News Varie

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Re: News Varie

Messaggio da panorama » gio set 04, 2014 6:58 pm

Corte di Giustizia Ue: un volo arriva quando si apre il portellone


L’orario di arrivo effettivo di un volo corrisponde al momento in cui si apre almeno un portellone dell’aereo e dunque i passeggeri possono riprendere le loro attività, uscendo da una situazione di “costrizione” quale quella in cui si trovano in volo, quando hanno limitate capacità di comunicazione con l’esterno.

Solo quando si apre il portellone si può dunque determinare la portata del ritardo dell’aereo, in vista di una compensazione pecuniaria.

Questo quanto precisato dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea.

La Corte è stata interpellata in seguito a una controversia fra un passeggero e la compagnia aerea Germanwings.

Il caso riguarda il ritardo di un volo di Germanwings da Salisburgo a Colonia/Bonn: nel dettaglio, l’aereo era decollato con un ritardo di 3 ore e 10 minuti, le ruote avevano toccato la pista dell’aeroporto di Colonia/Bonn con un ritardo di 2 ore e 58 minuti e nel momento in cui l’aereo ha raggiunto la posizione di parcheggio, il ritardo era di 3 ore e 3 minuti. I portelloni si sono aperti poco dopo.

Il timing è utile perché uno dei passeggeri ha fatto valere che la destinazione era stata raggiunta con un ritardo di oltre tre ore sull’orario di arrivo previsto e ha chiesto una compensazione pecuniaria di 250 euro (facendo riferimento a una precedente sentenza della Corte); la compagnia aerea invece considerava come ora di arrivo effettivo quello in cui le ruote dell’aereo avevano toccato la pista (un paio di minuti prima delle tre ore di ritardo) e dunque opponeva che non era dovuta alcuna compensazione.

La Corte è stata dunque chiamata a pronunciarsi sulla nozione di “orario di arrivo effettivo” e ha stabilito che questa deve esser interpretata in modo modo autonomo e uniforme nell’Unione.

La Corte è partita dalla considerazione che i passeggeri, durante il volo, si trovano in uno spazio chiuso in cui hanno limitate possibilità di comunicazione con il mondo esterno, per ragioni di sicurezza: non possono dunque occuparsi dei loro affari personali, familiari, sociali o professionali.

Si tratta di disagi inevitabili finché dura il volo ma non in caso di ritardo, perché i passeggeri non possono impiegare il “tempo perso” per realizzare gli obiettivi che li hanno condotti a scegliere proprio quel volo.

Per la Corte, ne risulta che la nozione di “orario di arrivo effettivo” dev’essere intesa come corrispondente al momento in cui ha termine una siffatta situazione di costrizione e quindi al momento dell’apertura dei portelloni.

Spiega infatti la Corte: “La situazione dei passeggeri di un volo non cambia sostanzialmente né quando le ruote dell’aereo toccano la pista di atterraggio, né quando l’aereo raggiunge la posizione di parcheggio, dato che essi continuano ad essere soggetti, nello spazio chiuso in cui si trovano, a diverse limitazioni.

È solo nel momento in cui i passeggeri sono autorizzati a lasciare il velivolo e in cui è dato a tale scopo l’ordine di aprire i portelloni dell’aereo che i passeggeri cessano di subire tali costrizioni e possono in linea di massima riprendere le loro attività abituali”.

Di conseguenza, l’orario di arrivo utilizzato per determinare l’entità del ritardo subito dai passeggeri di un volo “corrisponde al momento in cui si apre almeno un portellone dell’aereo, posto che, in tale momento, i passeggeri sono autorizzati a lasciare il velivolo”.



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Re: News Varie

Messaggio da panorama » ven set 12, 2014 8:40 am

notizia dell'11.09.2014
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Corte di Giustizia Ue : le commissioni interbancarie MasterCard vanno vietate


La Corte di Giustizia dell’Unione europea conferma la sentenza del Tribunale dell’Unione e convalida la decisione della Commissione europea, risalente al 2007, con la quale erano state vietate le commissioni intebancarie multilaterali applicate da MasterCard.

Queste erano state considerate infatti strumenti in grado di generare una restrizione della concorrenza sui prezzi, come aveva stabilito il Tribunale nel 2012.

La vicenda risale al 2007, quando la Commissione europea ha dichiarato contrarie al diritto della concorrenza le commissioni interbancarie multilaterali (CMI) applicate nel contesto del sistema di pagamento mediante carte MasterCard.

Le CMI corrispondono a una frazione del prezzo di una transazione effettuata mediante carta di pagamento, trattenuta dalla banca di emissione della carta, e il loro costo è imputato agli esercenti, all’interno dell’ambito più generale delle spese loro fatturate per l’utilizzo delle carte di pagamento dall’istituto finanziario che gestisce le loro transazioni.

La Commissione europea ha argomentato che tali commissioni finivano per fissare una soglia alle spese fatturate agli esercenti e costituivano, per questo motivo, una restrizione della concorrenza sui prezzi.

Peraltro non era stato dimostrato che le CMI potessero generare incrementi di efficienza idonei a giustificare i loro effetti restrittivi sulla concorrenza.

In base a queste conclusioni, la Commissione aveva ordinato a MasterCard e alle società che la rappresentavano (MasterCard Inc. e le sue controllate MasterCard Europe e MasterCard International Inc.) di porre fine all’infrazione abolendo formalmente le CMI entro sei mesi.

Il ricorso di annullamento proposto da MasterCard è stato in seguito respinto dal Tribunale, che ha confermato la decisione della Commissione. MasterCard ha allora presentato impugnazione davanti alla Corte di Giustizia per avere l’annullamento della sentenza, ma la Corte oggi ha respinto l’impugnazione di MasterCard e ha confermato la sentenza del Tribunale.

