Acquedotto: gestione del servizio idrico integrato

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Acquedotto: gestione del servizio idrico integrato

Messaggio da panorama » lun lug 28, 2014 8:47 pm

1) - Acquedotto Lucano s.p.a. contro il Comune di Muro Lucano e avverso intervento di sistemazione della rete fognaria, al fine di eliminare le infiltrazioni d’acqua all’interno dell’abitazione privata.

2) - Il CdS con il presente Parere respinge il ricorso dell'Acquedotto, in quanto risulta dunque concretata la fattispecie disciplinata dall’art. 54, comma 4, del decreto legislativo n. 267 del 2000 e successive modifiche e integrazioni, applicata dal Comune.

Per meglio comprendere i fatti leggete qui sotto.
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28/07/2014 201400797 Definitivo 1 Adunanza di Sezione 11/06/2014


Numero 02477/2014 e data 28/07/2014


REPUBBLICA ITALIANA
Consiglio di Stato
Sezione Prima

Adunanza di Sezione del 11 giugno 2014

NUMERO AFFARE 00797/2014

OGGETTO:
Ministero dell'interno - Dipartimento per gli affari interni e territoriali.

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con istanza di sospensiva, proposto da Acquedotto Lucano s.p.a. contro il Comune di Muro Lucano e avverso intervento di sistemazione della rete fognaria.

LA SEZIONE
Vista la nota di trasmissione della Relazione prot. n. 6431 in data 24 aprile 2014 con la quale il Ministero dell'interno - Dipartimento per gli affari interni e territoriali ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sull'affare consultivo in oggetto;
Esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Giancarlo Luttazi.

Premesso

Acquedotto Lucano s.p.a. impugna:

- l’ordinanza sindacale del Comune di Muro Lucano n. 6736/13 del 13 luglio 2013, emessa ai sensi dell’articolo 54 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modifiche e integrazioni ed avente, per la parte che qui interessa, il seguente dispositivo: “Ordina con effetto immediato e per i motivi in premessa enunciati e che qui di seguito si intendono integralmente riportati, a tutela della pubblica e privata incolumità e della salute pubblica, alla società Acquedotto Lucano, in qualità di gestore unico delle reti pubbliche fognarie del comune di Muro Lucano nella persona del presidente (…..omissis…..), ad eseguire interventi di sistemazione del tratto di rete fognaria in via OMISSIS al fine di eliminare le infiltrazioni d’acqua all’interno dell’abitazione della signora D. A.”;

- la decisione assunta dalla Prefettura di Potenza e comunicata l’11 novembre 2013, di dichiarare l’irricevibilità per tardività del ricorso gerarchico proposto da Acquedotto Lucano s.p.a. avverso quella ordinanza sindacale n. 6736/13 del 13 luglio 2013.

La ricorrente rileva che:

- l’ordinanza impugnata è priva dei requisiti minimi previsti dall’articolo 54 del decreto legislativo n. 267 del 2000 applicato dal Comune;

- il decreto legislativo n. 152 del 2006 prevede che le attività inerenti la gestione del servizio idrico integrato siano affidate da parte dei Comuni del territorio, costituiti nella forma associativa dell’Ambito territoriale ottimale, al ricorrente Acquedotto Lucano s.p.a., le cui funzioni comprendono anche la programmazione degli interventi che si rendono necessari nell’ambito del territorio regionale; mentre nel caso di specie il Comune ha adottato un provvedimento che impone ad Acquedotto Lucano un intervento senza che quest’ultimo sia stato in precedenza richiesto per le vie ordinarie, e senza un coinvolgimento della Conferenza interistituzionale idrica; e ciò con motivazione assolutamente generica;

- in violazione dell’articolo 3 della legge n. 241 del 1990 l’ordinanza sindacale impugnata recava l’errata indicazione che avverso il provvedimento era esperibile anche il ricorso al Prefetto entro 60 giorni dalla notificazione, mentre invece, come eccepito dalla Prefettura, il termine per ricorrere al Prefetto era di 30 giorni;

- illegittimità della decisione assunta dalla Prefettura di Potenza, con richiesta del beneficio della remissione in termini per errore scusabile, indotto dalla erronea indicazione del termine di 60 giorni in calce al provvedimento del Comune.

La relazione del Ministero reca anche le controdeduzioni del Comune, il quale resiste al ricorso formulando eccezioni di rito.

Il Ministero si esprime per l’infondatezza del ricorso, condividendo peraltro il rilievo della ricorrente circa la scusabilità della tardiva proposizione della impugnazione al Prefetto.

