Moltiplicatore per Militari Riformati, art.3, d.l. 165/97

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Re: Moltiplicatore per Militari Riformati, art.3, d.l. 165/9

Messaggio da Avv. Massimo Vitelli » gio mar 01, 2018 6:32 pm

mauri67 ha scritto:
avv. Massimo Vitelli ha scritto:
mauri67 ha scritto:buongiorno Avvocato vorrei chiederle se io Appuntato scelto dell'Arma, riformato l'anno 2015 , senza causa di servizio, in regime del sistema pensionistico misto siono in possesso dei requisiti per produrre il ricorso in oggetto all'Inps. Per notizia arruolato anno 1986 e riscattato anni 4 e mesi 11 di lavoro esterno dal 1981. Grazie e buon lavoro.-
""""""""""
Buongiorno.
In astratto direi senza dubbio di sì, salvo conferma documentale.
Cordialitá

Grazie della sua disponbilità vorrei approfittarne chiedendole che considerando di voler fare richiesta di ricalcolo della pensione ex art,3 comm 7 all'Inps di appartenenza, dato che ho preso un fac simile dell richiesta dove faceva rif.allasentenza nr.27/2017 della Corte dei Conti Abruzzo, volevo sapere se basta inserire solo questa sentenza o c'è ne sono altre da indicare.In caso che non venga accolto la contattero per il relativo ricorso. Grazie e buon lavoro. La Mia Inps di appartenza e Brindisi
"""""""""""""

Per quel che serve, basta e....avanza!
Cordialitá.


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Re: Moltiplicatore per Militari Riformati, art.3, d.l. 165/9

Messaggio da domenicosi » gio mar 08, 2018 8:38 pm

Spett.le Avv.,
le chiedo ma secondo il suo pensiero bisognerà andare avanti con i ricorsi per farsi riconoscere il moltiplicatore (parlo x i riformati e per i prossimi riformati)?
Ma l'INPS quando prenderà una decisione definitiva su questa problematica?

Grazie

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Re: Moltiplicatore per Militari Riformati, art.3, d.l. 165/9

Messaggio da Avv. Massimo Vitelli » ven mar 09, 2018 11:22 am

domenicosi ha scritto:Spett.le Avv.,
le chiedo ma secondo il suo pensiero bisognerà andare avanti con i ricorsi per farsi riconoscere il moltiplicatore (parlo x i riformati e per i prossimi riformati)?
Ma l'INPS quando prenderà una decisione definitiva su questa problematica?

Grazie
""""""""
Non solo la decisione definitiva NEGATIVA dell'INPS è stata assunta da tempo, ma bisogna sempre sperare che la CDC non muti orientamento sul contenzioso in questione.
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Re: Moltiplicatore per Militari Riformati, art.3, d.l. 165/9

Messaggio da Avv. Massimo Vitelli » mer mar 14, 2018 5:44 pm

Appena pubblicata altra decisione FAVOREVOLE, proveniente da una Sezione importante e finanche strategica.
Invito le solite anime pie a pubblicare la sentenza n.94/2018 della Sezione LAZIO.
Purtroppo, giungono però notizie negative da Bologna e dal Veneto.
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Re: Moltiplicatore per Militari Riformati, art.3, d.l. 165/9

Messaggio da naturopata » mer mar 14, 2018 6:32 pm

Ricorso accolto

Sentenza n.94/2018


REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE DEI CONTI

Sezione giurisdizionale regionale per il Lazio

Il giudice unico delle pensioni, dott. Anna Bombino

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul ricorso n. 74976 del registro di segreteria proposto dal sig. T. O. nato (omissis) ivi residente (omissis), rappresentato e difeso dall’ Avv.to Massimo Vitelli ed elettivamente domiciliato presso il suo studio in Teramo, via Fonte Regina n. 23,

contro l’INPS in persona del legale rappresentante pro-tempore

per la rideterminazione del trattamento pensionistico con beneficio ex art. 3 comma 7 d. lgs. 165/1997

