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legge altezza forze armate

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Questo servizio è gratuito, quindi le domande che saranno rivolte all'Avv. Carta verranno evase compatibilmente con i suoi impegni professionali. Nel caso desideri approfondire il rapporto professionale, potrai metterti in contatto con l'avvocato ai recapiti che leggerai in calce ad ogni sua risposta.

legge altezza forze armate

Messaggioda hal » mar gen 20, 2015 6:32 pm

Salve Avvocato Carta!
Scrivo la presente perchè a tutt'oggi (14/01/2015) durante le visite di idoneità per VFP1, si viene dichiarati ANCORA non idonei per mancanza di requisiti di altezza 1,61/1,65, visto che la legge sui requisiti di altezza è passata alla camera in data 21/01/2014 abolendo tali misure, mi chiedo:
-E' possibile che ancora si continui con le inidoneità per altezza?
-Ci sarebbero i presupposti per un ricorso?
-Quando verrà applicata finalmente la legge, visto che i 15 giorni di rito sono già passati?
In attesa di una sua risposta.
Cordiali saluti


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Re: legge altezza forze armate

Messaggioda avt8 » sab gen 24, 2015 10:07 pm

hal ha scritto:Salve Avvocato Carta!
Scrivo la presente perchè a tutt'oggi (14/01/2015) durante le visite di idoneità per VFP1, si viene dichiarati ANCORA non idonei per mancanza di requisiti di altezza 1,61/1,65, visto che la legge sui requisiti di altezza è passata alla camera in data 21/01/2014 abolendo tali misure, mi chiedo:
-E' possibile che ancora si continui con le inidoneità per altezza?
-Ci sarebbero i presupposti per un ricorso?
-Quando verrà applicata finalmente la legge, visto che i 15 giorni di rito sono già passati?
In attesa di una sua risposta.
Cordiali saluti


Devi guardare quando e stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale-
Ma comunque dalla legge sono esclusi i nani- Questa prevede una determinata altezza,in base al profilo professionale ai cui si vuole accedere - Non pretenderai che un corraziere sia alto 1,65 cm-
bisogna di sicuro essere più alti di 1,55-


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Re: legge altezza forze armate

Messaggioda AntonioPE » dom gen 25, 2015 11:32 am

Per chi è interessato. La Legge 12 gennaio 2015 n. 2, recante “Modifica all’articolo 635 del codice dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e altre disposizioni in materia di parametri fisici per l’ammissione ai concorsi per il reclutamento nelle Forze armate, nelle Forze di polizia e nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
La data di entrata in vigore della disposizione che di fatto elimina gli attuali limiti di altezza previsti per il reclutamento è fissato il 6 febbraio 2015.


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Re: legge altezza forze armate

Messaggioda hal » dom gen 25, 2015 10:53 pm

hal ha scritto:Salve Avvocato Carta!
Scrivo la presente perchè a tutt'oggi (14/01/2015) durante le visite di idoneità pr VFP1, si viene dichiarati ANCORA non idonei per mancanza di requisiti di altezza 1,61/1,65, visto che la legge sui requisiti di altezza è passata alla camera in data 21/01/2014 abolendo tali misure, mi chiedo:
-E' possibile che ancora si continui con le inidoneità per altezza?
-Ci sarebbero i presupposti per un ricorso?
-Quando verrà applicata finalmente la legge, visto che i 15 giorni di rito sono già passati?
In attesa di una sua risposta.
Cordiali saluti


Devi guardare quando e stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale-
Ma comunque dalla legge sono esclusi i nani- Questa prevede una determinata altezza,in base al profilo professionale ai cui si vuole accedere - Non pretenderai che un corraziere sia alto 1,65 cm-
bisogna di sicuro essere più alti di 1,55-


La ringrazio della risposta anche se poco delucidante ed esaudiente!.So perfettamente di cosa parla la legge visto che ho seguito l'iter in tutti questi anni ,comprese le varie modifiche che sono state apportate.
Per quanto riguarda il "nanismo" :non credo sia il nostro caso, anche perchė chiunque sia affetto da questa patologia non supera l'1,40 che sarebbe la cosa meno irrilevante, ma si porta dietro un bagaglio non indifferente di problemi di salute....detto ció, io penso che il vero valore e la consistenza di una persona non si denotta dalla lunghezza delle gambe...ma dall'avere un'ottimo cervello che pensa e ragiona e sopratutto che sia ben collegato alla lingua quando ci si esprime!
Quanti idioti ho conosciuto in vita mia che rasentavano i due metri!!!!


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Re: legge altezza forze armate

Messaggioda hal » dom gen 25, 2015 10:55 pm

hal ha scritto:Salve Avvocato Carta!
Scrivo la presente perchè a tutt'oggi (14/01/2015) durante le visite di idoneità pr VFP1, si viene dichiarati ANCORA non idonei per mancanza di requisiti di altezza 1,61/1,65, visto che la legge sui requisiti di altezza è passata alla camera in data 21/01/2014 abolendo tali misure, mi chiedo:
-E' possibile che ancora si continui con le inidoneità per altezza?
-Ci sarebbero i presupposti per un ricorso?
-Quando verrà applicata finalmente la legge, visto che i 15 giorni di rito sono già passati?
In attesa di una sua risposta.
Cordiali saluti


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Ma comunque dalla legge sono esclusi i nani- Questa prevede una determinata altezza,in base al profilo professionale ai cui si vuole accedere - Non pretenderai che un corraziere sia alto 1,65 cm-
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La ringrazio della risposta anche se poco delucidante ed esaudiente!.So perfettamente di cosa parla la legge visto che ho seguito l'iter in tutti questi anni ,comprese le varie modifiche che sono state apportate.
Per quanto riguarda il "nanismo" :non credo sia il nostro caso, anche perchė chiunque sia affetto da questa patologia non supera l'1,40 che sarebbe la cosa meno irrilevante, ma si porta dietro un bagaglio non indifferente di problemi di salute....detto ció, io penso che il vero valore e la consistenza di una persona non si denotta dalla lunghezza delle gambe...ma dall'avere un'ottimo cervello che pensa e ragiona e sopratutto che sia ben collegato alla lingua quando ci si esprime! Quanti idioti ho conosciuto in vita mia che rasentavano i due metri!!!!


