art. 54 per arruolati anni 1981/2/3 arruolati 1984?

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angri62
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Re: art. 54 per arruolati anni 1981/2/3 arruolati 1984?

Messaggio da angri62 » mer ott 03, 2018 3:55 pm

salvo8696 ha scritto:
lino ha scritto:
salvo8696 ha scritto:82° corso effettivo, inizio 15.10.1982... sono fuori per pochi mesi
Fuori per cosa se sei 1982??

Lino, per gli arruolati nella Polizia di Stato successivamente al 25.06.1982 il calcolo sulla base pensionabile viene fatto come per i dipendenti civili dei vari Ministeri e non al 44% prevista per i militari.
Quindi tra me e un Carabiniere arruolato lo stesso giorno, lo stesso mese e lo stesso anno, avremo una differenza sulla pensione (se non erro e correggetemi se sbaglio) di circa € 150,00 in meno per me.
Ecco perché per 4 mesi avrò un trattamento pensionistico meno favorevole rispetto ai militari.

...e pensare che al corso il personale del magazzino VECA, dopo averci consegnato le mimetiche con gli alamari con le stellette, ci dissero pomposamente: "Togliete le stellette e mettete le RI al loro posto".
In effetti la smilitarizzazione fu giustamente accolta come una grande conquista, ma qualcosa bisognava pur pagarla... pazienza...
===ci sono sostanziali differenze in base alla data di arruolamenti\assunzione per la base pensionabile;
Ruolo
Agenti
Assistenti
Sovrintendenti
Ispettori
PERSONALE DELLA POLIZIA DI STATO
Assunto prima del 25/06/1982
15 anni 35 % + 5 anni 9 %
Totale: 20 anni 44 %
Fino al 31/12/1997 3,60 % annuo
Dal 1/1/1998 al 31/12/2011 2 % annuo (art.8 D.lgs. 165/97)
Dal 1/1/2012 Contributivo pro-rata
Opera il disposto dell’art.7, c.1 della legge 569/1982, che prevede l’applicazione della legge
3 novembre 1963, n.1543 Tali criteri non si applicano al personale dirigente e direttivo
Ruolo
Agenti
Assistenti
Sovrintendenti
Ispettori
PERSONALE DELLA POLIZIA DI STATO
Assunto dopo il 25/06/1982
15 anni 35 % + 5 anni 9 %
Totale: 20 anni 44 %
Fino al 31/12/2011 1,80 % annuo
Dal 1/1/2012 Contributivo pro-rata

Vale anche per la polizia penitenziaria pre\post riforma 90\91



panorama
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Re: art. 54 per arruolati anni 1981/2/3 arruolati 1984?

Messaggio da panorama » mer ott 03, 2018 6:20 pm

Ragazzi scusate, non è difficile capire il prima e il dopo, se si è transitati nell'ordinamento "civile", ogni commento è superfluo per i giudici.

La sentenza che ho postato riporta questi dati sul collega PolStato.
----------------------------------------------------------------------------------

1) - incorporato nel Comparto Sicurezza della Polizia di Stato dal 5.12.1981

2) - In virtù della l. 121 del 1981, la Polizia di Stato è stata smilitarizzata divenendo, a far data dal 25 giungo 1982, …..

3) - Pertanto, il sig. …., in qualità di personale della Polizia di Stato già ad ordinamento militare e ora civile, è transitato e rientra, ad ogni effetto giuridico , nei ruoli ad ordinamento "civile" di detto personale, nonostante la sua precedente appartenenza e provenienza dal disciolto Corpo delle Guardie di P.S..

4) - Conseguentemente, ai fini della determinazione della misura della pensione ordinaria, nei suoi confronti non possono trovare applicazione le invocate disposizioni normative contenute negli artt. 52, 53 e 54 del TU n. 1092/73, trattandosi di norme pensionistiche che riguardano il personale assoggettato all’ordinamento "militare".

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Re: art. 54 per arruolati anni 1981/2/3 arruolati 1984?

Messaggio da angri62 » mer ott 03, 2018 7:31 pm

panorama ha scritto:Ragazzi scusate, non è difficile capire il prima e il dopo, se si è transitati nell'ordinamento "civile", ogni commento è superfluo per i giudici.

