Amianto Ignifugo

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Amianto Ignifugo

Messaggio da panorama » mar giu 23, 2015 11:12 pm

L’amianto è ampiamente presente in natura sotto forma di minerale fibroso e si suddivide in due principali famiglie:

• gli anfiboli: individuabili nelle fasi successive alle eruzioni ed al conseguente raffreddamento del magma.

La propria struttura provoca un’elevata instabilità termica e quindi una scarsa infiammabilità.

Appartengono a questo gruppo l’amianto grigio, la crocidolite e l’amosite;

• i serpentini: minerali presenti in rocce metamorfiche. Le più note varietà sono l’amianto bianco ed il crisolito. Anche i serpentini sono riconosciuti come ottimi composti per la produzione di isolanti termici e materiali ignifughi.

L’amianto è un minerale naturale dotato di particolari proprietà, una di queste è sicuramente la resistenza al calore e la scarsa infiammabilità. Proprio per questo veniva considerato uno dei più efficienti materiali ignifughi, adatto per abitazioni ed indumenti.

Se ne fece largo uso soprattutto in quei lavori esposti maggiormente alle alte temperature e quindi più soggetti al pericolo incendio. Un esempio a tal proposito sono le tute di protezione per i vigili del fuoco (realizzate un tempo in amianto), le coperture per tettoie, tubazioni e rivestimenti per le centraline elettriche.

Viene adoperato anche nel settore edile con manufatti realizzati in fibrocemento (eternit) e nel settore meccanico con l’utilizzo di guarnizioni e materiali per sistemi frenanti.

Da annoverare il suo utilizzo anche nelle pitture o in particolari vernici per travi, soffitti o pavimentazioni, che necessitano di ulteriori protezioni ignifughe.

La sua particolare struttura fibrosa lo rende resistente anche agli acidi, alla trazione e particolarmente fessibile. E’ un minerale con capacità fonoassorbenti e quindi adatto a coperture insonorizzanti, è inoltre particolarmente flessibile ed allo stesso tempo friabile.

Intorno agli anni ottanta se ne scoprì l’elevata pericolosità a causa dell’alta tossicità delle proprie fibre che potevano essere liberate in fase di lavorazione e frantumazione. Le esposizioni, anche di breve durata, possono provocare l’asbestosi, una malattia polmonare cronica che può facilmente sfociare in una pericolosa forma tumorale, il mesotelioma.

Dopo l’elevata diffusione degli anni 80, dovuta sia alle sue caratteristiche ignifughe che ai bassi costi di produzione, fu definitivamente messo al bando con la legge 257/1992.

La sua produzione è ormai del tutto azzerata e sono state promosse importanti normative per le opere di bonifica e smaltimento



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Re: Amianto Ignifugo

Messaggio da panorama » mar giu 23, 2015 11:22 pm

non so a quando risale questo allegato ma interessa il personale.

vedi/leggi e scarica.
Solo i moderatori e gli Utenti del gruppo Sostenitori possono visualizzare i file allegati.

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Re: Amianto Ignifugo

Messaggio da panorama » mar giu 23, 2015 11:31 pm

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Re: Amianto Ignifugo

Messaggio da panorama » mar giu 23, 2015 11:36 pm

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Re: Amianto Ignifugo

Messaggio da panorama » mar giu 23, 2015 11:39 pm

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Re: Amianto Ignifugo

Messaggio da panorama » mar giu 23, 2015 11:42 pm

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Re: Amianto Ignifugo

Messaggio da panorama » mar giu 23, 2015 11:47 pm

il periodo intercorrente tra l’esposizione all’amianto e la manifestazione c-OMISSIS-ca del mesotelioma pleurico (c.d. periodo di latenza) sia quanto mai lungo “ed anzi abnormemente lungo, essendo per lo più compreso tra i 20 e 40 anni (mediamente 30 anni)”.

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Re: Amianto Ignifugo

Messaggio da panorama » ven giu 26, 2015 9:48 am

FATTO

I ricorrenti agiscono in qualità di eredi di -OMISSIS- e impugnano i provvedimenti indicati in epigrafe, deducendone l’illegittimità per violazione di legge ed eccesso di potere sotto diversi profili, chiedendone l’annullamento.