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Re: legge altezza forze armate

Messaggioda hal » dom gen 25, 2015 10:55 pm

hal ha scritto:Salve Avvocato Carta!
Scrivo la presente perchè a tutt'oggi (14/01/2015) durante le visite di idoneità pr VFP1, si viene dichiarati ANCORA non idonei per mancanza di requisiti di altezza 1,61/1,65, visto che la legge sui requisiti di altezza è passata alla camera in data 21/01/2014 abolendo tali misure, mi chiedo:
-E' possibile che ancora si continui con le inidoneità per altezza?
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La ringrazio della risposta anche se poco delucidante ed esaudiente!.So perfettamente di cosa parla la legge visto che ho seguito l'iter in tutti questi anni ,comprese le varie modifiche che sono state apportate.
Per quanto riguarda il "nanismo" :non credo sia il nostro caso, anche perchė chiunque sia affetto da questa patologia non supera l'1,40 che sarebbe la cosa meno irrilevante, ma si porta dietro un bagaglio non indifferente di problemi di salute....detto ció, io penso che il vero valore e la consistenza di una persona non si denotta dalla lunghezza delle gambe...ma dall'avere un'ottimo cervello che pensa e ragiona e sopratutto che sia ben collegato alla lingua quando ci si esprime! Quanti idioti ho conosciuto in vita mia che rasentavano i due metri!!!!


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Re: legge altezza forze armate

Messaggioda hal » dom gen 25, 2015 10:56 pm

hal ha scritto:Salve Avvocato Carta!
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La ringrazio della risposta anche se poco delucidante ed esaudiente!.So perfettamente di cosa parla la legge visto che ho seguito l'iter in tutti questi anni ,comprese le varie modifiche che sono state apportate.
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Re: legge altezza forze armate

Messaggioda hal » dom gen 25, 2015 10:59 pm

[quote=""][quote="hal"]Salve Avvocato Carta!
Scrivo la presente perchè a tutt'oggi (14/01/2015) durante le visite di idoneità pr VFP1, si viene dichiarati ANCORA non idonei per mancanza di requisiti di altezza 1,61/1,65, visto che la legge sui requisiti di altezza è passata alla camera in data 21/01/2014 abolendo tali misure, mi chiedo:
-E' possibile che ancora si continui con le inidoneità per altezza?
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Cordiali saluti[/quote]

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Re: legge altezza forze armate

Messaggioda hal » dom gen 25, 2015 11:05 pm

La ringrazio della risposta anche se poco delucidante ed esaudiente!.So perfettamente di cosa parla la legge visto che ho seguito l'iter in tutti questi anni ,comprese le varie modifiche che sono state apportate.
Per quanto riguarda il "nanismo" :non credo sia il nostro caso, anche perchė chiunque sia affetto da questa patologia non supera l'1,40 che sarebbe la cosa meno irrilevante, ma si porta dietro un bagaglio non indifferente di problemi di salute....detto ció, io penso che il valore e la consistenza di una persona non si denotta dalla lunghezza delle gambe...ma dall'avere un'ottimo cervello che pensa e ragiona e sopratutto che sia ben collegato alla lingua quando ci si esprime! Quanti idioti ho conosciuto in vita mia che rasentavano i due metri!!!


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Re: legge altezza forze armate

Messaggioda hal » dom gen 25, 2015 11:05 pm

La ringrazio della risposta anche se poco delucidante ed esaudiente!.So perfettamente di cosa parla la legge visto che ho seguito l'iter in tutti questi anni ,comprese le varie modifiche che sono state apportate.
Per quanto riguarda il "nanismo" :non credo sia il nostro caso, anche perchė chiunque sia affetto da questa patologia non supera l'1,40 che sarebbe la cosa meno irrilevante, ma si porta dietro un bagaglio non indifferente di problemi di salute....detto ció, io penso che il valore e la consistenza di una persona non si denotta dalla lunghezza delle gambe...ma dall'avere un'ottimo cervello che pensa e ragiona e sopratutto che sia ben collegato alla lingua quando ci si esprime! Quanti idioti ho conosciuto in vita mia che rasentavano i due metri!!!


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Re: legge altezza forze armate

Messaggioda panorama » lun mar 16, 2015 11:43 pm

per le persone interessate alla questione.
----------------------------------------------------------------------------
Il Tar Lazio precisa, ecco alcuni brani:

1) - Inoltre, sotto il profilo comparatistico è stato evidenziato che nel Regno Unito, in Germania e in Francia, non solo sono previsti limiti di altezza più bassi di quelli prescritti in Italia (in Francia il limite minimo di statura, identico per uomini e donne, è di metri 1,50 per l'Esercito; in Germania il limite minimo è di metri 1,55; nel Regno Unito è previsto il limite di metri 1,48 per l'Esercito e di metri 1,51 per la Marina), ma soprattutto è prevista una valutazione funzionale complessiva dell’idoneità fisica del candidato, rapportata a determinati indici di massa corporea.

2) - Alla luce delle considerazioni sopra svolte, la normativa regolamentare in contestazione, così come la previsione dell’art. 12 del bando di concorso che la riproduce, sono illegittime e vanno pertanto annullate con conseguente annullamento del provvedimento applicativo di esclusione dell’interessata dalla procedura concorsuale in questione.

3) - In esecuzione della presente decisione l’Amministrazione è tenuta a riammettere la ricorrente alle successive fasi valutative della procedura concorsuale in questione.

