CRISI DI GOVERNO: QUALE FUTURO PER L'ITALIA?

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MEGLIO ELEZIONI ANTICIPATE O GOVERNO A TEMPO PER LA RIFORMA ELETTORALE?

Sondaggio concluso il lun feb 04, 2008 11:57 pm

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CRISI DI GOVERNO: QUALE FUTURO PER L'ITALIA?

Messaggio da Admin » ven gen 25, 2008 11:24 pm

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Roma, 24 gen - L'Aula del Senato ha respinto la fiducia al governo Prodi. Favorevoli 156, contrari 161 e 1 astenuto, che vale come voto contrario. Pesenti 319, votanti 318 maggioranza 160.

Contro il governo hanno votato, oltre agli esponenti del centrodestra, anche: Mastella, Barbato, Fisichella, Turigliatto e Dini.
Non ha invece partecipato al voto il senatore a vita Giulio Andreotti, mentre gli altri cinque senatori a vita presenti in Aula hanno dato il loro sostegno al governo.


DA KABUL A CEPPALONI, 20 MESI VISSUTI PERICOLOSAMENTE

A FINE LUGLIO 2006 LA PRIMA CREPA CON IL SI' ALL'INDULTO

Politica estera, Welfare, caso Speciale, Cda Rai, giustizia, emergenza rifiuti e per ultimo il caso Mastella: da Kabul a Ceppaloni, fatale al Professore, il cammino del secondo governo Prodi dal 17 maggio del 2006, da quando cioe' l'esecutivo ha giurato nelle mani del presidente della Repubblica, si e' rivelato in piu' di una occasione un percorso a ostacoli.
Soprattutto, ma non solo, a causa di una convivenza irta di difficolta' con la sinistra radicale che ha vissuto uno dei momenti piu' critici con la manifestazione sul Welfare del 20 ottobre dello scorso anno, accompagnata da roventi polemiche alll'interno della maggioranza.

Prima spina nel fianco per l'esecutivo numero due del Professore il 30 giugno di due anni fa. In questo caso la sinistra radicale non c'entra: a scagliarsi contro l'esecutivo sono i liberi professionisti e soprattutto i tassisti per la prima 'lenzuolata' del ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani sulle liberalizzazioni. Meno di un mese dopo, il 27 luglio, la Camera approva l'indulto e la maggioranza si spacca: l'Italia dei valori di Di Pietro vota contro, il Pdci di Diliberto si astiene. Dopo la pausa estiva una brutta sorpresa per la maggioranza e per il governo: il senatore dell'Idv Sergio De Gregorio lascia il partito di Di Pietro e si svincola dall'Unione, rendendo ancor piu' critica la situazione a palazzo Madama dove il centrosinistra puo' contare su un margine esiguo di voti.

Una settimana dopo palazzo Chigi smentisce un presunto coinvolgimento del governo nella pianificazione delle operazioni condotte dal gruppo Telecom. Il 18 settembre Angelo Rovati si dimette da consigliere della presidenza del Consiglio.

NEL FEBBRAIO 2007 L'ESECUTIVO VA SOTTO AL SENATO SU POLITICA ESTERA

A meta' novembre nuove frizioni con la sinistra radicale: il premier Prodi critica la presenza del segretario del Pdci Oliviero Diliberto al corteo del giorno prima per la Palestina: "basta giocare con la piazza". Piu' in la', pero', il 'gioco' con la piazza si fara' ancora piu' duro. Un mese dopo, fischi e contestazioni per il presidente del Consiglio in visita al Motor Show di Bologna, la sua citta'.

A fine gennaio 2007 nuova polemica, stavolta con l'Udeur di Clemente Mastella: la Camera approva la mozione dell'Unione sulle coppie di fatto (la questione, comunque, e' parte integrante del programma di governo), ma il gruppo parlamentare del Campanile vota con la Cdl. L'esito del voto spiana la strada al Ddl Bindi- Pollastrini, che sara' anch'esso al centro di contrasti. Il 21 febbraio, al Senato, la risoluzione della maggioranza sulle linee di politica estera del governo, con particolare riferimento alla presenza italiana nelle forze Nato operanti in Afghanistan, non raggiunge il quorum, anche per l'astensione di due senatori della sinistra radicale, Fernando Rossi del Pdci e Franco Turigliatto di Rifondazione.

Il presidente del Consiglio e' costretto a salire al Quirinale per rimettere il proprio mandato nelle mani del presidente della Repubblica. Si astengono due senatori della sinistra radicale, Fernando Rossi del Pdci e Franco Turigliatto di Rifondazione. Tre giorni dopo, una volta concluso il giro di consultazioni, il presidente della Repubblica respinge le dimissioni di Prodi e del suo governo, rinviandolo alle Camere, dove ottiene la fiducia e puo' proseguire il mandato.

NEL LUGLIO 2007 SCOPPIANO I CASI SPECIALE FORLEO E DE MAGISTRIS

A meta' luglio, durante il voto sulla riforma della giustizia il governo esprime la propria contrarieta' su un emendamento presentato dal senatore ulivista Roberto Manzione, ma l'emendamento passa e il governo e' battuto. Intanto scoppia il caso Speciale, il generale della Guardia di Finanza al quale il vice ministro dell'Economia Vincenzo Visco aveva chiesto la sostituzione di 4 alti ufficiali, alcuni dei quali gia' impegnati nella vicenda Unipol. Speciale verra' destituito dal ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa e rifiutera' la nomina alla Corte dei Conti.

