Buongiorno Avvocato, le chiedo lumi in merito ad un fatto spiacevole che mi è accaduto, rimanendo volutamente vago in certi aspetti per ovvi motivi:
Sono un comandante di un reparto ed un giorno, dopo un periodo di assenza, entrando nel mio ufficio chiuso a chiave, ho notato che alcune carte sulla scrivania non erano come io le avevo lasciate, sul momento ho pensato che mi sbagliassi ed ho acceso il pc per lavorare. All'accensione totale del pc, ho notato delle icone sul desktop, lasciate da un programma, e parlando con un mio amico informatico, elencandogli i nomi delle icone, mi riferiva trattarsi delle icone che un programma di ricerca lascia quando viene utilizzato ergo qualcuno aveva controllato il mio pc e quindi anche il mio ufficio!!

Ho chiesto lumi al mio sottoposto il quale dapprima riferiva di non saperne nulla ma poi messo alle strette anche perchè era l'unico oltre a me ad avere la chiave dell'ufficio, datagli per eventuali problemi urgenti, mi riferiva che il nostro superiore, ufficiale, si era li recato unitamente a personale specializzato e si era fatto aprire l'ufficio per fare....BOH non si sa cosa, ordinandogli di stare zitto. Mi sono subito recato presso il superiore per avere delucidazioni in merito e lui ammetteva il fatto asserendo che quale responsabile del materiale, compresi i pc, doveva controllare che tutto fosse a posto. Non ho recriminato altro per non far scoppiare subito una lite e mantenendo la calma sono andato via. Ora, secondo me vi è stata una perquisizione abusiva anche perchè la scusa del controllo al pc, se anche fosse vero, non giustificherebbe l'ingresso fraudolento e la mia mancata presenza al controllo... e se mi avessero messo dentro al pc qualcosa d'illegale.... e se da quel pc si fossero collegati ad internet andando su siti pedopornografici risultando così io l'autore di tale collegamenti.... e se con la mia posta avessero spedito messaggi minatori o terroristici? e se.... potrei scriverne tante di allusioni.
Lei che dice, potevano fare ciò che hanno fatto?