Cmq. vi consiglio di leggere tutto il contesto
--------------------------------------------------------------------------------------------------------
SENTENZA BREVE ,sede di ROMA ,sezione SEZIONE 1B ,numero provv.: 201504181, - Public 2015-03-13 -


N. 04181/2015 REG.PROV.COLL.
N. 15065/2014 REG.RIC.


REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Prima Bis)
ha pronunciato la presente

SENTENZA
ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 15065 del 2014, integrato da motivi aggiunti, proposto da:
OMISSIS, rappresentata e difesa dagli avv.ti A. R., L. G. M., con domicilio eletto presso A. D. A. in Roma, Via Portuense, 104;

contro
Ministero della Difesa, in persona del Ministro p.t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliataria in Roma, via dei Portoghesi, 12;

nei confronti di
M. D. M.;

per l'annullamento
del verbale della Commissione per gli accertamenti sanitari in data 4 novembre 2014, con il quale la ricorrente è stata dichiarata 'non idonea', per l'effetto, esclusa dal concorso;

ove occorra dell'art. 12, comma 2 lett a), del bando di concorso - indetto con decreto n° 187/2014 dell'8 luglio 2014 - «per titoli ed esami, per l'ammissione di 41 allievi al 7° Corso AUFP dell'Esercito per il conseguimento della nomina a tenente in forma prefissata, ausiliario del ruolo normale del corpo degli ingegneri, del corpo di commissariato e del corpo sanitario dell'Esercito» nella parte in cui prevede il possesso da parte dei concorrenti di una statura "non inferiore...[...]...a m. 1,61 se di sesso femminile";

di ogni ulteriore atto presupposto, conseguente e/o consequenziale.

Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero della Difesa;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 4 febbraio 2015 la dott.ssa Floriana Rizzetto e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;

La ricorrente, laureata in ingegneria, ha partecipato al concorso per l'ammissione di 41 allievi al 7° corso AUFP dell'Esercito per il conseguimento della nomina a tenente in ferma prefissata, ausiliario del ruolo normale dei Corpo degli ingegneri, Corpo di commissariato e del Corpo sanitario dell'esercito – indetto con decreto n. 187 del 8.7.2014 (pubblicato sulla GU n. 55 del 15.7.2014) - superando le prove culturali, di efficienza fisica e di idoneità attitudinale.

Con il ricorso in esame la predetta impugna il giudizio di non inidoneità espresso dalla Commissione per gli accertamenti sanitari in data 4 novembre 2014 in quanto, essendo alta 1,57 mt., è risultata priva del requisito dell’altezza minima per le donne (1,61 mt) prescritto dall’art. 12 co. 2 lett. a) del bando di concorso; impugna altresì la predetta previsione del bando e la normativa che prescrive il requisito in parola.

Il ricorso è affidato a profili di censura riconducibili alla violazione e falsa applicazione degli artt. 1 e 2 del 2 del D.P.C.M. 22-7-1987 n. 411, nonché degli artt. 109 e 1955 del D.lvo. n. 66/2010 nonché dell’art. 120 del DPR n. 90/2010; Eccesso di potere sotto diversi profili.

Con motivi aggiunti la ricorrente impugna altresì il decreto n. 338/2014 con il quale è stata approvata la graduatoria finale di merito del concorso in questione.

Si è costituita in giudizio l’Amministrazione che deposita gli atti del procedimento e rapporto difensivo.
Non si è costituito il contro interessato intimato.

Alla Camera di Consiglio del 4.2.2015 la causa è trattenuta in decisione con sentenza in forma semplificata, sussistendone i presupposti e dandone avviso alle parti.

Costituiscono oggetto di impugnativa il provvedimento di esclusione della ricorrente dal concorso per il reclutamento di Ingegneri nell’Esercito – in quanto priva del requisito dell’altezza minima - nonché, quali atti presupposti, l’art. 12 co. 2 lett. a) del bando di concorso in contestazione nonché l’art. 587 del DPR n. 90/2010 (testo unico delle disposizioni regolamentari, anch’esso di natura compilativa) il quale, riproducendo quanto disposto dall’art. 2 del D.P.C.M. 22-7-1987 n. 411 (come modificato dall'art. 1 del D.P.C.M. 16 marzo 2000, n. 112) prescrive il limite minimo di altezza per l'ammissione ai concorsi per il reclutamento del personale delle Forze armate, fissato in mt.1,61 per le donne.

Successivamente all’adozione dell’atto impugnato, la normativa in materia è stata oggetto di profonde modifiche introdotte dalla L. 12-1-2015 n. 2, che ha disposto che “1. Al fine di sostituire il requisito dei limiti di altezza per il reclutamento del personale delle Forze armate, previsto dall'articolo 587 del testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, di cui al DPR 15.3.2010, n. 90, con parametri atti a valutare l'idoneità fisica del candidato al servizio, la lettera d) del comma 1 dell'articolo 635 del codice dell'ordinamento militare, di cui al D.lvo 15.3.2010, n. 66, è sostituita dalla seguente: «d) rientrare nei parametri fisici correlati alla composizione corporea, alla forza muscolare e alla massa metabolicamente attiva, secondo le tabelle stabilite dal regolamento».

La legge in parola, pubblicata nella Gazz. Uff. 22.1.2015, n. 17, entrata in vigore dal 6 febbraio 2015, non comporta l’abrogazione immediata delle vigenti disposizioni sui limiti minimi di altezza, in quanto, al secondo comma del precitato articolo, prevede che con regolamento da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della predetta legge (cioè entro 6 agosto 2015) saranno apportate al DPR 15.3.2010, n. 90 le modificazioni necessarie per adeguarlo alla disposizione di cui al comma 1 del presente articolo. Al comma 4 precisa che “Nelle more dell'entrata in vigore delle nuove disposizioni recanti i parametri fisici per il reclutamento del personale delle Forze armate, delle Forze di polizia ad ordinamento militare e civile e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, che devono entrare in vigore contemporaneamente, continuano ad applicarsi i limiti di altezza previsti dalla vigente normativa”.

