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DPTS e Disturbi d’Ansia in cause di servizio

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DPTS e Disturbi d’Ansia in cause di servizio

Messaggioda Alessandra DAlessio » dom ott 08, 2017 3:53 pm

Ricevo sempre piu’ spesso richieste in forma privata che esprimono una domanda di aiuto per ciò che concerne potenziali cause di servizio per danno psicologico ( o danno biologico di natura psicologica).
Vorrei mettere a disposizione di tutti un breve riassumo della questione.

Il danno biologico psicologico consiste in una patologia psichica che insorge a seguito di un evento traumatico o un logoramento sistemico di una certa entità che si manifesta attraverso sintomi che si stabilizzano in un arco temporale variabile.
Per le cause di servizio, cosi’ come per le richieste di risarcimento del danno, va dimostrato il nesso causale tra la patologia insorta e l’evento lesivo. (gli eventi lesivi sono una moltitudine e non possono essere qui esposti tutti: vanno da esperienze traumatiche legate alle missioni all’estero ad esposizione a morte in vari contesti, ad esperienze dirette ed indirette legate ad abusi su minori ecc
Cio’ che si rende necessario in questi casi è rilevare un nesso causale tra l’evento lesivo e la compromissione dell’integrità psico-fisica della persona che lo ha subito, del suo equilibrio psicologico e della sua vita relazionale.

La patologia più diffusa tra i militari è il DPTS – Disturbo Post traumatico da Stress, oltre la varie tipologie di Disturbi D’Ansia e Depressivi.
Il danno psichico è comunque sempre provocato dalla correlazione tra l’evento traumatico e la struttura psichica di base dell’individuo. Ai fini della richiesta risarcitoria è necessario che lo psicologo accerti la sussistenza di un danno psicologico a seguito del verificarsi di un evento lesivo attraverso l’esclusione di ogni altra possibile causa del danno.
Si tratta di un lavoro minuzioso che prevede una ricostruzione, una valutazione clinica e la stesura di una specifica relazione.

Come si procede nel lavoro di valutazione del danno psicologico?
Lo psicologo deve rintracciare tutta una serie di fattori quali: la successione temporale, la situazione antecedente il fatto, la presenza di patologie preesistenti attraverso una ricognizione di tutta la documentazione nonché procedere ad una ricostruzione narrativa dei fatti che valuti le abitudini comportamentale dell’individuo prima e dopo l’evento lesivo, le compromissioni delle attività realizzatrici della persona, quale ad esempio la lesione della serenità familiare, o del godimento di un ambiente salubre anche, eventualmemnte, attraverso testimoni privilegiati, congiunti o altre figure informate sui fatti.

Si tratta di un lavoro che puo’ durare da 1 a 2 mesi al termine del quale il soggetto avrà tutta la documentazione necessaria per procedere nella sua causa di servizio/di risarcimento dei danni.
Alessandra D'Alessio
Psicologo Clinico e del Lavoro
email: info@studio-atena.it
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