Uditi alla udienza del 21.2.2018,con l’assistenza del Segretario Federica Sperapani, l’Avv. Massimo Vitelli per il ricorrente, e l’avv. Manuela Massa per l’INPS; è presente anche il ricorrente;

F A T T O

Con ricorso, depositato il 30 settembre 2016, il ricorrente, già sottufficiale della Guardia di Finanza, collocato in congedo assoluto dall’11.9.2014, per infermità , con trattamento pensionistico liquidato dall’INPS con il sistema “misto” giusta determinazione RM022015819069 del 23..6.2015, lamentava il mancato riconoscimento dell’aumento figurativo di cui all’art. 3, comma 7 del d. lvo n. 165 del 1997, pur se a causa del suo stato di salute, per il quale era stato riformato dal servizio, non si trovava nelle condizioni psico-fisiche per poter transitare nella posizione di ausiliaria.

Dopo aver inutilmente chiesto il riesame del provvedimento in via amministrativa, il sig. T. O. adiva la via giudiziaria deducendo la violazione della citata normativa, la quale riconosceva espressamente l’incremento del montante contributivo maturato di un importo pari a 5 volte la base imponibile dell’ultimo anno di servizio moltiplicata per l’aliquota di computo della pensione. Tale vantaggio doveva essere riconosciuto a tutto il personale militare (come il ricorrente) che, cessato dal servizio per mancanza dei requisiti psico-fisici, non aveva avuto la possibilità di accedere ovvero di permanere nella posizione di ausiliaria; con ciò differenziandosi nettamente la posizione del personale militare dal personale civile, per il quale occorreva, invece, la cessazione dal servizio per raggiungimento del limite di età (cfr. Corte conti sez. Abruzzo n. 28/12).

L’INPS nella memoria di costituzione depositata il 9.2.2018 deduceva l’infondatezza del ricorso sul presupposto che per il personale appartenente al Corpo della Guardia di Finanza, come è nel caso di specie, il beneficio de quo si applica in alternativa al transito in ausiliaria, previa opzione del soggetto interessato, con riferimento al personale che è cessato dal servizio per il raggiungimento dei limiti d’età previsti dall’ordinamento di appartenenza. Nel caso di specie, essendo il ricorrente cessato dal servizio presso il corpo della Guardia di Finanza per inidoneità permanente e privo del requisito espressamente richiesto del raggiungimento del limite di età previsto dall’ordinamento di appartenenza per accedere all’ausiliaria, non può esercitare il diritto di opzione; di conseguenza è da escludersi l’accesso a tale beneficio potendo l’interessato godere di altri benefici di cui alla legge 335/95 relativi alla pensione privilegiata o al trattamento anticipato.

In prossimità dell’udienza odierna la difesa del ricorrente ha prodotto ulteriore memoria nella quale ha ribadito le proprie ragioni sostenute da ampia e recente giurisprudenza contabile in materia su fattispecie analoghe (cfr. Corte Conti Sez. Abruzzo n.27/17; Corte conti Molise n.53717; Sez. Sardegna n.16/717;Sez. Calabria n.350/17; Sez. Piemonte 3/18; Sez. Emilia Romagna n.29/18).

Alla udienza odierna l’avv. Vitielli si è riportato alle memorie depositate in atti insistendo per l’accoglimento del ricorso; l’INPS ha evidenziato l’assenza di un orientamento giurisprudenziale univoco in materia (Calabria 12/2018).

DIRITTO

La questione all’esame riguarda la spettanza del diritto del ricorrente all’aumento stabilito dall’art. 3, comma 7, del decreto legislativo n. 165 del 1997.