Intanto le Camere sono investite dal ciclone intercettazioni: Il giudice Clementina Forleo trasmette al Parlamento le trascrizioni di 68 delle intercettazioni sulle scalate di Antonveneta, Bnl e Rcs. E chiede l'autorizzazione ad utilizzarle nel procedimento penale. Cita D'Alema, Fassino, Latorre (Ds), Comincioli, Cicu e Grillo (Fi): "Altro che tifosi -scrive il giudice- i politici erano complici". Ma il ministro della Giustizia Clemente Mastella replica: "Il comportamento della Forleo e' singolare. Il magistrato ha potenzialmente leso i diritti e l'immagine di soggetti estranei al processo".

Ancora frizioni tra governo e magistratura a settembre quando il ministro Guardasigilli chiede al Csm il trasferimento del sostituto procuratore di Catanzaro Luigi De Magistris (che aveva iscritto nel registro degli indagati il premier Prodi per abuso d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta 'toghe lucane') per 'anomalie' nella gestione del fascicolo dell'inchiesta. Il 3 ottobre, con 157 no, 156 si' e un astenuto, viene respinta una mozione di sfiducia contro Visco presentata da La Destra e fatta propria dall'intera Cdl. Il 20 ottobre si svolge a Roma la manifestazione sul Welfare, preceduta, accompagnata e seguita da roventi polemiche all'interno della maggioranza per la presenza di leader della sinistra radicale al corteo che ha attraversato le strade della Capitale.

NEL NOVEMBRE 2007 IL 'NODO' PETRONI E L'ULTIMATUM' DI DINI

A novembre ancora tensioni per il governo e la maggioranza: il Tar del Lazio accoglie il ricorso di Angelo Maria Petroni contro la sua sostituzione in seno al Consiglio di amministrazione della Rai, avvenuta a settembre. Al posto di Petroni era stato nominato Fabiano fabiani, su richiesta dell'azionista Rai, il ministero dell'Economia. A dicembre nuove polemiche investono il governo sul caso Speciale: il Tar del lazio accoglie il ricorso con il quale l'ex generale della Gdf, che comunque si dimettera', contestava la legittimita' della sua revoca.

A meta' novembre ancora malumori nella maggioranza che sostiene il governo: mentre il Senato approva la finanziaria, il leader dei Liberaldemocratici Lamberto Dini sottolinea la necessita' di una nuova fase politica. Poche settimane dopo annuncera' un programma 'alternativo' sulle linee di politica economica dell'esecutivo da discutere al vertice di maggioranza in programma per l'inizio del nuovo anno.

Il 5 dicembre, il presidente della Camera Fausto Bertinotti, in un'intervista, parla di fallimento dell'esperienza di governo, anche se il peso delle sue dichiarazioni diminuira' qualche giorno dopo quando lo stesso Bertinotti dira' che l'esecutivo guidato da Prodi "e' nato per durare cinque anni". A fine dicembre, dopo l'approvazione della finanziaria da parte del Senato ancora polemiche, dopo le parole di Napolitano che giudica "abnorme" il ricorso ad un numero eccessivo di voti di fiducia (il governo Prodi ne ha fin qui chieste 30).

IL 2008 SI APRE COL CASO MASTELLA CHE SPINGE VERSO LA CRISI

Il 10 gennaio 2008 il clima politico sembra piu' disteso dopo la riuscita del vertice di maggioranza, ma 6 giorni dopo esplode il caso Mastella: il ministro annuncia alla camera le sue dimissioni dopo l'ordinanza di arresti domiciliari per la moglie Sandra Lonardo firmata dal gip di Santa Maria Capua Vetere nell'ambito dell'inchiesta sulla sanita' campana. Nella stessa giornata il ministro Guardasigilli viene indagato per concussione. Il presidente del Consiglio respinge le dimissioni di Mastella, che tuttavia il giorno successivo conferma la volonta' di lasciare il governo. Prodi assume l'interim della Giustizia, mentre l'Udeur annuncia l'appoggio esterno all'esecutivo.

Intanto si aggrava l'emergenza rifiuti in Campania. Viene nominato un nuovo commissario straordinario, l'ex capo della Polizia Gianni De Gennaro, che prende il posto Alessandro Pansa, a sua volta successore di Guido Bertolaso. L'ex ministro Mastella dice di voler staccare definitivamente la spina, annunciando che non sara' al Senato per il voto sulla mozione di sfiducia presentata dall'opposizione nei confronti del ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio.

Il premier Prodi chiede la fiducia alle Camere. Una fiducia 'sostanziale', come spiega il ministro per i rapporti con il Parlamento Vannino Chiti: "un voto sugli ordini del giorno.
Politicamente equivale la fiducia ma non e' formalmente la fiducia".
Fiducia, appunto, sostanziale. Che il Senato,pero', non ha accordato.



Canossa

Re: CRISI DI GOVERNO: QUALE FUTURO PER L'ITALIA?

Messaggio da Canossa » dom gen 27, 2008 1:15 pm

Anche io penso che non sarebbe una bella cosa trascinare il paese in una crisi peggiore di quella attuale.
Una legge elettorale che dia ordine e che faccia piazza pulita di tutti i partitini (oppure li costringa a coesistere in uno più grande), credo sia la soluzione migliore.

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