Fondinps, forma di previdenza complementare residuale

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Fondinps, forma di previdenza complementare residuale

Messaggio da panorama » gio lug 11, 2019 11:10 pm

CdS PARERE INTERLOCUTORIO

1) - soppressione della forma pensionistica complementare residuale istituita presso l'INPS (Fondinps) - art. 1 comma 173, della l. 27.12.2017, n. 205.

2) - Sono iscritti a Fondinps i lavoratori dipendenti che non hanno espresso alcuna scelta riguardo la destinazione del Tfr maturando e sono sprovvisti di una forma di previdenza complementare prevista dagli accordi o contratti collettivi, anche territoriali, di riferimento, cui altrimenti sarebbero destinati d’ufficio.
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PARERE INTERLOCUTORIO sede di CONSIGLIO DI STATO, sezione SEZIONE C, numero provv.: 201902012

Numero 02012/2019 e data 09/07/2019 Spedizione

REPUBBLICA ITALIANA
Consiglio di Stato
Sezione Consultiva per gli Atti Normativi

Adunanza di Sezione del 20 giugno 2019


NUMERO AFFARE 00836/2019

OGGETTO:
Ministero del lavoro e delle politiche sociali.


Decreto concernente la soppressione della forma pensionistica complementare residuale istituita presso l'INPS (Fondinps) - art. 1 comma 173, della l. 27.12.2017, n. 205;

LA SEZIONE
Vista la nota di trasmissione della relazione prot. n. 29/5854 in data 31/05/2019 con la quale il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sull'affare consultivo in oggetto;
Esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Fabrizio Cafaggi;


Con richiesta pervenuta il 31 maggio 2019 si chiede a questo Consiglio di esprimere parere sullo schema di decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze di cui all’art. 1, comma 173 della legge 127 dicembre 2017, n. 205, concernente la soppressione della forma pensionistica residuale istituita presso l’INPS (Fondinps).

Con l'articolo 9, comma 1, il decreto legislativo n. 252 del 2005, è stata costituita, presso l'INPS, la forma pensionistica complementare a contribuzione definita prevista dall'articolo 1, comma 2, lettera e), n. 7), della legge 23 agosto 2004, n. 243, alla quale far pervenire le quote di TFR maturando, nell'ipotesi prevista dall'articolo 8, comma 7, lettera b), n. 3, del decreto medesimo.

Secondo lo statuto di Fondinps il Fondo è costituito nella forma di patrimonio separato ed autonomo rispetto al patrimonio dell’INPS ed è iscritto all’Albo tenuto dalla COVIP (art.2). Ai sensi dell’articolo 4 il Fondo è in regime di contribuzione definita. L’entità delle prestazioni pensionistiche del Fondo è determinata in funzione della contribuzione effettuata ed in base al principio della capitalizzazione. L’articolo 5 disciplina i destinatari del fondo, statuendo: “ Il Fondo è destinatario dell’adesione dei soggetti nei cui confronti trovano applicazione le modalità tacite di conferimento del Trattamento di Fine Rapporto, di seguito denominato TFR, di cui all’articolo 8, comma 7, lettera b), n. 3 del Decreto.”

Fondinps è, dunque, una forma di previdenza complementare residuale, a contribuzione definita, prevista dall’art. 1, comma 2, lett. e), n. 7), della Legge 243/2004. Tale fondo è stato amministrato, secondo il criterio della composizione paritetica, da un comitato composto dai rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro, nominato in data 30 ottobre 2007 dal Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Sono iscritti a Fondinps i lavoratori dipendenti che non hanno espresso alcuna scelta riguardo la destinazione del Tfr maturando e sono sprovvisti di una forma di previdenza complementare prevista dagli accordi o contratti collettivi, anche territoriali, di riferimento, cui altrimenti sarebbero destinati d’ufficio. Tale forma di previdenza complementare ha suscitato non poche preoccupazioni, determinate dal basso numero di partecipanti e dall’ancor più basso numero di contribuenti. Per tali ragioni, anche su stimolo della COVIP, il legislatore ha previsto la liquidazione del fondo ed il trasferimento delle posizioni previdenziali.

Con la legge n. 205, del 27 dicembre 2017, (di seguito legge n. 205 del 2017), in particolare l'articolo 1, comma 173, si prevede che il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con decreto adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, determini la data di decorrenza della soppressione della forma pensionistica complementare residuale istituita presso l'INPS.

L'articolo 1, comma 174, della legge n. 205 del 2017, prevede che con il medesimo decreto, sentite le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale dei diversi comparti del settore privato, sia individuata la forma pensionistica alla quale far affluire le quote di TFR maturando, nell'ipotesi prevista dall'articolo 8, comma 7, lettera b), numero 3), del decreto legislativo n. 252 del 2005, tra le forme pensionistiche negoziali di maggiori dimensioni sul piano patrimoniale e dotate di un assetto organizzativo conforme alle disposizioni dell'articolo 8, comma 9, del citato decreto legislativo n. 252 del 2005.