La normativa si inserisce nel decreto legislativo intitolato “Attuazione delle deleghe conferite dall’art. 2 comma 23 della legge 8° agosto 1995 n. 335 e dall’art. 1, commi 97 lett. g) e 99 della legge 23.12.1996 n. 662, in materia di armonizzazione al regime previdenziale generale dei trattamenti pensionistici del personale militare, delle Forze di Polizia e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, nonché del personale non contrattualizzato del pubblico impiego” e stabilisce, per la parte che qui interessa, che, per il personale escluso dall’ausiliaria che cessi dal servizio per il raggiungimento dei limiti di età (art. 1: personale civile) ovvero non in possesso dei requisiti per accedere o permanere nella posizione di ausiliaria, venga calcolato un aumento del montante contributivo maturato di un importo pari a 5 volte la base imponibile dell’ultimo anno di servizio, moltiplicato per l’aliquota di computo della pensione.

Ora, il ricorrente, collocato in congedo assoluto a decorrere dal 11.9.2014, senza aver maturato i requisiti per il transito nell’ausiliaria, non avendo raggiunto i limiti di età, certamente rientra nell’ipotesi legislativa di favore che mira ad evitare che il personale militare (per quello civile di cui al comma 1 è sempre necessario il raggiungimento dei limiti di età per il collocamento in ausiliaria) che, per motivi indipendenti dalla propria volontà perda il beneficio del periodo di ausiliaria si trovi in posizione deteriore rispetto agli altri che hanno potuto raggiungere tale limite.

Al riguardo appaiono condivisibili le argomentazioni della recente sentenza della Corte conti sez. Emilia Romagna n. 29/ 18 secondo cui “ Detta soluzione ermeneutica appare avvalorata, sotto il profilo letterale dal fatto che il “raggiungimento dei limiti di età” è previsto , in modo espresso, solo per i civili e non per i militari, sotto il profilo logico per il fatto che, trattandosi di norma di favore, l’accesso all’ausiliaria consegue fisiologicamente, per i militari, al conseguimento dei limiti idi età; sicchè la ratio de detta disciplina di favore si giustifica per il fatto di concedere al militare infermo la possibilità di accedere all’ausiliaria (con relativo trattamento figurativo ai fini di pensione) anche nell’ipotesi (che qui ricorre) in cui il militare sia sì cessato prima del compimento dell’età ma per motivi indipendenti dalla sua volontà…”.

La norma, così formulata, che rimane in vigore non essendo stata abrogata dall’art.2286 del D. lgs. 15 marzo 2010 n. 66 (Codice dell’ordinamento militare) che ha invece abrogato altri commi dell’art. 3, non permette altra soluzione ermeneutica, diversamente determinandosi un’ingiusta sperequazione rispetto al personale civile (ovviamente escluso dall’ausiliaria).

Il ricorso risulta dunque meritevole di accoglimento, con conseguente condanna dell'Amministrazione al ricalcolo del trattamento pensionistico facendo applicazione del beneficio in questione, nonché alla corresponsione degli arretrati sui ratei pensionistici già percepiti.

Sulle somme arretrate dovute spettano, in adesione ai criteri posti dalle Sezioni Riunite con la sentenza n.10/2002/QM, interessi legali e rivalutazione monetaria, ex art. 429 c.p.c. e 150 disp. di att. c.p.c., da liquidarsi, dalla scadenza dei singoli ratei al pagamento della sorte capitale, cumulativamente, nel senso però di una solo possibile integrazione degli interessi di legge ove l’indice di svalutazione dovesse eccedere la misura degli stessi (c.d. principio del cumulo parziale).

Le spese di lite possono essere compensate in ragione della novità delle questioni dedotte e della non univocità interpretativa della materia da parte della giurisprudenza di questa Corte dei conti.

