Dismissione delle partecipazioni azionarie detenute dal MIUR

Sezione dedicata alla libera circolazione di idee ed esperienze tra i diversi Corpi armati (e non) dello Stato.
Feed - PUNTO DI INCONTRO

Rispondi
panorama
Sostenitore
Sostenitore
Messaggi: 11549
Iscritto il: mer feb 24, 2010 4:23 pm

Dismissione delle partecipazioni azionarie detenute dal MIUR

Messaggio da panorama » sab ago 05, 2017 10:29 am

Dismissione delle partecipazioni azionarie detenute dal MIUR in società di ricerca.

Risposta al Quesito posto al CdS
------------------------------------------------------------------------------------------------------

PARERE ,sede di CONSIGLIO DI STATO ,sezione SEZIONE 2 ,numero provv.: 201701848 - Public 2017-08-04 -

Numero 01848/2017 e data 04/08/2017 Spedizione


REPUBBLICA ITALIANA
Consiglio di Stato
Sezione Seconda

Adunanza di Sezione del 26 luglio 2017

NUMERO AFFARE 01121/2015

OGGETTO:
Ministero dell'istruzione dell'università e della ricerca.

Dismissione delle partecipazioni azionarie detenute dal MIUR in società di ricerca. Quesito.

LA SEZIONE
Vista la nota del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Scientifica in data 30 giugno 2015 MIUR.AOODGRIC.REGISTRO UFFICIALE {U} 0013246, recante la relazione con cui si chiede il parere in oggetto;

Visto il parere interlocutorio della Sezione n. 2628, deliberato nell’adunanza del 15 luglio 2015;

Esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Gabriele Carlotti;


PREMESSO E CONSIDERATO.

1.) Nel formulare il quesito in oggetto, concernente l'interpretazione della normativa in materia di dismissione delle partecipazioni azionarie detenute da Amministrazioni dello Stato, il Ministero dell'istruzione, dell’università e della ricerca (MIUR), espone di essere tuttora detentore, tramite un istituto di credito, di quote di partecipazione in alcune società di ricerca, delle quali una congerie di disposizioni di legge, settoriali e generali, succedutesi nel tempo, hanno imposto la dismissione. Sul tema questa Sezione emise il parere n. 8485/2004, nell’adunanza del 10 novembre 2004, richiesto dallo stesso Ministero odierno richiedente; anche l'Avvocatura Generale dello Stato, nel 2011 si pronunciò sulla medesima materia.

Tuttavia, riferisce l’amministrazione, a seguito di alcune disposizioni legislative sopravvenute dopo il 2011, sarebbe divenuto necessario rivolgere al Consiglio di Stato un nuovo quesito, onde acquisire ulteriori indirizzi per lo svolgimento dell'azione amministrativa.

2.) Il Ministero riferente è attualmente titolare di partecipazioni azionarie al capitale delle seguenti sei società di ricerca:
1) SAGO s.p.a. in liquidazione, Firenze;
2) TECNOALIMENTI società consortile per azioni;
3) TECNOBIOMEDICA s.p.a. in liquidazione;
4) TECNOFARMACI società consortile per azioni in liquidazione;
5) TECNOGEN s.p.a. in liquidazione;
6) NEXT TECHNOLOGY (già TECNOTESSILE) s.r.l.
La titolarità di queste partecipazioni al capitale era considerata riconducibile agli strumenti di sostegno pubblico alle attività di ricerca industriale di cui alla legge 25 ottobre 1968, n. 1089, che aveva istituito il Fondo Speciale per la Ricerca Applicata (FSRA), prevedendo specifici meccanismi per il sostegno pubblico alle attività di ricerca svolte in ambito industriale. Tale Fondo, con una dotazione iniziale di 100 miliardi di lire, era stato istituito nel 1968 presso l'Istituto Mobiliare Italiano (IMI), allora ente pubblico (poi confluito, a seguito di fusioni e incorporazioni, nella società SANPAOLO IMI, oggi INTESA SANPAOLO S.p.A.); le relative modalità di gestione erano state previste in un’apposita convenzione tra lo stesso istituto e il Ministero del Tesoro. Tra gli strumenti d’intervento disciplinati dalla richiamata legge del 1968, vi era, all'art. 4, comma 2, lettera a), la partecipazione, attraverso le risorse del FSRA, al capitale di società di ricerca costituite da enti pubblici economici, da imprese industriali o loro consorzi, con l'obiettivo di promuovere iniziative di ricerca e sviluppo in vari settori tecnologici, attraverso dei soggetti di raccordo tra la ricerca pubblica e le imprese.

