Impianto ICD defibrillatore e riforma

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Andrea1978
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Impianto ICD defibrillatore e riforma

Messaggio da Andrea1978 » ven mag 22, 2020 2:56 pm

Buongiorno a tutti, sono un Maresciallo Aiutante della Guardia di Finanza ed il 28 giugno 2019 mentre ero in servizio ho avuto un malore. Sono stato accompagnato al ps dove mi hanno diagnosticato una tachicardia ventricolare sostenuta e per questo mi è stato impiantato qua che giorno dopo un ICD defibrillatore sotto cutaneo. Premetto che il mio cuore è sano con frazione di eiezione del 58 % è da accertamenti effettuati il problema di aritmia è da attribuire ad una pregressa miocardite che mi ha causato una lieve dilatazione del ventricolo sinistro con una microlesione epicardica che genera l’aritmia. A novembre 2019 presso il San Raffaele il primario prof. Della Bella mi sottoponeva a esame elettrofisiologico e ablazione che terminava con la risoluzione del problema aritmico. Nonostante ciò nessuno può provvedere all’espianto del defibrillatore perché tale procedura sembra non essere prevista ed in soldoni nessuno vuole assumersi responsabilità. A Febbraio la Cmo di Roma, nonostante ablazione e esame da sforzo effettuato con esito positivo, relazione del San Raffaele che dichiara nessun problema a svolgere attività lavorativa, mi dava ulteriori 6 mesi di convalescenza e mi informava che la presenza del defibrillatore sarà comunque causa di riforma non lasciandomi alcuna speranza. Sto comunque portando avanti una causa di servizio che è in attesa di giudizio da parte del comitato. Mi chiedevo: è possibile ottenere una riforma parziale in attesa della definizione della causa di servizio? È possibile che con un cuore sano la sola presenza del defibrillatore possa essere causa di inabilità permanente al servizio militare? Ho 42 anni e due figli e l’idea di dover abbandonare il mio lavoro mi sta tormentando. Vi ringrazio anticipatamente per le risposte che vorrete darmi. Cordiali saluti



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Modena60
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Re: Impianto ICD defibrillatore e riforma

Messaggio da Modena60 » ven mag 22, 2020 5:01 pm

Caro collega, sono un Lgt. C.S. in congedo dal 10.7.2018, in quanto riformato. Sono stato sottoposto ad intervento con l'applicazione di un pacemaker sottocutaneo a seguito di un episodio sincopatico. In buona sostanza sono un soggetto bradicardico. Non assumo farmaci e anch'io avrei potuto continuare a lavorare.
Ti posso dire che nessun chirurgo si prenderà la responsabilità di asportarti il debrillatore.
La causa di servizio sarà archiviata dal Comitato di Verifica di Roma a meno che tu non riesca a dimostrare, documenti alla mano, che gli impegni lavorativi abbiano gravato sulle tue condizioni di salute. Diranno che si tratta di una patologia congenita.
Come da circolare, allo scadere di 1 anno, salvo situazioni legate al Covid 19 che facciano allungare i tempi, sarai riformato; con il defribillatore non esiste la riforma parziale, sarebbe un indiretto riconoscimento della causa di servizio, almeno la C.M.O. di Milano agisce in tal senso.
Vista la tua età ti consiglio il transito nei ruoli civili.
Un forte augurio.

zippone alberto
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Re: Impianto ICD defibrillatore e riforma

