Applicazione art 44 D.P.R. n. 1092/73 ai militari.

Consulenza legale su contensioni pensionistici - Corte dei Conti
Feed - L'Avv. Massimo Vitelli risponde

Moderatore: Avv. Massimo Vitelli

Regole del forum
Questo servizio è gratuito, quindi le domande che saranno rivolte all'Avv. Vitelli verranno evase compatibilmente con i suoi impegni professionali. Nel caso desideri approfondire il rapporto professionale, potrai metterti in contatto con l'avvocato ai recapiti che leggerai in calce ad ogni sua risposta.
Rispondi
nandorsg63
Disponibile
Disponibile
Messaggi: 39
Iscritto il: lun feb 09, 2015 9:29 am

Re: Applicazione art 44 D.P.R. n. 1092/73 ai militari.

Messaggio da nandorsg63 » mer gen 24, 2018 12:50 pm

Grazie Avvocato
Si comunque ho i requisiti per fare ricorso, ma conviene comunque fare richiesta a l'inps per il riconoscimento? ed in caso di risposta negativa o di nessuna risposta fare ricorso alla corte dei conti ?
Poi volevo approfittare della sua competenza
dato che sono in procinto di fare ricorso alla corte dei conti per quanto attiene il moltiplicatore posso unire anche quest'altro ricorso insieme o vanno fatti in modo separato.
grazie



Avatar utente
Avv. Massimo Vitelli
Professionista
Professionista
Messaggi: 517
Iscritto il: ven apr 07, 2017 12:51 pm

Re: Applicazione art 44 D.P.R. n. 1092/73 ai militari.

Messaggio da Avv. Massimo Vitelli » mer gen 24, 2018 2:21 pm

nandorsg63 ha scritto:Grazie Avvocato
Si comunque ho i requisiti per fare ricorso, ma conviene comunque fare richiesta a l'inps per il riconoscimento? ed in caso di risposta negativa o di nessuna risposta fare ricorso alla corte dei conti ?
Poi volevo approfittare della sua competenza
dato che sono in procinto di fare ricorso alla corte dei conti per quanto attiene il moltiplicatore posso unire anche quest'altro ricorso insieme o vanno fatti in modo separato.
grazie
"""""""""
Salve.
SI a tutte le domande, troppe per una risposta semplice, ma organica.
Cordialitá
Studio legale: Teramo, via Fonte Regina n° 23
E-mail: massimovitelli@alice.it

Avatar utente
ariete17
Consigliere
Consigliere
Messaggi: 860
Iscritto il: mer lug 30, 2014 12:43 pm
Località: prov.BS

Re: Applicazione art 44 D.P.R. n. 1092/73 ai militari.

Messaggio da ariete17 » gio gen 25, 2018 12:11 am

ma a chi ha già fatto ricorso per il moltiplicatore gli conviene fare anche quello per l'art.54?
"ogni diamante ha molte sfaccettature, ognuna diversa dall'altra.......(cit.mia)"
La vera libertà è poter fare (anche) quello che fa la maggioranza del gregge (cit.mia)
La vera conoscenza è sapere che non ci sono limiti della nostra ignoranza.(cit.mia)

Avatar utente
Avv. Massimo Vitelli
Professionista
Professionista
Messaggi: 517
Iscritto il: ven apr 07, 2017 12:51 pm

Re: Applicazione art 44 D.P.R. n. 1092/73 ai militari.

Messaggio da Avv. Massimo Vitelli » gio gen 25, 2018 12:22 pm

ariete17 ha scritto:ma a chi ha già fatto ricorso per il moltiplicatore gli conviene fare anche quello per l'art.54?
""""""""
Ogni opzione è aperta, si tratta di scelta squisitamente soggettiva.
Studio legale: Teramo, via Fonte Regina n° 23
E-mail: massimovitelli@alice.it

Avatar utente
ariete17
Consigliere
Consigliere
Messaggi: 860
Iscritto il: mer lug 30, 2014 12:43 pm
Località: prov.BS

Re: Applicazione art 44 D.P.R. n. 1092/73 ai militari.

