Arrestato il Governatore della Basilicata PITTELLA Marcelllo

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Arrestato il Governatore della Basilicata PITTELLA Marcelllo

Messaggio da panorama » sab lug 07, 2018 8:45 am

da Tiscali

partito politico PD
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[L’inchiesta] “I raccomandati hanno fatto schifo ma devono passare”. La lista del governatore Pd, di vescovi e sottosegretari nei concorsi truccati

Trucchi, trucchetti, voti ritoccati, tracce delle prove scritte date in anticipo ai candidati che devono vincere, domande coordinate con i designati, verbali distrutti nel tritacarte, liste e suggelli dei potenti che scalzano quelli senza raccomandazione, i peggiori che vincono, i migliori che escono sconfitti, e perfino dottorati di ricerca per i figli come merce di scambio con consulenze fornite ai professori. Il lato nero del Paese.

“Tutti i raccomandati hanno fatto schifo, guarda, è una cosa vomitevole. Ma dimmi tu come faccio io, come xxxxxxx faccio…i vescovi, pure i vescovi”. A sfogarsi così, di fronte alla sua segretaria, mentre ha in mano le prove scritte di un concorso pubblico, è Maria Benedetto, direttrice amministrativa dell’Azienda sanitaria di Matera, finita ieri in manette nell’inchiesta sul giro di presunte clientele nella sanità lucana, che ha portato agli arresti domiciliari anche il governatore Pittella. Ignara che negli angoli del suo ufficio, ben mimetizzate, ci fossero microspie e microcamere piazzata dalla Guardia di Finanza, la Benedetto più volte si lascia andare a sfoghi, in preda a crisi nervose. “Io non posso”, si ribella a un certo punto, “questi mi fanno venire l’infarto”.

A mettere a dura prova i nervi della Benedetto sono le liste di raccomandati per i concorsi di cui lei è commissaria esaminatrice. Di due – quello per dirigente amministrativo dell’Asm e quello per 8 posti di assistente amministrativo riservato ai disabili presso la stessa Asl Materana – è presidente di commissione. Di un altro – un posto da dirigente amministrativo presso l’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico di Rionero – è commissario. A lei tocca il compito di “accontentare” le indicazioni che, secondo quanto ipotizzato dall’accusa dal Pm Salvatore Colella della Procura di Matera, avevano come referente principali il governatore Marcello Pittella e un suo uomo di fiducia nella sanità lucana, Pietro Quinto.

Proprio Quinto – finito agli arresti - è la figura chiave di questa inchiesta. Cinquantasei anni, nativo di Montalbano Jonico, residente a Policoro, è il direttore generale dell’Asm, la potente azienda sanitaria di Matera. L’ordinanza del Gip definisce Quinto, “uomo forte della sanità lucana. Uomo politico e della politica”. Per segnalare la sua capacità relazionale, l’ordinanza ricorda i 14mila contatti telefonici avuto dall’uomo in soli tre mesi di intercettazioni. Su quel telefono “bollente” chiamavano tutti: membri del governo (tra cui Filippo Bubbico, all’epoca sottosegretario agli Interni) parlamentari nazionali (come il senatore Pd Salvatore Margiotta che secondo gli inquirenti lo avrebbe avvisato di essere intercettato), consiglieri e assessori regionali, perfino alti prelati della Chiesa e infine, il suo punto di riferimento: Marcello Pittella, governatore della Basilicata, e definito dal Gip “deus ex machina di questa distorsione istituzionale nella sanità lucana”. L’uomo della “lista verde”, che ad ogni concorso finito nell’indagine inseriva i suoi raccomandati.

Sciacallaggio di potere
"La politica non più al servizio del bene collettivo ma a soddisfacimento dei propri bisogni di sciacallaggio di potere e condizionamento sociale”, scrive il giudice delle Indaginipreliminari, Angela Rosa Nettis. Politica che, secondo la valutazione del Tribunale di Matera, condiziona pesantemente la gestione delle Asl lucane e in particolar modo le procedure selettive per assumere personale nella sanità, allo scopo di ampliare il consenso elettorale e perfino di scambiare favori con politici di pari schieramento che governano regioni limitrofe, come la Puglia e la Campania. Un vero sistema di favori.