La sentenza che ho postato riporta questi dati sul collega PolStato.
----------------------------------------------------------------------------------

1) - incorporato nel Comparto Sicurezza della Polizia di Stato dal 5.12.1981

2) - In virtù della l. 121 del 1981, la Polizia di Stato è stata smilitarizzata divenendo, a far data dal 25 giungo 1982, …..

3) - Pertanto, il sig. …., in qualità di personale della Polizia di Stato già ad ordinamento militare e ora civile, è transitato e rientra, ad ogni effetto giuridico , nei ruoli ad ordinamento "civile" di detto personale, nonostante la sua precedente appartenenza e provenienza dal disciolto Corpo delle Guardie di P.S..

4) - Conseguentemente, ai fini della determinazione della misura della pensione ordinaria, nei suoi confronti non possono trovare applicazione le invocate disposizioni normative contenute negli artt. 52, 53 e 54 del TU n. 1092/73, trattandosi di norme pensionistiche che riguardano il personale assoggettato all’ordinamento "militare".
===caro panorama, si voleva solo evidenziare che comunque ci sono differenze trattamentali pensionistiche al netto della sentenza. i giudici non sono infallibili.

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Re: art. 54 per arruolati anni 1981/2/3 arruolati 1984?

Messaggio da panorama » gio ott 04, 2018 8:03 pm

I giudici non sono infallibili, in quanto da un giudice ad altro cambia il modo di pensare e di veduta ed è per questo che se uno vuole vedere ancora più chiaro deve fare Appello, così come avviene per ogni sconfitta.

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Re: art. 54 per arruolati anni 1981/2/3 arruolati 1984?

Messaggio da guidoreni » ven ott 05, 2018 11:15 am

...ma "panorama", ricorda o no, le prime sentenze relative all'art. 54, che venivano puntualmente rigettate dalle varie sezioni giurisdizionali della Corte dei Conti?

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Re: art. 54 per arruolati anni 1981/2/3 arruolati 1984?

Messaggio da panorama » ven ott 05, 2018 12:09 pm

certo che mi ricordo e che poi c'è stata una inversione di marcia, però in tutto questo, si sono registrati degli appelli che verranno discussi l'anno prossimo e fino a tale pronunciamento non vi è alcuna certezza.

Nettuno64fm
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Re: art. 54 per arruolati anni 1981/2/3 arruolati 1984?

Messaggio da Nettuno64fm » mar ott 30, 2018 3:46 pm

Scusatemi se approfitto della Vostra consulenza, ma essendo entrato in Marina a gennaio 1981 fino a gennaio 1993 e poi da marzo 1993 sono nella Polizia di Stato, potrò beneficiare dell'art. 54 DPR 1092/73, visto che ho presentato la domanda di pensione di anzianita' per fine 2018?
Grazie

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Re: art. 54 per arruolati anni 1981/2/3 arruolati 1984?

Messaggio da panorama » ven nov 09, 2018 1:15 am

In relazione all'oggetto allego una lettera di chiarimenti dell'INPS sull'art. 54 in cui spiega come vengono fatti i calcoli e a chi spetta o meno, inoltre, la stessa è stata inviata al Min.Int. e ad alcune sigle Sindacali della Polizia di Stato ove parla anche del Disciolto Corpo Guardia di P.S. e della PolStato.

vedi allegato
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domenico69
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Re: art. 54 per arruolati anni 1981/2/3 arruolati 1984?

Messaggio da domenico69 » sab nov 10, 2018 10:22 am

panorama ha scritto:
ven nov 09, 2018 1:15 am
In relazione all'oggetto allego una lettera di chiarimenti dell'INPS sull'art. 54 in cui spiega come vengono fatti i calcoli e a chi spetta o meno, inoltre, la stessa è stata inviata al Min.Int. e ad alcune sigle Sindacali della Polizia di Stato ove parla anche del Disciolto Corpo Guardia di P.S. e della PolStato.

vedi allegato
Buongiorno gentilissimo Panorama. Avresti cortesemente copia della lettera che hai pubblicato, completa di data ed eventuale protocollo? Poiché quella pubblicata ne è priva. Grazie. Domenico.

panorama
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Re: art. 54 per arruolati anni 1981/2/3 arruolati 1984?

Messaggio da panorama » dom dic 02, 2018 8:56 pm

Allego un (vecchio) Parere del CdS datato 2001


Oggetto: - Ministero dell’Interno. Criteri per il calcolo delle pensioni ordinarie - problematiche.