Messaggio da ariete17 » gio gen 25, 2018 1:29 pm

avv. Massimo Vitelli ha scritto:
ariete17 ha scritto:ma a chi ha già fatto ricorso per il moltiplicatore gli conviene fare anche quello per l'art.54?
""""""""
Ogni opzione è aperta, si tratta di scelta squisitamente soggettiva.
intendevo convenienza economica, se si vince il ricorso per il moltiplicatore quale sarebbe la quantificazione approssimativa in caso di vincita del ricorso per art.54?
"ogni diamante ha molte sfaccettature, ognuna diversa dall'altra.......(cit.mia)"
La vera libertà è poter fare (anche) quello che fa la maggioranza del gregge (cit.mia)
La vera conoscenza è sapere che non ci sono limiti della nostra ignoranza.(cit.mia)

Avatar utente
Avv. Massimo Vitelli
Professionista
Professionista
Messaggi: 517
Iscritto il: ven apr 07, 2017 12:51 pm

Re: Applicazione art 44 D.P.R. n. 1092/73 ai militari.

Messaggio da Avv. Massimo Vitelli » gio gen 25, 2018 2:03 pm

ariete17 ha scritto:
avv. Massimo Vitelli ha scritto:
ariete17 ha scritto:ma a chi ha già fatto ricorso per il moltiplicatore gli conviene fare anche quello per l'art.54?
""""""""
Ogni opzione è aperta, si tratta di scelta squisitamente soggettiva.
intendevo convenienza economica, se si vince il ricorso per il moltiplicatore quale sarebbe la quantificazione approssimativa in caso di vincita del ricorso per art.54?
§§§§§§§§§§§§§

Premesso che non sussistono particolari relazioni tra "moltiplicatore" ed art.54, l'accoglimento di quest'ultimo produce un beneficio variabile soggettivamente (per rispettive retribuzioni) che ammonta quantomeno al 4% circa delle singole BASI PENSIONABILI LORDE DI CUI ALLA QUOTA RETRIBUTIVA FINO AL 31/12/1995.
Studio legale: Teramo, via Fonte Regina n° 23
E-mail: massimovitelli@alice.it

antoniope
Sostenitore
Sostenitore
Messaggi: 1085
Iscritto il: lun ott 29, 2012 1:13 pm

Re: Applicazione art 44 D.P.R. n. 1092/73 ai militari.

Messaggio da antoniope » sab gen 27, 2018 12:21 am

Gentile avvocato, proprio questa mattina parlavo con un collega circa l'applicazione del 44% per chi al 31/12/1995 poteva vantare più di 15 e meno di 20 anni di servizio utile compreso le maggiorazioni. Secondo il collega, per servizio utile era da considerarsi anche il riscatto da lavoro civile, ma l'art.54 cita "servizio utile"

lucky341
Sostenitore
Sostenitore
Messaggi: 68
Iscritto il: sab giu 16, 2012 1:54 pm

Re: Applicazione art 44 D.P.R. n. 1092/73 ai militari.

Messaggio da lucky341 » sab gen 27, 2018 12:05 pm

[SENT. N. 3/18

della Corte dei Conti Sezione giurisdizionale
per la regione Piemonte/quote]
Che ne pensa di questa sentenza che sull art 54 l'ha vista soccombere?
io ho notato che il giudice piemontese dice
Questo Giudice ritiene di prestare adesione al primo orientamento interpretativo (seguito da Sez. Sardegna n. 87/2017), maggiormente aderente al dato letterale e, in quanto più restrittivo, consono alla natura speciale della norma de qua.

senza tenere conto o forse non ne era ancora a conoscenza del nuovo orientamento della CdC sarda che melius re perpensa ha affermato
Per quanto concerne la prima, la lettera del primo comma dell’art. 54, su cui sostanzialmente si basa l’interpretazione data dall’INPS, deve invece intendersi nel senso che l’aliquota ivi indicata vada applicata a coloro che possiedano un’anzianità contributiva compresa tra i 15 e i 20 anni, mentre il successivo comma chiarisce che la disposizione del comma 1 non può intendersi limitata a coloro che cessino con un massimo di venti anni di servizio (come opinato dall’INPS), atteso che esso prevede che spetti al militare l’aliquota dell’1.80% per ogni anno di servizio oltre il ventesimo. Come correttamente evidenziato dalla difesa del ricorrente, la disposizione non avrebbe senso qualora si accedesse alla tesi dell’amministrazione.La seconda affermazione, che presumibilmente costituisce un corollario della prima, neppure può essere condivisa, non trovando peraltro nessun riferimento in alcuna norma.
Lo stesso INPDAP, nella circolare n. 22/2009 (allegato n. 7 al ricorso), aveva del resto chiarito che le norme citate andavano applicate nel senso ora detto.
io rimango fiucioso perchè i giudici che stanno dando ragione all'INPS NON SONO IN GRADO DI TROVARE UNO STRACCIO DI MOTIVAZIONE

Avatar utente
Avv. Massimo Vitelli
Professionista
Professionista
Messaggi: 517
Iscritto il: ven apr 07, 2017 12:51 pm

Re: Applicazione art 44 D.P.R. n. 1092/73 ai militari.