La solita Italia
E a leggere le 425 pagine dell’ordinanza del Gip Nettis, con tutta la mole di intercettazioni ambientali, telefoniche, con tutti i riscontri cartacei, non c’è sorpresa: piuttosto la conferma di una sensazione diffusa, ormai consolidata. La solita Italia dei favori. Eppure si solleva anche un’amarezza, come definitiva, senza redenzione. La perdita della speranza. Fanno davvero così, che concorriamo a fare? Trucchi, trucchetti, voti ritoccati, tracce delle prove scritte date in anticipo ai candidati che devono vincere, domande coordinate con i designati, verbali distrutti nel tritacarte, liste e suggelli dei potenti che scalzano quelli senza raccomandazione, i peggiori che vincono, i migliori che escono sconfitti, e perfino dottorati di ricerca per i figli come merce di scambio con consulenze fornite ai professori. Il lato nero del Paese.

Nessun santo
"Questo candidato – dice impunemente il presidente di una commissione di concorso - non ci ha nessun santo, non ha alcuna speranza di essere assunto…sì, sì, poverino che gli fai…”. È una lotta, riflettono tra loro i commissari, mentre si scambiano la lista “verde”, che tra loro dicono essere quella dei nomi di Pittella (il governatore non viene mai intercettato e compare solo perché nominato da terze persone) o dei nomi di altri. Perché a chiamare Quinto, e poi a cascata presidenti e commissari di esame, sono un poco tutti. Senatori, perfino alte autorità di pubblica sicurezza, e il segretario del Vescovo di Matera.

Lo scrupolo di coscienza
Ogni tanto, poi, agli esaminatori che alzano e abbassano i voti strategicamente, che si coordinano tra loro per trovare una coerenza, che si preoccupano dell’eventuale accesso agli atti degli esclusi, che cercano equilibri, senza sapere che tutta questa danza è oggetto di intercettazione, viene anche qualche scrupolo di coscienza. “Non è sponsorizzato da nessuno, questo”, dice sempre Maria Benedetto, la presidente di commissione di due concorsi. “Eppure ha fatto un bel lavoro”, dice uno dei commissari. “Ma vedi in che condizioni mi trovo io – si sfoga di nuovo la presidente -…siccome tu non sei sponsorizzato da nessuno, però rompi le palle a me che sono sponsorizzato da quello…io sto male, io sto veramente male”.

Il compito quasi perfetto
La Benedetto, successivamente, commentando un “compito quasi perfetto”, che è stato valutato 25, si lascia andare a un altro sfogo indicativo: “ma io per fare questa cosa sto malissimo – confida a una sua collega -, ma come una sorella, mi devi credere, non ci dormo la notte, ma non pensando a cosa può succedere ma proprio al mio intimo, come responsabile morale. Mi ribolle il sangue, fare schifo, ti fa vergognare, io preferisco premiare un poveretto che almeno studia qualcosa e lo supera…mi sento io un verme”.

Vincitori e vinti
Intanto, però, il piccolo gruppo avanzava, spulciava nomi dalla lista di segnalati, metteva le mani nelle carte, mandava indietro chi non aveva nessuno, portava avanti quelli “su cui c’era una esigenza” e alla fine vinceva chi doveva vincere. Riuscivano così a essere premiati anche un candidato con esperienze politiche nel Pd pugliese, e una campana, Lucia Esposito, che vince il concorso per dirigente di un Istituto per Rionero, prendendo venti su venti agli orali, scalzando tutti, proprio quando è senatrice del Pd, dopo varie esperienze di campagna elettorale per le regionali campane, sostenuta anche dai fratelli Pittella. Incroci della vita.