Tra le diverse situazioni del prima e del dopo disciolto Corpo della Polizia, all'ultimo punto 2 tra l'altro si legge:

Le osservazioni sopraesposte, e la certa inapplicabilità della disciplina transitoria di cui alla legge 121 del 1981 al personale riammesso in servizio ai sensi della legge n. 39 del 1981 esclude, altresì la possibilità che i servizi prestati dagli interessati al di fuori dell'amministrazione e ricongiunti ai sensi della legge n. 29 del 1979 siano suscettibili di essere valorizzati ai sensi dell'art. 54 del T.U. n. 1092 del 1983, e cioè con l'applicazione della percentuale di aumento del 3,60%, (art. 54, sesto comma d.P.R. n. 1092 del 1973), già prevista dal cennato art. 6 della legge n. 1543 del 1963. Ai soggetti cui si riferisce il quesito prospettato dal Ministero dell'Interno va, infatti, applicato l'ordinamento del personale della Polizia di Stato; e per la Polizia di Stato il d.l. 21 settembre 1987 n. 387, nel testo risultante dalla legge di conversione 20 novembre 1987 n. 472, ha previsto l'applicazione ai soli fini dell'acquisizione del diritto al trattamento di pensione, dell'art. 52 e non anche dell'art.54 del d.P.R. n. 1092 del 1973.


vedi allegato
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firefox
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Re: art. 54 per arruolati anni 1981/2/3 arruolati 1984?

Messaggio da firefox » lun dic 03, 2018 12:04 pm

E se il quesito fosse stato posto solo così:

si chiede di conoscere se i servizi prestati dagli interessati al di fuori dell'Amministrazione
e ricongiunti ai sensi della legge n.29 del 1979, siano suscettibili di essere valorizzati ai sensi
dell'art. 54 del T.U. sulle pensioni, approvato con d.P.R. n. 1092 del 1973


senza fare nessun specifico riferimento alla alla legge 121/81, cessazioni e riammissioni in servizio e magari senza nessun specifico riferimento alla PS, ma per tutta le generalità dei Corpi dello Stato :?:

crivar963
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Re: art. 54 per arruolati anni 1981/2/3 arruolati 1984?

Messaggio da crivar963 » lun dic 03, 2018 9:35 pm

l'ho copiato da un sindacato magari qualcuno di voi ne sa di piu io non è che ho capito molto, penso comunque sia utile come spunto di discussione