Messaggio da Avv. Massimo Vitelli » sab gen 27, 2018 12:56 pm

antoniope ha scritto:Gentile avvocato, proprio questa mattina parlavo con un collega circa l'applicazione del 44% per chi al 31/12/1995 poteva vantare più di 15 e meno di 20 anni di servizio utile compreso le maggiorazioni. Secondo il collega, per servizio utile era da considerarsi anche il riscatto da lavoro civile, ma l'art.54 cita "servizio utile"
§§§§
Ovviamente nel servizio utile vanno ricompresi eventuali periodi di lavoro precedenti a quelli di servizio nel comparto, debitamente ricongiunti.
Studio legale: Teramo, via Fonte Regina n° 23
E-mail: massimovitelli@alice.it

Avatar utente
Avv. Massimo Vitelli
Professionista
Professionista
Messaggi: 517
Iscritto il: ven apr 07, 2017 12:51 pm

Re: Applicazione art 44 D.P.R. n. 1092/73 ai militari.

Messaggio da Avv. Massimo Vitelli » sab gen 27, 2018 1:00 pm

lucky341 ha scritto:
[SENT. N. 3/18

della Corte dei Conti Sezione giurisdizionale
per la regione Piemonte/quote]
Che ne pensa di questa sentenza che sull art 54 l'ha vista soccombere?
io ho notato che il giudice piemontese dice
Questo Giudice ritiene di prestare adesione al primo orientamento interpretativo (seguito da Sez. Sardegna n. 87/2017), maggiormente aderente al dato letterale e, in quanto più restrittivo, consono alla natura speciale della norma de qua.

senza tenere conto o forse non ne era ancora a conoscenza del nuovo orientamento della CdC sarda che melius re perpensa ha affermato
Per quanto concerne la prima, la lettera del primo comma dell’art. 54, su cui sostanzialmente si basa l’interpretazione data dall’INPS, deve invece intendersi nel senso che l’aliquota ivi indicata vada applicata a coloro che possiedano un’anzianità contributiva compresa tra i 15 e i 20 anni, mentre il successivo comma chiarisce che la disposizione del comma 1 non può intendersi limitata a coloro che cessino con un massimo di venti anni di servizio (come opinato dall’INPS), atteso che esso prevede che spetti al militare l’aliquota dell’1.80% per ogni anno di servizio oltre il ventesimo. Come correttamente evidenziato dalla difesa del ricorrente, la disposizione non avrebbe senso qualora si accedesse alla tesi dell’amministrazione.La seconda affermazione, che presumibilmente costituisce un corollario della prima, neppure può essere condivisa, non trovando peraltro nessun riferimento in alcuna norma.
Lo stesso INPDAP, nella circolare n. 22/2009 (allegato n. 7 al ricorso), aveva del resto chiarito che le norme citate andavano applicate nel senso ora detto.
io rimango fiucioso perchè i giudici che stanno dando ragione all'INPS NON SONO IN GRADO DI TROVARE UNO STRACCIO DI MOTIVAZIONE
§§§§§§§§§§
Purtroppo la partenza della questione si sta rivelando decisamente in salita, nonostante siano stati forniti ai vari Giudici tutti gli elementi giuridici e documentali per aderire alla nostra tesi.
Inoltre, sono in arrivo alcune altre sentenze negative.
Comunque, è ancora presto per arrendersi, almeno fino a quando non verrà pubblicata una sentenza di appello.
Studio legale: Teramo, via Fonte Regina n° 23
E-mail: massimovitelli@alice.it

Highlander
Sostenitore
Sostenitore
Messaggi: 147
Iscritto il: lun nov 13, 2017 11:53 am

Re: Applicazione art 44 D.P.R. n. 1092/73 ai militari.

