Amianto e gas radon

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Cobrani
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Re: Amianto e gas radon

Messaggio da Cobrani » sab mag 13, 2017 2:05 pm

Buongiorno
Chiedo scusa a tutti, ho bisogno che divulghiate il messaggio qui sotto allegato a tutti i vostri contatti, se potete partecipate in massa.

In questo periodo il personale delle Forze Armate sta correndo il serio pericolo che i danni da infortuni e malattie subite nel corso del servizio siano valutate dall'inail, con la conseguente eliminazione del Comitato di Verifica e della normativa pensionistica correlata.
In buona sostanza è in corso una manovra tesa alla banalizzazione dello status di militare e della condizione a questo sottesa.
Esiste un pdl ora in discussione presso le commissioni XI e XII della Camera.
E' necessario che tutti i militari, le vittime e i familiari sappiano il rischio che si sta correndo.
Abbiamo creato un gruppo FORZE ARMATE: NO ALL'INAIL
Forze Armate: No all'INAIL !!!
Che non si dica...NON LO SAPEVO !
Il momento giusto è arrivato. Ora o mai più.

Partecipa al SIT-IN a Roma, in Piazza Montecitorio, previsto mercoledi 17/05/2017 dalle 11.00 alle 17,30
per dire: No all'INAIL !!! per dire che c'è bisogno di tutt'altro !!!
Il 17 maggio, alle ore 14.30, l'AFeVA Sardegna e l'AFEA Nazionale, componenti del CAD, saranno audite dalle Commissioni Lavoro e Affari Sociali della Camera dei Deputati.
Partecipa !
Per supportare la costante azione delle Associazioni delle Vittime dell'amianto e degli altri fattori nocivi che hanno minato e minano la salute del personale delle Forze Armate e Sicurezza Nazionale.

Il momento giusto è ora!

Maggiori Informazioni su
http://www.afevasardegna.it/attachments" onclick="window.open(this.href);return false; ... HE'_ok.pdf
Grazie a tutti e ricordatevi di divulgare in massa.



sick
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Re: Amianto e gas radon

Messaggio da sick » gio giu 08, 2017 2:33 pm

Solo per completezza di informazione, una eventualmente azione risarcitoria per gli appartenenti al comparto Difesa va fatta al T.A.R. e non al giudice del lavoro. Esperienza personale.

panorama
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Re: Amianto e gas radon

Messaggio da panorama » sab ago 18, 2018 1:37 pm

Non sapevo che c'era un limite di caratteri e pagine per fare ricorso.
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DECRETO PRESIDENZIALE ,sede di VENEZIA ,sezione SEZIONE 1 ,numero provv.: 201800198,
- Public 2018-04-05 -


Pubblicato il 05/04/2018

N. 00198/2018 REG. PROV. PRES.
N. 00377/2018 REG. RIC.

REPUBBLICA ITALIANA
Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto
(Sezione Prima)


Il Presidente
ha pronunciato il presente
DECRETO

sul ricorso numero di registro generale 377 del 2018, proposto da
-OMISSIS-, rappresentati e difesi dall'avvocato Patrizia Sadocco, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;

contro
Ministero della Difesa non costituito in giudizio;
per l’accertamento del diritto delle ricorrenti al risarcimento dei danni tutti iure
hereditatis (biologico terminale, catastrofico, morale, patrimoniale ed esistenziale)
derivanti dalla gravissima patologia neoplastica (tumore al polmone) contratta
durante il servizio militare dal loro congiunto -OMISSIS- per
esposizione al gas Radon e che lo ha condotto al decesso;

e per la conseguente condanna del Ministero della Difesa al risarcimento dei danni tutti (biologico terminale, catastrofico, morale, patrimoniale ed esistenziale) patiti in vita dal Sig. -OMISSIS- nelle misure che saranno precisate nel corpo del presente atto.


Visti il ricorso e i relativi allegati;

Vista l’istanza di autorizzazione al superamento del numero di caratteri per l’atto di ricorso, come stabilito dal decreto del Presidente del Consiglio di Stato del 22 dicembre 2016, presentata a sanatoria dal difensore di parte ricorrente;

Considerato che il ricorso proposto supera di oltre 48.000 caratteri i limiti stabiliti dal decreto sopra indicato per tale atto in 70.000 caratteri (art.3), corrispondente a circa 33 pagine, contro le 52 del medesimo ricorso, senza considerare l’epigrafe e le conclusioni;

Ritenuto che le motivazioni addotte siano generiche e comunque non tali da giustificare l’autorizzazione per l’intero, per la ragione che il ricorso riporta all’interno dati attinenti a nomi, eventi anche riguardanti fasi processuali presso altra autorità giurisdizionale, che avrebbero potuto essere contenuti in separato documento (tipo tabella) ricognitivo, dovendo l’atto di ricorso, in base all’art. 3, comma 2, del codice del processo amministrativo, contenere l’esposizione del fatto e dei motivi di ricorso in maniera chiara e sintetica;