In relazione alla necessità delle commissioni per il sistema MasterCard, la Corte rileva che “le conseguenze negative sul funzionamento del sistema MasterCard in assenza di CMI non implicano, di per sé, che le CMI debbano essere considerate obiettivamente necessarie, poiché il Tribunale ha accertato, in maniera soddisfacente, che il sistema rimaneva in condizione di funzionare in assenza di tali commissioni”.

La Corte si è inoltre pronunciata sugli effetti anticoncorrenziali attributi a tali commissioni e sull’analisi fatta nel 2012 dal Tribunale Ue: “Quanto alla valutazione degli effetti anticoncorrenziali delle CMI, la Corte ricorda che il Tribunale ha confermato l’ipotesi della Commissione secondo cui ad alcuni dei problemi generati dall’eliminazione delle CMI si potrebbe ovviare vietando le tariffazioni «ex post» (ossia vietando alle banche di emissione e di affiliazione di definire l’importo delle commissioni interbancarie dopo che un detentore di carta abbia effettuato un acquisto).

In proposito – si legge in una nota – la Corte statuisce che il Tribunale, quando ha analizzato gli effetti delle CMI sulla concorrenza, avrebbe dovuto verificare se tale ipotesi si potesse realizzare con una modalità diversa da un intervento normativo.

La Corte dichiara tuttavia che tale errore di diritto non incide affatto sull’analisi degli effetti concorrenziali delle CMI svolta dal Tribunale né sul dispositivo della sentenza impugnata, dato che il Tribunale poteva comunque legittimamente fondarsi sull’ipotesi proposta dalla Commissione.

Infatti, l’unica altra opzione disponibile in primo grado e idonea a consentire al sistema MasterCard di funzionare in assenza di CMI era effettivamente l’ipotesi di un sistema basato sul divieto di tariffazioni «ex post»”.


Per la Corte, l’esame fatto dal Tribunale sugli effetti anticoncorrenziali delle commissioni è stato dettagliato. Conclusione: “Il Tribunale ha correttamente dichiarato che le CMI producevano effetti restrittivi sulla concorrenza”.

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Re: News Varie

Messaggio da panorama » mer set 17, 2014 8:17 pm

ViaBuy Mastercard,
Altroconsumo: è una prepagata cara e poco trasparente


Altroconsumo ha deciso di segnalare alla Banca d’Italia alcune “cose strane” che non tornano nella carta ViaBuy Mastercard, che non rispetterebbe tutte le norme a tutela dei consumatori.

Si tratta di una carta prepagata “costosa e poco trasparente” secondo l’associazione, che sottolinea come online sia partito un tam tam pubblicitario che la presenta come “Una per tutti senza controllo di solidità finanziaria né reddito dimostrabile”.

Non serve dimostrare di essere solidi finanziariamente per averla, e questo è vero, sottolinea Altroconsumo: è una carta prepagata dunque non ha bisogno di garanzia.

Ma “è cara e la trasparenza lascia a desiderare”.

ViaBuy Mastercard – spiega l’associazione – non è niente di più di una prepagata, dunque una carta che può essere usata per prelevare denaro dagli sportelli automatici e per pagare nei negozi del circuito Mastercard solo nei limiti del denaro precedentemente caricato.

Per questo motivo, come tutte le carte prepagate in circolazione, viene concessa a tutti, senza valutazione dell’affidabilità finanziaria di chi la richiede.

In questo caso, quindi, non c’è nessun credito concesso al cliente, si tratta di una carta di debito utilizzabile solo se c’è caricato del denaro.

E non c’è bisogno neppure di avere un conto corrente bancario (anche se in realtà ne serve almeno uno per poterla ricaricare via bonifico).

È possibile chiedere anche delle carte aggiuntive (massimo tre).

Quali le caratteristiche? L’emittente è l’istituto bancario inglese PPRO Financial .

Dopo la firma del contratto è possibile recedere entro 14 giorni.

Ma, spiega Altroconsumo, “ci sono alcune cose strane che abbiamo deciso di segnalare a Banca d’Italia per il mancato rispetto di alcune norme a tutela dei consumatori”.

Primo fra tutti: i termini e le condizioni di contratto sono disponibili on line solo in lingua inglese e questo non è certo un buon biglietto da visita.

L’informativa precontrattuale manca completamente.

“Peraltro secondo le norme di trasparenza di Banca d’Italia che si applicano anche a offerte di intermediari comunitari fatte a residenti in Italia dovrebbe essere presente un foglietto informativo che manca del tutto nel sito”, spiega l’associazione.

La carta è valida tre anni ma, passati i 14 giorni previsti per il recesso dal contratto dopo la sua conclusione, il contratto dura tre anni e solo dopo che è trascorso questo periodo la carta può essere revocata ogni anno.

Spiega Altroconsumo: “Dunque viene meno il concetto di recesso in qualsiasi momento senza spese previsto dalla direttiva sui servizi di pagamento.

Peraltro è previsto dalla legge che se il cliente ha pagato anticipatamente canoni la parte relativa al periodo successivo al recesso va restituita al cliente.

E questo non compare nelle condizioni in inglese riportate sul sito.

Al contrario la carta arriva a casa gratuitamente però per poterla attivare occorre ricaricarla di almeno 90 euro e da questa ricarica sarà sottratta subito in un’unica soluzione la somma di 89,7 euro per i tre anni di validità (canone annuo di 29,90 euro)”.

Un altro elemento che convince poco riguarda il fatto che la carta è legata a un sistema di sponsorizzazione: se se si riesce a convincere altri (ad esempio con annunci sui social) ad acquistare la carta si ricevono 25 euro di accredito sulla propria tessera.

Prepagata, dunque, ma piuttosto cara.

Quanto costa? C’è un canone annuo di 29,90 euro (per 3 anni dunque 89,7 euro), un canone carta aggiuntiva di 14,90 euro (per tre anni), la ricarica è gratuita (costo bonifico), la commissione aggiuntiva sul tasso di cambio è del 2,75%.

Il prelievo costa 2,5 euro, il prelievo estero 5 euro, il rimborso residuo 10 euro.