Ne consegue che non è venuto meno l’interesse della ricorrente alla decisione del ricorso in esame, con cui si impugnano le norme, di livello regolamentare, oltre che le previsioni del bando, che impongono il requisito dell’altezza minima per l’ammissione alla carriera militare.

Nel merito il ricorso è palesemente fondato.

Come già chiarito nella sentenza della Corte Costituzionale n. 163 del 1993 – che ha dichiarato illegittima per contrasto con gli articoli 3, 37 e 51 Cost, una normativa che prevedeva requisiti di altezza minima indifferenziata per uomini e donne per l’accesso al Corpo dei Vigili Urbani della Provincia di Trento - il fine obiettivo della disciplina normativa in materia di limiti di altezza “è quello di selezionare l'accesso al posto di lavoro sulla base di criteri attinenti alla statura fisica”. Le previsioni regolamentari sui limiti di altezza, pertanto, si possono ritenere legittime solo in base alla loro rispondenza funzionale ad esigenze obiettive dell’Amministrazione, essendo irragionevole, in quanto contrario allo scopo, una restrizione della platea dei concorrenti che non corrisponda alla finalità di consentire la selezione dei migliori, in quanto contraria al principio di imparzialità e buon andamento sancito dall’art. 97 della Cost., nonché, in quanto introducono una discriminazione arbitraria all’accesso alla pubblica funzione, in contrasto con l’art. 3 della Costituzione.

I principi costituzionali soprarichiamati hanno trovato espressa sanzione normativa nella legge 13-12-1986 n. 874, Norme concernenti i limiti d'altezza per la partecipazione ai concorsi pubblici, che all’art. 1 poneva il principio, valido come regola generale, del divieto di discriminazione delle persone sulla base dell'altezza che “non costituisce motivo alcuno per la partecipazione ai concorsi pubblici indetti dalle pubbliche amministrazioni, comprese quelle ad ordinamento autonomo, e dagli enti pubblici, salvo i casi previsti dall'articolo 2”. In tal modo vengono individuate le finalità ed i limiti entro cui la deroga al predetto principio generale può operare e all’art. 2 viene demandato ad un emanando DPCM di stabilire “le mansioni e qualifiche speciali per le quali è necessario definire un limite di altezza e la misura di detto limite”. Le disposizioni in parola sono state abrogate dall’art. 57 del D.Lgs. 11-4-2006 n. 198, Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, che era stato autorizzato dall'art. 6 co. 1 lett b) 6 della legge 28.11. 2005, n. 246 alla rimozione di sovrapposizioni e duplicazioni, e riprodotte, nel loro contenuto, dall’art. 31 del dlvo n. 198/06, Divieti di discriminazione nell'accesso agli impieghi pubblici (legge 9 febbraio 1963, n. 66, articolo 1, comma 1; legge 13 dicembre 1986, n. 874, articoli 1 e 2) che al comma 2 ribadisce che “L'altezza delle persone non costituisce motivo di discriminazione nell'accesso a cariche, professioni e impieghi pubblici ad eccezione dei casi in cui riguardino quelle mansioni e qualifiche speciali, per le quali è necessario definire un limite di altezza e la misura di detto limite, indicate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentiti i Ministri interessati, le organizzazioni sindacali più rappresentative e la Commissione per la parità tra uomo e donna, fatte salve le specifiche disposizioni relative al Corpo nazionale dei vigili del fuoco”.

Le finalità ed i limiti entro cui la deroga al divieto delle discriminazioni “non giustificate da esigenze di servizio” avrebbe dovuto essere rispettata dal DPCM attuativo al quale era demandato, appunto, il compito solo di individuare i requisiti di altezza necessari in quanto “connessi a specifiche mansioni e compiti del militare”. Invece di provvedere nel senso indicato dalla legge in parola, il D.P.C.M. 22-7-1987 n. 411, dopo aver correttamente richiamato nelle premesse la legge alla quale doveva dare attuazione (la legge 13 dicembre 1986, n. 874) e ricordato le finalità perseguite (determinazione delle mansioni e qualifiche speciali per le quali è necessario stabilire un limite di altezza e la misura dello stesso), ha poi, nel dettare la disciplina concreta ad esso demandata, “tradito” il compito ad esso affidato. Infatti il DPCM in parola, anziché individuare limiti di altezza “giustificati” in quanto rispondenti ad esigenze dell’Amministrazione differenziate per mansioni e qualifiche, ha introdotto un limite di altezza unico per ciascuna Forza Armata, limitandosi ad operare la richiesta diversificazione solo con riferimento agli ufficiali piloti della Marina e per gli ufficiali dei ruoli naviganti normale e speciale dell'Aeronautica.

Sebbene la previsione regolamentare in contestazione sia stata formalmente “abrogata” dall'articolo 2269 del D.Lvo n. 66/2010 – codice dell’ordinamento militare (un testo unico di natura essenzialmente compilativa, cfr. parere del Consiglio di Stato, sez. III, n. 1622 del 10 giugno 2008) – “a decorrere dall’entrata in vigore del codice e del regolamento”, il suo contenuto è stato riprodotto dall’art. 587 del DPR n. 90/2010 (testo unico delle disposizioni regolamentari, anch’esso di natura compilativa).

