contratto tenendo conto della classe di merito inziale CU 3”.

Per le polizze gratis già scadute, l’Ivass sollecita le imprese a contattare per iscritto tutti gli assicurati (compresi gli assicurati per la prima volta) per rilasciare loro un attestato di rischio ad hoc a loro nome, contenenti le informazioni dettagliate relative a classe di merito e sinistralità. Su questo fronte la grande vittoria, ottenuta anche grazie all’insistenza di Konsumer Italia, riguarda il rimborso dei maggiori premi eventualmente pagati: “Le imprese che successivamente al periodo di gratuità hanno assicurato con una tariffa Bonus-Malus gli assicurati provenienti da tale offerta ricostruiranno la storia assicurativa e classificheranno il contratto sulla base dell’attestato di rischio rilasciato ad hoc e provvedendo, nel contempo, alla restituzione dei maggiori premi eventualmente pagati”.

“Konsumer Italia rende merito ad Ivass della concertazione puntualmente attuata con il coinvolgimento delle Associazioni dei Consumatori – riprende Petri − e condivide appieno tutte le indicazioni fatte pervenire alle imprese, con l’auspicio che vengano prontamente recepite”. A partire dalle conclusioni del comunicato: “Le imprese sono tenute a dare pronta attuazione alle presenti indicazioni e ad evitare, per il futuro, l’adozione di iniziative commerciali basate sull’utilizzo di formule tecniche non coerenti con la necessità di garantire l’adeguatezza del prodotto rispetto alle specifiche esigenze degli assicurati”.

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Re: News Varie

Messaggio da panorama » ven mag 22, 2015 7:31 pm

Sicilia, Basilicata, Abruzzo: inchiesta Quattroruote sulle “strade della vergogna”
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Enna, Caltanissetta, Pescara, Matera e Potenza: sono i nomi delle città con le “strade della vergogna”.

Quattroruote di giugno, in edicola da domani, porta alla ribalta i tanti casi di strade “sprofondate”, rimasti finora confinati alle cronache di quotidiani e televisioni locali.

Piloni che cedono, asfalto che si sgretola e viadotti che continuano a crollare: Quattroruote testimonia come, oltre al clamoroso episodio del cedimento di un ponte sull’A19 Palermo-Catania, ci siano decine di migliaia di abitanti che da tempo vivono situazioni drammatiche.

Le due località di Villarosa e Santa Caterina, tra Enna e Caltanissetta, per esempio sono prive di collegamenti diretti a causa di una frana che ha minato la stabilità dello storico ponte Cinque archi: la statale 121 è chiusa e l’autostrada, in quel punto, è limitata a una sola corsia per senso di marcia per ridurre i pesi che gravano su un viadotto a rischio.

Molti abitanti sono costretti ad arrivare alla soglia della strada sbarrata, lasciare l’auto e raggiungere a piedi l’altra estremità del ponte accordandosi con parenti o colleghi per poter proseguire con loro il tragitto.

Su altre arterie della zona sono tanti i conducenti che, esasperati, ignorano i cartelli di “strada interrotta” e “divieto di accesso” e percorrono tratti proibiti a proprio rischio e pericolo.

Situazioni del genere si trovano, in prossimità di Enna, lungo la statale 290 che passa per Calascibetta, chiusa dal 2012 a causa di un’altra frana.

Non diversa la realtà di regioni come la Basilicata e l’Abruzzo: chiusa la strada provinciale 26 in provincia di Matera, isolato il comune di Civitella Casanova (Pescara), raggiungibile percorrendo una decina di chilometri di strade così strette da essere vietate ai mezzi pesanti, compresi gli scuolabus, sostituiti da navette più piccole.

In ginocchio, oltre ai cittadini costretti a lunghi tragitti alternativi, è l’economia di intere zone del Paese: Marcello Spadone, chef di un ristorante stellato di Civitella, a Quattroruote conferma un calo degli incassi del 60-70% solo nel mese di marzo, dovuto proprio alle difficoltà di accesso al suo locale.