Sentenza della Corte dei Conti - Sezione Prima Giurisdizionale Centrale di Appello- Art. 54 del D.P.R.
n.1092 del 1954 Riportiamo il testo della lettera inviata, il 29 novemvre 2018, al Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Giuseppe Conte, al Ministro dell’Interno Sen. Matteo Salvini e al Ministro per la Semplificazione e della Pubblica Amministrazione On.le Giulia Bongiorno.
Come è noto da alcuni anni si registra un crescente ricorso alle varie Corti dei Conti Regionali da parte di militari che rivendicano una interpretazione dell’art. 54 comma 1 del DPR 1092/1973 in distonia con i criteri ermeneutici applicati dall’INPS.
Si è, così, formata, nel tempo, una variegata (rectius:contrastante) giurisprudenza che da una parte non riconosce le ragioni dei ricorrenti rigettandone i ricorsi (passim: sez. Veneto,sent. N. 46 del 2018, sez. Piemonte. sent. 63 del 2018) mentre dall’altra le ritiene fondate, delibando favorevolmente (ex
multis: sez. Toscana. sent. 261 del 19.10.2018; sez. Sardegna, sent. n.2 del 4.1.2018; sent. n.68 del 04.04.2018; sez.Calabria, sent. n.206 del 17.09.2018, sent. n.53 del 20.04.2018; sez. Liguria n.272 del 18.10.2018; sez. Friuli Venezia Giulia, sent. n.67 del 20.07.2018; sez. Lombardia, sent. n.130 del 27.06.2018; sez. Puglia, sent. n.447 del 29.05.2018; Lombardia, sent. n.191 e 130 del 2018).
Ciò ha fatto sì che si creasse il convincimento che il ricorso alla Corte dei Conti potesse atteggiarsi come una sorta di lotteria dal momento che, a seconda della competenza giurisdizionale e della latitudine, l’istanza dei ricorrenti poteva trovare accoglimento o reiezione.
A tale situazione ha posto rimedio la Sentenza n.422/2018 della Corte d’Appello della Corte dei Conti di Roma che, con una decisione destinata a segnare un solco profondo sulla querelle fissa, inconfutabilmente,i principi ed i criteri entro i quali deve essere interpretato il predetto art.54 comma1. Secondo quanto statuito dal predetto Organo Giudicante, la legge numero 335/1995, art. 1 comma 13, ha fatto salva, in regime transitorio, a favore dei dipendenti che avevano maturato, alla data del 31 dicembre 1995, un anzianità contributiva di oltre 18 anni, la liquidazione della pensione
secondo la normativa vigente in base al sistema retributivo. Per i dipendenti che, alla medesima data, avevano un anzianità inferiore, il trattamento pensionistico è attribuito con il cosiddetto sistema misto (retributivo/contributivo), in cui le quote di pensione relative alle anzianità acquisite anteriormente al 31 dicembre 1995 vengono calcolate secondo il sistema retributivo previgente, mentre la quota di pensione riferita alle anzianità successivamente maturate sono computate secondo il sistema contributivo.
Ed ancora.
Sempre secondo il Giudice di Appello, il sistema retributivo previgente prevedeva il calcolo della pensione con riguardo all’ultima retribuzione in relazione all’anzianità maturata fino al 31.12.1992 e con riguardo alla media delle retribuzioni degli ultimi anni in relazione all’anzianità maturata sino al 31.12.1995: da tale sotto-calcolo scaturiscono per il ricorrente due distinte quote di pensioni, A e B, entrambe calcolate con il sistema retributivo.
Ciò premesso, l’articolo 54 del d.p.r. n 1092/1973 dispone, ai primi due commi che “la pensione spettante al militare che abbia maturato almeno 15 anni e non più di 20 anni di servizio utile è pari al 44% della base pensionabile, salvo quanto disposto nel penultimo comma del presente articolo. La percentuale di cui sopra è aumentata di 1,80% ogni anno di servizio utile oltre il ventesimo.”
Diversamente da quanto sostenuto dalla difesa dell’Inps che vorrebbe applicabile agli appartenenti al’Arma dei Carabinieri l’art.6 della legge nr. 1543/1963, invece dell’articolo 54, proprio l’INPDAP, nella circolare nr. 22 del 18.9.2009, con riferimento al personale dell’Arma dei Carabinieri, ha chiarito che “il computo dell’aliquota di pensione spettante al personale militare disciplinato dall’art 54 del Testo unico secondo cui la pensione spettante al militare che abbia maturato almeno 15 anni e non più di 20 di servizio utile è pari al 44% della base pensionabile aumentata di 1,80 % per ogni anno di servizio utile oltre il ventesimo (…) e non dall’art.6 della l. n.1543 del 1963
La disciplina di cui l’articolo 54, poi, non è affatto connotata dal carattere della specialità,
in quanto definisce i criteri di calcolo della pensione normale per tutti i militari, prescindendo dalle cause di cessazione dal servizio ed è applicabile, indistintamente, a tutti coloro che abbiano maturato la minima anzianità di servizio di 15 anni per accedere alla pensione, stabilita dal precedente art. 52, comma 1, del D.P.R. nr. 1092/1973. Quindi, è da ritenersi maggiormente aderente ad un corretto criterio ermeneutico, letterale e sistematico, un’interpretazione dell’articolo 54, nel senso che l’aliquota del 44% vada applicata a coloro che, alla data del 31 dicembre 1995 possiedono un’anzianità contributiva compresa tra i 15 ed i 20 anni. Il successivo comma che prevede che spetti al militare