Ritenuto, peraltro, che la richiesta di autorizzazione a sanatoria non si faccia carico di dare conto, ai sensi dell’art. 7 del precitato decreto, dei gravi e giustificati motivi che hanno impedito di presentarla preventivamente al deposito del ricorso;

Ritenuto, pertanto, che l’istanza, avuto riguardo in via eccezionale alla natura della controversia, possa essere accolta solo in parte autorizzandosi in deroga il superamento nei limiti dei 15 mila caratteri, pari a circa otto pagine nel formato di cui all’art. 8 del medesimo decreto, fatta salva la facoltà della parte ricorrente, come difesa, di indicare, ai sensi dell’art. 7 del già citato decreto, gli argomenti o i motivi ai quali intende rinunciare;


P.Q.M.

Accoglie a sanatoria l’istanza di cui in narrativa nei limiti e nei sensi di cui in motivazione, a valere anche sul regime dimensionale dei successivi atti difensivi di tutte le parti.

Il presente decreto è depositato presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Il presente decreto sarà eseguito dall'Amministrazione ed è depositato presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all’art.22, comma 8 D.lg.s. 196/2003, manda alla Segreteria di procedere, in qualsiasi ipotesi di diffusione del presente provvedimento, all'oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi dato idoneo a rivelare lo stato di salute delle parti o di persone comunque ivi citate.

Così deciso in Venezia il giorno 5 aprile 2018.






Il Presidente
Maurizio Nicolosi






IL SEGRETARIO

In caso di diffusione omettere le generalità e gli altri dati identificativi dei soggetti interessati nei termini indicati.

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Re: Amianto e gas radon

Messaggio da panorama » sab ago 18, 2018 1:41 pm

idem come l'altro.
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DECRETO PRESIDENZIALE ,sede di VENEZIA ,sezione SEZIONE 1 ,numero provv.: 201800197,
Public 2018-04-05


Pubblicato il 05/04/2018

N. 00197/2018 REG. PROV. PRES.
N. 00376/2018 REG. RIC.

REPUBBLICA ITALIANA
Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto
(Sezione Prima)


Il Presidente
ha pronunciato il presente

DECRETO

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Re: Amianto e gas radon

Messaggio da panorama » sab ago 18, 2018 1:58 pm

dal sito

https://www.greenme.it/informarsi/ambie ... re-polmoni" onclick="window.open(this.href);return false;


27-07-2018
Gas radon: cos’è e dove si trova il killer silenzioso che provoca tumore ai polmoni

È la seconda causa di tumori ai polmoni dopo il fumo e non tutti lo sanno. Inodore e insapore, il gas radon si trova in natura ma rappresenta il principale fattore di rischio di cancro polmonare, dopo il vizio delle sigarette. Cosa vuol dire? E dove si trova il gas radon?

A lanciare l’allarme sono i geologi che, alla conferenza stampa “Radon rischio geologico dalla terra un pericolo invisibile per la salute: quanti lo conoscono?”, hanno voluto porre l’attenzione su un tema poco trattato dai media ma che dovrebbe essere più divulgato, dal momento che l’esposizione della popolazione a questo gas presente nell’aria può essere davvero pericolosa.

L’Istituto Superiore di Sanità ha infatti stimato che in Italia l’esposizione al radon è responsabile di circa 3200 casi di tumore polmonare all’anno..

“Il CNG già dal 2016, con l’istituzione di un apposito tavolo sul problema radon, ha voluto focalizzare l’attenzione sui rischi, ma soprattutto sulla natura del problema. L’origine tipicamente geologica del radon è data dalle concentrazioni naturali di uranio e radio contenute nelle rocce e nei terreni”, spiega Vincenzo Giovine, vicepresidente e coordinatore della commissione ambiente del Consiglio Nazionale dei Geologi.

L’esperto ha fatto riferimento anche ad uno studio che l’Arpa ha condotto basandosi sui dati della regione Lazio, da quale è emerso che le province con una più alta concentrazione di radon sono Viterbo e Frosinone.

Cos’è il radon

Il radon è un gas nobile radioattivo naturale derivato dal decadimento dell’uranio. Si trova in natura in piccole quantità nel suolo e nelle rocce. Poiché è un gas radioattivo, può risultare cancerogeno se inalato, in quanto emettitore di particelle alfa.

Si tratta, quindi, di un agente cancerogeno (l’Organizzazione Mondiale della Sanità, attraverso l’Iarc, l’ha classificato nel Gruppo 1, come fumo e amianto), la cui esposizione nei luoghi chiusi aumenta il rischio di contrarre un tumore polmonare, ma l’entità del rischio dipende dalla concentrazione di radon a cui è esposti e dalla durata dell’esposizione. In ogni caso, a parità di condizioni di esposizione al radon, i fumatori sono più a rischio dei non fumatori.