P. Q. M.

La Corte dei conti, Sezione giurisdizionale per la Regione Calabria, Giudice unico delle pensioni, definitivamente pronunciando,

1) accoglie la domanda attorea, riconoscendo il diritto del ricorrente alla rideterminazione del trattamento previdenziale con applicazione del beneficio di cui all'art. 3, comma 7, del d. lgs. n. 66/2010, calcolato per come indicato in parte motiva ed a far data dalla presentazione della domanda amministrativa;

2) Condanna altresì la parte convenuta, secondo le proprie competenze, alla corresponsione dei conseguenti arretrati sui ratei pensionistici già percepiti, maggiorati di interessi legali e rivalutazione monetaria, ex art. 429 c.p.c. e 150 disp. di att. c.p.c., da liquidarsi, dalla scadenza dei singoli ratei al pagamento della sorte capitale, cumulativamente, nel senso di una solo possibile integrazione degli interessi di legge ove l’indice di svalutazione dovesse eccedere la misura degli stessi.

3)Spese compensate.



Così deciso in Roma, all’udienza pubblica del 21.2.2018



Il GUP

F.to Anna Bombino



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Re: Moltiplicatore per Militari Riformati, art.3, d.l. 165/9

Messaggio da domenicosi » mer mar 14, 2018 10:07 pm

E anche di questa sentenza mi compiaccio ma allora perché l'INPS non si adegua? e perché alcuni GUP dicono si e altri no?

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Re: Moltiplicatore per Militari Riformati, art.3, d.l. 165/9

Messaggio da istillnotaffound » gio mar 15, 2018 9:53 am

naturopata ha scritto:Ricorso accolto

Sentenza n.94/2018


REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE DEI CONTI

Sezione giurisdizionale regionale per il Lazio

Il giudice unico delle pensioni, dott. Anna Bombino

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul ricorso n. 74976 del registro di segreteria proposto dal sig. T. O. nato (omissis) ivi residente (omissis), rappresentato e difeso dall’ Avv.to Massimo Vitelli ed elettivamente domiciliato presso il suo studio in Teramo, via Fonte Regina n. 23,

contro l’INPS in persona del legale rappresentante pro-tempore

per la rideterminazione del trattamento pensionistico con beneficio ex art. 3 comma 7 d. lgs. 165/1997

Uditi alla udienza del 21.2.2018,con l’assistenza del Segretario Federica Sperapani, l’Avv. Massimo Vitelli per il ricorrente, e l’avv. Manuela Massa per l’INPS; è presente anche il ricorrente;

F A T T O

Con ricorso, depositato il 30 settembre 2016, il ricorrente, già sottufficiale della Guardia di Finanza, collocato in congedo assoluto dall’11.9.2014, per infermità , con trattamento pensionistico liquidato dall’INPS con il sistema “misto” giusta determinazione RM022015819069 del 23..6.2015, lamentava il mancato riconoscimento dell’aumento figurativo di cui all’art. 3, comma 7 del d. lvo n. 165 del 1997, pur se a causa del suo stato di salute, per il quale era stato riformato dal servizio, non si trovava nelle condizioni psico-fisiche per poter transitare nella posizione di ausiliaria.

Dopo aver inutilmente chiesto il riesame del provvedimento in via amministrativa, il sig. T. O. adiva la via giudiziaria deducendo la violazione della citata normativa, la quale riconosceva espressamente l’incremento del montante contributivo maturato di un importo pari a 5 volte la base imponibile dell’ultimo anno di servizio moltiplicata per l’aliquota di computo della pensione. Tale vantaggio doveva essere riconosciuto a tutto il personale militare (come il ricorrente) che, cessato dal servizio per mancanza dei requisiti psico-fisici, non aveva avuto la possibilità di accedere ovvero di permanere nella posizione di ausiliaria; con ciò differenziandosi nettamente la posizione del personale militare dal personale civile, per il quale occorreva, invece, la cessazione dal servizio per raggiungimento del limite di età (cfr. Corte conti sez. Abruzzo n. 28/12).

