Esercitarsi alla guida (c.d. “foglio rosa”)

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Esercitarsi alla guida (c.d. “foglio rosa”)

Messaggio da panorama » mar lug 30, 2019 6:21 pm

proroga dell'autorizzazione ad esercitarsi alla guida
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PARERE DEFINITIVO sede di CONSIGLIO DI STATO, sezione SEZIONE 1, numero provv.: 201902091
Numero 02091/2019 e data 18/07/2019 Spedizione

REPUBBLICA ITALIANA
Consiglio di Stato
Sezione Prima

Adunanza di Sezione del 3 luglio 2019


NUMERO AFFARE 00786/2019

OGGETTO:
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.


Richiesta di parere concernente la possibilità di esonerare dalla produzione di un nuovo certificato d’idoneità psicofisica coloro che hanno fatto istanza di proroga dell'autorizzazione ad esercitarsi alla guida, in quanto impossibilitati a svolgere, nei tempi previsti, le prove pratiche degli esami per ottenere la patente, per cause a loro non imputabili.

LA SEZIONE
Vista la relazione n. 0021022 del 24 maggio 2019 con la quale il Ministero ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sull'affare consultivo in oggetto;
Esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Paolo Aquilanti;


Premesso:

1. A norma del codice della strada (art. 122), l'autorizzazione ad esercitarsi alla guida (c.d. “foglio rosa”) è valida per sei mesi dalla data della domanda per ottenere la patente di guida, termine entro il quale dev’essere esperito l’esame pratico. Riferisce il Ministero che la riduzione degli organici nell’Amministrazione ha determinato nel tempo una contrazione delle sedute d’esame, così che molti candidati hanno dovuto attendere oltre il termine fissato dalla legge. Di conseguenza si sono trovati nella condizione di dover rinnovare il foglio rosa, che necessita della prescritta certificazione medica. Essi ne lamentano il costo (circa 100 euro) e chiedono di esserne esonerati, considerato anche il periodo di efficacia della certificazione medica, protratto per dieci anni in caso di conseguimento della patente.

2. L’Amministrazione segnala che in via amministrativa ha già esonerato gli interessati dalla ripetizione dell’esame teorico. Ricorda che la norma del codice della strada sulla certificazione medica stabilisce espressamente che sia di data non anteriore a tre mesi dalla presentazione della domanda. Finora l’Amministrazione, nei casi in questione, ha chiesto di rinnovare la domanda e dunque di presentare un certificazione sanitaria non anteriore ai tre mesi che precedono la nuova domanda.

3. Il Ministero, dunque, chiede se il certificato prodotto con la prima domanda possa essere considerato utile anche con il rinnovo della domanda dovuto a fatto non imputabile al candidato, ma al ritardo amministrativo nello svolgimento degli esami pratici.


Considerato:

L’art. 119 del Codice della strada riferisce l’attualità della certificazione medica al periodo di tre mesi, immediatamente antecedente la presentazione della domanda per conseguire la patente di guida.

Il Ministero, per ovviare alle disfunzioni segnalate, non chiede di ripetere l’esame teorico, ma chiede di reiterare la domanda alla scadenza del termine di validità del foglio rosa: la nuova domanda comporta la necessità di produrre la certificazione medica aggiornata e il quesito verte sulla possibilità di non esigere una nuova certificazione medica, se non nei casi particolari di validità temporale ridotta degli accertamenti sanitari, dovuta a specifiche patologie.

Ritiene il Collegio che la normativa vigente consenta all’Amministrazione di esonerare i candidati al conseguimento della patente che in vigenza del primo foglio rosa non hanno potuto - per cause non attribuibili a loro comportamenti omissivi - sostenere le prescritte prove d'esame, dal produrre nuovo certificato di idoneità psicofisica alla guida; fatta ad eccezione per i candidati cui la commissione medica locale ha prescritto nuovi accertamenti sanitari in periodi ridotti. Salvo questi ultimi casi, infatti, il certificato d’idoneità psico-fisica resta valido, a normativa vigente, per un periodo di dieci anni e dunque è da ritenere che non vi sia la necessità di nuovi accertamenti sanitari nei casi ordinari, a distanza di tempo invece molto breve.

A tali conclusioni si perviene – in primo luogo – applicando il principio di ragionevolezza, che è canone generale per la pubblica amministrazione e, anzi – come è stato notato – “principio generalissimo di ogni potestà” ovvero “principio assoluto”, nonché applicando il connesso principio di proporzionalità secondo cui la pubblica amministrazione deve adottare la soluzione idonea ed adeguata comportante il minor sacrificio possibile per gli interessati.

Tale principio si risolve, in sostanza, nell'affermazione secondo cui le autorità comunitarie e nazionali non possono imporre, sia con atti normativi, sia con atti amministrativi, obblighi e restrizioni alle libertà del cittadino in misura superiore, cioè sproporzionata, a quella strettamente necessaria al pubblico interesse per il raggiungimento dello scopo che l'autorità è tenuta a realizzare (Cons. Stato, Sez. VI, n. 1885/2000; Cons. Stato, sez. V, n. 2087/2006).

A tali esiti si giunge anche facendo applicazione del principio del divieto di aggravamento del procedimento di cui all’art. 1, comma 2, della legge n. 241/1990: “La pubblica amministrazione non può aggravare il procedimento se non per straordinarie e motivate esigenze imposte dallo svolgimento dell'istruttoria”.

In realtà occorre convenire che tale ultima disposizione deve essere letta più nella prospettiva del cittadino che in quella della pubblica amministrazione e mira ad escludere ogni forma di ingiusta afflizione, in carenza di straordinarie necessità istruttorie; laddove si è anche sottolineata la necessità di una valutazione particolarmente rigorosa del requisito della straordinarietà, pena il mancato rispetto della sfera giuridica del cittadino e dei valori di cui la persona è depositaria (artt. 2 e 3 Cost.) e la violazione del criterio del «servizio» alla collettività cui il funzionario è costituzionalmente astretto (art. 98 Cost.).

E non v’è chi non veda che, nel caso di specie, richiedere di presentare un nuovo certificato di idoneità psicofisica alla guida – e tanto più per cause non addebitabili agli interessati - si porrebbe in palese contrasto con i principi sopra detti, la presentazione documentale non assumendo – con tutta evidenza – alcun carattere di straordinarietà.

Del resto, così come il Ministero ha potuto esonerare i candidati dalla ripetizione dell’esame teorico, ben può non chiedere loro la presentazione di un nuovo certificato, naturalmente con l’eccezione delle attestazioni psicofisiche rilasciate per un periodo ridotto di tempo a causa di particolari patologie o minorazioni.

P.Q.M.

Il parere è reso nei termini di cui in motivazione.




L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Paolo Aquilanti Mario Luigi Torsello




IL SEGRETARIO
Giuseppe Testa



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