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Applicazione art 44 D.P.R. n. 1092/73 ai militari.

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Applicazione art 44 D.P.R. n. 1092/73 ai militari.

Messaggioda pivot64 » mer mag 17, 2017 4:37 pm

Buonasera, sono un pensionato ex sott.le MM e vorrei chiederLe perché l'INPS nel calcolo delle pensioni del personale militare, sia essa retributiva che mista, risulta applicare l'art. 44 del D.P.R. n. 1092/73, riguardante il personale civile dello Stato, il quale dispone che “La pensione spettante al personale civile con l'anzianità di quindici anni di servizio effettivo è pari al 35 per cento della base pensionabile” e non applicherebbe le aliquote di calcolo previste a favore del personale militare di cui all'art. 54, comma 1, del D.P.R. n. 1092/73 il quale dispone che “La pensione spettante al militare che abbia maturato almeno quindici anni e non più di venti anni di servizio utile è pari al 44 per cento della base pensionabile”
Grazie
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Re: Applicazione art 44 D.P.R. n. 1092/73 ai militari.

Messaggioda avv. Massimo Vitelli » mer mag 17, 2017 5:37 pm

pivot64 ha scritto:Buonasera, sono un pensionato ex sott.le MM e vorrei chiederLe perché l'INPS nel calcolo delle pensioni del personale militare, sia essa retributiva che mista, risulta applicare l'art. 44 del D.P.R. n. 1092/73, riguardante il personale civile dello Stato, il quale dispone che “La pensione spettante al personale civile con l'anzianità di quindici anni di servizio effettivo è pari al 35 per cento della base pensionabile” e non applicherebbe le aliquote di calcolo previste a favore del personale militare di cui all'art. 54, comma 1, del D.P.R. n. 1092/73 il quale dispone che “La pensione spettante al militare che abbia maturato almeno quindici anni e non più di venti anni di servizio utile è pari al 44 per cento della base pensionabile”
Grazie


===========
Buonasera.
Se Lei avrà modo di "navigare" nel forum si accorgerà che l'argomento è stato ed è largamente dibattuto.
Sulla questione, rispetto alla quale l'INPS non intende affatto invertire il suo orientamento, sono stati inevitabilmente avviati numerosi ricorsi davanti alla Corte dei Conti di molte regioni italiane.
Allo stato attuale, non risultano ancora emesse sentenza sul tema: la battaglia, dunque, è solo all'inizio!
A mio personale avviso, sussistono varie argomentazioni giuridiche logiche e coerenti in favore dell'applicazione dell'art.54 IN CAPO AI MILITARI, che meritano di essere sottoposte allo scrutinio della Giustizia, qualunque possa essere alla fine l'esito del contenzioso.
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Re: Applicazione art 44 D.P.R. n. 1092/73 ai militari.

Messaggioda pivot64 » mer mag 17, 2017 5:59 pm

Grazie per la tempestività, mi scusi per la sovrapposizione di argomenti, vado a cercare e seguirò le vicende.
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Re: Applicazione art 44 D.P.R. n. 1092/73 ai militari.

Messaggioda avv. Massimo Vitelli » mer mag 17, 2017 6:04 pm

E' necessaria una precisazione, dal momento che Lei accomuna pensioni RETRIBUTIVE e MISTE.
La questione dell'art.54 riguarda in particolare la situazione di coloro che in buona sostanza alla data del 31/12/1995 avevano compiuto almeno 15 anni di servizio UTILE, ma meno di 18 anni. Quindi, di chi versa nel sistema misto sin dal 1996!
Per i retributivi puri la questione, diciamo così, non si pone proprio, dal momento che (salvo casi eccezionali) tutti dovrebbero aver abbondantemente superato i 20 anni di sevizio UTILE. Per i MISTI dal 2011 l'eventuale beneficio appare di incerta convenienza, in quanto va assoggettato alle complesse regole del doppio calcolo di cui alla L. 190/2014.
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Re: Applicazione art 44 D.P.R. n. 1092/73 ai militari.

Messaggioda avv. Massimo Vitelli » gio lug 20, 2017 6:56 pm

Mi comunica il Collega che patrocina il m.llo BERTI che il relativo giudizio è stato ulteriormente rinviato, in quanto il GUP ha emesso ordinanza per disporre mezzi istruttori. I particolari, se del caso, in un futuro aggiornamento. La questione inizia a divenire anomala !!!
A questo punto, presumibilmente, è possibile che forse vengano pubblicate prima le sentenze sui ricorsi in argomento da me già depositati.
Salvo rinvii, come è ovvio !!!
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Re: Applicazione art 44 D.P.R. n. 1092/73 ai militari.