L’INPS nella memoria di costituzione depositata il 9.2.2018 deduceva l’infondatezza del ricorso sul presupposto che per il personale appartenente al Corpo della Guardia di Finanza, come è nel caso di specie, il beneficio de quo si applica in alternativa al transito in ausiliaria, previa opzione del soggetto interessato, con riferimento al personale che è cessato dal servizio per il raggiungimento dei limiti d’età previsti dall’ordinamento di appartenenza. Nel caso di specie, essendo il ricorrente cessato dal servizio presso il corpo della Guardia di Finanza per inidoneità permanente e privo del requisito espressamente richiesto del raggiungimento del limite di età previsto dall’ordinamento di appartenenza per accedere all’ausiliaria, non può esercitare il diritto di opzione; di conseguenza è da escludersi l’accesso a tale beneficio potendo l’interessato godere di altri benefici di cui alla legge 335/95 relativi alla pensione privilegiata o al trattamento anticipato.

In prossimità dell’udienza odierna la difesa del ricorrente ha prodotto ulteriore memoria nella quale ha ribadito le proprie ragioni sostenute da ampia e recente giurisprudenza contabile in materia su fattispecie analoghe (cfr. Corte Conti Sez. Abruzzo n.27/17; Corte conti Molise n.53717; Sez. Sardegna n.16/717;Sez. Calabria n.350/17; Sez. Piemonte 3/18; Sez. Emilia Romagna n.29/18).

Alla udienza odierna l’avv. Vitielli si è riportato alle memorie depositate in atti insistendo per l’accoglimento del ricorso; l’INPS ha evidenziato l’assenza di un orientamento giurisprudenziale univoco in materia (Calabria 12/2018).

DIRITTO

La questione all’esame riguarda la spettanza del diritto del ricorrente all’aumento stabilito dall’art. 3, comma 7, del decreto legislativo n. 165 del 1997.

La normativa si inserisce nel decreto legislativo intitolato “Attuazione delle deleghe conferite dall’art. 2 comma 23 della legge 8° agosto 1995 n. 335 e dall’art. 1, commi 97 lett. g) e 99 della legge 23.12.1996 n. 662, in materia di armonizzazione al regime previdenziale generale dei trattamenti pensionistici del personale militare, delle Forze di Polizia e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, nonché del personale non contrattualizzato del pubblico impiego” e stabilisce, per la parte che qui interessa, che, per il personale escluso dall’ausiliaria che cessi dal servizio per il raggiungimento dei limiti di età (art. 1: personale civile) ovvero non in possesso dei requisiti per accedere o permanere nella posizione di ausiliaria, venga calcolato un aumento del montante contributivo maturato di un importo pari a 5 volte la base imponibile dell’ultimo anno di servizio, moltiplicato per l’aliquota di computo della pensione.

Ora, il ricorrente, collocato in congedo assoluto a decorrere dal 11.9.2014, senza aver maturato i requisiti per il transito nell’ausiliaria, non avendo raggiunto i limiti di età, certamente rientra nell’ipotesi legislativa di favore che mira ad evitare che il personale militare (per quello civile di cui al comma 1 è sempre necessario il raggiungimento dei limiti di età per il collocamento in ausiliaria) che, per motivi indipendenti dalla propria volontà perda il beneficio del periodo di ausiliaria si trovi in posizione deteriore rispetto agli altri che hanno potuto raggiungere tale limite.

Al riguardo appaiono condivisibili le argomentazioni della recente sentenza della Corte conti sez. Emilia Romagna n. 29/ 18 secondo cui “ Detta soluzione ermeneutica appare avvalorata, sotto il profilo letterale dal fatto che il “raggiungimento dei limiti di età” è previsto , in modo espresso, solo per i civili e non per i militari, sotto il profilo logico per il fatto che, trattandosi di norma di favore, l’accesso all’ausiliaria consegue fisiologicamente, per i militari, al conseguimento dei limiti idi età; sicchè la ratio de detta disciplina di favore si giustifica per il fatto di concedere al militare infermo la possibilità di accedere all’ausiliaria (con relativo trattamento figurativo ai fini di pensione) anche nell’ipotesi (che qui ricorre) in cui il militare sia sì cessato prima del compimento dell’età ma per motivi indipendenti dalla sua volontà…”.