Afferma l’associazione: “Per fare il calcolo abbiamo ipotizzato di usarla solo online.

Il primo anno, quello dell’emissione, costa 89,7 euro e il secondo anno zero euro.

Ma ci sono carte sul mercato che costano sempre zero”.

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Re: News Varie

Messaggio da panorama » lun set 22, 2014 8:02 pm

No pignoramento casa se ci sono clausole abusive, AACC diffidano banche


Nella sentenza del 10 settembre scorso la Corte di Giustizia dell’UE ha affermato che quello all’abitazione “è un diritto fondamentale che deve essere preso in considerazione dal giudice nazionale nell’attuazione della direttiva sulle clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori”.

Federconsumatori e Adusbef puntano il dito contro i frequenti pignoramenti in Italia: 105.000 le case finite all’asta negli ultimi 7 anni.

E diffidano 13 banche ad eliminare le clausole vessatorie dai contratti di mutuo.

Le Associazioni dei consumatori ricordano che i contratti di mutuo impongono obblighi di evidente squilibrio per il contraente debole.

La sentenza della Corte di Giustizia Europea è intervenuta proprio per bloccare la pignorabilità e di un bene immobile, in caso di clausole vessatorie nei contratti.

Si vieta così l’esecuzione forzata anche per l’intangibilità del diritto all’abitazione garantite da norme Ue.

In virtù di questa sentenza che autorizza i magistrati a bloccare la vendita forzata degli immobili per debiti contratti con banche e finanziarie, Adusbef e Federconsumatori hanno inviato una diffida (inibitoria) alle principali 13 banche (Intesa San Paolo, Bnl, Unicredit, Mps, Ubi, Carige, Popolare di Milano e Vicenza, Bpm, Banco di Sardegna, ecc.), chiedendo la rimozione immediata dai contratti standard di mutuo e conto corrente, di tutte quelle clausole vietate dalla normativa europea e dal Codice del Consumo, entro 30 giorni dal ricevimento della raccomandata.

Secondo Adusbef e Federconsumatori, sono vessatorie e lesive dei diritti dei consumatori le clausole dei contratti di mutuo stipulati con il rimborso alla francese (ovvero interessi capitalizzati occultamente nel piano di ammortamento), già censurati e sanzionati, dietro ricorso dei legali Adusbef, e da numerose sentenze dei giudici di primo grado; nonché le clausole di numerosi contratti bancari che ancorano all’illegittimo ed illecito parametro Euribor (stabilito dalle stesse banche, spesso con accordi occulti) la misura degli interessi e competenze economiche; nonché le clausole che aggiungono al tasso nominali numerosissimi costi occulti e penali che sommate ai tassi configurano il reato di usura, nei mutui, nei contratti di leasing, conto corrente bancario, ecc.-

Poiché tali clausole, ancorché illecite, sono anche considerate vessatorie, va dichiarata la nullità, ovvero eliminate dal contratto ad originem, perciò come se non fossero mai state scritte.

Secondo l’ultima ricerca di Adusbef, nel 2013 sono aumentati del 12,3% i pignoramenti e le esecuzioni immobiliari, lasciando senza casa, negli ultimi 7 anni, ben 105.000 famiglie.

La nullità delle clausole può essere fatta valere solo a vantaggio del consumatore, e milioni di contratti vecchi di almeno 5 anni sono sospettati di nullità, portando Adusbef e Federconsumatori – che assisteranno i consumatori e mutuatari in difficoltà economiche per evitare che le banche mettano le case all’asta- ad una nuova battaglia rendendosi tuttavia disponibili ad un tavolo stragiudiziale con le banche citate, per una sacrosanta bonifica e doverosi risarcimenti.

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Re: News Varie

Messaggio da panorama » mer set 24, 2014 8:53 am

Pedaggio autostradale non pagato… Adiconsum: sicuri che non sia una truffa?


A vacanze finite, arriva a casa un bollettino per un pedaggio autostradale non pagato.

L’importo non è elevato, ammonta solo a 14 euro, e il pensiero è automatico: sarà stato qualche breve tratto imboccato durante le ferie.

Attenzione, però, perché potrebbe trattarsi di una truffa: nelle lettere non sono indicate data, tratta e numero di chilometri che sarebbero stati percorsi in autostrada.

La denuncia viene da Adiconsum.

L’inganno in questo caso gioca sul fatto che la somma è piccola e non tutti vanno a controllare gli spostamenti effettuati.

Spiega l’associazione: “Abbiamo imparato che le grandi truffe e i grandi business illegali si ottengono chiedendo piccole somme di denaro.

Quando la somma richiesta non è esosa, come ben sanno i poco di buono, molti consumatori vengono indotti a pagare per non incorrere in rogne da sbrigare, ma non è la scelta giusta.

L’ultima truffa, stavolta, viaggia … in autostrada.

Ormai alla fine delle vacanze, a chi non è capitato di imboccare anche un breve tratto autostradale?”.

Da qui scatta il tentativo dei truffatori che inviano leggere generiche dove non sono indicate né la data in cui il tratto autostradale sarebbe stato percorso, né la tratta, né il numero dei km interessati.

La lettera accenna però a una ipotetica fotografia col numero di targa dall’automobile e invita il consumatore a pagare subito, per evitare l’intervento di una società di recupero crediti.

Non manca quindi un bollettino postale sul quale viene riportato l’importo da versare di 14 euro per aver evaso il pagamento del pedaggio.

Non pagare, avverte dunque Adiconsum. “Se sei tra coloro che hanno ricevuto la lettera con l’intimazione al pagamento, non indugiare oltre e denuncia subito l’accaduto ad una delle sedi Adiconsum.

Riceverai l’adeguata assistenza che il caso in questione merita”.

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Re: News Varie

Messaggio da panorama » gio ott 09, 2014 6:52 pm

Corte di Giustizia Ue: Stato che non garantisce cure tempestive deve rimborsare spese mediche all’estero


Lo Stato che non garantisce cure tempestive per mancanza di materiali medici deve rimborsare le spese mediche sostenute all’estero.