La previsione del limite minimo di altezza per l’arruolamento nell’Esercito è illegittima in quanto non tiene conto, come avrebbe dovuto, della diversità di mansioni e qualifiche, cui correlare la misura della statura minima, ma impone, in modo generale ed astratto, un limite di altezza minimo per il reclutamento nell’Esercito, valido per qualsivoglia profilo professionale della stessa Forza Armata, inclusi ruoli tecnici. È stata in tal modo introdotta una discriminazione degli aspiranti Ingegneri sulla base dell’altezza che non risulta “giustificata” da esigenze organizzative, dato che questi non svolgono attività operative, bensì mansioni e qualifiche che, come risulta dagli artt. 109 e 1955 del D.lvo. n. 66/2010 nonché dell’art. 120 del DPR n. 90/2010, non si differenziano per quelli svolti dai corrispondenti profili professionali dei ruoli civili. Pertanto si pone in violazione con i principi costituzionali sopra richiamati - oltre che con l’art. 1 della legge 13-12-1986 n. 874 – e risulta inficiata altresì da contraddittorietà con le sue stesse premesse. È evidente che i limiti di altezza, intesi in senso assoluto, quale ostacolo al reclutamento di qualunque tipo di figura professionale operante in ambito militare, a prescindere dalle specifiche qualificazioni professionali – quindi con l’inclusione anche di profili di particolare contenuto tecnico - e dalle condizioni di impiego – equiparando ai ruoli operativi anche quelli “tecnici” destinati a svolgere compiti “di tavolino” - finirebbe con l’imporre all’Amministrazione della difesa dell’obbligo di selezionare i tecnici in una platea definita sulla base delle sole caratteristiche fisiche, ingiustificatamente ristretta, precludendo all’Amministrazione la possibilità di arruolare quelli “più bravi”, ma meno alti in violazione delle finalità e dei principi sui pubblici concorsi sanciti dall’art. 51 e dall’art. 97 della Costituzione, ed in danno anche degli stessi candidati, perpetrando un’irragionevole discriminazione in violazione dei principi di cui all’art. 3 della Costituzione; incorrendo altresì nel contrasto con la stessa finalità richiamata nelle premesse della normativa di livello primario e secondario.

Ad ulteriore sostegno della mancanza di ragionevolezza della previsione in parola depongono, inoltre, diversi elementi che hanno costituito oggetto di attenta considerazione nel corso del dibattito parlamentare che ha condotto alla modifica dell’art. 635 del d.lvo n. 66/2010. In quella sede è stato evidenziato, per quanto riguarda l’aspetto storico, che le ragioni storiche che diedero vita al «deficit staturale» appaiono ormai anacronistiche – ed è stato al contrario osservato che rispetto a determinate mansioni (si pensi, per esempio, alle operazioni all'interno dei carri armati o al paracadutismo da elicottero) e in talune condizioni operative (si pensi agli spazi ristretti di aerei da combattimento e da ricognizione, come o anche navi e sommergibili ovvero alle funzioni, ad esempio del personale medico) appaiono più adatte persone di piccola statura – e non sono più corrispondenti alle moderne esigenze della Difesa. Inoltre, sotto il profilo comparatistico è stato evidenziato che nel Regno Unito, in Germania e in Francia, non solo sono previsti limiti di altezza più bassi di quelli prescritti in Italia (in Francia il limite minimo di statura, identico per uomini e donne, è di metri 1,50 per l'Esercito; in Germania il limite minimo è di metri 1,55; nel Regno Unito è previsto il limite di metri 1,48 per l'Esercito e di metri 1,51 per la Marina), ma soprattutto è prevista una valutazione funzionale complessiva dell’idoneità fisica del candidato, rapportata a determinati indici di massa corporea. Ed è proprio sulla base delle considerazioni soprarichiamate che è stato ritenuto che l’ammissione di militari di statura inferiore a quella attualmente richiesta non comporta pregiudizi alla funzionalità delle Forze armate, ed è stato deciso di “aggiornare” la disciplina in materia di requisiti minimi di altezza per l'arruolamento, rimodulando in un’ottica “funzionale” la determinazione dei relativi parametri la cui esatta individuazione è demandata a livello regolamentare.

Le considerazioni svolte in sede di dibattito parlamentare in merito alla inattualità dei parametri somatici in questione, dimostrata anche dall’adozione di diversi parametri da parte di Stati che hanno Forze Armate di pari efficienza di quelle del nostro Paese (nonché, sul piano storico, di validi e famosi militari di bassa statura) valgono anche ad evidenziare la palese irragionevolezza delle norme sulla fissazione di un limite di altezza minimo valido ad escludere “in astratto” l’accesso a qualunque Forza Armata, a prescindere dalle effettive funzioni e del ruolo ricoperto, anche se di natura meramente tecnica, qual è quello degli ingegneri dell’Esercito. In tale modo si impedisce all’Esercito di reclutare professionisti all’altezza dei compiti, sempre più impegnativi dal punto di vista tecnologico, ostacolando l'accesso alla carriera militare a professionisti capaci e motivati, preferendo loro candidati che, seppur meno dotati sotto il profilo tecnico-culturale, vantano una maggiore statura fisica.

Alla luce delle considerazioni sopra svolte, la normativa regolamentare in contestazione, così come la previsione dell’art. 12 del bando di concorso che la riproduce, sono illegittime e vanno pertanto annullate con conseguente annullamento del provvedimento applicativo di esclusione dell’interessata dalla procedura concorsuale in questione. In esecuzione della presente decisione l’Amministrazione è tenuta a riammettere la ricorrente alle successive fasi valutative della procedura concorsuale in questione.
Le spese di giudizio vanno compensate tra le parti, data la natura interpretativa della controversia.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Bis) accoglie il ricorso in epigrafe e, per l’effetto, annulla gli atti impugnati.

Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 4 febbraio 2015 con l'intervento dei magistrati:
Silvio Ignazio Silvestri, Presidente
Francesco Riccio, Consigliere
Floriana Rizzetto, Consigliere, Estensore


L'ESTENSORE IL PRESIDENTE





DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 13/03/2015


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Re: legge altezza forze armate

Messaggioda panorama » sab set 26, 2015 10:34 am

D. Lgs. 15 marzo 2010, n. 66
Codice dell'ordinamento militare

Art. 635 Requisiti generali per il reclutamento
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------
D.P.R. 90/2010 T.U. delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare

Art. 587 Limiti di altezza
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Parere chiesto al Consiglio di Stato, anche in merito al requisito dell'altezza.

parametri fisici per l'ammissione ai concorsi per il reclutamento nelle Forze armate, nelle Forze di polizia a ordinamento militare e civile e nel Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, a norma della legge 12 gennaio 2015 n. 2.