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Messaggio da panorama » gio giu 11, 2015 6:26 pm

Bollette, Codici: chi le paga con Rid controlli gli addebiti


Codici invita i consumatori che pagano le bollette delle utenze domestiche tramite Rid a fare attenzione agli addebiti: alcuni cittadini hanno già rilevato anomalie legate al fatto che molti operatori hanno addebitato cifre irregolari, relative a 5 anni prima e perciò prescritte. “Per non cadere nella trappola e non pagare questi crediti non dovuti è possibile fare ricorso, come prevede la norma, entro 5 giorni – ricorda l’Associazione – Ma chi usa il Rid è difficile che controlli la fattura in maniera dettagliata”.

“Viste le prime segnalazioni che abbiamo ricevuto – affermano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale Codici e Luigi Gabriele Responsabile Affari Istituzionali – invitiamo gli utenti a disdire il servizio di addebito bancario. Ricordiamo infatti che la disdetta è priva di oneri. Gli operatori invogliano gli utenti a preferire questa modalità di pagamento con degli sconto esigui sulla bolletta ma la contropartita in cambio a volte può essere onerosa come ha registrato la nostra Associazione. Alcuni consumatori si sono accorti di addebiti derivanti da calcoli stimati non corretti oppure non dovuti perché prescritti. In questo periodo assistiamo a un vero saccheggio da parte degli operatori che stanno usando i consumatori come delle banche a costo zero per ottenere nuove risorse”, aggiungono.

Codici ricorda agli utenti che è possibile effettuare un reclamo scritto all’operatore se dalla bolletta denota una differenza fra il consumo rilevato e quello fatturato; e l’azienda è obbligata a rispondere entro 30 giorni dal reclamo.

Ci sono, inoltre, due novità normative introdotte recentemente: la possibilità di rateizzare le fatture entro e non oltre 10 giorni dalla scadenza e la procedura di distacco o messa in mora resa più complicata per gli operatori che dovranno preannunciarlo con raccomandata e prevedere il pagamento entro 30 giorni.

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Messaggio da panorama » lun giu 15, 2015 7:39 pm

Sky e Mediaset Premium, Altroconsumo: ecco come disdire
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Disdire l’abbonamento a Sky o a Mediaset Premium? Non è un’impresa semplice e lo dimostrano le segnalazioni che ricevono ogni giorno le Associazioni dei consumatori. Un percorso lungo e ad ostacoli, in cui spesso gli operatori si appigliano a cavilli contrattuali per rimandare il recesso e far pagare al cliente mesi supplementari.

E’ quanto denuncia Altroconsumo che fornisce le informazioni sulla procedura da seguire per disdire i servizi.

Rispettare le formalità: chi ha intenzione di non rinnovare l’abbonamento o di recedere prima della scadenza naturale del contratto, per evitare contestazioni, deve seguire passo dopo passo le regole.

•inviare sempre le comunicazioni, di recesso o disdetta, firmate, tramite raccomandata a/r, la lettera raccomandata con avviso di ricevimento che prova che è stato inviato tutto entro le date corrette;

•dopo aver disdetto il contratto e regolarizzato l’ultima fattura, è consigliato chiedere alla banca la revoca della domiciliazione a favore dell’operatore.

Recesso o disdetta? Altroconsumo fa chiarezza sulla differenza tra diritto di ripensamento, recesso e disdetta a scadenza:

•diritto di ripensamento: è la possibilità di poter annullare gli effetti del contratto, entro 14 giorni dall’attivazione, solo se l’abbonamento è stato venduto online, via telefono, a domicilio o per strada. È fondamentale inviare una lettera di ripensamento, tramite raccomandata a/r oppure fax e pec;

•recesso anticipato: se per disdire il servizio non si vuole aspettare la data di scadenza naturale del contratto, c’è la possibilità di recedere in qualsiasi momento con il recesso anticipato. Bisogna dare 30 giorni di preavviso, sostenere le spese di disattivazione e rimborsare eventuali sconti, di cui hai usufruito, legati alla durata dell’abbonamento;

•disdetta a scadenza: se non si vuole rinnovare l’abbonamento bisogna inviare una lettera di disdetta entro 30 giorni dalla data naturale di scadenza del contratto.