Il rimborso infatti non può essere negati se la mancanza di materiali medici di prima necessità impedisce al cittadino assicurato di ricevere le cure ospedaliere nel proprio paese in tempi ragionevoli: questo va valutato rispetto al tempo in cui tali cure possono essere ottenute e agli ospedali idonei a prestare cure nello stato di residenza.

È quanto stabilito oggi dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea.

La Corte è stata chiamata a pronunciarsi sul caso di una donna romena che, dovendo sottoporsi a un complesso intervento chirurgico, ha deciso di farsi operare in Germania e ha chiesto alla propria assicurazione malattia di sostenere i costi dell’intervento.

Secondo il diritto dell’Unione, un lavoratore può essere autorizzato a recarsi in un altro Stato membro per ricevere cure adeguate.

Le spese sostenute sono rimborsate dal suo Stato di residenza.

Quest’ultimo non può negare l’autorizzazione quando le cure richieste figurano fra le prestazioni previste dalla sua legislazione e se, tenuto conto dello stato di salute del lavoratore e della probabile evoluzione della sua malattia, non possono essergli praticate in tempo utile nello stato di residenza.

La cittadina romena soffriva di una grave patologia cardiovascolare: mentre era ricoverata a Timişoara, gli accertamenti medici hanno evidenziato la necessità che si sottoponesse a un intervento a cuore aperto.

Durante il ricovero però la donna ha constatato la mancanza di farmaci e di materiali medici di prima necessità e l’insufficienza di letti disponibili.

E considerata la complessità dell’intervento, ha deciso di farsi operare in Germania chiedendo alla propria assicurazione malattia di sostenere i costi – il costo dell’intervento è stato di quasi 18 mila euro.

La domanda però è stata respinta con la motivazione che dal referto medico non risultava che l’operazione non potesse essere erogata in Romania in tempi ragionevoli.

Del caso è stata dunque investita la Corte di Giustizia.

Nella sua sentenza odierna, la Corte ricorda che il diritto dell’Unione la cui presenza impone l’autorizzazione preventiva di rimborso delle spese mediche in presenza di due condizioni.

Occorre, innanzitutto, che le cure figurino fra le prestazioni previste dalla legislazione dello Stato in cui risiede l’assicurato.

Le cure che l’assicurato intende ricevere all’estero, inoltre, tenuto conto del suo attuale stato di salute e dell’evoluzione della sua malattia, devono non poter esser praticate nel termine normalmente necessario nello Stato di residenza.

L’autorizzazione, dichiara la Corte, non può essere negata ove un trattamento identico o che presenti lo stesso grado di efficacia non possa essere ottenuto in tempo utile nello Stato di residenza.

In questo caso, la mancanza di farmaci e di materiali medici di prima necessità può rendere impossibile la prestazione di cure identiche o che presentano il medesimo grado di efficacia in un lasso di tempo adeguato nello Stato di residenza.

Questa situazione, precisa la Corte, va valutata rispetto all’insieme degli ospedali dello Stato di residenza e rispetto al tempo in cui tali cure si possono ottenere.

Come osservato dalla Corte, il governo romeno ha rilevato che la cittadina aveva il diritto di rivolgersi ad altri istituti sanitari in Romania che disponessero della strumentazione necessaria ad effettuare l’intervento di cui aveva bisogno.

Inoltre, il referto del medico curante indica che tale intervento doveva essere effettuato entro tre mesi.

È quindi compito del giudice del rinvio valutare se detto intervento avrebbe potuto essere effettuato o meno entro tale termine presso un altro istituto ospedaliero in Romania.

Per la Corte, dunque, “l’autorizzazione di rimborso delle spese mediche sostenute all’estero non può essere negata qualora le cure ospedaliere non possano essere prestate in tempi ragionevoli nello Stato membro di residenza dell’assicurato a causa di una mancanza di farmaci e di materiali medici di prima necessità.

Tale impossibilità deve essere valutata rispetto al complesso degli istituti ospedalieri di detto Stato membro idonei a prestare le cure e rispetto al lasso di tempo entro il quale esse possono essere ottenute tempestivamente”.

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Re: News Varie

Messaggio da panorama » mar ott 14, 2014 8:51 pm

Caldaie e impianti, da domani nuovo libretto


Entrerà in vigore domani il nuovo libretto d’impianto per gli impianti termici: non più solo caldaie e sistemi di riscaldamento, dunque, ma anche sistemi di climatizzazione, impianti solari e così via.

Accanto all’efficienza degli impianti, questa nuova disposizione prevede una diagnosi completa che ne andrà a verificare sicurezza, salubrità e igiene.

Se per qualcuno c’è il dubbio che si tratti di un nuovo onore, secondo Domotecnica, azienda molto attiva nel settore dell’efficienza energetica, è solo un’ulteriore garanzia di sicurezza.

Per questo ha messo a punto un vademecum che risponde al meglio ai quesiti dei consumatori.

Come si ottiene un libretto d’impianto?

Innanzitutto va precisato che con il 15 ottobre non deve scattare la ‘corsa al libretto’ per mettersi in regola.

La normativa prevede, infatti che, a partire da questa data, e secondo le scadenze di manutenzione degli impianti già regolamentate dalle singole Regioni, ogni cittadino si doti del libretto d’impianto, che affianca quello vecchio che non deve essere buttato.

In ogni abitazione ci saranno perciò due tipologie di libretti: uno per il rapporto sull’efficienza in cui registrare le prestazioni degli impianti e uno per l’uso e la manutenzione per la sicurezza che indica gli interventi di controllo ed eventuale manutenzione per garantirne la sicurezza e la salubrità.

Chi deve chiamare il manutentore? Chi è il responsabile dell’impianto?

Il responsabile d’impianto (di riscaldamento e climatizzazione) è l’occupante dell’abitazione a qualunque titolo, quindi il proprietario nel caso di abitazione privata e l’inquilino in caso di affitto.