Messaggio da zippone alberto » ven mag 22, 2020 6:05 pm

Andrea1978 ha scritto:
ven mag 22, 2020 2:56 pm
Buongiorno a tutti, sono un Maresciallo Aiutante della Guardia di Finanza ed il 28 giugno 2019 mentre ero in servizio ho avuto un malore. Sono stato accompagnato al ps dove mi hanno diagnosticato una tachicardia ventricolare sostenuta e per questo mi è stato impiantato qua che giorno dopo un ICD defibrillatore sotto cutaneo. Premetto che il mio cuore è sano con frazione di eiezione del 58 % è da accertamenti effettuati il problema di aritmia è da attribuire ad una pregressa miocardite che mi ha causato una lieve dilatazione del ventricolo sinistro con una microlesione epicardica che genera l’aritmia. A novembre 2019 presso il San Raffaele il primario prof. Della Bella mi sottoponeva a esame elettrofisiologico e ablazione che terminava con la risoluzione del problema aritmico. Nonostante ciò nessuno può provvedere all’espianto del defibrillatore perché tale procedura sembra non essere prevista ed in soldoni nessuno vuole assumersi responsabilità. A Febbraio la Cmo di Roma, nonostante ablazione e esame da sforzo effettuato con esito positivo, relazione del San Raffaele che dichiara nessun problema a svolgere attività lavorativa, mi dava ulteriori 6 mesi di convalescenza e mi informava che la presenza del defibrillatore sarà comunque causa di riforma non lasciandomi alcuna speranza. Sto comunque portando avanti una causa di servizio che è in attesa di giudizio da parte del comitato. Mi chiedevo: è possibile ottenere una riforma parziale in attesa della definizione della causa di servizio? È possibile che con un cuore sano la sola presenza del defibrillatore possa essere causa di inabilità permanente al servizio militare? Ho 42 anni e due figli e l’idea di dover abbandonare il mio lavoro mi sta tormentando. Vi ringrazio anticipatamente per le risposte che vorrete darmi. Cordiali saluti


Ciao Andrea1978, aggiungo a quanto detto da Modena60 a cui vanno i complimenti per la semplicità nella descrizione della futura dinamica, potresti valutare in questi 2/3 mesi la consulenza con un medico legale ex ufficiale militare, conosciuto nell'ambiente di quella Cmo che abbia spessore e credibilità,( forte anche di altre relazioni mediche ) per capire se ci sono margini nel poter continuare il servizio.

Parere molto personale, ritengo che in questa circostanza specifica l'assistenza potrebbe fare la differenza, rimani sempre con i piedi per terra e valuta in modo obiettivo la riuscita.

Diversamente la soluzione ulteriore è stata indicata da Modena60.

Auguri per tutto
Alberto

Andrea1978
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Re: Impianto ICD defibrillatore e riforma

Messaggio da Andrea1978 » sab mag 23, 2020 12:42 am

Ringrazio entrambi per le risposte ed i consigli che mi avete dato, ne farò tesoro. Grazie ancora saluti

elciad1963
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Re: Impianto ICD defibrillatore e riforma

Messaggio da elciad1963 » ven mag 29, 2020 12:16 am

ciao Andrea. ti racconto la,mia storia così trai da,solo le relative risposte.
Febbraio 2016, a seguito di alcuni episodi sincopali, mi viene diagnosticato la tachicardia ventricolare parossistica e posto in malattia. successivamente a maggio 2016 mi viene impiantato un defibrillatore sottocutaneo e ad agosto la CMO di Roma incomincia a concedermi licenze straordinarie di convalescenza. Nella fase tra la diagnosi di febbraio e l'impianto di maggio, dietro indicazione e prescrizione dell'ospedale di Rilevanza Nazionale, vengo sottoposto ad uno studio genetico cui partecipo con un costo di oltre 150€ di ticket benché esentato. il responso dichiara che la mia aritmia non è di natura genetica ma indotta da stress adrenergico. dopo un'anno e un mese subisco un intervento a cuore aperto a causa delle conseguenze delle aritmie che danneggiano le valvola cardiache e maggiormente quella mitralica. nel mese di settembre 2017, a domanda ottengo i benefici della c.d. Terapia Salvavita, pertanto tutte le assenze per malattia vengono azzerate ed ottengo ad ottobre i benefici dell'ultima riforma delle carriere (altrimenti ne sarei stato escluso). Nel mese di gennaio 2018 sono stato riformato dalla CMO di Roma a cui ho presentato ricorso in seconda istanza, che dopo due/tre mesi ha confermato la riforma. In merito ho presentato 2 domande di causa di servizio che come capirai hanno bocciato e sono in procinto di presentare ricorso alla corte dei conti dopo altre azioni di cui attendiamo gli esiti.
Morale della favola. Sicuramente ti riformeranno ma il tuo scopo ora deve essere: 1 pensare a stare bene;2 presentare domanda per il riconoscimento dei benefici della Terapia Salvavita 3; presentare quando prima domanda di riconoscimento della dipendenza da causa di servizio 4; tirare avanti per quanto più tempo possibile 5; messaggiami in privato e mandami il tuo numero di telefono che ti informo su altri dettagli.
comunque in primis pensa a stare bene.
ciao

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