Svelati per caso
A svelare questo intreccio, che si ha il sospetto di essere comune a tante vicende locali di politica e burocrazia pubblica, è stato un piccolo accidente investigativo. L’11 luglio del 2016 alla Guardia di Finanza di Matera si presenta Antonio Antezza, ex dipendente Croce verde materana, per denunciare irregolarità contributive nella gestione delle cooperative di Matera per il trasporto infermi e dializzati. La finanza si attiva e indaga su un presunto giro di irregolarità amministrative. Per farlo, mette sotto controllo anche i telefoni di alcuni dirigenti dell’Asl di Matera. L’ascolto regala non poche sorprese. Ben presto, il filone Croci viene messo da parte ed emerge la rete definita dal Gip – a colpi di raccomandazioni, clientele, favori, santi in paradiso, prove truccate, aiutini e penalizzazioni per i figli di nessuno - come quella del “condizionamento della sanità pubblica da parte degli interessi privatistici e di vile asservimento a logiche clientelari politiche”. Trenta le persone colpite da provvedimento cautelare: due in cella, venti ai domiciliari, otto con obbligo di dimora. Chissà che non si possano un giorno riaprire quei concorsi e, alla fine, far vincere i migliori e far perdere i peggiori. Come sarebbe normale in un paese normale.

7 luglio 2018



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Re: Arrestato il Governatore della Basilicata PITTELLA Marce

Messaggio da panorama » sab lug 07, 2018 9:14 am

da Tiscali del 6 Luglio 2018
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La raccomandopoli del governatore Pd: “Dobbiamo accontentare tutti”. Le intercettazioni che incastrano Pittella

Il provvedimento nei confronti del presidente della Regione Basilicata è stato notificato dalla Guardia di Finanza che ha eseguito altre 29 misure restrittive nell'ambito di un'inchiesta sul sistema sanitario lucano

Marcello Pittella (Pd)


TiscaliNews

Il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella (Pd), è da questa mattina agli arresti domiciliari nella sua casa di Lauria (Potenza). Il provvedimento gli è stato notificato dalla Guardia di Finanza che ha eseguito altre 29 misure restrittive nell'ambito di un'inchiesta sul sistema sanitario lucano. La conferma dell'arresto è giunta da persone vicine al governatore che hanno definito la sua posizione nella vicenda "surreale". Il governatore sarebbe accusato di falso e abuso d'ufficio. “Dobbiamo accontentare tutti“, diceva Pittella in un’intercettazione. Frasi che rivelano, secondo le indagini della Guardia di Finanza, come il presidente della Regione cercasse di gestire nomine e concorsi pubblici, per esempio gonfiando il punteggio ottenuto dai candidati, sostiene chi indaga. Le indagini sono cominciate circa un anno e mezzo fa in seguito all'esposto di un dipendente di una ditta fornitrice di servizi che non aveva ricevuto la sua quota di Tfr.

Pittella "deus ex machina" della "distorsione istituzionale"

Il "deus ex machina' della "distorsione istituzionale" che si è verificata nella sanità lucana è il presidente della regione Marcello Pittella. Lo scrive il Gip di Matera Angela Rosa Nettis nell'ordinanza d'arresto per il governatore della Basilicata sottolineando che Pittella "non si limita ad espletare la funzione istituzionale formulando gli atti di indirizzo politico per il miglioramento e l'efficienza" della sanità regionale, "ma influenza anche le scelte gestionali" delle Asl "interfacciandosi direttamente con i loro direttori generali" tutti da lui nominati. L'indagine, sostiene il giudice, ha portato alla luce "un sistema di corruzione e asservimento della funzione pubblica a interessi di parte di singoli malversatori" su richiesta di una "moltitudine di questuanti" che sono l'espressione di "pubblici poteri apicali". Questuanti che si "interfacciano tra loro in uno scambio reciproco di richieste illegittime e promesse o dazioni indebite".

Governatore ha influenzato scelte gestionali Asl

La ratio che muove ed è al centro di questo sistema, scrive ancora il Giudice, è "sempre la stessa": vale a dire "la politica nella sua sempre più fraintesa accezione negativa e distorta, non più a servizio della realizzazione del bene collettivo ma a soddisfacimento dei propri bisogni di locupletazione e di sciacallaggio di potere e condizionamento sociale". E' la politica infatti "che condiziona pesantemente" la gestione delle Asl lucane "ed in particolar modo le procedure selettive per assumere personale nella sanità". E questo "non solo al fine di ampliare il consenso elettorale ma anche allo scopo di 'scambiare' favori ai politici di pari schieramento che governano Regioni limitrofe, come è il caso della Puglia e della Campania". Gli accertamenti eseguiti dalla Procura della Repubblica di Matera e dalla Guardia di Finanza hanno evidenziato il "totale condizionamento della sanità pubblica da parte di interessi privatistici e da logiche clientelari politiche". E se questo è il quadro, conclude il Gip, il "deus ex machina di questa distorsione istituzionale" è proprio il governatore Pittella.