Fa eccezione l’affittuario in un condominio con riscaldamento centralizzato, dove la responsabilità è dell’amministratore.

Se è però presente nell’appartamento un impianto di climatizzazione estiva, la responsabilità è dell’affittuario che deve farne verificare la sicurezza.

Come scegliere il manutentore?

Per effettuare i nuovi controlli di sicurezza, è necessario rivolgersi a manutentori o installatori in possesso dei necessari requisiti di legge (lettere c, d ed e del decreto 37/08, ex 46/90) ovvero che siano abilitati per operare su impianti di riscaldamento e di climatizzazione, su impianti idrosanitari, e che possano realizzare, manutenere e controllare cisterne e condutture di gas allo stato liquido o aeriforme all’interno degli edifici.

Una volta chiamato l’installatore o il manutentore, cosa aspettarsi ? Cosa verrà verificato e quanto costa l’uscita del tecnico?

Il tecnico effettuerà un controllo e un’eventuale manutenzione, monitorando le funzionalità dell’impianto, verificandone il rendimento e la salubrità, controllando non solo caldaie e generatori di caldo o freddo, ma ogni componente dell’impianto.

Se un intervento di controllo su un impianto domestico variava in media tra i 100 e i 120 euro, con l’aggiunta dei controlli e della sanificazione, prevista dal nuovo libretto, una famiglia con una caldaia collegata a 4/5 caloriferi ed un impianto di climatizzazione con 2 o 3 split verrà a spendere mediamente 200 euro.

A chi spetta il pagamento del controllo e della manutenzione?

Dato che il responsabile è l’occupante, sia che esso sia proprietario o inquilino, deve farsi carico delle spese del controllo e della manutenzione, come è avvenuto fino a oggi.

Cosa succede a chi non effettua questi interventi?

Per i cittadini è prevista una sanzione che parte dai 500 euro e arriva sino ai 3mila euro.

Anche per l’installatore che comunica in maniera errata o incompleta l’esito del controllo è prevista una multa che va dai mille ai 6mila euro.

Ogni quanto verranno effettuati questi controlli?

La manutenzione per l’efficienza, e quindi la sua periodicità, rimarrà a discrezione delle singole Regioni e potrebbe variare dai due ai quattro anni (salvo indicazioni diverse).

Mentre per tutto ciò che riguarda la manutenzione e la verifica della sicurezza e salubrità fa fede quando indicato dal manutentore.

A chi verrà comunicato l’esito della diagnosi effettuata e come avverranno le verifiche?

Il rapporto di controllo verrà inviato dal manutentore agli enti preposti.

Le verifiche non verranno più effettuate a campione, ma si partirà da coloro che non hanno effettuato gli interventi e del cui impianto non è arrivata alcuna notifica al catasto preposto.

A seguire verranno effettuati controlli sugli impianti ‘segnalati’.

Sono in affitto, il manutentore segnala la necessità di opere straordinarie di cui deve farsi carico il proprietario di casa: se non vengono effettuate e sono oggetto di controllo cosa succede?

L’occupante dovrà inviare al proprietario copia del libretto d’impianto, in cui sono richieste dal tecnico le opere di manutenzione straordinaria, chiedendo che vengano effettuate.

In caso di controllo, il libretto di controllo è un vero e proprio documento di garanzia in cui vengono registrati non solo i dati dell’occupante, ma anche quelli del proprietario: gli enti preposti saranno dunque a conoscenze delle responsabilità ascrivibili a ciascuno soggetto.

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Re: News Varie

Messaggio da panorama » mar nov 18, 2014 10:32 am

Treni in ritardo? Rimborsi più rapidi e Antitrust multa Trenitalia per le sanzioni a viaggiatori senza biglietto


Treni in ritardo?
I rimborsi saranno più rapidi.
E sulle sanzioni ai viaggiatori senza biglietto, l’Antitrust multa Trenitalia per un milione di euro per pratica commerciale scorretta, chiudendo così il procedimento aperto dall’Autorità su segnalazione di diverse associazioni dei consumatori e di numerosi cittadini.
Trenitalia si è formalmente impegnata a ridurre i tempi degli indennizzi a favore dei passeggeri entro marzo 2015.

Le richieste di rimborso per ritardi potranno essere presentate entro 3 giorni dall’arrivo a destinazione invece dei 20 attuali; il diritto all’indennizzo scatterà in caso di ritardo superiore ai 30 minuti sull’orario previsto, in luogo della soglia di un’ora attualmente in vigore; e inoltre, un bonus (non in denaro) pari al 25% del prezzo del biglietto sui servizi nazionali di media e lunga percorrenza, da scontare in viaggi successivi.

Per le principali stazioni dei grandi “nodi” ferroviari, come quelle di Roma, Milano, Bologna, Firenze e Torino, è previsto un margine ulteriore di 3 minuti sull’eventuale ritardo rilevato dal gestore dell’infrastruttura.
In base agli impegni assunti da Trenitalia davanti all’Antitrust, il diritto all’indennizzo sarà esteso anche ai biglietti relativi a due o più tratte, comprensivi di un servizio regionale e uno nazionale a media e lunga percorrenza.

Dal 1° marzo 2015 verrà introdotto il cosiddetto “biglietto globale misto”, proposto dal vettore attraverso i propri sistemi di vendita al posto di quello a più tratte, in modo da garantire al passeggero sia il bonus di rimborso sull’intero importo pagato sia la prosecuzione del viaggio in caso di ritardo dovuto a perdita di coincidenza.
Entro 90 giorni dalla pubblicazione del provvedimento di accettazione degli impegni, Trenitalia realizzerà una campagna di comunicazione per informare i passeggeri dei diritti di cui sono titolari: attraverso il sito Internet, un invio di e-mail ai clienti, affissioni nelle stazioni ferroviarie e a bordo treno.
In caso di un ritardo che dà diritto all’indennizzo, scatterà anche l’obbligo di un avviso sonoro ai viaggiatori.