Messaggio da Highlander » dom gen 28, 2018 7:27 pm

Buonasera Avvocato. Ho letto sopra che per polpen e pds è ancora prematura ogni azione. Chiedevo se anche alla luce della nuova sentenza cc Piemonte è ancora così.
Ex polpen arruolato con stellette.
Ovviamente applicazione art 54....
Grazie per la cortese risposta.

Avatar utente
Avv. Massimo Vitelli
Professionista
Professionista
Messaggi: 517
Iscritto il: ven apr 07, 2017 12:51 pm

Re: Applicazione art 44 D.P.R. n. 1092/73 ai militari.

Messaggio da Avv. Massimo Vitelli » lun gen 29, 2018 5:19 pm

Highlander ha scritto:Buonasera Avvocato. Ho letto sopra che per polpen e pds è ancora prematura ogni azione. Chiedevo se anche alla luce della nuova sentenza cc Piemonte è ancora così.
Ex polpen arruolato con stellette.
Ovviamente applicazione art 54....
Grazie per la cortese risposta.
"""""""""
Buonasera.
A maggior ragione semmai è ancora così.
Cordialitá
Studio legale: Teramo, via Fonte Regina n° 23
E-mail: massimovitelli@alice.it

Avatar utente
Avv. Massimo Vitelli
Professionista
Professionista
Messaggi: 517
Iscritto il: ven apr 07, 2017 12:51 pm

Re: Applicazione art 44 D.P.R. n. 1092/73 ai militari.

Messaggio da Avv. Massimo Vitelli » mar gen 30, 2018 12:20 pm

Altra puntata.....!!!!
Se per cortesia qualcuno può inserire la sentenza n.12/2018 della Sez. CALABRIA, che produce un ulteriore colpo di scena:
1) accoglie la domanda sull'art.54;
2) respinge invece quella sul moltiplicatore.
Molto interessanti risultano le motivazioni circa l'applicazione dell'art.54: per la prima volta (finalmente) la disamina considera con estrema puntualità l'errata attuazione nei confronti di un militare dell'art.44 riservato ai civili, fornendo indicazioni alquanto precise anche in via di fatto.
Sul "moltiplicatore", invece, il rigetto appare laconico e ben poco convincente.
E' del tutto evidente che la battaglia continua !!!
Studio legale: Teramo, via Fonte Regina n° 23
E-mail: massimovitelli@alice.it

naturopata
Sostenitore
Sostenitore
Messaggi: 1260
Iscritto il: ven mag 19, 2017 3:24 pm

Re: Applicazione art 44 D.P.R. n. 1092/73 ai militari.

Messaggio da naturopata » mar gen 30, 2018 12:51 pm

R E P U BB L I C A I T A L I A N A

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE DEI CONTI

SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE CALABRIA

IL GIUDICE DELLE PENSIONI

CONS. DOMENICO GUZZI

ha pronunziato la seguente

SENTENZA n. 12/2018

Sul il ricorso in materia di pensioni civili n. 21458 del registro di Segreteria, proposto da

- G. P., nato a omissis l’Omissis, rappresentato e difeso dall’avv. Santo Delfino, presso il cui studio in Villa San Giovanni, via Zanotti Bianco n. 33, ha eletto domicilio,

contro

- l’INPS – Istituto Nazionale della Previdenza Sociale – Direzione di Reggio Calabria, in persona del suo Presidente pro-tempore, rappresentato e difeso, congiuntamente e disgiuntamente, dagli avv.ti Giacinto Greco e Francesco Muscari Tomaioli, con i quali ha eletto domicilio in Catanzaro, via F. Acri n. 81, presso la sede dell’Avvocatura INPS territoriale.

Uditi all’udienza del 26 gennaio 2018 l’avv. Santo Delfino per il ricorrente e l’avv. Giacinto Greco per l’INPS.

FATTO

Con l’interposto gravame, il sig. G. P. agisce avverso la determinazione atto n. RC012017875805 del 28.07.2017 con la quale l'INPS sede di Reggio Calabria - gestione ex lnpdap - ha quantificato il trattamento di quiescenza iscrizione n. 17492103.

A tal fine rappresenta di essersi arruolato nel Corpo della Guardia di Finanza in data 01.10.1986 e, dopo circa 31 anni di servizio (nel grado di maresciallo aiutante), di essere stato posto in congedo assoluto in data 04.05.2017 a seguito di sopravvenuta inidoneità psico-fisica.

