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Arretrati legge 210/92

Sezione dedicata alla libera circolazione di idee ed esperienze tra i diversi Corpi armati (e non) dello Stato.

Arretrati legge 210/92

Messaggioda EmilioF » mer mag 11, 2016 7:01 pm

Salve a tutti. Sono un ex dipendente pubblico in pensione,Vorrei una informazione sulla legge 210/92. Percepisco l'indennità per l'ottava classe dal 2008. Ho letto che la sentenza della Corte Costituzionale n. 293/2011 ha rivalutato tale indennità. Vorrei sapere se la sentenza è retroattiva e, se lo è, come devo fare per ottenere gli eventuali arretrati. Grazie. Emilio


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EmilioF
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Re: Arretrati legge 210/92

Messaggioda panorama » lun lug 17, 2017 8:08 pm

SENTENZA ,sede di POTENZA ,sezione SEZIONE 1 ,numero provv.: 201700488,- Public 2017-07-13 -
Pubblicato il 12/07/2017

N. 00488/2017 REG.PROV.COLL.
N. 00120/2017 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Basilicata
(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente
SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 120 del 2017, proposto da:

-OMISSIS-, rappresentata e difesa dall’avv. Domenico Laieta, nonché dallo stesso avv. Domenico Laieta, che si rappresenta e difende ai sensi dell’art. 22, comma 3, cod. proc. amm., entrambi domiciliati in Potenza Via IV Novembre n. 38;

contro
Ministero della Salute, in persona del Ministro p.t., non costituito in giudizio;
Ricorso ex artt. 112-115 Cod. Proc. Amm.,

per l’esecuzione del giudicato, formatosi sulla Sentenza della Sezione Lavoro del Tribunale di Potenza n. 273 del 30.4.2015;


Visti il ricorso ed i relativi allegati;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 5 luglio 2017 il Cons. Pasquale Mastrantuono e udito l’avv. Domenico Laieta;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.


FATTO e DIRITTO

La sig.ra -OMISSIS-, in seguito ad un trattamento emotrasfusionale, contraeva in modo permanente una delle infermità previste dall’art. 1 ex L. n. 210/1992 e pertanto le veniva riconosciuto l’indennizzo stabilito dallo stesso art. 1 ex L. n. 210/1992, che ai sensi dell’art. 2, commi 1 e 2, della stessa Legge doveva essere “rivalutato annualmente sulla base del tasso di inflazione programmata” ed “integrato da una somma corrispondente all’importo dell’indennità integrativa speciale di cui alla L. n. 324/1959”.

Poiché il Ministero della Salute aveva provveduto a rivalutare annualmente soltanto l’importo dell’indennizzo, la sig.ra -OMISSIS- chiedeva al Ministero che gli fossero corrisposte anche le somme relative alla rivalutazione annuale della citata indennità integrativa speciale ex L. n. 324/1959.

Essendo rimasta insoddisfatta tale richiesta, adiva la Sezione Lavoro del Tribunale di Potenza, che con Sentenza n. 273 del 30.4.2015 condannava il Ministero della Salute al pagamento della somma di € 12.442,98, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria, se maggiore, maturati dall’1.1.2012 fino al soddisfo, nonché al pagamento delle spese processuali, liquidate in complessivi € 1.800,00, oltre IVA e CPA come per legge, in favore dell’avv. Domenico Laieta, dichiaratosi antistatario.

Tale Sentenza in data 2.10.2015 è stata munita di formula esecutiva ed in data 8/9.10.2015 è stata notificata al Ministero della Salute presso la sede di Roma.

Successivamente la sig.ra -OMISSIS- e l’avv. Domenico Laieta hanno proposto il presente ricorso, notificato il 31.3.2017 e depositato il 7.4.2017, al quale è stata allegata la certificazione attestante il passaggio in giudicato della suindicata Sentenza n. 273 del 30.4.2015, hanno chiesto la corresponsione delle suddette somme, ed anche il pagamento delle spese forfettarie ex art. 2 D.M. n. 55/2014 e la fissazione, ai sensi dell’art. 114, comma 4, lett. e), cod. proc. amm., di una “somma di denaro dovuta dall’Amministrazione resistente per ogni violazione o inosservanza successiva ovvero per ogni ritardo nell’esecuzione del giudicato”.

Essendo spirato il termine di 120 giorni previsto dall’art. 14, comma 1, D.L. n. 669/1996 conv. in L. n. 30/1997, il Collegio ritiene il presente ricorso ammissibile.

Nel merito, il ricorso è parzialmente fondato, in quanto non può essere corrisposto il pagamento delle spese forfettarie ex art. 2 D.M. n. 55/2014, in quanto con la suddetta Sentenza n. 273 del 30.4.2015 la Sezione Lavoro del Tribunale di Potenza ha disposto che alle spese processuali di € 1.800,00 dovevano essere aggiunte soltanto l’IVA e la CPA.

Mentre il ricorso va accolto con riferimento alle altre somme richieste, in quanto l’inerzia del Ministero intimato configura palese violazione dell’obbligo dell’autorità amministrativa di conformarsi a quanto deciso con provvedimento del Giudice Ordinario.