Contestualmente chiedono l’accertamento della dipendenza da causa di servizio dell’infermità costituita da “mesotelioma pleurico dx” sofferta dal de cuius, con conseguente condanna dell’amministrazione al pagamento delle somme dovute.

Si è costituita in giudizio l’amministrazione resistente, eccependo l’infondatezza del ricorso avversario, chiedendone il rigetto.

Le parti hanno prodotto memorie e documenti.

All’udienza del ..... 2015 la causa è stata trattenuta in decisione.

DIRITTO

1) Dalle allegazioni delle parti e dalla documentazione prodotta in giudizio emerge che:
a) -OMISSIS-, -OMISSIS-, -OMISSIS-, sono eredi di -OMISSIS-, il quale ha prestato attività lavorativa alle dipendenze del Ministero dell’Interno, in qualità di Vigile del Fuoco, dal 1967 al 31 dicembre 1994, data del suo collocamento a riposo su domanda;
b) in data 4 gennaio 2006, a seguito di un ricovero ospedaliero dovuto a difficoltà respiratorie, veniva accertato che -OMISSIS- era affetto da “mesotelioma pleurico dx”, tanto che veniva sottoposto ad intervento chirurgico, che, tuttavia, non consentiva di superare la patologia; quindi, egli veniva sottoposto a cicli di chemioterapia e radioterapia che, parimenti, non sortivano effetto favorevole;
c) in data 12 maggio 2008 sopravveniva il decesso di -OMISSIS-, in ragione della patologia sofferta;
d) sin dal 6 febbraio 2006, poco dopo l’emersione della malattia, -OMISSIS- chiedeva il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio della grave malattia, allegando che le condizioni di servizio erano state tali da determinarne l’insorgenza;
e) in particolare, dalle dichiarazioni rese dal de cuius e dalle risultanze documentali – non contestate in fatto dall’amministrazione resistente – emerge che -OMISSIS- è stato esposto al contatto con amianto, in ragione dell’utilizzo sia di tute ignifughe, sia di altri dispositivi di protezione (coperte e altro) realizzati con tale materiale e utilizzati in servizio; del pari, il servizio prestato in occasione di incendi o dissesti statici ha comportato il contatto con materiali contenenti amianto;
f) con dichiarazione resa in data 7 febbraio 2006 il Dirigente del servizio sanitario del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di OMISSIS precisava, che in ragione dell’attività svolta e del contatto con l’amianto, si doveva ritenere la patologia sofferta da -OMISSIS- concausata dalle mansioni svolte; la stessa affermazione è contenuta nella dichiarazione resa dal Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di OMISSIS in data 8 febbraio 2006;
g) la Commissione medica ospedaliera di Milano, con verbale del 4 maggio 2006, confermava l’esistenza del mesotelioma pleurico destro e ne riconosceva la dipendenza da causa di servizio;
h) con il provvedimento impugnato, il Ministero dell’Interno respingeva la domanda di assegnazione dell’equo indennizzo presentata da -OMISSIS-, escludendo la derivazione della patologia da fatti di servizio, osservando che:
1) “affinché un materiale, potenzialmente cancerogeno, possa dare luogo ad un tumore dell’albero respiratorio, è necessario che si verifichino le seguenti condizioni: - che detto materiale liberi particelle mobili; - che dette particelle, disperse nell’ambente, raggiungano una determinata concentrazione; - che dette particelle vengano inalate per lunghi periodi di tempo”;
2) “tali condizioni sono facili a realizzarsi nel personale addetto alla estrazione e alla lavorazione di detto materiale”;
3) rispetto all’amianto, si afferma che la formazione di fibrosi e di tumori è ammissibile “nel personale esposto alle inalazioni di polveri di amianto (operai addetti all’estrazione e lavorazione del materiale) altrettanto non può dirsi nei confronti di chi ha utilizzato tute ignifughe o ha soggiornato in ambienti in cui le stesse tute erano presenti…in questo caso, infatti, non essendovi sviluppo di particelle (le quali, pertanto, non possono essere inalate) viene a cadere l’ipotesi cancerogena delle stesse, in quanto, di fatto, inesistenti o tutt’al più presenti in quantità del tutto trascurabili ed in forma occasionale, tanto da risultare inefficaci nella genesi del tumore in argomento…ne deriva che, nel caso di specie, trattandosi di solo soggiorno in ambienti in cui l’amianto si trovava in condizioni statiche non può ad esso attribuirsi alcuna azione oncogena, per cui viene a cadere l’ipotesi della dipendenza da causa di servizio, mancando, nella fattispecie, il necessario nesso di causalità o di concausalità efficiente e determinante”.