In conseguenza di ciò, il trattamento di pensione avrebbe dovuto essergli liquidato con l’applicazione dei benefici di cui all’art. 54 del d.P.R. n. 1092/1973, anziché, come fatto dall’amministrazione previdenziale, facendo applicazione del sistema di calcolo di cui all’art. 44 dello stesso testo unico.

Il ricorrente chiede, inoltre, il rimborso degli arretrati maturati per l'applicazione dei benefici previsti dall'articolo 3, del D.Lgs n° 165/1997, sul presupposto che, cessato dal servizio per riforma, è stato escluso dall'applicazione dell'istituto dell'ausiliaria ex art. 992 del D.L.gs n° 66/2010.

Con memoria depositata il 15 dicembre 2017, l’INPS si è ritualmente costituito per contestare la domanda attrice, in quanto infondata in fatto e in diritto, e per chiedere che la stessa sia integralmente respinta.

In udienza, le parti intervenute hanno insistito, ciascuna per quanto di rispettiva competenza, per l’accoglimento delle conclusioni rispettivamente rassegnate in atti.

Considerato

D I R I T T O

Come evidenziato in narrativa, il ricorso comprende due capi di domanda.

Con il primo, il ricorrente chiede che il suo trattamento pensionistico ordinario gli venga liquidato secondo il sistema di calcolo previsto dall’art. 54 del d. P.R. n. 1092 del 1973.

Il secondo capo di domanda fa, invece, riferimento all’asserito diritto di conseguire i benefici derivanti dall’applicazione dell’art. 3 del D.lgs. n. 165/1997.

Orbene, ritiene questo giudice che il ricorso possa essere accolto parzialmente e solo con riguardo al primo capo di domanda per le ragioni di seguito esposte.

I. L’art. 54 del d.P.R. n. 1092/1973, commi 1 e 2, com’è noto prevede per il personale militare dello Stato un regime pensionistico più favorevole rispetto a quello disciplinato per il personale civile dall’art. 44 dello stesso testo unico, stabilendo che “1. La pensione spettante al militare che abbia maturato almeno quindici anni e non più di venti anni di servizio utile è pari al 44 per cento della base pensionabile 2. La percentuale di cui sopra è aumentata di 1.80 per cento ogni anno di servizio utile oltre il ventesimo”.

Nel caso di specie, è indubbio che all’atto del pensionamento il sig. G. avesse maturato oltre 15 anni, ma anche più di 20 di servizio e tuttavia secondo l’Istituto controparte, la disposizione dallo stesso invocata non potrebbe trovare applicazione.

Ritiene al riguardo l’INPS che l'art. 54 non avrebbe innovato l’ordinario meccanismo delle aliquote di rendimento previsto dall’art. 44 citato, essendosi limitato ad “attribuire un ulteriore beneficio ristretto a coloro cessati con 15 anni ma non ancora 20”.

Dal suo punto di vista, in pratica sarebbe sufficiente “porre mente al meccanismo delle aliquote percentuali. Fino a 15 anni si matura il 2,33% annuo, pervenendo al 35% con 15 anni. Dal 15esimo l'aliquota si riduce al 1,8%. Ne consegue che, al 20 anno di servizio, l'aliquota complessiva è pari al 44% (35% + 9% derivante da 1,80% x 5). Dopo il 20esimo anno l'aliquota è sempre 1,8% sino al conseguimento dell'80% al 40esimo anno (che, tuttavia, per i militari era più veloce trattandosi di servizio utile e non effettivo, ove il servizio utile era contraddistinto dalle maggiorazioni)”.

In concreto, dunque, il “comma 1 dell'art. 54, quindi, non creava nuove aliquote annuali di calcolo, bensì si limitava a fornire un bonus a coloro che cessassero con anzianità compresa tra 15 e 20 anni di servizio. Bonus variabile, chiaramente, in base all'anzianità superiore a 15 fino a 20. Per cui, chi cessava con 16 anni aveva un bonus di 1,8% x 4 anni, chi cessava a 17 anni un bonus di 1,8%, e così via”.

In definitiva, dunque, sembrerebbe che l’art. 54, comma 1, possa trovare applicazione per il solo personale militare che all’atto della cessazione del servizio non avesse ancora superato il 20° anno di servizio utile, mentre per coloro che lo avevano superato nessuna differenziazione si sarebbe potuta configura con il restante personale dello Stato.

Questo giudice è di contrario avviso.

Sul punto, risulta evidente la commistione che l’INPS erroneamente compie tra ambiti di disciplina tra di loro differenti al fine di omologare situazioni e personale tutt’altro che omologabili.