Considerato:

Le censure proposte con il ricorso non sono fondate, sicché può prescindersi da tutte le eccezioni in rito.

Diversamente da quanto sostenuto dalla ricorrente l’articolo 54 del decreto legislativo n. 267 del 2000 risulta correttamente applicato, e la impugnata ordinanza dà adeguata motivazione in proposito.
Il provvedimento del Comune precisa in fatto, e la precisazione sul punto non è specificamente contestata che:

- a seguito di ripetute segnalazioni da parte della signora A. D. e dopo puntuali sopralluoghi da parte del personale del Comune e del personale di Acquedotto Lucano s.p.a. fu emessa l’ordinanza di sgombero della signora di D… con provvedimento n. .. dell’8 ottobre 2011 a seguito di copiose infiltrazioni di acqua all’interno dell’abitazione di quella signora, infiltrazioni provenienti dalla fogna esistente sulla sovrastante strada;

- in data 5 settembre 2011 fu emessa ordinanza di revoca di quella precedente ordinanza n. .. del 2011 perché l’Acquedotto Lucano, nella sua veste di gestore unico delle reti idriche e fognarie del Comune, aveva assunto il compito di intervenire per l’eliminazione dell’incoveniente;

- ma la stessa società Acquedotto Lucano ha successivamente ritenuto di sospendere i lavori senza portare a termine e soprattutto senza eliminare gli inconvenienti all’interno dell’abitazione della signora D..;

- alla data dell’impugnata ordinanza era in corso “procedimento” (così il provvedimento del Comune) promosso dalla suddetta signora a tutela dei propri diritti e nei confronti dell’Acquedotto Lucano e del Comune;

- le infiltrazioni d’acqua erano aumentate con grave pregiudizio della incolumità della signora D…;

- Acquedotto Lucano non aveva ancora provveduto ad eliminare la situazione di pericolo incombente.

Risulta dunque concretata la fattispecie disciplinata dall’art. 54, comma 4, del decreto legislativo n. 267 del 2000 e successive modifiche e integrazioni (“Il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta con atto motivato provvedimenti contingibili e urgenti nel rispetto dei princìpi generali dell’ordinamento, al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana”), posto che il permanere di notevoli e risalenti infiltrazioni di acqua di fognatura risulta sussumibile nel concetto di gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana.

L’applicabilità della normativa speciale d’urgenza esclude il vizio, pure denunciato nel ricorso, di violazione del nomale riparto di competenze sulla gestione del servizio idrico integrato.

P.Q.M.

Esprime il parere che il ricorso debba essere respinto, con assorbimento della istanza cautelare.



L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Giancarlo Luttazi Giuseppe Barbagallo




IL SEGRETARIO
Gabriella Allegrini



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Re: Acquedotto: gestione del servizio idrico integrato

Messaggio da panorama » mar nov 10, 2015 1:53 pm

Tariffe idriche, Consiglio di Stato accoglie ricorso Codacons e predispone controlli
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Il Consiglio di Stato, accogliendo le tesi del Codacons, sottoporrà a verifica i criteri tariffari del servizio idrico al fine di verificare se essi reintroducano in via surrettizia il criterio “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”, previsto dal d.lgs. n. 152 del 2006 ma abrogato dal referendum del 12 e 13 giugno 2011.

Con l’ordinanza interlocutoria n. 4745/2015 il Consiglio di Stato ha disposto una consulenza tecnica d’ufficio al fine di svolgere accertamenti sull’attendibilità e ragionevolezza tecnica della voce tariffaria inserita in bolletta e relativa alla copertura degli oneri finanziari in materia di servizio idrico integrato, approvata dall’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico nel dicembre 2012.

La questione nasce da un ricorso presentato dal Codacons al Tar della Lombardia, in cui si contestava la legittimità delle tariffe volte a coprire i costi sostenuti dai gestori del servizio idrico integrato, nella misura in cui esse non si limitino alla mera copertura dei costi derivanti dagli investimenti, ma inglobino nella misura forfettaria del 6% oltre gli oneri fiscali, i cd. “oneri finanziari”.

Il Consiglio di Stato, esaminati i motivi di ricorso proposti dal Codacons, si è convinto della necessità di verificare “attendibilità e ragionevolezza tecnica della voce tariffaria relativa alla copertura degli oneri finanziari – onde valutarne la conformità al vigente assetto normativo quale scaturito dall’esito referendario, non potendo tale componente tariffaria più essere improntata al criterio “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”, bensì al criterio, diverso e più restrittivo, della copertura integrale dei costi (segnatamente, per quanto qui rileva, dei costi del capitale proprio investito)” ed ha affidato una consulenza tecnica ad un Collegio peritale costituito da tre professori.