Nel parere SI LEGGE:

1) - L’articolo 6 reca l’indicazione delle norme oggetto di abrogazione a partire dalla data di entrata in vigore del decreto stesso e prevede dalla medesima data la inapplicabilità, in ogni caso, delle disposizioni che contengano limitazioni all’accesso in ragione di limiti di altezza.

2) - La finalità perseguita dal Legislatore, in linea di principio apprezzabile, è, invero, quella di non precludere l’accesso a detti Corpi in ragione della mancanza del requisito dell’altezza minima prevista dalle attuali disposizioni, ma di consentire la valutazione del soggetto in base a differenti parametri dai quali possa comunque desumersi in maniera imprescindibile l’idoneità del soggetto allo svolgimento del servizio militare o d’istituto.

Per completezza leggete il tutto qui sotto.
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------

PARERE ,sede di CONSIGLIO DI STATO ,sezione SEZIONE C ,numero provv.: 201502636 - Public 2015-09-22 -


Numero 02636/2015 e data 18/09/2015


REPUBBLICA ITALIANA
Consiglio di Stato
Sezione Consultiva per gli Atti Normativi

Adunanza di Sezione del 10 settembre 2015

NUMERO AFFARE 01379/2015

OGGETTO:
Ministero della difesa.

Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento in materia di parametri fisici per l'ammissione ai concorsi per il reclutamento nelle Forze armate, nelle Forze di polizia a ordinamento militare e civile e nel Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, a norma della legge 12 gennaio 2015 n. 2;

LA SEZIONE
Vista la relazione n. M_D GUDC 0031508 del 10/08/2015 con la quale il Ministero della difesa ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sullo schema di decreto in oggetto;

Esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Anna Leoni;

Premesso:

L’Amministrazione proponente premette che con il provvedimento trasmesso al Consiglio di Stato per il prescritto parere si è inteso dare attuazione alle disposizioni di cui alla legge 12 gennaio 2015, n. 2 (articolo unico), recante modifica all’art. 635 del codice dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 e altre disposizioni in materia di parametri fisici per l’ammissione ai concorsi per il reclutamento nelle Forze armate, nelle Forze di polizia e nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco (nelle due componenti di personale permanente e di personale volontario).

Con la citata normativa, in particolare, per l’ammissione ai concorsi per il reclutamento/assunzione del personale del Comparto Difesa e Sicurezza, in luogo del requisito dell’altezza, previsto dall’art. 587 del testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, di cui al d.P.R. 15 marzo 2010, n. 90, sono stati introdotti i parametri fisici della composizione corporea, della forza muscolare e della massa metabolicamente attiva.

Ciò al fine di non precludere l’accesso in ragione della mancanza del requisito dell’altezza, ma di consentire la valutazione del soggetto in base a differenti parametri dai quali possa desumersi la imprescindibile idoneità fisica del candidato allo svolgimento del servizio militare o d’istituto.

Il comma 2 dello stesso art. 1 della legge n. 2 del 2015 rimanda le modifiche da apportare al citato testo unico ad un regolamento da adottare, ai sensi dell’art. 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro sei mesi dall’entrata in vigore della stessa legge, su proposta del Ministro della difesa, dell’interno, dell’economia e delle finanze e delle politiche agricole, alimentari e forestali, di concerto con il Ministro della salute e con il Ministro delegato per le pari opportunità.

Il comma 3 del medesimo articolo 1 della legge n. 2 cit. ha, poi, previsto che, al fine di garantire parità di trattamento tra i candidati ai concorsi in questione, con il regolamento da adottarsi siano stabiliti parametri fisici unici ed omogenei per l’intero comparto Difesa e Sicurezza, disponendo, conseguentemente, l’abrogazione, a decorrere dalla data di entrata in vigore delle nuove disposizioni regolamentari, degli articoli 3, 4 e 5 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 luglio 1987, n. 411, recanti specifici limiti di altezza per la partecipazione ai concorsi pubblici per la Polizia di Stato, il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, il Corpo della Guardia di finanza e il Corpo forestale dello Stato.

Da ultimo, il comma 4 dello stesso articolo 1 della legge n. 2 cit. ha stabilito che, nelle more dell’entrata in vigore dell’emanando regolamento, continuino ad applicarsi i limiti di altezza previsti dalla vigente normativa.

Per quanto riguarda, in particolare, il Corpo della polizia penitenziaria, ancorchè in tema di requisiti per l’accesso al medesimo l’art. 122 del decreto legislativo 30 ottobre 1992, n. 443, recante ordinamento del personale del suddetto Corpo non faccia rinvio al citato decreto n. 411, sono stati ritenuti applicabili i requisiti psicofisici previsti da tale decreto per l’accesso alla Polizia di Stato, così come previsto dall’art. 14, comma 1, lett. n) n. 1 della legge 15 dicembre 1990 n. 395, recante delega al Governo per la determinazione dell’ordinamento del personale del Corpo di polizia penitenziaria (cfr. Cons. Stato, IV Sez., sent. n. 3775 del 26 giugno 2012).

Considerato:

Lo schema di regolamento all’esame, sulla base dell’art. 1, comma 2, della legge n. 2 del 2015, persegue lo scopo di individuare i parametri fisici unici ed omogenei per il reclutamento del personale delle Forze armate e per l’accesso ai ruoli del personale delle Forze di polizia ad ordinamento militare e civile e del Corpo dei Vigili del fuoco, nonché ad apportare al testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, di cui al d.P.R. 15 marzo 2010, n. 90 le modificazioni conseguenti alla modifica dell’art. 635 del codice dell’ordinamento militare introdotta dalla legge citata.