l’aliquota del 1,80% per ogni anno di servizio oltre il ventesimo e disciplina, pertanto, l’ipotesi in cui il soggetto cessi dal servizio con anzianità maggiore di 20 anni, chiarisce, infatti, che la disposizione del comma 1 non può considerarsi limitata a coloro che cessino con un massimo di 20 anni di servizio.
Viene anche da considerare che il decreto legislativo nr. 165/1997 concernente le applicazioni al personale militare dell’armonizzazione prevista dalla legge nr. 335/1995, non ha escluso il richiamo dell’arti. 1, comma 12, di tale ultima legge al previgente sistema retributivo per la quota di pensione da calcolarsi con tale sistema, sistema che appunto prevedeva aliquote di rendimento differenti tra personale civile e personale militare. D’altra parte, non può escludersi l’applicazione della predetta norma sul presupposto della assenza di una specifica disposizione che indichi come ripartire l’aliquota del 44% tra i periodi maturati al 31.12.1992 e quelli maturati successivamente fino al 31.12.1995.
Orbene, sempre secondo le conclusioni della Corte dei Conti di Appello, escludere l’applicazione dell’aliquota complessiva del 44% perché si sostiene che è ricorrente non sia cessato dal servizio con un anzianità di servizio tra i 15 ed i 20 anni, ma con un’anzianità ben maggiore ed applicare invece l’aliquota prevista per i dipendenti civili dello Stato con 15 anni di servizio utili, costituisce una ingiustificata violazione del dettato normativo.
n definitiva, per i militari che, alla data del 31.12.1995, vantavano un’anzianità di servizio utile inferiore ai 18 anni, per i quali la pensione viene liquidata in parte secondo il sistema retributivo ed in parte con il sistema contributivo, per ciò che concerne la prima parte, continua a trovare applicazione la disposizione di cui all’art. 54 del d.p.r. n.1092/1973. Pertanto l’appello deve essere accolto con il riconoscimento del diritto del ricorrente alla riliquidazione della pensione, sin dalla originaria decorrenza, dando applicazione, per la parte di trattamento pensionistico calcolata con il sistema retributivo l’articolo 54 del DPR 1092/1973.De hoc satis. La pronuncia della Corte di Appello della Corte dei Conti apre uno squarcio non solo (e
non tanto) nel sistema previdenziale del mondo militare ma anche e soprattutto nell’intero sistema sicurezza dal momento che ha creato ed è destinata a creare fermento tra gli appartenenti alle forze di polizia ad ordinamento civile (Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria) che in ragione del principio di equiordinazione reclamano per una evidente sperequazione sotto il profilo previdenziale.
In tal senso val la pena rammentare, da ultimo, l’attività di riordino normativo dei ruoli delle Forze di Polizia con l’emanazione del D.Lgs. 126/2018 che modifica il D.Lgs. 95/2017 adottato nella precedente legislatura nel solco di un progetto di sostanziale equiordinazione all’interno dei comparti sicurezza e difesa nel rispetto dei principi di cui agli artt. 2, commi 1 e 3 comma 3 della legge 6 marzo 1992, n.216 e dei criteri direttivi di cui all’art. 8, comma 1 lettera a), nr. 1 della legge 7 agosto 2015, n.124 che affondano le radici nella L. 121/81.
Infatti, se de iure condito, alla luce dell’interpretazione giurisprudenziale esiste una evidente disparità di trattamento tra il personale militare e gli appartenenti alle forze di polizia ad ordinamento civile, non può essere revocato in dubbio che sia necessario ed inderogabile un intervento del legislatore finalizzato a sanare una sperequazione che oltre ad apparire iniqua dal punto di vista concettuale e giuridico darebbe luogo, con plausibile certezza, all’insorgere di un evitabile contenzioso che finirebbe per tristemente riecheggiare il ricorso pedissequo alle Sezioni territoriali della Corte dei Conti con un
inaccettabile aggravio di costi per l’erario dello Stato.

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Aquila
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Re: art. 54 per arruolati anni 1981/2/3 arruolati 1984?

Messaggio da Aquila » lun dic 10, 2018 2:44 pm

Buongiorno :D sperando di fare cosa gradita a tutti i colleghi, allego modulo x RICORSO e RILIQUIDAZIONE pensione, ai sensi dell'art. 54 DPR 1973, ovvero richiesta di ripristino di trattamento in quiescienza come Comparto Sicurezza e non come...impiegati civili che svolgeva le stesse funzioni dei CC ed a volte anke superiori, visto che, come previsto dal TULPS, rilasciavamo anche i porti d'armi et passaporti che loro...non potevano rilasciare.
Stavolta, visto che percepisco oltre 300 euro meno dei miei omologhi retributivi
...ricorrero' fino in fondo. :D

Ci sono solo due errori che si possono fare nel cammino verso il vero: non andare fino in fondo e non iniziare.
budha
art 54 1.jpg
art 54 2.jpg
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