Attenzione ai moduli di disdetta che si trovano online, sui siti degli operatori: prima di inviarli bisogna controllare che contengano tutte le informazioni e le condizioni elencate prima. In alternativa è possibile inviare una lettera con raccomandata a/r.

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Re: News Varie

Messaggio da panorama » mer giu 17, 2015 6:39 pm

Prodotti pericolosi: bloccati anelli di bigiotteria per troppo cadmio
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Anelli provenienti dalla Cina e non ammessi in Italia perché contenenti cadmio.

L’allerta consumatori del Ministero della Salute riguarda alcuni anelli di bigiotteria di marca Donna più, venduti a un prezzo di 11 euro e provenienti dalla Cina, che sono finiti nel sistema di allerta Rapex perché contenenti un quantitativo eccessivo di cadmio.

Il pericolo, si legge infatti nella notifica pubblicata sul sito del Ministero della Salute, è chimico-cancerogeno.

Le analisi hanno dato come risultato la presenza di cadmio in eccesso rispetto a quanto consentito dalla normativa. “La determinazione del cadmio effettuata da Stazione Sperimentale per l’industria delle pelli di Napoli, Rapporto di prova n 344/15, ha dato luogo a risultato di non conformità per presenza di Cadmio in eccesso”, si legge nella notifica.

Gli anelli non sono stati ammessi all’importazione in Italia dall’USMAF di Napoli, con provvedimento del 21 maggio 2015.

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Re: News Varie

Messaggio da panorama » gio giu 18, 2015 6:25 pm

Pagamenti elettronici, sopra i 50 euro la responsabilità di frodi online non sarà del consumatore
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I consumatori europei non saranno responsabili di eventuali frodi online sopra i 50 euro.

Il tetto, che tutelerà chi fa transazioni in rete, è una delle misure della nuova direttiva europea sui pagamenti elettronici che, dopo l’accordo del trilogo Commissione-Parlamento-Consiglio, dovrebbe ottenere il via libera definitivo nella Plenaria di luglio.

Uno scudo contro i pagamenti non autorizzati che dovrebbe consentire lo sviluppo di servizi online e via carta di credito.

Come si applicherà la misura?

Lo spiega Euractiv in un articolo del 16 giugno: “Un cittadino in possesso di un conto corrente internet avrà il diritto di utilizzare un software o un dispositivo di pagamento, fornito da una parte terza, attraverso il quale portare a termine qualsiasi transazione.

I fornitori dei servizi dovranno adottare tecnologie in grado di assicurare l’autenticazione sicura dei consumatori e la protezione dal rischio di frodi; dovranno garantire che i dati personali degli utenti siano trasmessi attraverso canali protetti e che la loro condivisione avvenga soltanto con il consenso degli utenti e, comunque, nella misura minore possibile.

A questo punto entra in causa il tetto di 50 euro al di sopra del quale la responsabilità della frode ricade sugli operatori, banca e fornitore del servizio, che avranno il compito di recuperare il denaro.

Le banche avranno la possibilità di non autorizzare le transazioni soltanto in presenza di provate ragioni di sicurezza che siano state prima segnalate alle autorità competenti.

L’Autorità bancaria europea dovrà approvare, entro diciotto mesi dal varo della direttiva, delle linee guida che fissino l’implementazione e il monitoraggio dei sistemi di sicurezza che gli istituti di credito dovranno tenere.