Le definizioni dei parametri fisici e la relativa tabella allegata al decreto, secondo quanto riferisce l’Amministrazione della Difesa, sono state elaborate da un Comitato tecnico scientifico costituito presso lo Stato maggiore della Difesa, composto da ufficiali medici delle Forze armate e docenti dell’Università degli studi di Roma “Foro italico” (ex ISEF), presieduto dal rettore del medesimo ateneo, cui erano stati affidati i compiti di valutare da un punto di vista tecnico scientifico i parametri fisici quali strumenti applicati alla selezione del personale delle Forze armate, individuare le metodiche strumentali per la raccolta di tali parametri fisici e analizzare i dati sui parametri fisici oggetto di studio raccolti su oltre 1000 soggetti del Centro nazionale di selezione e reclutamento dell’Esercito di Foligno.

Le risultanze del lavoro svolto dal Comitato sono state poi sottoposte ai Dicasteri proponenti che, attraverso i propri tecnici, le hanno valutate e discusse in una riunione collegiale del medesimo Comitato.

Lo schema di regolamento si compone di sette articoli e di un allegato (Allegato “A”) contenente la tabella per la valutazione dei parametri fisici di cui all’art. 3, comma 1, del regolamento stesso.

L’articolo 1 definisce i parametri fisici della composizione corporea, della forza muscolare e della massa metabolicamente attiva, quali elaborati dal citato Comitato sulla base delle più recenti acquisizioni scientifiche in materia.

L’articolo 2 definisce l’ambito di applicazione del regolamento, individuato in tutte le procedure di reclutamento e di accesso ai ruoli del personale militare delle Forze armate, delle Forze di polizia a ordinamento militare e civile e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Esclude, poi, al secondo comma, dalla applicazione del regolamento le procedure di reclutamento e di accesso ai ruoli del personale dei Corpi suddetti destinate ai gruppi sportivi in qualità di atleti o istruttori.

L’articolo 3 prevede che i candidati alle procedure in questione debbano rientrare entro i valori limite, indicati nella tabella allegata al regolamento, di ciascun parametro fisico, con una percentuale di adeguamento dei valori forniti dagli strumenti di misurazione (secondo comma) fino ad un massimo del dieci per cento rispetto ai valori limite previsti nella tabella citata.

La Relazione illustrativa dà atto con puntualità degli elementi e delle metodiche seguite dal Comitato tecnico scientifico per la redazione della tabella dei valori limite dei suddetti parametri fisici.

L’articolo 4 adegua le disposizioni del testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, alla modifica dell’articolo 635 del codice dell’ordinamento militare introdotto dalla legge n. 2 del 2015, nonché ai parametri fisici, unici ed omogenei, per il reclutamento del personale delle Forze armate e per l’accesso ai ruoli del personale delle Forze di polizia ad ordinamento militare e civile e del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco.

L’articolo 5 prevede la possibilità che al regolamento possano essere apportate modifiche ed integrazioni, in relazione alla evoluzione delle conoscenze scientifiche sull’argomento, attualmente in fase di sviluppo e rinvia a direttive specialistiche approvate dagli organi competenti e sentito il Ministero della salute, la puntuale definizione in modo omogeneo dei criteri e delle istruzioni tecniche per l’accertamento e la verifica dei parametri fisici di cui al regolamento in esame.

Si prevede, inoltre, che le disposizioni del regolamento trovino applicazione a partire dai bandi di concorso pubblicati sulla Gazzetta ufficiale successivamente alla entrata in vigore del regolamento stesso.

L’articolo 6 reca l’indicazione delle norme oggetto di abrogazione a partire dalla data di entrata in vigore del decreto stesso e prevede dalla medesima data la inapplicabilità, in ogni caso, delle disposizioni che contengano limitazioni all’accesso in ragione di limiti di altezza.

L’articolo 7 reca la clausola di invarianza finanziaria.

Osserva preliminarmente la Sezione che sul regolamento hanno espresso formale concerto il Ministero dell’interno, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, il Ministero della salute e il dipartimento delle pari opportunità, mentre il Ministero dell’economia e delle finanze ha comunicato il proprio nulla osta all’ulteriore corso del provvedimento.

Il medesimo è accompagnato da nota tecnico finanziaria, attestante l’invarianza di spesa, stante la mancata previsione di un apposito stanziamento finanziario nella legge 12 gennaio 2015, n. 2 e dalla relazione sull’analisi tecnico- normativa.

Non è, invece, accompagnato dalla relazione sull’analisi di impatto della regolamentazione, secondo quanto disposto dall’art. 8, comma 1, lett. b) del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 settembre 2008, n. 170 che esclude l’effettuazione di detta analisi per gli atti normativi in materia di sicurezza interna ed esterna dello Stato.

Con riguardo a quanto previsto dall’art. 14, comma 5 bis della legge 28 novembre 2005, n. 246 in materia di valutazione, in sede di effettuazione della medesima analisi di impatto della regolamentazione, dell’impatto sulle piccole e medie imprese e degli oneri informativi e dei relativi costi amministrativi, introdotti o eliminati a carico di cittadini e imprese, nella relazione predisposta per il Ministero della Difesa, ai fini della trasmissione del provvedimento al Consiglio di Stato, si precisa che il regolamento non introduce, né elimina, oneri informativi a carico dei privati, in quanto volto a individuare i parametri fisici che gli organi competenti delle Amministrazioni interessate dovranno utilizzare, quali requisiti, in sostituzione del requisito del limite di altezza, nelle procedure di reclutamento e/o assunzione del relativo personale.

Con riferimento, poi, al merito del provvedimento la Sezione condivide quanto proposto dalle Amministrazioni interessate, vista la obiettiva esigenza di dare attuazione alle disposizioni di cui alla legge 12 gennaio 2015 n. 2, recante modifica all’art. 635 del codice dell’ordinamento militare di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 e altre disposizioni in materia di parametri fisici per l’ammissione ai concorsi per il reclutamento nelle Forze armate, nelle Forze di polizia e nel Corpo nazionale dei Vigili del fuoco.

La finalità perseguita dal Legislatore, in linea di principio apprezzabile, è, invero, quella di non precludere l’accesso a detti Corpi in ragione della mancanza del requisito dell’altezza minima prevista dalle attuali disposizioni, ma di consentire la valutazione del soggetto in base a differenti parametri dai quali possa comunque desumersi in maniera imprescindibile l’idoneità del soggetto allo svolgimento del servizio militare o d’istituto.