2) Il ricorso è fondato e deve essere accolto.

Non è contestato, sul piano fattuale che -OMISSIS- -OMISSIS-, nell’espletamento delle mansioni di Vigile del fuoco abbia utilizzato, sin dal 1967, tute ignifughe composte da amianto, indossate sia in occasione di prove di intervento, sia durante interventi effettivi, come accaduto per periodi non brevi nel corso dell’attività di vigilanza svolta presso l’autodromo di Monza, ovvero le abbia comunque maneggiate in occasione del controllo giornaliero del veicolo adibito al loro trasporto.

Del pari, è da ritenersi acquisito, perché non contestato, il fatto che, anche in occasione di altri interventi in discariche o in occasione di incendi (di automezzi o di vetture ferroviarie), egli sia entrato in contatto con l’amianto.

La tesi dell’amministrazione poggia sulla ritenuta assenza di un nesso eziologico, non ravvisato neppure in termini di concausalità, tra le prestazioni di servizio e la genesi della patologia, in quanto -OMISSIS- sarebbe entrato in contatto con l’amianto in condizioni statiche e in assenza di particelle suscettibili di inalazione, indispensabile per lo sviluppo del tumore, o, in ogni caso, anche ammettendo l’effettiva inalazione, questa si sarebbe verificata per la permanenza di -OMISSIS- in ambienti caratterizzati dalla presenza di amianto in quantità del tutto trascurabili ed in forma occasionale.

La tesi dell’amministrazione si fonda su argomentazioni apodittiche e prive di qualsivoglia dignità scientifica.

Si parte dal postulato – privo di qualunque dimostrazione - dell’impossibilità che le tute indossate, le coperte e gli altri materiali utilizzati potessero produrre particelle di amianto, per poi omettere qualunque considerazione sull’incidenza causale dell’inalazione avvenuta durante interventi operativi causati da incendi di materiali contenenti amianto, sino ad affermare che, se anche si riconosce l’avvenuta inalazione, essa è da ricondursi a situazioni occasionali e comunque a quantitativi irrisori.

Nondimeno, la documentazione acquisita in giudizio comprende relazioni mediche, non contestate dall’amministrazione, che attestano la stretta correlazione tra il servizio reso da -OMISSIS-, mediante l’uso di dispositivi composti di amianto e la genesi della malattia che lo ha condotto alla morte.

In particolare, la relazione della dottoressa OMISSIS (medico chirurgo specialista in medicina legale, la cui dettagliata analisi è stata acquisita nel procedimento penale aperto a seguito del decesso di -OMISSIS-) evidenzia come -OMISSIS- -OMISSIS- abbia indossato e maneggiato per esigenze di servizio tute ignifughe complete composte di amianto per circa vent’anni, dal 1967 al 1986, riconoscendo che proprio tale situazione ha determinato l’esposizione all’amianto che “costituisce la principale causa di insorgenza del mesotelioma maligno”. In particolare, si evidenzia come l’esposizione prolungata alle fibre di amianto sia dipesa proprio dal reiterato utilizzo delle tute ignifughe, nonché dall’intervento in occasione di incendi insistenti su materiali contenenti amianto, come quelli utilizzati per la coibentazione di tetti, per la pavimentazione, per la soffittatura, per la realizzazione di pannelli di isolamento e di rivestimento o ancora per la realizzazione di parti di veicoli, quali freni e frizioni.

Sul piano scientifico, si precisa che la relazione tra l’esposizione all’amianto e la genesi del mesotelioma è stata accertata, senza elementi di dubbio, sin da epoche anteriori a quella in cui -OMISSIS- ha iniziato ad utilizzare tute di amianto, tanto che dal 1986 il Ministero dell’Interno ha iniziato a sostituirle con altre composte di diverso materiale, sino a quando nel 1992 il legislatore, con la legge n. 257, ha vietato l’utilizzo di tale sostanza.

