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Fine vita: la morte di dj Fabo, Corte Cost. «Decida il Parlamento»

Inviato: ven ott 26, 2018 12:02 pm
da panorama
Cappato e la morte di dj Fabo, Corte Costituzionale: «Decida il Parlamento»

Si doveva stabilire se è costituzionale l’articolo 580 del codice penale che punisce l’istigazione al suicidio. la Consulta ha sospeso il giudizio in attesa di una nuova legge sul «fine vita»

Ufficio Stampa della Corte costituzionale

Comunicato del 24 ottobre 2018

CASO CAPPATO, VUOTI DI TUTELA COSTITUZIONALE. UN ANNO AL PARLAMENTO PER COLMARLI
Nella camera di consiglio di oggi, la Corte costituzionale ha rilevato che l’attuale assetto normativo concernente il fine vita lascia prive di adeguata tutela determinate situazioni costituzionalmente meritevoli di protezione e da bilanciare con altri beni costituzionalmente rilevanti.

Per consentire in primo luogo al Parlamento di intervenire con un’appropriata disciplina, la Corte ha deciso di rinviare la trattazione della questione di costituzionalità dell’articolo 580 codice penale all’udienza del 24 settembre 2019.

La relativa ordinanza sarà depositata a breve.

Resta ovviamente sospeso il processo a quo.

Roma, 24 ottobre 2018

Palazzo della Consulta, Piazza del Quirinale 41 Roma - Tel. 06.46981/06.4698224/06.4698511


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Fine vita, Corte Costituzionale: al Parlamento un anno di tempo per legiferare

Vuoto di tutela costituzionale. La Corte Costituzionale chiede al Parlamento di legiferare sul fine vita entro un anno. Così si è pronunciata ieri la Consulta, interrogata sulla legittimità dell’articolo del codice penale che riguarda istigazione e aiuto al suicidio (580 c.p.). Il dubbio di costituzionalità è stato sollevato dalla Corte d’Assise di Milano nel corso del processo a Marco Cappato, leader dell’associazione Luca Coscioni, per aver accompagnato Dj Fabo a morire in Svizzera nel febbraio 2017. Un caso di suicidio assistito, quello di Fabiano Antoniani, che ha scosso l’opinione pubblica.

Nella camera di consiglio di ieri, la Corte costituzionale “ha rilevato – si legge nel comunicato stampa ufficiale – che l’attuale assetto normativo concernente il fine vita lascia prive di adeguata tutela determinate situazioni costituzionalmente meritevoli di protezione e da bilanciare con altri beni costituzionalmente rilevanti. Per consentire in primo luogo al Parlamento di intervenire con un’appropriata disciplina, la Corte ha deciso di rinviare la trattazione della questione di costituzionalità dell’articolo 580 codice penale all’udienza del 24 settembre 2019. La relativa ordinanza sarà depositata a breve. Resta ovviamente sospeso il processo a quo”.

“La decisione sul mio processo è una VITTORIA, perché la Corte NON ha solo rimandato: ha anche riconosciuto l’inadeguatezza della legge. Ciò significa che se il Parlamento non farà, o farà male, sarà la Corte a intervenire tra 11 mesi”, ha scritto su twitter Marco Cappato. Per il quale il pronunciamento della Corte Costituzionale è “un risultato straordinario”. “E’ dunque di fatto un successo -un altro, dopo la vittoria sul biotestamento!- di Fabo e della nonviolenza, oltre che delle tante persone malate che, iniziando da Luca Coscioni e Piergiorgio Welby e finendo con Dominique Velati e Davide Trentini, in questi 15 anni hanno dato corpo alle proprie speranze di libertà – si legge sul sito dell’associazione Coscioni – Ora il Parlamento ha la strada spianata per affrontare finalmente il tema, e per discutere la nostra proposta di legge di iniziativa popolare per l’eutanasia legale, come sta accadendo nel Parlamento spagnolo”.