Fabbricerie, applicabilità della normativa anticorruzione

Sezione dedicata alla libera circolazione di idee ed esperienze tra i diversi Corpi armati (e non) dello Stato.
Feed - PUNTO DI INCONTRO

Rispondi
panorama
Veterano del Forum
Veterano del Forum
Messaggi: 11809
Iscritto il: mer feb 24, 2010 4:23 pm

Fabbricerie, applicabilità della normativa anticorruzione

Messaggio da panorama » lun gen 30, 2017 10:11 pm

fabbriceria dell’Opera di Santa Croce in Firenze.
-------------------------------------------------------------------------

PARERE INTERLOCUTORIO ,sede di CONSIGLIO DI STATO ,sezione SEZIONE 1 ,numero provv.: 201700249
- Public 2017-01-30 -

Numero 00249/2017 e data 26/01/2017 Spedizione


REPUBBLICA ITALIANA
Consiglio di Stato
Sezione Prima

Adunanza di Sezione del 21 dicembre 2016

NUMERO AFFARE 02226/2016

OGGETTO:
Ministero dell’interno - dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione.

Quesito sull’applicabilità della normativa anticorruzione alle fabbricerie.

LA SEZIONE
Vista la relazione con la quale il Ministero dell’interno ha posto il quesito sopra indicato;
esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Giancarlo Luttazi.


Premesso:

Il Ministero dell’Interno chiede il parere di questo Consiglio di Stato in merito all’applicabilità alle fabbricerie della normativa anticorruzione, e segnatamente dell’articolo 24-bis (“Obblighi di trasparenza per le pubbliche amministrazioni”) del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90 (“Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari”), convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 11 agosto 2014 n. 114.

Riferisce il Ministero che l’Autorità nazionale anticorruzione (in prosieguo: A.N.A.C., o Autorità), con nota del 5 luglio 2016, ha richiamato la fabbriceria dell’Opera di Santa Croce in Firenze al rispetto degli obblighi di cui alla normativa in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza, secondo le indicazioni di cui alla delibera della stessa A.N.A.C. n. 8/2015, fondando la propria richiesta sull'assunto che la fabbriceria, come tipologia di ente giuridico, possa essere considerata “ente di diritto privato in controllo pubblico”, ai sensi del citato art. 24-bis del decreto-legge n. 90/2014.

Il Consiglio dell’Opera di Santa Croce, prosegue la relazione ministeriale, si è adeguato alla richiesta A.N.A.C. deliberando, in data 4 ottobre 2016, la nomina di un responsabile della prevenzione della corruzione e per la trasparenza incaricato di provvedere a quanto richiesto dall’Autorità. La stessa fabbriceria peraltro, con nota del 7 ottobre 2016 indirizzata al prefetto di Firenze, nel dare notizia dell’intera vicenda e della nomina anzidetta, ha anche aggiunto una nota esplicativa di pari data, nella quale si mostra perplessa in ordine all’applicabilità della normativa anti corruzione alle fabbricerie, dubitando che a tale tipologia di enti possa attagliarsi la qualifica di “enti di diritto privato in controllo pubblico”.

Il prefetto di Firenze con nota del 12 ottobre 2016 ha rimesso gli atti al Ministero al fine di ottenere indicazioni sugl’indirizzi applicativi eventualmente da adottare anche per le altre fabbricerie ubicate nella provincia.

Il Ministero richiedente rileva che l’iniziativa A.N.A.C. potrebbe estendersi a tutte le fabbricerie, o almeno a quelle più rilevanti; ed evidenzia per questo la necessità d’individuare un unico regime per tutti quei soggetti giuridici, e di chiarire in termini generali se la loro natura sia tale da consentirne un’inclusione nel novero degli “enti di diritto privato in controllo pubblico” ai quali si riferisce l’art. 24-bis del decreto-legge n. 90 del 2014. Ripercorsa poi la normativa di riferimento e richiamato il parere reso da una commissione speciale di questo Consiglio su un quesito del medesimo Ministero dell’interno (parere n. 289/2000), esamina la fattispecie, orientandosi nel senso che gli scopi perseguiti ed il tipo di attività posti in essere dalle fabbricerie non coincidono con quelli tipici delle pubbliche amministrazioni o degli enti pubblici, in quanto nell’ambito di finalità che possono essere perseguite anche da organismi privatistici costituenti espressione non già di pubblici poteri, bensì della società civile; e auspica una corretta soluzione del problema.

Alla richiesta di parere è unita documentazione.

Considerato:

La materia oggetto del quesito ministeriale riguarda il rapporto tra due settori ordinamentali di grande peso istituzionale:

- il complesso normativo sui poteri conferiti dalla legge all’Autorità nazionale anticorruzione, la cui rilevante missione istituzionale risulta dall’articolo 19 (“Soppressione dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture e definizione delle funzioni dell’Autorità nazionale anticorruzione”) del decreto-legge 24 giugno 2014 n. 90 (“Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari”) e successive modifiche e integrazioni e dall’articolo 13 (“Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche”) del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 (“Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni”), e successive modifiche e integrazioni;

- la disciplina delle fabbricerie, soggetti giuridici di varia natura e ordinamento la cui risalente origine storica impinge sui rapporti fra Stato e Chiesa e tuttora caratterizza la normazione positiva: alle fabbricerie è espressamente dedicato l’articolo 72 del “Protocollo, firmato a Roma il 15 novembre 1984, che approva le norme per la disciplina della materia degli enti e beni ecclesiastici formulate dalla commissione paritetica istituita dall’articolo 7, n. 6, dell’accordo, con protocollo addizionale, del 18 febbraio 1984 che ha apportato modificazioni al Concordato lateranense del 1929 tra lo Stato italiano e la Santa Sede”, ratificato e reso esecutivo in Italia con legge 20 maggio 1985, n. 206, e tradotto nello Stato italiano con la legge 20 marzo 1985, n. 222 e nella Santa Sede con decreto del Segretario di Stato del 3 giugno 1985; sì che, salvo approfondimenti, appare lecito dubitare che la legge n. 222/1985 possa considerarsi piena normazione unilaterale dello Stato italiano e non invece traduzione nel diritto interno di atto pattizio fra enti internazionali sovrani.

In considerazione di ciò la Sezione ritiene che, per correttezza istituzionale e per un ottimale approfondimento della tematica, debba acquisirsi l’apporto dei soggetti sui quali la corretta interpretazione della normativa di riferimento viene ad incidere.

In particolare, già acquisito l’apporto del richiedente Ministero dell’interno, la Sezione ritiene necessario acquisire - a cura del richiedente Ministero - anche l’apporto dell’Autorità nazionale anticorruzione e degli altri soggetti compartecipi della funzione di utilità sociale demandata alle fabbricerie.

Questi ultimi compartecipi soggetti possono essere individuati nei vescovi della Chiesa cattolica in Italia, e per essi nella Conferenza episcopale italiana (che ai sensi dell’articolo 5 del proprio statuto cura i rapporti con la società civile: v. anche l’articolo 72, secondo comma, della citata legge n. 222/1985) ovvero in altro soggetto che il richiedente Ministero potrà individuare conformemente ai consueti rapporti istituzionali in materia di fabbricerie.

P.Q.M.

dispone l’incombente.



L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Giancarlo Luttazi Raffaele Carboni




IL SEGRETARIO
Luisa Calderone



Rispondi