Sotto altro profilo, si mette in luce, richiamando precisi studi medici di valenza scientifica, come non esista una soglia di esposizione al di sotto della quale “il rischio di malattia sia assente in ragione di una differente sensibilità individuale”.

Anche la dichiarazione resa dal Dirigente del servizio sanitario del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di OMISSIS – presso il quale -OMISSIS- prestava servizio – attesta l’esistenza di una relazione quanto meno di concausalità tra l’esposizione all’amianto di -OMISSIS- -OMISSIS- in ragione delle mansioni svolte e l’insorgenza della patologia.

Ancora più nettamente, la Commissione medica Ospedaliera di Milano ha accertato la dipendenza da causa di servizio del mesotelioma pleurico che aveva colpito -OMISSIS-.

Si tratta di affermazioni puntualmente riscontrate nella relazione medica di parte, elaborata dal dottor OMISSIS, ove si ribadisce, da un lato, la stretta relazione causale tra l’esposizione all’amianto subita da -OMISSIS- per ragioni di servizio e per l’utilizzo di tute di amianto, dall’altro, l’assenza di soglie di esposizione al di sotto delle quali il rischio di malattia è assente per differente suscettibilità individuale.

Inoltre, tutte le relazioni mediche prodotte concordano nell’affermare che il periodo intercorrente tra l’esposizione all’amianto e la manifestazione c-OMISSIS-ca del mesotelioma pleurico (c.d. periodo di latenza) sia quanto mai lungo “ed anzi abnormemente lungo, essendo per lo più compreso tra i 20 e 40 anni (mediamente 30 anni)”.

I dati sinora evidenziati rendono evidente la sussistenza del nesso eziologico, da individuare secondo il noto criterio del “più probabile che non” utilizzato dalla giurisprudenza dominante, tra l’esposizione alle fibre di amianto cui è stato sottoposto -OMISSIS- -OMISSIS- e l’insorgere del mesotelioma pleurico che lo ha condotto al decesso.

Non può essere condivisa, perché del tutto inverosimile e priva di qualunque riscontro, la tesi dell’amministrazione per la quale egli sarebbe entrato in contatto con l’amianto esclusivamente in condizioni statiche e non di volatilità, sicché non avrebbe potuto inalare fibre o particelle di amianto.

Ora, al di là del fatto che il contatto con l’amianto non si è verificato solo in conseguenza dell’utilizzo delle tute integrali ignifughe composte di amianto, ma anche a causa dell’intervento operativo in occasione di incendi derivanti dalla combustione di materiali, di vario genere, contenenti amianto, con conseguente ragionevole probabilità di inalazione, resta fermo che non vi sono ragioni plausibili per superare le affermazioni, rese tanto dagli organi dell’amministrazione, quanto dai sanitari, che hanno correlato proprio all’impiego delle tute e di altri dispositivi ignifughi l’inalazione di fibre di amianto.

-OMISSIS- non solo ha maneggiato le tute, ma le ha indossate, anche per periodi prolungati, venendo interamente coperto dal materiale, trattandosi di tute complete e risponde a criteri di ragionevole verosimiglianza il fatto che l’utilizzo di questi dispositivi abbia comportato il distacco di fibre di amianto, inalate da chi stava utilizzando i dispositivi.

Del resto, dalla documentazione prodotta non risulta che le tute fossero realizzate con particolari tecniche tali da impedire il distacco di fibre o particelle di amianto.

A maggior ragione tale distacco appare del tutto verosimile rispetto all’utilizzo, parimenti attestato, di altri dispositivi realizzati con fibre di amianto, come le coperte ignifughe impiegate in occasione di incendi.

Non va poi dimenticato che il provvedimento di diniego impugnato non evidenzia neppure l’esistenza di altri fattori di rischio capaci di giustificare l’insorgenza della patologia, fermo restando che la tesi dell’esistenza di una soglia di inalazione al di sotto della quale non vi sarebbe evidenza scientifica di una correlazione con lo sviluppo del mesotelioma è palesemente smentita dalle risultanze scientifiche valorizzate dalle relazioni mediche in atti.