A conclusione di un altro procedimento, l’Authority presieduta da Giovanni Pitruzzella ha inflitto la sanzione di un milione di euro a Trenitalia in merito al sistema di accertamento e repressione delle “irregolarità di viaggio” nel trasporto ferroviario passeggeri di media e lunga percorrenza in ambito nazionale.
Molte di queste fattispecie vengono comprese nella categoria “mancanza di biglietto”.
Ma la procedura, applicata rigidamente dal personale di controllo, viene giudicata “afflittiva” dall’Antitrust, perché impone al trasgressore – oltre al pagamento del prezzo dovuto per il viaggio in corso – anche una “sovrattassa” (da 50 a 200 euro) e un’ulteriore somma a titolo di “oblazione”.
E ciò, si legge nelle valutazioni conclusive, accade “anche quando i passeggeri sono nell’impossibilità – per forza maggiore o addirittura disservizio imputabile alla stessa Trenitalia – di regolarizzare la propria posizione e anche a fronte di posti liberi a bordo treno”.
A giudizio dell’Antitrust, insomma, “l’attuale regime di controllo dei titoli di viaggio mira non solo a reprimere gli abusi, ma è strumentale alla rigidità del sistema tariffario” in contrasto con il Codice del Consumo.

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Re: News Varie

Messaggio da panorama » sab nov 29, 2014 10:18 am

Allergeni alimentari, Efsa aggiorna parere scientifico


Il 75% delle reazioni allergiche fra i bambini sono causate da uova, arachidi, latte vaccino, pesce e noci, mentre circa la metà delle reazioni allergiche fra gli adulti si verificano a contatto con alcuni tipi di frutta e con verdure quali sedano, carote, erbe aromatiche, nonché con noci e arachidi.

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha aggiornato il proprio parere scientifico sugli allergeni alimentari ed esaminato in dettagli i prodotto allergenici e le sostanze la cui presenza deve essere indicata in etichetta, secondo quanto prevede l’Unione europea.

Questi prodotti comprendo cereali contenenti glutine, latte, uova, noci, arachidi, soia, pesce, crostacei, molluschi, sedano, lupino, sesamo, senape e solfiti.

Il parere, redatto dal gruppo di esperti Efsa sui prodotti dietetici, la nutrizione e le allergie (gruppo NDA), fa notare che la prevalenza delle allergie alimentari è difficile da stabilire, a causa della scarsità di studi disponibili in alcune aree geografiche e dell’uso di diverse metodologie per raccogliere i dati sulla prevalenza.

Tuttavia la prevalenza di allergie alimentari in tutta Europa è stata stimata a circa l’1% sia in adulti che in bambini.

Il parere si basa dunque sull’analisi dei dati sulle allergie alimentari pubblicati in Europa.

In linea generale, emerge che “circa il 75% delle reazioni allergiche tra i bambini sono causate da uova, arachidi, latte vaccino, pesce e noci.

Circa il 50% delle reazioni allergiche tra gli adulti si verificano venendo a contatto con frutti che scatenano reazioni crociate al lattice, con la famiglia delle Rosacee (che comprende mele, pere, ciliegie, lamponi, fragole e mandorle), con le verdure della famiglia delle Apiaceae (che include il sedano, le carote e le erbe aromatiche), con varie noci e con le arachidi”.

Il gruppo di esperti scientifici NDA ha osservato come l’opportunità di determinare soglie per taluni alimenti allergizzanti abbia attirato molta attenzione da parte degli organismi di regolamentazione, delle associazioni dei consumatori e dell’industria.

L’Efsa sottolinea che la determinazione del livello di rischio considerato accettabile rappresenta una decisione che non le compete perché riguarda la gestione del rischio, però raccomanda che le indagini sul consumo di alimenti siano mirate a raccogliere dati sui modelli di consumo alimentare in soggetti allergici e a esaminare in che modo tali dati siano da metter in relazione con la popolazione generica che non presenta allergie alimentari.

Il parere è inoltre riferito ad allergie alimentari immuno-mediate, a celiachia e a reazioni avverse ai solfiti negli alimenti e non alle intolleranze alimentari.

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Re: News Varie

Messaggio da panorama » lun dic 15, 2014 7:29 pm

per notizia a quanti li hanno.
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Buoni fruttiferi, Tribunale Bolzano: Poste deve rimborsare intero valore


Poste Italiane deve rimborsare l’intero valore dei titoli.

E’ quanto ha sancito il Tribunale di Bolzano mettendo la parola fine, almeno in primo grado, ad una causa civile tra due risparmiatori, seguiti in giudizio dal CTCU, e Poste Italiane.

I due risparmiatori si erano visti costretti ad adire le vie legale dietro il rifiuto dell’Azienda di vedere riconosciuto il rimborso totale indicato sul retro dei buoni fruttiferi sottoscritti nel 2001.

Si tratta di due buoni della serie “AC” del valore di Lire 5.000.000 cadauno recanti l’indicazione secondo cui, portati all’incasso decorsi dieci anni dalla loro sottoscrizione, avrebbero garantito la percezione di una somma tripla rispetto al capitale investito.

Dopo 10 anni, i due clienti si sono recati presso la filiale per riscuotere quanto loro promesso e garantito, ma Poste Italiane sosteneva che questi buoni erano finiti fuori corso e la rendita dovuta sarebbe stata, in realtà, esclusivamente quella prevista dalle fonti in vigore all’epoca dell’avvenuta sottoscrizione, cioè il 2001.