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Re: News Varie

Messaggio da panorama » lun giu 29, 2015 6:57 pm

Eurospin ritira il “bastone di salame” de La Bottega del Gusto
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Eurospin ha ritirato dal mercato il “bastone di salame” da 250 grammi a marchio La Bottega del Gusto per la presenza di batteri.

La notifica è di qualche giorno fa e riguarda il bastone di salame 250g a marchio La Bottega del Gusto, Lotto: LFA1696R81, Scadenza: 24.07.2015, prodotto nello stabilimento di Via Italia 60 – Garbagnate Monastero (LC).

Chi avesse il prodotto in casa lo deve riportare nel punto vendita.

salame ritirato Come spiega Eurospin nel richiamo, il prodotto è stato ritirato dalla vendita per la presenza di batteri.

È venduto nelle seguenti regioni d’Italia: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Trentino Alto Adige, Veneto, Sicilia, Calabria.

Il prodotto restituito verrà rimborsato o sostituito.

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Re: News Varie

Messaggio da panorama » ven lug 03, 2015 7:06 pm

Email truffa, Enel avvisa: “Non cliccate sul link che rimanda a sito clone”
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Il phishing non ha mai fine: attenzione alle email-truffa che stanno circolando in questi giorni da un indirizzo apparentemente riferito a una società del gruppo Enel.

Il destinatario riceve una bolletta ed è invitato a cliccare un link che rimanda a un sito clone di truffatori informatici.

Ad allertare i consumatori è direttamente Enel che precisa di non aver inviato alcuna email né da società del proprio Gruppo né da società da esso incaricate.

Si tratta di un tentativo di raggiro simile a quelli più volte denunciati da altre aziende e istituti finanziari.

Cliccando infatti sul link riportato, il cliente si collega al sito ‘trappola’ dove viene invitato a scaricare una finta bolletta che in realtà contiene un virus informatico molto potente che blocca il contenuto del PC.

L’obiettivo è quello di chiedere poi un riscatto alla vittima dell’attacco per ottenere lo sblocco del PC e la decifratura dei dati.

“Invitiamo chiunque riceva questo falso messaggio a non cliccare il link segnalato – scrive Enel in una nota – Le nostre procedure non prevedono in alcun caso la richiesta di fornire o verificare dati bancari e/o codici personali attraverso link esterni.

L’azienda, da sempre in prima linea contro le truffe, ha avviato tutte le azioni necessarie per la tutela dei clienti e delle società del gruppo Enel. Invitiamo i clienti che dovessero ricevere e-mail sospette a segnalare l’accaduto attraverso i consueti canali di contatto: negozi Enel presenti sul territorio o i numeri verdi 800 900 800 per Enel Servizio Elettrico e 800 900 860 per Enel Energia”.

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Re: News Varie

Messaggio da panorama » sab lug 18, 2015 8:56 am

notizia del 17/07/2015

Albergo sporco a Rio De Janeiro, Codacons: riconosciuto danno da vacanza rovinata
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Altro che vista mare.

L’albergo di Rio de Janeiro dove la famiglia romana doveva passare le vacanze aveva servizi igienici scadenti, bagni vecchi e serrature rotte, insetti in abbondanza.

La prima notte in albergo era stata poi un disastro totale, ben lontano dalle quattro stelle promesse.

Ora alla famiglia arriverà un risarcimento perché il Tribunale di Roma ha condannato agenzia di viaggi e tour operator a un risarcimento di tremila euro per danno da vacanza rovinata.

Ad assistere la famiglia i legali del Codacons, per il quale questo “stabilisce un precedente ora utilizzabile da tutti i turisti italiani in procinto di partire per le vacanze estive”.

L’associazione rende noto di aver vinto una causa davanti al Tribunale di Roma ottenendo la condanna in solido di una agenzia di viaggi e di un tour operator a risarcire una famiglia di turisti romani alloggiata in un albergo di Rio De Janeiro sporco e dalle condizioni igieniche scadenti.