Ne consegue che il provvedimento gravato si rivela, alla luce delle risultanze documentali, connotato da un palese difetto di istruttoria e da una motivazione solo apparente, perché esclude l’esistenza del nesso di causalità sulla base di una serie di affermazioni apodittiche del tutto svincolate dalla fattispecie concreta.

Vero è, invece, che nella fattispecie in esame l’applicazione dei criteri scientifici operanti nella materia e la valorizzazione di canoni di comune esperienza conducono ad affermare, in coerenza con le citate relazioni sanitarie, la sussistenza di una stretta relazione causale tra l’esposizione all’amianto, cui -OMISSIS- -OMISSIS- è stato reiteratamente sottoposto per ragioni di servizio nell’arco di vent’anni e lo sviluppo del mesotelioma pleurico da cui era affetto.

Si tratta di considerazioni che trovano puntuale riscontro nei tempi di insorgenza della patologia, che si è manifestata nel 2006, ossia circa trent’anni dopo l’utilizzo delle tute, protratto sino al 1986, in piena coerenza con il periodo di latenza che caratterizza la manifestazione del mesotelioma pleurico.

In definitiva, l’azione di annullamento è fondata, sicché il diniego impugnato deve essere annullato, perché viziato sul piano istruttorio e motivazionale, come condivisibilmente dedotto dai ricorrenti.

Inoltre, la circostanza che la documentazione in atti confermi la dipendenza causale della patologia da fatti di servizio, conduce a condannare l’amministrazione resistente al pagamento dell’equo indennizzo, secondo gli ordinari criteri di liquidazione, in favore dei ricorrenti, titolari iure successorio della relativa pretesa creditoria.

3) In definitiva, il ricorso è fondato e deve essere accolto.

Le spese seguono la soccombenza e vengono liquidate in dispositivo.

OMISSIS

P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la OMISSIS
definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso e per l’effetto:

1) annulla il decreto del Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso pubblico e della Difesa civile prot. ....., datato ..... settembre 2008;

2) accerta il diritto dei ricorrenti al pagamento dell’equo indennizzo e condanna l’amministrazione resistente all’effettuazione del pagamento secondo gli ordinari criteri di liquidazione;

3) condanna l’amministrazione ricorrente al pagamento delle spese processuali in favore dei ricorrenti, liquidandole in euro 5.000,00 (cinquemila), oltre accessori di legge;

OMISSIS

Cobrani
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Re: Amianto Ignifugo

Messaggio da Cobrani » sab mag 13, 2017 2:13 pm

Buongiorno
Chiedo scusa a tutti, ho bisogno che divulghiate il messaggio qui sotto allegato a tutti i vostri contatti, se potete partecipate in massa.

In questo periodo il personale delle Forze Armate sta correndo il serio pericolo che i danni da infortuni e malattie subite nel corso del servizio siano valutate dall'inail, con la conseguente eliminazione del Comitato di Verifica e della normativa pensionistica correlata.
In buona sostanza è in corso una manovra tesa alla banalizzazione dello status di militare e della condizione a questo sottesa.
Esiste un pdl ora in discussione presso le commissioni XI e XII della Camera.
E' necessario che tutti i militari, le vittime e i familiari sappiano il rischio che si sta correndo.
Abbiamo creato un gruppo FORZE ARMATE: NO ALL'INAIL
Forze Armate: No all'INAIL !!!
Che non si dica...NON LO SAPEVO !
Il momento giusto è arrivato. Ora o mai più.

Partecipa al SIT-IN a Roma, in Piazza Montecitorio, previsto mercoledi 17/05/2017 dalle 11.00 alle 17,30
per dire: No all'INAIL !!! per dire che c'è bisogno di tutt'altro !!!
Il 17 maggio, alle ore 14.30, l'AFeVA Sardegna e l'AFEA Nazionale, componenti del CAD, saranno audite dalle Commissioni Lavoro e Affari Sociali della Camera dei Deputati.
Partecipa !
Per supportare la costante azione delle Associazioni delle Vittime dell'amianto e degli altri fattori nocivi che hanno minato e minano la salute del personale delle Forze Armate e Sicurezza Nazionale.

Il momento giusto è ora!

Maggiori Informazioni su
http://www.afevasardegna.it/attachments" onclick="window.open(this.href);return false; ... HE'_ok.pdf
Grazie a tutti e ricordatevi di divulgare in massa.

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