La norma, così formulata, che rimane in vigore non essendo stata abrogata dall’art.2286 del D. lgs. 15 marzo 2010 n. 66 (Codice dell’ordinamento militare) che ha invece abrogato altri commi dell’art. 3, non permette altra soluzione ermeneutica, diversamente determinandosi un’ingiusta sperequazione rispetto al personale civile (ovviamente escluso dall’ausiliaria).

Il ricorso risulta dunque meritevole di accoglimento, con conseguente condanna dell'Amministrazione al ricalcolo del trattamento pensionistico facendo applicazione del beneficio in questione, nonché alla corresponsione degli arretrati sui ratei pensionistici già percepiti.

Sulle somme arretrate dovute spettano, in adesione ai criteri posti dalle Sezioni Riunite con la sentenza n.10/2002/QM, interessi legali e rivalutazione monetaria, ex art. 429 c.p.c. e 150 disp. di att. c.p.c., da liquidarsi, dalla scadenza dei singoli ratei al pagamento della sorte capitale, cumulativamente, nel senso però di una solo possibile integrazione degli interessi di legge ove l’indice di svalutazione dovesse eccedere la misura degli stessi (c.d. principio del cumulo parziale).

Le spese di lite possono essere compensate in ragione della novità delle questioni dedotte e della non univocità interpretativa della materia da parte della giurisprudenza di questa Corte dei conti.

P. Q. M.

La Corte dei conti, Sezione giurisdizionale per la Regione Calabria, Giudice unico delle pensioni, definitivamente pronunciando,

1) accoglie la domanda attorea, riconoscendo il diritto del ricorrente alla rideterminazione del trattamento previdenziale con applicazione del beneficio di cui all'art. 3, comma 7, del d. lgs. n. 66/2010, calcolato per come indicato in parte motiva ed a far data dalla presentazione della domanda amministrativa;

2) Condanna altresì la parte convenuta, secondo le proprie competenze, alla corresponsione dei conseguenti arretrati sui ratei pensionistici già percepiti, maggiorati di interessi legali e rivalutazione monetaria, ex art. 429 c.p.c. e 150 disp. di att. c.p.c., da liquidarsi, dalla scadenza dei singoli ratei al pagamento della sorte capitale, cumulativamente, nel senso di una solo possibile integrazione degli interessi di legge ove l’indice di svalutazione dovesse eccedere la misura degli stessi.

3)Spese compensate.



Così deciso in Roma, all’udienza pubblica del 21.2.2018



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Perchè dopo il P.Q.M. è indicata la "Corte dei conti, Sezione giurisdizionale per la Regione Calabria"?
Grazie

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Re: Moltiplicatore per Militari Riformati, art.3, d.l. 165/9

Messaggio da Avv. Massimo Vitelli » gio mar 15, 2018 11:15 am

Forse il Giudice, che fino ad alcuni mesi addietro prestava servizio presso la sede della Calabria, è rimasta "fregata" dal copia/incolla!
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Re: Moltiplicatore per Militari Riformati, art.3, d.l. 165/9

Messaggio da alonso » lun mar 26, 2018 7:42 pm

Gent.le Avvocato,ma la polizia di stato può usufruire di questa legge? Grazie.

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Re: Moltiplicatore per Militari Riformati, art.3, d.l. 165/9

Messaggio da Avv. Massimo Vitelli » mar mar 27, 2018 3:49 pm

alonso ha scritto:Gent.le Avvocato,ma la polizia di stato può usufruire di questa legge? Grazie.
""""
A mio avviso NO, lo ripeto ancora per quanto riguarda i RIFORMATI, speriamo per l'ultima volta, così come spero sempre che la CDC non muti radicalmente orientamento per i militari riformati.
I corpi ad ordinamento civile, infatti, non potevano e non possono fruire dell'ausiliaria.
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Re: Moltiplicatore per Militari Riformati, art.3, d.l. 165/9