Per questo scopo erano state dunque costituite nove società, attive nei settori biomedico, alimentare, tessile, nell'ambito dei quali la partecipazione del predetto FSRA rappresentava la quota relativamente maggioritaria. In seguito, la legge 17 febbraio 1982, n. 46, all'art. 2, comma 1, lettera d), nel definire una struttura organica degli interventi a sostegno della ricerca industriale, inserì tali società tra i soggetti ammissibili a beneficiare degli interventi stessi. In considerazione del fatto che l’ente gestore del FSRA è stato sino al 2000 l'Istituto SAN PAOLO IMI, che ha assicurato la presenza del Fondo nei vari organi societari attraverso propri rappresentanti. Con il decreto legislativo n. 297 del 27 luglio 1999 reso attuativo con il decreto ministeriale n. 593 dell'8 agosto 2000, dal 1° gennaio 2000 l'istituto SANPAOLO IMI perse il proprio ruolo di gestore unico delle risorse del FSRA (ora denominato FAR - Fondo per le Agevolazioni alla Ricerca), ruolo da quel momento assicurato direttamente dal Ministero anche attraverso soggetti bancari convenzionati. Peraltro, ciò comportò la necessità di sostituire negli organi delle predette società, i rappresentanti dell'IMI con rappresentanti del MIUR. Con l'art. 9, comma 1, del citato decreto legislativo n. 297/99, si impose alle società di ricerca di conformare il proprio statuto alle disposizioni del codice civile per le società di capitali comprendendo tra le attività anche le attività produttive nella dichiarata finalità di agevolare le dismissioni della partecipazione azionaria del Ministero. Nel 2006 il Legislatore dispose la confluenza del FAR in uno strumento agevolativo più ampio e comprensivo, il Fondo per gli Investimenti nella Ricerca Scientifica e Tecnologica (FIRST), istituito dall'art. 1, commi 870-874, della legge n. 296 del 27 dicembre 2006 (Finanziaria 2007) nello stato di previsione del MIUR. Con decreto legge n. 159 del 1° ottobre 2007, convertito con legge n. 222 del 29 novembre 2007, si stabilì, all'art. 13, comma 1, che per il triennio 2008-2010 si sarebbe provveduto all'attuazione del medesimo comma 873 istitutivo del FIRST attraverso l'emanazione di un apposito decreto del MIUR di natura non regolamentare, da emanare entro il 30 novembre 2007. Con l'art. 30 e seguenti del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 recante “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo", convertito con legge 7 aprile 2012, n. 35, sono state introdotte alcune misure di semplificazione delle procedure istruttorie, valutative, di spesa e di controllo nel settore della ricerca, agendo direttamente sul d.lgs. n. 297/99 attraverso la modifica di alcune sue disposizioni, con riguardo ad alcuni specifici elementi dell’istruttoria: i soggetti ammissibili (art. 2), le attività finanziabili (art. 3), le modalità di attuazione degli interventi (art. 6), i servizi e consulenza per il Fondo (art. 7). Il decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, recante "Misure urgenti per la crescita del Paese" (c.d. Decreto Sviluppo I), convertito con legge 7 agosto 2012 n. 134, agli articoli 61 e seguenti, abrogò espressamente il d.lgs. n. 297/1999, prevedendo contestualmente l'introduzione di una nuova disciplina-quadro del sistema delle agevolazioni alla ricerca di competenza del MIUR, nell'ambito del più ampio strumento del FIRST. Il decreto ministeriale 19 febbraio 2013, n. 115 recante le "Modalità di utilizzo e gestione del Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica” (FIRST) convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, introdusse la nuova disciplina, fra l'altro, delle agevolazioni erogate dal MIUR a valere sul Fondo Agevolazioni alla Ricerca (FAR), nel l'ambito del FIRST.