L’art. 54 detta, come lo stesso INPS peraltro riconosce, una disciplina di favore nei confronti del personale militare che non è prevista per i dipendenti civili dello Stato, disciplina che sancisce il diritto ad una pensione pari al 44 per cento della base pensionabile per coloro che siano cessati tra il 15° e il 20° anno di servizio.

Non è pertanto corretto sostenere, come fa invece l’INPS (sopra se ne è dato conto) che fino “a 15 anni si matura il 2,33% annuo, pervenendo al 35% con 15 anni. Dal 15esimo l'aliquota si riduce al 1,8%. Ne consegue che, al 20 anno di servizio, l'aliquota complessiva è pari al 44% (35% + 9% derivante da 1,80% x 5). Dopo il 20esimo anno l'aliquota è sempre 1'1,8% sino al conseguimento dell'80%......”, giacché così opinando non si coglie ciò che il chiaro tenore letterale della disposizione non può che portare a cogliere e cioè che il 44 per cento della base pensionabile spetta al militare che cessi avendo compiuto 15 anni, dunque anche con un solo giorno in più di servizio oltre il 15° anno e così fino al 20° anno di servizio utile.

In concreto e in estrema sintesi, volendo seguire il calcolo esemplificativo fatto dall’INPS, rapportando su base annua la percentuale di rendimento, se per il personale civile l’aliquota è in effetti del 2,33% annuo per i primi 15 anni in conformità all’art.44, comma 1, per il personale militare, invece, detta aliquota è del 2,93% (44%:15), giacché diversamente opinando non avrebbe avuto ragion d’essere la differenziazione operata dal legislatore tra le due categorie con il riconoscimento del vantaggio del 44% anche con un solo giorno in più di servizio oltre il 15° anno per il personale militare, vantaggio che, come già osservato, non è contemplato dall’art. 44, comma 1.

Superata tale soglia, è sì vero che la percentuale spettante è pari all’1,80 per cento per ogni anno di servizio, ma tale percentuale, come è agevole desumere dall’interpretazione anche in questo caso letterale della norma, è da calcolarsi in aggiunta a quella di cui al comma precedente, che ne risulta come dice il comma 2 “aumentata”, di tal che, ad esempio, il dipendente militare cessato con un anzianità di servizio di 21 anni, avrebbe avuto diritto ad una pensione pari al 45,80% della base pensionabile (44% fino a 20 anni + 1,80% per 1 anno), fermo restando, ovviamente, il limite massimo finale pari all’80 per cento della base pensionabile previsto anche per il personale militare dal comma 7 dell’art. 54 citato analogamente a quanto stabilito dall’art. 44, comma 1, per il personale civile.

Ovviamente, poiché il ricorrente aveva un'anzianità contributiva inferiore a 18 anni alla data del 31 dicembre 1995, il relativo trattamento pensionistico non poteva che essere determinato, come in effetti avvenuto, in base al sistema previsto dal nuovo ordinamento pensionistico introdotto dal D.Lgs. n. 503/1992 e consolidatosi con la nota legge n. 335 dell’8 agosto 1995, sistema che ha, infatti, notoriamente previsto come la pensione dovesse essere determinata in parte secondo il sistema retributivo per l'anzianità maturata fino al 31 dicembre 1995, e in parte con il sistema contributivo, per l'anzianità maturata dal 1° gennaio 1996, ovvero, a partire dal 1993, dalla somma della "quota A" corrispondente "all'importo relativo alle anzianità contributive acquisite anteriormente al 1° gennaio 1993, calcolato con riferimento alla data di decorrenza della pensione secondo” la normativa vigente precedentemente alla data anzidetta che a tal fine resta confermata in via transitoria, anche per quanto concerne il periodo di riferimento per la determinazione della retribuzione pensionabile" e della "quota B" corrispondente "all'importo del trattamento pensionistico relativo alle anzianità contributive acquisite a decorrere dal 1° gennaio 1993, calcolato secondo le norme di cui al presente decreto".

Ne consegue che quanto in precedenza dedotto in ordine all’art. 54 non può che valere per la parte della pensione spettante al G. in quota A, ovverosia per la parte della pensione calcolata sulla scorta del sistema retributivo, che deve dunque essere ricalcolata tenendo conto della aliquota di rendimento prevista dalla norma in rassegna.