Messaggio da antoniope » ven apr 06, 2018 7:15 pm

Buonasera avvocato, come spiega questo:
Circolare M.I.- Dipartimento Vigili del Fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile, n.2268 del 04/02/2014.
............................Da ultimo, si coglie l’occasione per confermare che al personale del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco di cui alla Legge 27 dicembre 1941, n.1570 (cd. personale operativo del Corpo), che cessa per limiti di età, relativamente alle anzianità maturate dal 01/01/2012, si applica l’istituto del moltiplicatore di cui all’art.3 c.7 del d.lgs 165/97.

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Re: Moltiplicatore per Militari Riformati, art.3, d.l. 165/9

Messaggio da Avv. Massimo Vitelli » ven apr 06, 2018 9:07 pm

antoniope ha scritto:Buonasera avvocato, come spiega questo:
Circolare M.I.- Dipartimento Vigili del Fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile, n.2268 del 04/02/2014.
............................Da ultimo, si coglie l’occasione per confermare che al personale del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco di cui alla Legge 27 dicembre 1941, n.1570 (cd. personale operativo del Corpo), che cessa per limiti di età, relativamente alle anzianità maturate dal 01/01/2012, si applica l’istituto del moltiplicatore di cui all’art.3 c.7 del d.lgs 165/97.
""""""""

Buonasera.
Non capisco la domanda, la nota si riferisce OVVIAMENTE, come da primo periodo del comma 7, al personale dei Corpi civili che raggiunge il limite di età e non riguarda certo i RIFORMATI, come nel noto contenzioso in cui sono invece coinvolti solo i MILITARI, in base al secondo periodo del predetto comma 7.
Il raggiungimento del limite di età costituisce l'unica ipotesi in cui tutte le PP.AA. sono d'accordo per concedere spontaneamente il beneficio all'intero comparto.
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Re: Moltiplicatore per Militari Riformati, art.3, d.l. 165/9

Messaggio da istillnotaffound » ven apr 13, 2018 4:19 pm

Gentilmente vorrei sapere se il ricorso in materia pensionistica per il moltiplicatore è soggetto al contributo unificato o ne è esente. Grazie

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Re: Moltiplicatore per Militari Riformati, art.3, d.l. 165/9

Messaggio da Avv. Massimo Vitelli » sab apr 14, 2018 3:00 pm

istillnotaffound ha scritto:Gentilmente vorrei sapere se il ricorso in materia pensionistica per il moltiplicatore è soggetto al contributo unificato o ne è esente. Grazie
"""""""
ESENTE, come per tutte le tipologie di ricorsi pensionistici.
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Re: Moltiplicatore per Militari Riformati, art.3, d.l. 165/9

Messaggio da Marco64 » mar apr 24, 2018 3:53 pm

Gentilissimo Avv.
gli chiedo il suo parere inerente al ricorso da me inoltrato all'INPS per l'art.3, co. 7 D.lgs n.165/1997.
A suo tempo l'Inps alla mia istanza rispondeva testualmente: " Si restituisce in quanto trattasi di istanza di ricalcolo della pensione che sarà cura istruita dall'unità organizzativa competente".
Successivamente inoltravo medesima richiesta al CNA di Chieti, per la riliquidazione della pensione comprensiva dell'incremento previsto dalla legge.
Oggi ho ricevuto missiva diretta a me per conoscenza, con la quale intima all'INPS competente quale organo deputata istituzionalmente al riconoscimento del diritto e misura dei trattamenti pensionistici. Altresì allegava, nota di risposta dell'INPS - Direzione Centrale delle Pensioni fornita per analoga fattispecie.
PS: a questo punto mi sembra chiaro se non erro, in base alla direttiva emessa dalla Direzione Centrale di Roma, l'Inps dovrà rifare il ricalcolo della pensione!!!!
Ringrazio anticipatamente per il suo prezioso contributo.
Marco

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