Messaggioda Asmara1963 » gio ott 12, 2017 4:52 pm

Salve avvocato, con la seguente sentenza si afferma che, chi viene riformato con oltre 20 anni di servizio è giusto applicare l'art.54 e non il 44, giusto?
Sent.95/2017
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LOMBARDIA
IL GIUDICE UNICO DELLE PENSIONI
Prof.Vito Tenore,
all’esito di pubblica udienza, nella camera di consiglio del 21.6.2017 ha pronunciato
SENTENZA
nel giudizio pensionistico iscritto al n. n.28789 del registro di segreteria, sul ricorso proposto da
P. P., nato a Omissis (Omissis) il Omissis e residente in Omissis, alla Omissis, c.f. Omissis, rappresentato e difeso, come da mandato in atti, dall’avv. Nicola Domenico Savignano (c.f. SVGNLD75L12F839S, nd.savignano@pec.it fax 02/92877456) e unitamente a lui elettivamente domiciliato presso il suo studio in Milano, alla via Melchiorre Gioia n. 55
contro
INPS, Ministero dell’Economia e delle Finanze e Comando Generale della Guardia di Finanza
OGGETTO: ottemperanza sentenza 198/2015 sez.giur.Lombardia.
VISTI: il R.D. 13 agosto 1933, n. 1038; il D.L. 15 novembre 1993, n. 453, convertito dalla legge 14 gennaio 1994, n. 19 e la legge 14 gennaio 1994, n. 20; la legge 21 luglio 2000, n. 205, ed in particolare gli artt. 5 e 9; visto il d.lgs. n.174 del 2016.
VISTO il ricorso e tutti gli altri documenti di causa;
LETTA la comparsa di costituzione dell’Inps e della GdF;
SENTITE le parti all’udienza del 21.6.2017; avv. Savignano, avv. Peco per l’INPS, Tenente Vannucci per la GdF;

FATTO
1.Con ricorso in ottemperanza di giudicato depositato il 20.4.2017, l’attore in epigrafe, ex maresciallo capo in congedo della Guardia di finanza, dopo una capillare ricostruzione della propria storia professionale e dei vari vincenti contenziosi attivati innanzi all’a.g.o. ed alla Corte dei conti, censurava i decreti n.1154 del 25.2.2016 e n.3564 del 14.9.2016 con cui la Guardia di Finanza aveva fatto erronea ed elusiva applicazione della sentenza n.198/2015 di questa Sezione (in giudicato) in punto di quantificazione della propria pensione privilegiata ordinaria, pari a 17.313,00 euro, in luogo dei pretesi 21.773,88, determinati in base ad una corretta applicazione dell’art.54 del dPR n.1092/1973, secondo i conteggi operati a pag.11 del ricorso e da intendersi qui trascritti.
Chiedeva dunque a questo Giudice, in corretta ottemperanza della sentenza n.198/2015 della Sezione, che venisse accertata l’elusione del giudicato e nominato un commissario ad acta per la corretta esecuzione.
2. Si costituiva l’Inps eccependo la corretta esecuzione della sentenza 198/2015 suddetta, stante la non applicabilità della normativa invocata dall’attore, e chiedendo il rigetto del ricorso.
3. Si costituiva la Guardia di Finanza confermando la corretta esecuzione della sentenza 198/2015 suddetta, stante la puntuale applicazione della normativa vigente (art.13, d.lgs. 503/1992, art.44, dPR n.1092/1973, art.67, co.4, dPR n.1092/1973), e invocando il rigetto del ricorso.
4. All’udienza del 21.4.2017 le parti sviluppavano i rispettivi argomenti. Quindi la causa veniva trattenuta in decisione ed il giudice dava lettura del dispositivo in udienza.
DIRITTO
Il presente giudizio è normato dal rito regolato dagli artt.217 e 218 del d.lgs.n.174 del 2016.
Come ben rimarcato dall’Inps sulla scorta della documentazione in atti e della pertinente normativa, con decreto n. 1154 del 25.2.2016 la Guardia di Finanza (che fa corretta applicazione dell’art.67, co.4, dPR n.1092 come esplicato anche dalla convenuta GdF), in ottemperanza alla sentenza n.198/2015 di questa Sezione, ha riliquidato il trattamento di quiescenza del sig. P. P., con il censurato decreto n. 3564 del 14.9.2016, elevandolo ad euro 17.313,10. Nel redigere tale decreto, la GdF ha fatto applicazione, vertendosi in materia di pensione di privilegio spettante al personale militare, degli artt. 67 e seguenti del DPR 1092/73 (ora indicati nel Dlgs 66/2010), che prevede la liquidazione nella misura prevista per la pensione normale aumentata di un decimo, in caso di servizio superiore a quello previsto dall’art. 52, come nel caso in esame (25 anni 3 mesi e 8 giorni di servizio del ricorrente).
Il trattamento di pensione di privilegio è stato quindi determinato aumentando di un decimo la misura della pensione calcolata sul servizio totale, per un importo pari ad euro 15.739,18. Tale importo è stato determinato applicando la normativa vigente in termini di calcolo del trattamento di pensione, quindi considerando il servizio prestato fino al 31.12.92 per la quota A di pensione, il servizio dal 1/1/93 al 31/12/95 per la quota B di pensione ed infine il servizio dal 1/1/1996 per la quota C di pensione (dlgs 503/92 e Legge 335/95). L’aliquota di rendimento utilizzata per la parte retributiva del trattamento di pensione ammonta a 30,72% per la prima quota e 7,58% per la seconda. Dal 1996 alla cessazione non ha subito incrementi in quanto la quota C di pensione è determinata sulla base del montante contributivo, riferito alle retribuzioni percepite fino alla cessazione. Invero, il calcolo richiesto dal ricorrente fa riferimento all’applicazione della percentuale di rendimento del 44%: infatti l’art. 54 del Dpr 1092/73 prevede “la pensione spettante al militare che abbia maturato almeno 15 anni e non più di venti di servizio utile è pari al 44% della base pensionabile..”.
Coglie dunque nel segno il rilievo della difesa dell’Inps, secondo cui appare del tutto evidente che tale disposizione, emanata per salvaguardare coloro che fossero cessati con un’anzianità inferiore a 20 anni di servizio, non può in alcun modo riguardare il ricorrente P. P., in quanto alla data di riforma era in possesso di ben più di 20 anni di servizio utile (oltre 25 anni), e la sua pensione quindi è stata determinata ricomprendendo tutti i servizi prestati con incremento dell’ammontare della stessa, secondo la normativa vigente.
La avvenuta corretta esecuzione della sentenza 198/2015 di questa Corte comporta pertanto il rigetto del ricorso, con condanna del convenuto al pagamento delle spese di lite sostenute dalle convenute amministrazioni, che si liquidano per ciascuna di esse come da dispositivo.
PQM
La Corte, definitivamente pronunciando, respinge la domanda e condanna il convenuto al pagamento delle spese di lite sostenute dai due enti convenuti che liquida in euro 700,00 per ciascuno di essi.
Milano, 21.6.2017
IL GIUDICE
(prof.Vito Tenore)
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
IL 27/06/2017
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Re: Applicazione art 44 D.P.R. n. 1092/73 ai militari.

