Letta rimane a Palazzo Chigi. Dopo l’aumento IVA, arriva la

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nico74

Letta rimane a Palazzo Chigi. Dopo l’aumento IVA, arriva la

Messaggio da nico74 » gio ott 03, 2013 11:31 pm

Letta rimane a Palazzo Chigi. Dopo l’aumento IVA, arriva la prima rata IMU 2013

Pubblicato da Davide Mura, il 3 ottobre 2013 - Permalink - Replica
img1024-700_dettaglio2_big_LettaAlla fine si ripete più o meno lo stesso giochetto visto nel 2011. Berlusconi – nonostante tutto – ha dovuto cedere alle pressioni interne ed esterne. All’epoca, sotto la minaccia dello spread dovette dimettersi per far spazio a Monti, con la naturale benedizione del Capo dello Stato; oggi ha dovuto dare la fiducia a Letta, perché altrimenti il PDL sarebbe svanito come neve al sole e la stanza dei bottoni sarebbe stata controllata dal PD e dai transfughi piddiellini.

Insomma, l’interesse di pochi prevale sull’interesse dei molti. E quei molti sono gli italiani, ancora una volta giocati dal teatrino politico andato in scena in queste settimane, che ha visto il suo momento topico ieri, con il voto di fiducia al Governo Letta. Affatto scontato, ma certamente prevedibile.

Epperò, mentre Letta incassa la fiducia, ecco che gli italiani vengono ancora una volta gabbati. Non solo è stata aumentata l’IVA, che fa davvero così “bene” ai nostri consumi, un po’ come la siccità fa bene ai fragili germogli primaverili, ma per le famiglie arriva pure l’ulteriore salasso dell’IMU, e precisamente la prima rata di dicembre!

Robe da pazzi! Come è possibile che solo in Italia esistano politicanti capaci di contrabbandare misure inique, richieste dalla burocrazia europea (che ormai fa di noi ciò che vuole e come vuole) come misure finalizzate a “salvare” gli italiani dal baratro? Quando il “baratro”, peraltro, è proprio la strada che stanno tracciando in nome e per nostro conto. Soprattutto con il nostro conto?

Eppure, ancora una volta, ci sono riusciti. Ci hanno provato nel 2011, e un Governo eletto è stato archiviato in nome della stabilità e dei conti. E via giù un diluvio di tasse che ha praticamente destrutturato e depotenziato la nostra già fragile economia, levando la pelle agli italiani, piegati dalla crisi economica. Poi le elezioni nel 2013, e il centrodestra ha quasi vinto e la sinistra ha quasi perso. Nel mezzo i grillini. Ancora una volta, in nome della stabilità e dei conti, si è optato per un governo di “unità”. E non nego che ci ho creduto pure io, finché non ho capito che questo Governo doveva semplicemente proseguire l’opera del Governo precedente: salassare.

E la crisi politica attuale in parte certifica questa mia impressione. Perché al di là delle vicende giudiziarie del Cavaliere, che hanno sicuramente contribuito a crearla, era evidente la quasi indisponibilità della sinistra a revocare l’aumento dell’IVA e abolire l’odiosa IMU. Come è stato. L’IVA è aumentata di un punto percentuale, proprio nella fase di maggior debolezza del centrodestra, e l’IMU è stata confermata: a dicembre – proprio sotto le festività che notoriamente sono manna per il commercio – gli italiani rischiano di dover rinunciare al pranzo di natale per pagare la tassa sul sudore della loro vita. Davvero una bella fregatura!
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