“Se sarà accertata l’irregolarità dell’applicazione in bolletta degli oneri finanziari, le società che gestiscono la fornitura di acqua alle famiglie saranno chiamate a restituire circa 400 milioni di euro ai cittadini, derivanti dall’illecito inserimento in fattura di una voce abrogata dal referendum. Per tale motivo il Codacons, che sarà presente con i propri esperti mercoledì all’apertura della Ctu, pubblicherà a breve sul proprio sito internet il modulo che le famiglie possono inviare al proprio gestore per bloccare la prescrizione e far valere i propri diritti, in attesa delle decisioni del Consiglio di Stato.

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Re: Acquedotto: gestione del servizio idrico integrato

Messaggio da panorama » mar gen 05, 2016 8:01 pm

Acqua, dal 1° gennaio in vigore il nuovo metodo tariffario.
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Nuova tariffa dell’acqua in vigore dal primo gennaio di quest’anno: fra le novità introdotte, ci saranno regole contrattuali omogenee per tutto il Paese, indennizzi automatici pari a 30 euro per il mancato rispetto degli standard di qualità, obblighi minimi di fatturazione.

Le novità sono state previste dall’Autorità per l’energia, il gas e il sistema idrico: con l’avvio del 2016, infatti, è entrato in vigore il Metodo Tariffario Idrico 2016/2019. Gli standar qualitativi dovranno essere garantiti dal primo luglio 2016.

Si tratta del nuovo quadro di regole approvato dall’Autorità “per tariffe idriche sempre più capaci di incentivare i necessari investimenti nel settore, garantendo allo stesso tempo la sostenibilità dei corrispettivi applicati all’utenza, favorendo il miglioramento della qualità dei servizi, la razionalizzazione delle gestioni e riconoscendo in modo efficiente i costi per le sole opere effettivamente realizzate”, dice l’Autorità.

Alla voce “nuove regole di qualità contrattuale” l’Autorità ha previsto una particolare attenzione e ha introdotto regole su diversi aspetti, univoche e valide tutto il Paese, superando le difformità tra gli standard qualitativi attualmente previsti nelle Carte dei servizi adottate dai diversi gestori.

Nel dettaglio, l’Autorità ha proposto “regole per rafforzare la tutela degli utenti finali con l’introduzione di standard di qualità contrattuali minimi omogenei sul territorio nazionale, con i relativi indennizzi automatici pari a 30 euro che il gestore dovrà corrispondere all’utente in caso di mancato rispetto degli standard stessi”.

Fra le principali novità introdotte si segnalano gli obblighi minimi di fatturazione che prevedono, a tutela dell’utente, che il gestore emetta una bolletta semestrale per consumi medi annui fino a 100 mc, quadrimestrale per quelli tra 101 e 1.000 metri cubi, trimestrale per quelli tra 1.001 mc e 3.000, bimestrale oltre i 3.000 mc;

le bollette superiori al 100% del consumo medio annuale potranno essere rateizzate e la relativa richiesta potrà essere effettuata anche nei 10 giorni successivi alla scadenza.

Sono inoltre previsti: tempi massimi per eseguire le prestazioni relative all’attivazione del contratto (ad es. 10 giorni per un allaccio, 5 giorni per attivare la fornitura o per una voltura); standard in materia di gestione dei reclami, risposte alle informazioni e servizi telefonici per gli utenti.

Gli standard qualitativi definiti dall’Autorità dovranno essere garantiti a partire dal 1° luglio 2016, entrando a pieno regime dal 1° gennaio 2017.

“Esprimiamo un giudizio positivo sulla nuova possibilità che viene data al consumatore di poter rateizzare le bollette superiori al 100% del consumo medio annuale così come sugli indennizzi automatici previsti in caso di mancato rispetto degli standard, mentre siamo critici sulla mancata soluzione del problema relativo al distacco della fornitura per un servizio vitale come l’acqua – ha detto Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando le nuove regole – Inoltre va aperto al più presto lo Sportello per il consumatore ed un servizio di conciliazione, già operativi per la luce ed il gas ma non per l’acqua.

Sono strumenti essenziali per informare il consumatore dei suoi diritti ed evitare soprusi da parte delle società che erogano il servizio”.

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