Messaggioda avv. Massimo Vitelli » ven ott 13, 2017 6:08 pm

Asmara1963 ha scritto:Salve avvocato, con la seguente sentenza si afferma che, chi viene riformato con oltre 20 anni di servizio è giusto applicare l'art.54 e non il 44, giusto?
Sent.95/2017
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LOMBARDIA
IL GIUDICE UNICO DELLE PENSIONI
Prof.Vito Tenore,
all’esito di pubblica udienza, nella camera di consiglio del 21.6.2017 ha pronunciato
SENTENZA
nel giudizio pensionistico iscritto al n. n.28789 del registro di segreteria, sul ricorso proposto da
P. P., nato a Omissis (Omissis) il Omissis e residente in Omissis, alla Omissis, c.f. Omissis, rappresentato e difeso, come da mandato in atti, dall’avv. Nicola Domenico Savignano (c.f. SVGNLD75L12F839S, nd.savignano@pec.it fax 02/92877456) e unitamente a lui elettivamente domiciliato presso il suo studio in Milano, alla via Melchiorre Gioia n. 55
contro
INPS, Ministero dell’Economia e delle Finanze e Comando Generale della Guardia di Finanza
OGGETTO: ottemperanza sentenza 198/2015 sez.giur.Lombardia.
VISTI: il R.D. 13 agosto 1933, n. 1038; il D.L. 15 novembre 1993, n. 453, convertito dalla legge 14 gennaio 1994, n. 19 e la legge 14 gennaio 1994, n. 20; la legge 21 luglio 2000, n. 205, ed in particolare gli artt. 5 e 9; visto il d.lgs. n.174 del 2016.
VISTO il ricorso e tutti gli altri documenti di causa;
LETTA la comparsa di costituzione dell’Inps e della GdF;
SENTITE le parti all’udienza del 21.6.2017; avv. Savignano, avv. Peco per l’INPS, Tenente Vannucci per la GdF;