Per la maggior parte, il radon che viene inalato è espirato per la quasi totalità prima che decada (una piccola quantità va nei polmoni, nel sangue e negli altri organi), mentre i prodotti di decadimento inalati, per lo più attaccati al particolato, vanno a finire sulle pareti dell’apparato respiratorio e da qui alle cellule dei bronchi. Quindi il radon funziona un po’ come “trasportatore” dei suoi prodotti di decadimento, che sono i principali responsabili del danno biologico (Fonte).

http://old.iss.it/radon/index.php?id=168&tipo=25&lang=1" onclick="window.open(this.href);return false;

Dove si trova il radon

La principale fonte di questo gas è il terreno, ma altre fonti possono essere anche materiali da costruzione, specie se di origine vulcanica (tufo o i graniti) e l’acqua. Da queste fonti il gas quale fuoriesce e si disperde nell’ambiente, accumulandosi in locali chiusi. Qui diventa pericoloso. Il radon quindi si può trovare nelle abitazioni, nelle scuole e nei luoghi di lavoro.

E non solo: ci sono ospedali che producono il radon per uso terapeutico, attraverso un pompaggio del suo gas da una sorgente di radio e immagazzinandolo in piccoli tubi. Infine, nonostante la pericolosità , in Italia si usa anche procedere alla sua inalazione a scopi terapeutici per le vie respiratorie, soprattutto nei centri termali.

Ricapitolando, la presenza del radon può essere più elevata:
• nelle abitazioni costruite su terreni granitici o vulcanici o ricchi di tufo
• negli edifici le cui fondazioni poggiano direttamente sul terreno
• nei locali comunicanti direttamente con cantine o seminterrati tramite botole o scale
• nelle costruzioni in cui sono state utilizzate argille contenenti alluminio, granito, tufo, porfido, basalto, pietre laviche, pozzolane o cementi di origine pozzolanica, gessi chimici, ceramiche o cementi prodotti con scorie di alto forno

Cosa fare per ridurre il rischio radon?

Se si è fumatori è necessario smettere di fumare, perché è ormai chiaro che il rischio di tumore polmonare connesso all’esposizione al radon è molto più alto per i fumatori. Inoltre, è utile misurare la concentrazione di radon nella propria abitazione (la scheda dell’Iss su come si misura è molto interessante) e, soprattutto nel caso risultasse elevata, bisognerebbe procedere a ridurla con specifiche azioni di risanamento.

È consigliabile poi una ventilazione frequente degli ambienti ed evitare di fumare nei luoghi chiusi.
Gli interventi più radicali invece sono:
• sigillatura di crepe e fessure
• depressurizzazione del terreno
• aspirazione dell’aria interna
• pressurizzazione dell’edificio
• ventilazione del vespaio
• impermeabilizzazione del pavimento
Nel caso della costruzione di nuovi edifici, è bene accertarsi che siano state prese misure adatte a evitare l’ingresso del radon, come la predisposizione di vespai areati, di pavimenti galleggianti e l’isolamento di cantine e seminterrati.

Il documento

Il Consiglio Nazionale dei Geologi vuole sottoporre all’attenzione delle forze politiche un documento che rimanda alla nuova direttiva che prevede di stabilire dei valori di riferimento sui limiti per l’esposizione al radon.

Si fa riferimento alla nuova Direttiva 2013/59/Euratom che prevede l’introduzione di livelli riferimento inferiori a 300 Bq/m3, a quelli indicati dalla normativa italiana per gli ambienti di lavoro, nei quali vige ancora il Decreto legislativo 26/05/00 che stabilisce un limite di 500 Bq/m3. Sono valori di molto superiori a quelli proposti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che piuttosto raccomanda un limite medio di riferimento pari a 100 Bq/m3. Per quanto riguarda le abitazioni, in Italia fino per ora non esiste una normativa specifica di riferimento.

Per questo motivo, i geologi spingono affinché si proceda "celermente alla riduzione dei valori di esposizione della popolazione e dei lavoratori".

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Re: Amianto e gas radon

Messaggio da panorama » gio mar 07, 2019 4:18 pm

PARERE INTERLOCUTORIO del CdS

La ricorrente espone con dettaglio le condizioni ambientali nelle quali i militari impegnati al 1° -OMISSIS- hanno lavorato, evidenziando che sulle stesse “è tutt’ora pendente una richiesta da parte della procura di Padova”.

1) - diniego del riconoscimento della dipendenza da causa di servizio di infermità nonché dell'equiparazione alle vittime del dovere.

2) - deceduto nel contesto ambientale della base NATO (1°-OMISSIS-.) -OMISSIS-, con riguardo, in particolare, oltre al notorio problema delle coperture in eternit (amianto), all’esposizione agli effetti del gas radon (gas inerte radioattivo, destinato a dimezzarsi in pochi giorni se disperso nell’aria, che deriva dal decadimento del radio-226 della crosta terrestre, a sua volta derivato dall’uranio-238), notoriamente perniciosi quando il gas si sprigiona, come nel caso, in caverne e comunque in ambienti chiusi e non areati.
Solo i moderatori e gli Utenti del gruppo Sostenitori possono visualizzare i file allegati.

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