La cui applicazione, peraltro, viene anche fatta salva dalla citata disciplina di riforma del sistema pensionistico, se è vero come è vero che, come sopra evidenziato, il calcolo della pensione deve essere effettuato secondo le norme vigenti al momento della entrata in vigore della legge n 335 del 1995.

II. In merito alla richiesta di applicazione del beneficio compensativo di cui all'articolo 3, comma 7 del decreto legislativo n° 165/1997, con ogni ulteriore diritto a favore del ricorrente compreso il riconoscimento, la liquidazione e pagamento degli arretrati, degli interessi e la rivalutazione monetaria come per legge dal dovuto al soddisfo, il ricorse deve essere invece respinto.

Il ricorrente è cessato dal servizio per inidoneità permanente al servizio militare e d'istituto con un'età anagrafica di 51 anni 1 mese e 3 giorni ed un servizio utile a pensione di 35 anni e 7 mesi, quindi, senza aver maturato nessun requisito espressamente previsto per il collocamento in ausiliaria, pertanto, nessuna "esclusione " dalla posizione di ausiliaria o in alternativa ai benefici dell'articolo 3, comma 7 del D.Lvo 30 aprile 1997, n° 165 può trovare applicazione nel caso di specie.

L’ art. 3 del DLgs n. 165/1997, in attuazione della delega conferita ai sensi dell’ art. 1, commi 97, lettera g), e 99, della legge 662/96 (legge finanziaria 1997), ha infatti introdotto rilevanti modifiche alla normativa riguardante la posizione di ausiliaria, sotto il profilo delle modalità di accesso, dei limiti di permanenza e dell’importo dell’indennità, prevedendo che in essa possa essere collocato il personale militare delle Forze Armate, compresa l'Arma dei Carabinieri, del Corpo della Guardia di Finanza giudicato idoneo a seguito di accertamento sanitario e a tale personale compete, e stabilendo che in aggiunta al trattamento pensionistico, a detto personale compete un’indennità pari all’80% della differenza tra la pensione percepita e la retribuzione spettante al pari grado in servizio.

Ora, i fini del presente giudizio e per risolvere la questione di diritto posta dal ricorrente, non si può che denotare come, a proposito delle modalità di accesso, il citato art. 3, comma 1, abbia in buona sostanza escluso dalla possibilità di poter transitare in ausiliaria il personale militare che sia cessato dal servizio non per raggiunti limiti di età ma per inidoneità al servizio di istituto.

Il ricorrente, come detto, è stato dispensato dal servizio attivo per inidoneità, sicché lo stesso non vantava il requisito soggettivo per il collocamento in ausiliaria e, dunque, per il conseguimento degli effetti economici per come preteso in domanda.

Il ricorso va in conclusione parzialmente accolto, mentre per ciò che concerne le spese, la complessità delle questioni trattate induce a

disporne la compensazione integrale tra le parti in causa.

P.Q.M.

La Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Calabria,

ACCOGLIE

Il ricorso in epigrafe e, per l’effetto, riconosce al ricorrente il diritto alla riliquidazione della pensione con applicazione dell’aliquota di rendimento di cui all’art. 54 del d.P.R. n. 1092/1973 sulla parte dell’assegno calcolata con il sistema retributivo.

Sui maggiori ratei spettano, inoltre, gli interessi nella misura legale e la rivalutazione monetaria con decorrenza dalla data di scadenza di ciascun rateo e sino al pagamento.

RESPINGE

Il ricorso per i restanti capi di domanda.

Spese compensate.

Manda alla Segreteria di provvedere agli adempimenti di rito.

Così deciso in Catanzaro il 26 gennaio 2018

IL GIUDICE

f.to Domenico Guzzi

Depositata in Segreteria il 26/01/2018

Il responsabile delle segreterie pensioni

f.to Dott.ssa Francesca Deni

antoniope
Sostenitore
Sostenitore
Messaggi: 1085
Iscritto il: lun ott 29, 2012 1:13 pm

Re: Applicazione art 44 D.P.R. n. 1092/73 ai militari.

Messaggio da antoniope » dom feb 04, 2018 11:59 am

Nella senteza 12/2018 C.d.C. Calabria, il GUP ha evidenziato che per il comparto militare l'aliquota di percentuale da prendere in considerazione è il 2,93% e non 2,33, a prescindere se uno ha maturato o meno i 15 anni al 31/12/95?

Rispondi