FATTO
1.Con ricorso in ottemperanza di giudicato depositato il 20.4.2017, l’attore in epigrafe, ex maresciallo capo in congedo della Guardia di finanza, dopo una capillare ricostruzione della propria storia professionale e dei vari vincenti contenziosi attivati innanzi all’a.g.o. ed alla Corte dei conti, censurava i decreti n.1154 del 25.2.2016 e n.3564 del 14.9.2016 con cui la Guardia di Finanza aveva fatto erronea ed elusiva applicazione della sentenza n.198/2015 di questa Sezione (in giudicato) in punto di quantificazione della propria pensione privilegiata ordinaria, pari a 17.313,00 euro, in luogo dei pretesi 21.773,88, determinati in base ad una corretta applicazione dell’art.54 del dPR n.1092/1973, secondo i conteggi operati a pag.11 del ricorso e da intendersi qui trascritti.
Chiedeva dunque a questo Giudice, in corretta ottemperanza della sentenza n.198/2015 della Sezione, che venisse accertata l’elusione del giudicato e nominato un commissario ad acta per la corretta esecuzione.
2. Si costituiva l’Inps eccependo la corretta esecuzione della sentenza 198/2015 suddetta, stante la non applicabilità della normativa invocata dall’attore, e chiedendo il rigetto del ricorso.
3. Si costituiva la Guardia di Finanza confermando la corretta esecuzione della sentenza 198/2015 suddetta, stante la puntuale applicazione della normativa vigente (art.13, d.lgs. 503/1992, art.44, dPR n.1092/1973, art.67, co.4, dPR n.1092/1973), e invocando il rigetto del ricorso.
4. All’udienza del 21.4.2017 le parti sviluppavano i rispettivi argomenti. Quindi la causa veniva trattenuta in decisione ed il giudice dava lettura del dispositivo in udienza.
DIRITTO
Il presente giudizio è normato dal rito regolato dagli artt.217 e 218 del d.lgs.n.174 del 2016.
Come ben rimarcato dall’Inps sulla scorta della documentazione in atti e della pertinente normativa, con decreto n. 1154 del 25.2.2016 la Guardia di Finanza (che fa corretta applicazione dell’art.67, co.4, dPR n.1092 come esplicato anche dalla convenuta GdF), in ottemperanza alla sentenza n.198/2015 di questa Sezione, ha riliquidato il trattamento di quiescenza del sig. P. P., con il censurato decreto n. 3564 del 14.9.2016, elevandolo ad euro 17.313,10. Nel redigere tale decreto, la GdF ha fatto applicazione, vertendosi in materia di pensione di privilegio spettante al personale militare, degli artt. 67 e seguenti del DPR 1092/73 (ora indicati nel Dlgs 66/2010), che prevede la liquidazione nella misura prevista per la pensione normale aumentata di un decimo, in caso di servizio superiore a quello previsto dall’art. 52, come nel caso in esame (25 anni 3 mesi e 8 giorni di servizio del ricorrente).
Il trattamento di pensione di privilegio è stato quindi determinato aumentando di un decimo la misura della pensione calcolata sul servizio totale, per un importo pari ad euro 15.739,18. Tale importo è stato determinato applicando la normativa vigente in termini di calcolo del trattamento di pensione, quindi considerando il servizio prestato fino al 31.12.92 per la quota A di pensione, il servizio dal 1/1/93 al 31/12/95 per la quota B di pensione ed infine il servizio dal 1/1/1996 per la quota C di pensione (dlgs 503/92 e Legge 335/95). L’aliquota di rendimento utilizzata per la parte retributiva del trattamento di pensione ammonta a 30,72% per la prima quota e 7,58% per la seconda. Dal 1996 alla cessazione non ha subito incrementi in quanto la quota C di pensione è determinata sulla base del montante contributivo, riferito alle retribuzioni percepite fino alla cessazione. Invero, il calcolo richiesto dal ricorrente fa riferimento all’applicazione della percentuale di rendimento del 44%: infatti l’art. 54 del Dpr 1092/73 prevede “la pensione spettante al militare che abbia maturato almeno 15 anni e non più di venti di servizio utile è pari al 44% della base pensionabile..”.
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IL 27/06/2017

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Buonasera.
No, diversamente da quanto auspicato, sia da me che da molti ricorrenti reali o potenziali, la sentenza afferma il contrario, cioè che l'aliquota del 44% recata per i militari dall'art.54, comma 1, T.U. 1092/1973 spetta SOLO AI MILITARI CHE HANNO MATURATO DA 15 A 20 ANNI DI SERVIZIO UTILE (e non di più).
Le ribadisco immediatamente che tale decisione, del tutto laconica e priva di qualsiasi esaustiva motivazione, non mi trova affatto d'accordo, sotto numerosi profili che in questa sede non possono certo essere riepilogati. Tra l'altro, non si riesce a comprendere (e l'INPS non lo ha mai spiegato fino ad oggi) per quale ragione, anche nella denegatissima ipotesi di inapplicabilità dell'art.54, debba INVECE ESSERE APPLICATO L'ART.44, RISERVATO AI CIVILI!!!??? Mistero!!!
Vedremo le prossime pronunce. Per il momento resto ancora fiducioso.
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