Infatti, l’Amministrazione resistente, non costituitasi in giudizio, non ha assolto l’onere di provare l’avvenuto parziale o integrale adempimento (cfr. in tema di prova dell’adempimento ex multis Cass. SS.UU. n. 12533/2001), prima della notifica del presente ricorso, per cui costituisce dato incontestato il perdurare dell’inottemperanza alla corresponsione in favore dei ricorrenti delle suddette somme, indicate nella citata Sentenza n. 273 del 30.4.2015.

Inoltre, la domanda, volta ad ottenere le penalità ex art. 114, comma 4, lett. e), cod. proc. amm. successive alla pubblicazione della presente Sentenza, va accolta, limitandola nella misura degli ulteriori interessi legali a decorrere dalla comunicazione in forma amministrativa della presente Sentenza o dalla sua notificazione, se anteriore (sul punto cfr. TAR Basilicata Sent. n. 58 del 29.1.2016), in quanto l’art. 1, comma 781, L. n. 208/2015, entrato in vigore l’1.1.2016, ha aggiunto alla predetta norma le seguenti parole: “Nei giudizi di ottemperanza aventi ad oggetto il pagamento di somme di denaro, la penalità di mora di cui al primo periodo decorre dal giorno della comunicazione o notificazione dell'ordine di pagamento disposto nella Sentenza di ottemperanza; detta penalità non può considerarsi manifestamente iniqua quando è stabilita in misura pari agli interessi legali”.

Pertanto, va statuito l’obbligo del Ministero della Salute di provvedere al pagamento, in favore dei ricorrenti, delle suindicate somme a loro spettanti, detratto quanto già eventualmente corrisposto per tale titolo.

Lo stesso Ministero dovrà provvedere a quanto innanzi entro il termine di 60 giorni, decorrente dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza, ovvero dalla sua notificazione, se anteriore.

Per il caso di ulteriore inottemperanza, si nomina sin d’ora Commissario ad acta il Prefetto di Roma o un funzionario dallo stesso delegato, il quale provvederà nel termine di 60 giorni dalla data del suo eventuale insediamento al compimento degli atti necessari all’esecuzione della suindicata Sentenza n. 273 del 30.4.2015.

Le spese per l’eventuale funzione commissariale sono poste a carico del Ministero resistente e vengono liquidate nella somma complessiva indicata in dispositivo.

Il Commissario ad acta potrà esigere la suddetta somma all’esito dello svolgimento della funzione commissariale.

Le spese del presente giudizio seguono la soccombenza e sono liquidate nella misura indicata in dispositivo.
In relazione a tale ultimo profilo, va altresì precisato che in dette spese di lite rientrano, in modo omnicomprensivo, tutte le spese accessorie, ovverosia le spese ed i compensi professionali relativi agli atti successivi alla Sentenza azionata e funzionali all’introduzione del giudizio di ottemperanza.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Basilicata accoglie il ricorso in epigrafe e, per l’effetto:

-dichiara l’obbligo del Ministero della Salute di dare esecuzione, secondo quando indicato in parte motiva, alla Sentenza in epigrafe, nel termine di 60 giorni dalla comunicazione in forma amministrativa o dalla notificazione della presente decisione, se anteriore;

-per il caso di ulteriore inottemperanza, nomina Commissario ad acta il Prefetto di Roma, o un suo delegato, che provvederà ai sensi e nei termini di cui in motivazione al compimento degli atti necessari all’esecuzione della medesima Sentenza;

-determina in € 1.000,00, l’importo da corrispondere a detto Commissario ad acta per l’espletamento dell’incarico, qualora si dovesse rendere necessario lo svolgimento della funzione sostitutoria, ponendo detto importo a carico della parte resistente.

Condanna il Ministero della Salute al pagamento in favore del difensore della ricorrente avv. Domenico Laieta, dichiaratosi antistatario, dei compensi e delle spese relativi al presente giudizio, che vengono liquidati, ai sensi del D.M. n. 55 del 10.3.2014, nella somma complessiva di € 1.000,00 oltre IVA, CPA e Contributo Unificato nella misura versata.

Lo stesso Ministero è tenuto a corrispondere al Commissario ad acta il compenso sopra indicato.

Ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 22, comma 8, e 52, comma 2, D.Lg.vo n. 196/2003, manda alla Segreteria di procedere, in qualsiasi ipotesi di diffusione del provvedimento, all’oscuramento del nome e cognome della ricorrente, nonché di qualsiasi dato idoneo a rivelare il suo stato di salute.
Manda alla Segreteria di comunicare la presente Sentenza all’Amministrazione intimata.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Potenza nella camera di consiglio del giorno 5 luglio 2017 con l'intervento dei magistrati:
Giuseppe Caruso, Presidente
Pasquale Mastrantuono, Consigliere, Estensore
Benedetto Nappi, Referendario


L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Pasquale Mastrantuono Giuseppe Caruso





IL SEGRETARIO

In caso di diffusione omettere le generalità e gli altri dati identificativi dei soggetti interessati nei termini indicati.


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