Con l'art. 1, comma 569, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 fu differito il termine per la cessione, da parte delle regioni, enti locali ed altri enti pubblici delle partecipazioni in società aventi ad "oggetto attività di produzione di beni e di servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali", termine che pertanto sarebbe scaduto quattro mesi dopo la data di entrata in vigore della legge di stabilità 2014, decorso il quale la partecipazione non alienata mediante procedura di evidenza pubblica sarebbe cessata ad ogni effetto. Nei 12 mesi successivi alla cessazione, poi, la società sarebbe tenuta a liquidare "in denaro il valore della quota del socio cessato in base ai criteri stabiliti all'art. 2437 ter, secondo comma, del codice civile". L'art. 1, comma 611, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 previde che le regioni, le province, i comuni, le camere di commercio, le università e gli istituti di istruzione universitaria pubblici e le autorità portuali, con decorrenza dal 1° gennaio 2015, attivassero un processo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie direttamente o indirettamente possedute. Il decreto-legge 6 luglio 2015, n. 95 dettò poi una specifica disciplina in materia di "Riduzione di spese, messa in liquidazione e privatizzazione di società pubbliche".

3.) Tanto premesso, riferisce il Ministero che a tutt’oggi quattro delle citate sei originarie società di ricerca sono state poste in liquidazione (SAGO, TECNOFARMACI, TECNOBIOMEDICA, TECNOGEN). Le uniche società operative sono la TECNOALIMENTI (società consortile per azioni, con sede in Milano) e la NEXT TECHNOLOGY (società a responsabilità limitata, con sede in Prato). L'iter avviato nel 2006 per la dismissione delle partecipazioni è tuttora pendente, ed ancora allo stato iniziale, essendosi verificati avvicendamenti negli organi preposti alla competenza gestoria della procedura, in seno sia al Ministero dell'Istruzione, dell’Università e della Ricerca che al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Quindi, al fine di valutare modalità e termini per l'effettiva prosecuzione dell'iter dismissivo, ancora allo stadio iniziale, nonché di rilevare l'intervenuta, o meno, cessazione ad ogni effetto ope legis delle partecipazioni in forza del meccanismo risolutorio previsto dalla legge di stabilità 2014, sono rivolti i seguenti quesiti, la cui problematica deriva sostanzialmente dalla complicata e copiosa successione nel tempo delle disposizioni di legge intervenute in materia:

a) se l'art. 9 del d.lgs. n. 297/1999 debba ritenersi abrogato in forza dell'entrata in vigore del d.m. n. 115/2013; nell'ipotesi affermativa, se la procedura dismissiva prevista da tale disposizione di settore per il MIUR, non ancora iniziata, debba ritenersi preclusa;

b) se debba comunque darsi luogo alla procedura dismissiva delle partecipazioni detenute dal MIUR in forza dell'applicazione delle disposizioni di legge di carattere generale, antecedenti o successive all'art. 9 del d.lgs. n. 297/1999; nell'ipotesi affermativa, quali siano le disposizioni applicabili e le modalità dismissive da ritenersi più idonee, fra quelle individuate dalle richiamate leggi, anche alla luce delle singole peculiarità delle società di ricerca, tenuto conto che alcune sono pienamente operative (TECNOALIMENTI, NEXT TECHNOLOGY) mentre le altre sono in liquidazione (SAGO, TECNOFARMACI, TECNOBIOMEDICA, TECNOGEN);