La vacanza rovinata era del marzo 2013.

Una coppia con i due figli, residente a Roma, aveva comprato un pacchetto vacanza per tutta la famiglia presso un’agenzia di viaggi “I viaggi del Mappamondo” con destinazione Brasile.

Il 9 marzo del 2013 atterrano a Rio De Janeiro, e qui iniziano i problemi.

Spiega il Codacons: “La sistemazione alberghiera prevedeva una categoria 4 stelle con “vista mare”; i turisti, invece, erano costretti a pernottare la prima notte in due stanzette maleodoranti, con la moquette rovinata e vecchia nonché con bagni sporchi e vetusti e serrature rotte ed arrugginite, infestata da insetti e scarafaggi, sanitari scrostati e sporchi, non dotate neanche della “vista mare” ma con veduta su costruzioni limitrofe.

A seguito delle rimostranze avanzate legittimamente dalla famiglia, si provvedeva a sostituire le stanze loro assegnate con altre due stanzette stavolta con “vista mare” ma sempre con servizi igienici scadenti e sempre con la presenza indesiderata di scarafaggi ed insetti”.

La famiglia ha anche informato la propria agenzia di viaggi per cercare di trovare una soluzione alternativa a quella che stava vivendo, ma ha ricevuto solo spiegazioni vaghe ed elusive.

Per questo, tornata in Italia, si è rivolta al Codacons.

Oggi l’associazione ha reso noto che il Tribunale di Roma ha accolto totalmente le richieste del Codacons, rappresentato dall’avvocato Cristina Adducci, e ha emesso una sentenza nella quale condanna l’Agenzia “I viaggi del Mappamondo” in solido con il tour operator Unas srl a risarcire la famiglia con 3.000 euro più interessi legali, e a pagare le spese del giudizio pari a ulteriori 1.850 euro.

Per il giudice infatti “va riconosciuto il danno non patrimoniale da vacanza rovinata considerando il disagio subito che sicuramente ha vanificato o quanto meno limitato i benefici e le aspettative della vacanza”.

“Questa sentenza è di fondamentale importanza per tutti i turisti italiani che si apprestano a partire per le vacanze – spiega Adducci – Ora infatti un albergo sporco e dalle condizioni igieniche inadatte sarà condizione sufficiente a determinare il danno da vacanza rovinata”.

panorama
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Re: News Varie

Messaggio da panorama » mar ago 11, 2015 4:58 pm

50% DI DETRAZIONE D'IMPOSTA PER L'ACQUISTO DI CLIMATIZZATORI

Chi acquista il climatizzatore nell'ambito di altre misure di risanamento, può detrarre il 50% dell'investimento dall'imposta sul reddito.
I c.d. “grandi elettrodomestici” vanno acquistati in concomitanza con altre misure di risanamento per le quali si richiede la detrazione del 50%, condizione questa per poter beneficiare del bonus mobili, fra cui rientrano i climatizzatori.
L'importo massimo è di 10.000 euro; la detrazione massima è quindi di 5.000 euro, da ripartire in 10 rate annuali costanti.
Possono essere detratti sia ventilatori elettrici che climatizzatori corrispondenti alla classe di efficienza energetica A+.
Inoltre, il pagamento va eseguito tramite bonifico bancario o postale, oppure tramite carta bancomat o di credito (cfr. circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 29/E del 18.09.2013)
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DETRAZIONI DEL 65% PER LE SCHERMATURE SOLARI

Per accedere all'ecobonus, secondo le indicazioni dell'ENEA, i sistemi di schermatura devono avere le seguenti caratteristiche:

- devono servire a schermare i vetri ovvero ad evitare che in estate gli ambienti interni si surriscaldino per le radiazioni solari dirette;
- le schermature devono essere “solidali” ovvero in aderenza con l'involucro edilizio, strutture come “Gazebo”, ovvero slegate dall'edificio, sono escluse dalle detrazioni;
- possono essere inserite all'interno, all'esterno o essere integrate nella vetrata stessa;
- devono essere mobili in modo da non impedire l'irragiamento solare nei mesi invernali;
- sono riconosciuti tutti i tipi di schermature mobili: possono essere a lame, con sistemi a veneziana o frangisole, a schermo con sistemi a rullo o a caduta: sistemi che consentono una raccolta orizzontale, verticale o parziale della schermatura;
- i sistemi non strettamente legati alla vetrata, se esposti a nord, non rientrano nell'eco-bonus.

In generale vale: la detrazione vale solo per edifici già esistenti.
La detrazione fiscale potrà essere usufruita per intera soltanto se si dispone di un „debito d'imposta“ sufficientemente alto (l'imposta dovuta annualmente allo Stato deve essere maggiore del decimo dell'investimento da detrarre).
La detrazione viene suddivisa in 10 rate annuali con un importo detraibile massimo di 60.000 Euro, ovvero 6.000 Euro all'anno.
Anche le fatture devono essere saldate così come previsto per le detrazioni relative agli interventi edilizi.
Maggiori informazioni: http://www.centroconsumatori.it/40v80274d99145.html" onclick="window.open(this.href);return false;.
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BORSE DI STUDIO PER LA FORMAZIONE POST-UNIVERSITARIA: NESSUNA ESSENZIONE FISCALE NONOSTANTE L'UNIVOCO PARERE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE

La Provincia Autonoma di Bolzano concede borse di studio per la formazione post-universitaria.
Sul sito web della Provincia è pubblicata una comunicazione dalla quale risulta che tali borse di studio sono esenti da IRPEF, ai sensi del parere del 26 giugno 2012, concernente l'interpretazione dell'art. 50, comma 1, lettera c), del DPR n. 917 del 1986, redatto dall'Agenzia delle Entrate (vedasi allegato).
Con propria lettera datata 05.09.2012, la Provincia Autonoma ha inoltre specificato, che anche chi avesse beneficiato di simili borse di studio post-universitarie prima del 2012, e avesse versato, per tali importi, la ritenuta d'acconto, ha la possibilità di chiederne il rimborso all'Agenzia delle Entrate, oppure tramite il modello UNICO, entro i termini previsti.
I contribuenti si trovano invece a confrontarsi con una sorpresa ben poco piacevole:
coloro che avevano chiesto il rimborso se lo vedono negato dall'Agenzia delle Entrate;
coloro che avevano presentato il modello UNICO e non avevano provveduto ad includere nella base imponibile dell'imposta su reddito le borse di studio percepite, si vedono poi recapitare una cartella esattoriale con tanto di interessi e sanzioni.
Con una lettera aperta il CTCU ha richiesto agli enti competenti una celere soluzione della questione.
Maggiori informazioni: http://www.centroconsumatori.it/48v62166d99900.html" onclick="window.open(this.href);return false;.
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E-MAIL FASULLE CON BOLLETTE DI ENEL

Molti consumatori ci segnalano di aver ricevuto delle e-mail che sembrano contenere una fattura di Enel. Nella mail sono riportati il numero fattura, il codice cliente, un codice fiscale (falso) nonché l'importo della fattura e la data di scadenza della stessa. Segue l'indicazione che la fattura può essere scaricata cliccando su un link inserito.
Contattata dal Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU), ENEL conferma che tali e-mail sono fasulle e non provengono da ENEL.
Il link porta ad un sito-trappola, dal quale viene scaricata la presunta “bolletta”.
In realtà si scarica un virus, che blocca tutti i dati sul pc dell'utente.
L'obiettivo è quello di chiedere poi un “riscatto” alla vittima dell’attacco per ottenere lo sblocco del PC e la decifratura dei dati.
Pertanto è bene cancellare subito la e-mail e non cliccare assolutamente sul link!

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