Il Tribunale nella sentenza di fine novembre ha deciso a favore dei consumatori altoatesini facendo proprio il principio espresso in un’importante sentenza della Corte di Cassazione – Sezioni Unite (la n.13979 del 15/06/2007), secondo cui “il vincolo contrattuale tra emittente e sottoscrittore dei titoli si forma sulla base dei dati risultanti dal testo dei buoni di volta in volta sottoscritti; ne deriva che il contrasto tra le condizioni, in riferimento al saggio degli interessi, apposte sul titolo e quelle stabilite dal D.M che ne disponeva l’emissione, deve essere risolto dando la prevalenza alle prime, essendo contrario alla funzione stessa dei buoni postali – destinati ad essere emessi in serie, per rispondere ad un numero indeterminato di sottoscrittori, che le condizioni alle quali l’amministrazione postale si obbliga possano essere, sin da principio, diverse da quelle espressamente rese note al risparmiatore all’atto della sottoscrizione del buono”.

Il Tribunale ha altresì ribadito un altro importante principio sancito dalla menzionata sentenza della Cassazione a Sezioni Unite, e cioè che il rapporto contrattuale instaurato tra attori e Poste Italiane S.p.A è un rapporto, a tutti gli effetti, iure privatorum, cioè di diritto privato, sicché non può esservi dubbio che esso si sia perfezionato e debba essere regolato secondo le condizioni effettivamente proposte da Poste Italiane all’atto della sottoscrizione e, dunque, indubitabilmente, sulle condizioni chiaramente espresse sugli stessi titoli proposti e poi sottoscritti dalle parti attrici.

A nulla sono valsi alcuni argomenti difensivi svolti da Poste Italiane, secondo cui i due risparmiatori avrebbero potuto essere informati delle effettive condizioni praticabili all’epoca in relazione ai buoni postali fruttiferi, a mezzo dei prospetti informativi esposti negli uffici della filiale.

Il giudice ha, anche in questo caso, fatto prevalere il principio del (più che) legittimo affidamento ingenerato nei clienti dal fatto che la rendita dei titoli sarebbe stata quella garantita dalle condizioni economiche apposte sul titolo e non altrove.

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Re: News Varie

Messaggio da panorama » mer dic 17, 2014 11:55 pm

Aviaria, epidemia in allevamento di tacchini a Rovigo


La notizia di un’epidemia di influenza aviaria del ceppo H5N8 in un allevamento di tacchini di Porto Viro in provincia di Rovigo è stata comunicata ieri dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità animale (OIE) su nota del Ministero della Salute italiano.

Dopo aver registrato, dietro segnalazione dell’allevatore, un alto numero di decessi nella azienda di tacchini, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie ha rilevato la presenza del virus H5N8 fra gli animali.

In 3 giorni 1200 dei circa 32000 tacchini sono morti per l’influenza.

Oggi gli animali dell’allevamento saranno abbattuti e la Regione Veneto ha già fatto sapere che misure precauzionali saranno applicate nelle zone limitrofe per evitare la diffusione del virus.

Altri casi di influenza aviaria H5N8 sono stati registrati negli ultimi mesi in Olanda, Gran Bretagna e Germania.

Nonostante non siano state acclarate con certezza le cause dell’epidemia, secondo CIWF Italia Onlus è chiaro che gli allevamenti intensivi, in cui gli animali sono tenuti ad altissime densità in condizioni che favoriscono l’immunodepressione, possono diventare l’ambiente ideale per la diffusione del virus.

A partire dall’allevamento, anche gli operatori dello stesso o i piccoli roditori che inevitabilmente possono trovarvisi, rischiano di diventare vettori di contagio.

Lo afferma in modo inequivocabile anche la Task Force scientifica per l’influenza aviaria e gli uccelli selvatici, composta da organizzazioni come Bird Life International, la FAO e il Royal Veterinary College, in una recente dichiarazione: “Le epidemie di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) sono più frequentemente associate con la produzione intensiva di pollame domestico e i canali commerciali a questa abbinati.”

L’allarme sull’influenza H5N8 è alto perché non è esclusa la possibilità di contagio per l’uomo, con conseguenze del tutto imprevedibili.

“Ancora una volta ci troviamo a dovere fronteggiare un’emergenza sanitaria proveniente da allevamenti intensivi.

Ancora una volta assistiamo al tentativo di addossare le responsabilità esclusivamente a fattori esterni (come gli uccelli selvatici) e non interni al sistema.

La verità è che qualsiasi virus si propaga e può mutare molto più facilmente negli allevamenti intensivi, dove decine di migliaia di animali, per genetica già immunodepressi, sono ammassati gli uni sugli altri, in condizioni non rispettose del loro benessere.

La natura continua a mandarci un chiaro messaggio: la zootecnia deve cambiare strada e scegliere sistemi maggiormente rispettosi del benessere degli animali” ha commentato Annamaria Pisapia, direttrice di CIWF Italia Onlus.

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Re: News Varie

Messaggio da panorama » mer gen 07, 2015 9:09 pm

Frode informatica, vittora di Confconsumatori Roma: Poste Italiane deve risarcire


Ti accorgi che sul tuo conto ci sono stati prelievi non autorizzati? Hai diritto al rimborso.

Lo conferma un’importante vittoria di Confconsumatori di Roma che ha tutelato un cittadino vittima di frode informatica: l’utente ha denunciato operazioni non autorizzate fatte sul suo conto, lamentando l’inesistenza del sistema di allert e la scarsa efficienza dei servizi di sicurezza apprestati da Poste Italiane.

Grazie all’intervento dell’Avv. Barbara D’Agostino di Confconsumatori Roma, è stato riconosciuto all’utente il rimborso della somme fraudolentemente trafugate dal suo conto corrente.

“Quella dell’Arbitro Bancario Finanziario – spiega l’avv. Barbara D’Agostino – è una decisione molto importante perché riconosce che il pericolo di frodi informatiche è un problema ormai notorio ed è obbligo degli intermediari adeguare gli standard esistenti per rendere sicure le transazioni da tali attacchi di pirateria informatica”.

La Confconsumatori di Roma è a disposizione di chiunque avesse avuto problemi di frodi informatiche o altri problemi bancari, presso la sua sede:

Confconsumatori Lazio – tel. 06.86326449 –

e-mail: Confconsumatori.roma@tiscali.it.