c) se sia o meno operativo e con quali conseguenze, per le partecipazioni azionarie in capo al MIUR, il meccanismo risolutorio contemplato dalla legge di stabilità 2014 per l'ipotesi in cui l'alienazione delle partecipazioni stesse non sia stata perfezionata, come nel caso di specie, e se le stesse siano pertanto da considerarsi cessate ad ogni effetto; ove tale ipotesi debba ritenersi verificata, quali siano le procedure dichiarativo/ricognitive delle partecipazioni azionarie del MIUR così cessate;

d) se debba operarsi una diversa considerazione e trattamento giuridico per le società in bonis e operative rispetto a quelle in stato di liquidazione; e se in merito sussistano profili di tutela dell'erario pubblico suscettibili di esame e valutazione da parte degli organismi contabili;

e) se si possa e debba invocare l'applicazione delle specifiche disposizioni di legge che limitano la facoltà di sottoscrivere aumenti di capitale, in via ricostituzione del medesimo ai sensi dell'art. 2482 c.c., per il caso di NEXT TECHNOLOGY s.r.l., a fronte della riduzione del capitale sociale al di sotto del terzo, finora prospettata ma non ancora dichiarata (assemblea sociale del 15 giugno 2015).

4.) Con il parere interlocutorio indicato nel preambolo, la Sezione ha rilevato in via preliminare la necessità di acquisire sull’articolata serie di quesiti posti al suo esame il preventivo avviso del Ministero dell’economia e delle finanze (MEF), tenuto soprattutto conto della competenza generale di quest’ultimo Dicastero in materia di dismissioni di partecipazioni statali e degli enti pubblici, com’è appunto evidente dal fatto che su tutti i provvedimenti amministrativi e normativi citati dal Ministero riferente, vi sia stata a vario titolo la partecipazione del MEF. Per l’effetto è stata sospesa l’espressione del parere in attesa dell’adempimento richiesto in motivazione.

5.) Il MEF ha ottemperato all’adempimento disposto con il sunnominato parere interlocutorio inviando tre note, rispettivamente, del 21 aprile 2017, a firma del Capo dell’Ufficio legislativo – Economia (MEF), del 3 aprile 2017, a firma del Direttore generale del Tesoro, del 19 aprile 2017, a firma del Ragioniere generale dello Stato. In sintesi, con le ridette note gli Uffici del MEF hanno convenuto che i quesiti a suo tempo formulati dal MIUR sono stati superati dal rinnovato quadro normativo rappresentato dal d.lgs. 19 agosto 2016, n. 175, recante il “Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica”, modificato – in epoca successiva all’invio delle suddette note – dal d.lgs. 16 giugno 2017, n. 100. Ed invero, con l’entrata in vigore del suddetto decreto legislativo, che contiene disposizioni integrative e correttive del d.lgs. 19 agosto 2016, n. 175, è stata avviata l’acquisizione in via telematica delle comunicazioni sull’esito della revisione straordinaria delle partecipazioni pubbliche, prevista dal novellato art. 24 del d.lgs. n. 175/2016. Ciascuna Amministrazione (incluso il MIUR) dovrà effettuare, entro il 30 settembre 2017, con provvedimento motivato, la ricognizione di tutte le partecipazioni detenute, direttamente o indirettamente, al 23 settembre 2016, individuando quelle che, ai sensi di quanto previsto, debbano essere alienate ovvero oggetto di misure di razionalizzazione.

6.) Alla stregua di quanto sopra considerato e rilevato altresì che gli Uffici del MEF, nelle note sopra menzionate, hanno ravvisato l’opportunità di avviare uno specifico tavolo di lavoro con il MIUR, al fine di individuare il concreto percorso da seguire per la migliore tutela dell’interesse dell’Erario, la Sezione reputa venuta meno la necessità di rispondere al quesito in oggetto, a meno che il MIUR non segnali tempestivamente eventuali, specifici, residui profili di interesse all’esame.

P.Q.M.

Nei sensi di cui alla suestesa motivazione è il parere della Sezione.



L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Gabriele Carlotti Gerardo Mastrandrea




IL SEGRETARIO
Roberto Mustafà



Rispondi