Peraltro, è previsto all’art. 2 che le disposizioni del provvedimento abbiano un generale ambito di applicazione nelle procedure di reclutamento, eccezion fatta (comma 2) per quelle di reclutamento e accesso del personale da destinare ai gruppi sportivi in qualità di atleti o di istruttori.

Non si fa, invece, menzione dell’impatto del provvedimento nei confronti di quelle speciali previsioni riguardanti i requisiti per l’arruolamento in talune forze speciali (quali i Corazzieri e i Granatieri di Sardegna), fra i quali era sinora previsto il possesso di una specifica altezza.

Poiché l’articolo 2, comma 1, del regolamento proposto prevede l’ applicabilità dello stesso a tutte le procedure per il reclutamento e l’accesso ai ruoli del personale militare delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco e, nel contempo, l’art. 6, comma 2, prevede che dalla data di entrata in vigore del regolamento, fermo restando quanto previsto dall’art. 5, comma 3, non è più applicabile alcuna disposizione di natura regolamentare o amministrativa che preveda limiti di altezza in materia di reclutamenti del personale delle Forze armate e per l’accesso ai ruoli del personale delle Forze di polizia a ordinamento militare e civile e del Corpo dei vigili del fuoco, si rimette all’Amministrazione la valutazione circa l’ opportunità di un chiarimento sul punto nel testo del provvedimento che, nella versione attuale, troverebbe applicazione anche nei confronti delle suddette forze speciali.

P.Q.M.

Esprime parere favorevole con le osservazioni di cui in motivazione.



L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Anna Leoni Franco Frattini




IL SEGRETARIO
Maria Luisa Salvini


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Re: legge altezza forze armate

Messaggioda panorama » mer gen 06, 2016 8:39 pm

D.P.R. 17 dicembre 2015 n. 207, recante regolamento in materia di parametri fisici per l'ammissione ai concorsi per il reclutamento nelle forze armate, nelle forze di polizia a ordinamento militare e civile e nel corpo nazionale dei vigili del fuoco, che entreranno in vigore il 13 gennaio 2016.

( pubblicato sulla G.U. - serie generale - n. 301 del 29 dicembre 2015)

vedi allegati


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Re: legge altezza forze armate

Messaggioda panorama » mer gen 06, 2016 8:46 pm

vedi allegato 2


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Re: legge altezza forze armate

Messaggioda panorama » lun gen 11, 2016 8:34 pm

requisito staturale.

La sentenza richiamata dal Tar Lazio è stata postata da me precedentemente su questo settore.
----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

SENTENZA ,sede di ROMA ,sezione SEZIONE 1B ,numero provv.: 201600023, - Public 2016-01-04 –


N. 00023/2016 REG.PROV.COLL.
N. 07448/2015 REG.RIC.


REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Prima Bis)

ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 7448 del 2015, proposto da:
OMISSIS, rappresentata e difesa dagli avv. Antonello Rossi, Luisa Giua Marassi, con domicilio eletto presso Antonia De Angelis in Roma, Via Portuense, 104;

contro
Ministero della Difesa, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in Roma, Via dei Portoghesi, 12;

nei confronti di
M. D. M.;

per l'ottemperanza
alla sentenza del TAR Lazio, sez. 1^ bis n. 4181 del 13.3.15.

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero della Difesa;
Visto l 'art. 114 cod. proc. amm.;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 11 novembre 2015 la dott.ssa Floriana Rizzetto e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Con la sentenza del TAR Lazio, sez. 1^ bis n. 4181 del 13.3.15 la Sezione ha accolto il ricorso rgr. 15065/2014 avverso il giudizio di non inidoneità espresso nei confronti della ricorrente dalla Commissione per gli accertamenti sanitari in quanto priva del requisito dell’altezza minima per le donne (1,61 mt) prescritto dall’art. 12 co. 2 lett. a) del bando di concorso.

Con il ricorso in esame l’interessata lamenta che detta sentenza, notificata in data 1.4.2015 alla resistente, sia rimasta ineseguita; chiede pertanto al Tribunale di ordinare all’amministrazione resistente di ottemperare alla sentenza predetta, nominando all’occorrenza un commissario ad acta; vinte le spese.

Si è costituita in giudizio l’Amministrazione, rappresentando l’imminente ammissione con riserva della ricorrente al primo corso utile.

Con memoria depositata in vista della camera di consiglio per la decisione del ricorso la ricorrente ha rappresentato che, nelle more, la PA ha finalmente dato esecuzione alla sentenza in parola con decreto n. … del 4.9.2015 - provvedimento che nel frattempo aveva depositato – e che pertanto è cessata la materia del contendere.

Alla Camera di Consiglio del 25.5.2010 la causa è trattenuta in decisione.

Al Collegio non resta che dare atto della cessazione della materia del contendere in ordine al ricorso per l’ottemperanza in esame a seguito dell’intervenuta adozione del provvedimento con cui la PA, in corretta esecuzione alla sentenza in epigrafe, ha disposto, seppur con riserva dell’esito del giudizio di appello, l’iscrizione in graduatoria della ricorrente, superando in tal modo la valenza ostativa del requisito staturale e consentendo, subordinatamente all’accertamento dei rimanenti requisiti, la sua l’ammissione al corso di formazione.

Sussistono giusti motivi, considerato il complessivo comportamento della PA in sede esecutiva, per compensare tra le parti le spese di giudizio.

P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Bis) dà atto della cessazione della materia del contendere in ordine al ricorso in esame.

Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 11 novembre 2015 con l'intervento dei magistrati:
Silvio Ignazio Silvestri, Presidente
Floriana Rizzetto, Consigliere, Estensore
Roberto Vitanza, Referendario


L'ESTENSORE IL PRESIDENTE





DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 04/01/2016


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