Sede: Via Spalato n. 11– Roma.

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Re: News Varie

Messaggio da panorama » mar gen 27, 2015 12:04 pm

Recupero crediti, Antitrust multa Telkom S.p.A.


L’Antitrust ha irrogato alla società Telkom S.p.A. una sanzione di 320.000 euro, da pagare entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento, pubblicato oggi nel Bollettino settimanale sul sito dell’Agcm.

La società ha messo in atto autonomamente una serie di pratiche commerciali scorrette per recuperare vari crediti a favore di Sky, inviando ai clienti “atti di citazione in giudizio presso sedi di Giudici di Pace senza il rispetto del Foro competente”.

Il caso, segnalato da diversi consumatori tra luglio 2013 e marzo 2014, era rimbalzato anche sui media (è stato oggetto di un servizio di “Report”.

Gli atti di citazione inviati da Telkom, “con l’indicazione di una fittizia data della prima udienza”, secondo l’Antitrust erano tali da esercitare sui destinatari “un indebito condizionamento, ingenerando il convincimento che, a prescindere dalla fondatezza della propria posizione debitoria, sia preferibile provvedere rapidamente al pagamento dell’importo richiesto piuttosto che esporsi a un contenzione giudiziario”.

Questa pratica commerciale è stata giudicata, inoltre, “non conforme al livello di diligenza professionale ragionevolmente esigibile”.

Allo stato degli atti, la stessa Autorità non ha riscontrato, invece, elementi sufficienti a integrare una violazione del Codice del Consumo in ordine a un’altra pratica con cui la stessa Telkom sollecitava il pagamento di crediti, su incarico di diversi committenti, “anche minacciando il recupero giudiziale”.

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Re: News Varie

Messaggio da panorama » ven feb 13, 2015 9:04 pm

Banca Etruria, Altroconsumo consiglia la chiusura del c/c


Banca Etruria, istituto aretino famoso per la sua storia d’intermediario del metallo prezioso, è da due giorni in amministrazione straordinaria per effetto delle “gravi perdite del patrimonio” emerse agli occhi dei funzionari della Banca d’Italia che da tempo stavano svolgendo accertamenti ispettivi, peraltro ancora in corso.

La situazione si critica ogni giorno di più tanto che da oggi sia le azioni sia le obbligazioni sono sospese a tempo indeterminato dalle negoziazioni di Borsa.

A cosa vanno incontro i risparmiatori che possiedono i titoli dell’istituto? Secondo gli analisti di Altroconsumo Finanza, ora non si può fare nulla: si può solo aspettare e sperare che la situazione si risolva.

L’associazione, invece, consiglia a chi è correntista del gruppo è di chiudere il rapporto il prima possibile.

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Re: News Varie

Messaggio da panorama » lun feb 16, 2015 8:59 pm

Postepay Evolution, record di attivazioni: 500mila in 3 mesi

A 3 mesi dal lancio sul mercato Postepay Evolution stabilisce già un record di vendite: sono 500 mila le carte prepagate di nuova generazione commercializzate a partire da novembre a conferma dell’apprezzamento ricevuto dal prodotto da parte della clientela.

Questo successo consolida il primato di Poste Italiane nei servizi di carta prepagata sul mercato nazionale con quasi 13 milioni di carte Postepay vendute.

Postepay Evolution è la carta prepagata ricaricabile evoluta, dotata cioè delle principali funzionalità di un conto corrente: possiede un codice IBAN che aggiunge alle tradizionali funzioni di una prepagata, i servizi principali di un conto corrente.

La carta è abilitata anche ai pagamenti contactless mediante la tecnologia Nfc (Near Field Communication).

I titolari di Postepay Evolution possono farsi accreditare sulla carta lo stipendio o ricevere e disporre bonifici (farsi domiciliare le utenze).

Si possono fare acquisti in oltre 30 milioni di punti vendita nel mondo, in tutti i siti convenzionati MasterCard e di prelevare contanti dai 7.000 mila ATM Postamat presenti in Italia, negli uffici postali e dagli sportelli bancari che espongono il logo MasterCard.

I titolari della PostepayEvolution beneficiano anche del programma Sconti BancoPosta che consente di ottenere sconti dal 2% al 40% in più di 30.000 esercizi convenzionati in tutta Italia.

E poi ci sono le App, tra cui l’AppPostepay con cui si può fruire del servizio “miniricarica” attraverso il quale è possibile trasferire fino a 25 euro al giorno verso altre postepay gratuitamente.

L’App consente, inoltre, di salvare le operazioni più frequenti attraverso la funzionalità “operazioni veloci” per averle sempre a portata di click.

Dall’AppPostepay è inoltre possibile visualizzare il saldo e i movimenti, disporre bonifici e postagiro e ricaricare altre carte postepay o le sim telefoniche.

Con le App di Poste Italiane inoltre, il pagamento dei bollettini è sempre a facilmente fruibile da telefono e tablet.

La carta può essere ricaricata in tutti gli uffici postali,dai siti poste.it e postepay.it e dalle AppPostepay e AppPosteMobile (gratuite e disponibili per Ios e Android), presso gli ATM Postamat e anche presso la rete di tabaccai abilitati.

Il titolare della Carta può consultare il saldo e la lista movimenti da postepay.it, ATM Postamat, AppPostepay e in tutti gli uffici postali.

Con Postepay Evolution si consolida l’impegno di Poste Italiane nelle iniziative di lotta al contante e nel processo di alfabetizzazione finanziaria e di sviluppo del commercio elettronico nel nostro Paese.

Ad oggi, infatti, sono 13 milioni le carte Postepay in circolazione, numeri che determinano Poste Italiane come il primo emittente di carte prepagate in Europa con una quota di mercato pari al 60 per cento.

La carta Postepay assicura inoltre un significativo supporto allo sviluppo dell’e-commerce in Italia: il 25% degli acquisti on line nel nostro Paese infatti viene effettuato con una carta Postepay

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