Con l'articolo 1, comma 175, della legge n. 205 del 2017, si prevede che siano stabilite, sentita la COVIP, le modalità per il trasferimento alla forma di cui al comma 174 delle posizioni individuali costituite, esistenti alla data di soppressione della stessa;

Con lo schema di regolamento in oggetto composto di cinque articoli vengono definite le modalità di liquidazione e di trasferimento delle posizioni previdenziali del Fondo Fondinps al fondo Cometa, selezionato ad esito di una procedura che ha visto la consultazione delle parti sociali e degli operatori di settore.

La disciplina del decreto in esame prevede la nomina di un commissario liquidatore da parte della COVIP, la chiusura delle adesioni e il trasferimento al fondo Cometa ( art. 2), la definizione di un piano di attività da parte del Commissario liquidatore e del Fondo Cometa in cui si definiscono tempi e modi del trasferimento e le informazioni che devono essere comunicate ai titolari delle posizioni previdenziali; la successione nei rapporti attivi e passivi del Fondo Cometa nelle posizioni precedentemente detenute dalla forma complementare Fondinps; la data di entrata in vigore del decreto.

L’articolato presenta alcune criticità sulle quali è opportuno soffermarsi.

L’articolo 3 dispone che il commissario liquidatore di Fondinps, d’intesa con il Fondo Cometa, adotta un piano di attività per il trasferimento delle posizioni previdenziali al Fondo Cometa.

La disposizione definisce il contenuto minimo del piano di attività identificando quattro profili:

a) le tempistiche per la trasmissione delle anagrafiche inerenti ai soggetti di cui al comma 1;

b) le tempistiche e le modalità per il trasferimento delle posizioni individuali dei soggetti di cui al comma 1 e per la destinazione dei nuovi flussi contributivi relativi ai medesimi soggetti;

c) le informative da attivarsi nei riguardi dei datori di lavoro e dei lavoratori interessati;

d) i flussi informativi finalizzati ad assicurare la corretta operatività, senza soluzione di continuità, tra le due forme pensionistiche complementari.


I profili indicati sono certamente rilevanti ma la disposizione omette di identificare i principi in base a cui il trasferimento delle posizioni debba avvenire, lasciando piena discrezionalità al commissario liquidatore ed al fondo Cometa cui spetta definire le modalità e la tempistica. Il punto nevralgico è certamente costituito dai tempi e modi per il trasferimento nonché dalla destinazione dei flussi contributivi ad un comparto garantito che assicuri la conservazione delle garanzie esistenti in ossequio al principio della immodificabilità in pejus delle posizioni previdenziali oggetto del trasferimento. In particolare, è necessario disciplinare in modo puntuale la distinzione tra estinzione del fondo liquidato e tempi e modalità del trasferimento delle posizioni previdenziali.

L’articolato non scioglie il dubbio tra due possibili alternative:

a) l’estinzione del fondo produce anche quella delle posizioni previdenziali che cessano e vengono ricostituite in capo al nuovo fondo;

b) l’estinzione del fondo non produce l’estinzione delle posizioni previdenziali che vengono trasferite dopo la liquidazione ma prima dell’estinzione.

L’alternativa è rilevante per valutare in che modo possa operare il principio, a garanzia dei titolari delle posizioni previdenziali, della immodificabilità in pejus, atteso che si tratta di diritti acquisiti in forza della loro partecipazione a Fondinps.

In forza del comma 175 art. 1 l. 205/2017 deve ritenersi che il trasferimento della posizione sia incompatibile con la sua estinzione e ricostituzione presso il nuovo fondo. Dal punto di vista sistematico, sebbene nulla si dica nel decreto, le regole che dovrebbero presiedere al trasferimento sono quelle del d.lgs. 252/2005. Emerge chiaramente la necessità di una disciplina, almeno per principi, avente specificamente ad oggetto le modalità del trasferimento. In particolare, è necessario regolare gli effetti del trasferimento sui diritti associati alle posizioni previdenziali. In via interpretativa deve ritenersi che, alla luce della normativa vigente, alla estinzione del fondo non debba corrispondere quella delle posizioni previdenziali che vengono trasferite, dandosi luogo ad una successione a titolo particolare nella posizione previdenziale di ciascun partecipante a Fondinps. I quesiti interpretativi, irrisolti nella attuale formulazione dell’articolato, derivano dalla mancanza di puntuali indicazioni nell’attuale testo circa le modalità di trasferimento della posizione contrattuale, tenuto conto anche della diversa struttura organizzativa di Fondinps rispetto a quella del fondo Cometa.

Trattandosi di un trasferimento ex lege occorre inoltre interrogarsi se, alla luce dei principi costituzionali (art. 38 Cost.) e dei principi generali (contenuti nel d.lgs. 252/2005) non sia necessaria la previsione di un diritto di recesso relativo alla posizione previdenziale una volta avvenuto il trasferimento. Ai titolari della posizione previdenziale dovrebbe essere attribuita la facoltà di scegliere se rimanere nel fondo Cometa ovvero cessare la posizione previdenziale e trasferirla eventualmente a fondo diverso. Sarebbe infatti passibile di illegittimità costituzionale una liquidazione ex lege nella quale non sia prevista la facoltà di recedere dal fondo.