Due in carcere e 20 ai domiciliari
Sono due le persone in carcere e 20 quelle poste ai domiciliari dalla Guardia di Finanza. Inoltre per altre otto il gip di Matera Angela Rosa Nettis ha disposto l'obbligo di dimora. La misura della custodia cautelare in carcere è stata disposta per Pietro Quinto e Maria Benedetto, commissario e direttore amministrativo dell'Azienda sanitaria di Matera. Quinto, spiega il procuratore Argentino, era "il collettore delle raccomandazioni che promanano" dal presidente della Regione Basilicata e "intratteneva significativi rapporti con altre figure politiche e religiose di spicco". Sono invece ai domiciliari, oltre al presidente della Regione Basilicata, anche Agostino Meale (professore ordinario dell'Università di Bari), Vito Montanaro, Maddalena Berardi (direttore amministrativo dell'azienda ospedaliera San Carlo di Potenza), Anna Rita Di Taranto, Davide Falasca, Vito D'Alessandro, Alessandra D'Anzieri, Luigi Fruscio, Giovanni Chiarelli (commissario straordinario dell'Azienda sanitaria di Potenza), Gianvito Amendola, Carmine Capobianco, Grazia Maria Ciannella, Gennaro Larotonda, Domenico Petrone, Lorenzo Santandrea, Rosanna Grieco, Carmela Lascaro, Roberto Lascaro e Claudio Lascaro. L'obbligo di dimora riguarda Graziantonio Lascaro, Cristoforo Di Cuia, Gaetano Appio, Michele Morelli, Francesco Mannarella, Roberta Fiorentino, Angela Capuano e Ferdinando Vaccaro.

Giunta esprime solidarietà a Pittella e fiducia nella magistratura
Intanto la Giunta regionale della Basilicata, riunitasi a Potenza sotto la presidenza del vicepresidente Flavia Franconi (assessore alla sanità), "nell'esprimere solidarietà al governatore Marcello Pittella", si è detta certa "che egli, al pari degli altri, riuscirà a dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati, in un clima di piena fiducia nell'operato della Magistratura". Lo ha reso noto l'ufficio stampa della Giunta. Franconi e gli assessori Braia, Castelgrande, Cifarelli e Pietrantuono "continueranno ovviamente a garantire, con tutta la struttura amministrativa, la piena e funzionale operatività dell'Ente, lungo la scia dell'azione politica ed amministrativa improntata alla massima correttezza e trasparenza tracciata dal presidente Pittella, in un momento nel quale si continueranno ad affrontare questioni importanti per la comunità lucana. La Giunta, che era stata già convocata per questa mattina, con all'ordine del giorno vari provvedimenti, ha poi provveduto a varare i singoli atti proposti dai diversi Dipartimenti".

M5s: "Spezzeremo il legame politica-sanità"
"Premesso che sarà la Giustizia a fare il suo corso e a stabilire eventuali responsabilità, gli arresti ai vertici della Regione Basilicata che riguardano in particolare nomine, concorsi e incarichi nelle aziende sanitarie lucane, indicano l'esistenza di un sistema politico quantomeno opaco. È giunta l'ora di recidere finalmente il filo che lega i politici con i manager della sanità" - a dichiararlo sono i deputati M5S della Commissione Sanità alla Camera. "Il MoVimento 5 Stelle è pronto ad intervenire in modo incisivo sulla dirigenza sanitaria che dovrà essere adeguatamente formata per assicurare sostenibilità e qualità del sistema salute. I gestori della Sanità dovranno essere selezionati per competenza, non più sulla base di mere logiche partitiche e criteri di assegnazione di poltrone che rappresentano uno schiaffo al merito ed all'efficienza. Abbatteremo definitivamente questo sistema vecchio e dannoso: lo dobbiamo ai nostri giovani laureati costretti a scappare all'estero dopo anni di sacrifici e speranze distrutte. Il Contratto di Governo prevede nuovi e diversi criteri di nomina dei direttori generali, dei direttori sanitari e amministrativi, così anche dei dirigenti di strutture complesse. E' essenziale garantire la limpidezza dell'operato dei direttori generali affinché la gestione delle aziende sia al servizio della realizzazione del bene collettivo. Lo abbiamo promesso in campagna elettorale - concludono i deputati - e lo faremo: la salute dei cittadini non sarà mai più merce di scambio".