Un secondo profilo critico concerne la scelta del comparto in cui i titolari di posizione previdenziale debbano confluire. Il problema deriva dal fatto che sembrerebbe dalla documentazione reperibile (non da quella trasmessa) che Cometa, benché suddivisa in diversi comparti con diversi profili di rischio cui ciascun lavoratore potrebbe scegliere di destinare in proprio TFR, non garantisca il capitale alla scadenza se non nel comparto garantito.

Sarebbe opportuno e conforme ai principi costituzionali, garantire che con esplicita previsione che possano applicarsi le linee guida Covip sui trasferimenti in modo da consentire che le posizioni previdenziali vengano trasferite nel comparto garantito al fine di impedire qualunque modificazione in pejus dei titolari di posizioni previdenziali in Fondinps. Su questo punto non può che richiamarsi la disciplina di cui all’articolo 8, comma 9 d.lgs. 252/05. Si identificano in questa disposizione alcuni dei diritti che andrebbero richiamati nel decreto in oggetto almeno con la tecnica del rinvio. Essi riguardano ad esempio: la restituzione del capitale; la definizione di eventi garantiti: in particolare il pensionamento; il riscatto per inoccupazione per 48 mesi o invalidità; la premorienza.

Un ulteriore profilo sul quale occorrerebbe una puntuale previsione concerne la portabilità della posizione ed il diritto ad esercitare le opzioni ad essa correlate. Occorre dunque valutare se si continui ad applicare la disposizione di cui all’articolo 9 comma 3 del decreto 252/2005 che consente di trasferire la posizione anche prima del termine biennale di cui all’articolo 14 comma 6 del decreto medesimo.

Ritiene questo Consiglio che le previsioni attualmente contenute riflettano una disciplina insufficiente a garantire il rispetto dei diritti dei partecipanti al fondo pensione Fondinps nella definizione delle modalità di trasferimento ed in quella della determinazione dei doveri di informazione. Non è inopportuno a tale proposito richiamare le comunicazioni intervenute tra il Ministero e la Commissione di vigilanza con la quale quest’ultima sottolineava la necessità che nel decreto venissero disciplinati gli aspetti tecnico operativi del trasferimento. Tale esigenza, a parere del Consiglio di Stato, non è stata realizzata adeguatamente dall’attuale dettato normativo.

L’articolo 4 prevede la successione del fondo Cometa nei rapporti attivi e passivi

L’articolo 5 prevede che l’entrata in vigore sia 30 giorni dopo la pubblicazione. Come è noto la norma legislativa primaria prevede che l’entrata in vigore avvenga 15 dopo la pubblicazione (articolo 10 preleggi). Per poter derogare a tale termine occorre una norma di pari grado mentre un decreto ministeriale emanato ai sensi dell’art. 17 comma 3 l. 400/1988 non può produrre tale effetto.

I dati a fine 2017 del Fondinps riflettono una situazione di difficoltà che ha condotto il legislatore a decidere la liquidazione del fondo. Le aziende con dipendenti iscritti Fondinps erano 3.032 con un totale di 35.441 iscritti. gli attivi risultano 6.278, contro i 29.163 inerti o silenti. Il 39,4 per cento (pari a 13.965 unità) del totale degli iscritti ha una posizione individuale non superiore a 100 euro.”, (Relazione Corte dei Conti 2017).

La Sezione ritiene necessario acquisire i dati più aggiornati relativi al numero di iscritti ed al valore di capitalizzazione del fondo nonchè quello delle singole posizioni previdenziali. La Sezione ritiene inoltre che maggiori informazioni vadano rese note sulla procedura che ha condotto alla selezione del Fondo Cometa alla luce del comma 174 art. 1 della legge 205/2017. La Sezione ritiene infine necessaria la definizione di principi che presiedano alla redazione del piano di attività con particolare riferimento ai tempi e modi di trasferimento della posizione previdenziale e del contenuto e modalità dei doveri di informazione previsti nell’articolo 3, lettere a,b,c,d, dell’articolato oggetto dell’esame da parte di questo Consiglio. A tale fine la Sezione esprime l’avviso che il Ministero indichi quali principi debbano guidare il commissario liquidatore ed il Fondo Cometa nella redazione del piano.

Le informazioni precedentemente indicate costituiscono elementi di valutazione indispensabili per questo Consiglio ai fini dell’esame puntuale dell’articolato e pertanto invita le Amministrazioni competenti a riferire sui profili così individuati nell’audizione del 25 luglio 2019.

P.Q.M.

La Sezione, attesa la complessità della materia e la rilevanza dell’intervento, considera utile ed opportuno audire le Amministrazioni competenti nell’Adunanza del 25 luglio 2019.




L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Fabrizio Cafaggi Claudio Zucchelli




IL SEGRETARIO
Cinzia Giglio



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