6 luglio 2018

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Re: Arrestato il Governatore della Basilicata PITTELLA Marce

Messaggio da panorama » sab lug 07, 2018 9:43 am

Cosa molto grave e che c'è anche Luigi Fruscio (responsabile dell'anticorruzione della Asl di Bari).

Ecco che c'è anche Vito Montanaro (direttore generale dell'Asl di Bari), possiamo anche pensare che si facevano favori reciproci visto che si tratta di personaggio fuori Regione? Speriamo che venga fatta luce.

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Re: Arrestato il Governatore della Basilicata PITTELLA Marce

Messaggio da panorama » sab lug 07, 2018 9:50 am

L'arrestato e fratello di Gianni PITTELLA eletto nella XVIII Legislatura

Elezione: 4 marzo 2018
Proclamazione: 16 marzo 2018
Membro Gruppo PD


Membro della 14ª Commissione permanente (Politiche dell'Unione europea)

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Re: Arrestato il Governatore della Basilicata PITTELLA Marce

Messaggio da panorama » mer ago 15, 2018 11:37 pm

Atto dovuto.
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DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 25 luglio 2018
Sospensione del sig. Maurizio Marcello Claudio PITTELLA dalla carica di presidente della Giunta regionale e di consigliere regionale della Regione Basilicata. (18A05351) (GU Serie Generale n.187 del 13-08-2018)


IL PRESIDENTE

DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Visti gli articoli 7 e 8 del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235;

Vista la nota della Prefettura di Potenza - Ufficio del rappresentante dello Stato - prot. n. 32496 del 10 luglio 2018, con la quale sono stati inviati gli atti trasmessi dal Tribunale di Matera - Ufficio del giudice per le indagini preliminari, relativi al fascicolo processuale n. 523/2017 R.G. e n. 1627/2017 R.G. giudice per le indagini preliminari, a carico del sig. Maurizio Marcello Claudio Pittella, presidente della giunta regionale e consigliere regionale della Regione Basilicata, ai sensi dell'art. 8, comma 4, del citato decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235;

Vista l'ordinanza con la quale e' stata disposta l'applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa in data 3 luglio 2018, dal giudice delle indagini preliminari presso il Tribunale di Matera, ai sensi dell'art. 284 del codice di procedura penale, nei confronti del sig. Maurizio Marcello Claudio Pittella, presidente della giunta regionale e consigliere regionale della Regione Basilicata, per le fattispecie delittuose di cui agli articoli 110 e 323, 110, 479 e 476, comma 2, del codice penale;

Considerata l'intervenuta entrata in vigore dal 5 gennaio 2013 del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235, che, all'art. 8, comma 2, prevede la sospensione di diritto dalle cariche di presidente della giunta regionale, assessore e consigliere regionale, quando è disposta l'applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, di cui all'art. 284 del codice di procedura penale;

Rilevato, pertanto, che dalla data di emanazione dell'ordinanza con la quale e' stata disposta l'applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa in data 3 luglio 2018, decorre la
sospensione prevista dall'art. 8, comma 2 del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235;

Sentiti il Ministro per gli affari regionali e le autonomie e il Ministro dell'interno;

Decreta:

Con effetto a decorrere dal 3 luglio 2018, e' accertata la sospensione del sig. Maurizio Marcello Claudio Pittella dalla carica di presidente della giunta regionale e di consigliere regionale della Regione Basilicata, ai sensi degli articoli 7 e 8 del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235.

La sospensione cessa nel caso in cui nei confronti dell'interessato venga meno l'efficacia della misura coercitiva di cui al comma 2 dell'art. 8 del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235.

Roma, 25 luglio 2018

Il Presidente: Conte

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