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Quesito: Si può lavorare da riformati?

Quesito: Si può lavorare da riformati?

Messaggioda Gianluigi1965 » mer lug 05, 2017 3:17 pm

Volevo chiedere se qualcuno è a conoscenza dell'esatta tassazione sulla pensione in caso di contratto come dipendente. Ho fatto questo quesito ad INPS risponde:
"BUONGIORNO VOLEVO CHIEDERE GENTILMENTE SE NELLA MIA POSIZIONE TROVASSI LAVORO COME DIPENDENTE QUALI PENALIZZAZIONI SULLA PENSIONE AVREI E SE QUESTE PENALIZZAZIONI SAREBBERO UGUALI PER LE ORE DI IMPIEGO. CIOÈ MI SPIEGO LA PENALIZZAZIONE È UGUALE SE SI LAVORA 2-4 O 6 ORE AL GIORNO? GRAZIE"

Questa la risposta di INPS:

"Le comunichiamo quanto segue:

Per gli iscritti alla gestione dipendenti pubblici, il divieto di cumulo pensione/retribuzione opera per i trattamenti pensionistici di inabilità.
Tali fattispecie si configurano nei trattamenti pensionistici privilegiati (indistintamente per tutti i dipendenti della pubblica amministrazione) nonché in quelli derivanti da dispensa dal servizio per inabilità assoluta e permanente a qualsiasi proficuo lavoro o quella relativa alle mansioni (art. 13 legge n. 274/91 ovvero art. 27 della legge n. 177/76 per i dipendenti civili dello Stato).
Il trattamento pensionistico di inabilità (avente decorrenza dal 1° gennaio 2001) è regolato, ai fini del regime di cumulo, dall’art. 72, comma II° della “legge finanziaria 2001” n. 388 del 23 dicembre 2000, che a decorrere dall’entrata in vigore della stessa prevede che le quote di pensioni dirette di anzianità, di invalidità e degli assegni diretti di invalidità a carico dell’A.G.O. e delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della medesima, eccedenti l’ammontare del trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, sono cumulabili con i redditi da lavoro autonomo nella misura del 70% e sono cumulabili nella misura del 50 % con i redditi da lavoro dipendente; nel caso di reddito da lavoro autonomo le relative trattenute non possono, in ogni caso, superare il valore pari al 30% dei predetti redditi.
In sede di compilazione telematica dell’istanza di pensione, il richiedente sottoscrive l’avvertenza che in caso di attività lavorativa autonoma/dipendente dopo la cessazione dal servizio, deve darne tempestiva comunicazione (art. 34 legge n. 177/76)."

La mia domanda mi sembra sia stata chiara mentre dalla loro risposta non si capisce quale in realtà siano le penalizzazioni. Per favore qualcuno può aiutarmi?
Grazie
Gianluigi1965
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Re: Quesito: Si può lavorare da riformati?

Messaggioda gino59 » mer lug 05, 2017 5:08 pm

Gianluigi1965 ha scritto:Volevo chiedere se qualcuno è a conoscenza dell'esatta tassazione sulla pensione in caso di contratto come dipendente. Ho fatto questo quesito ad INPS risponde:
"BUONGIORNO VOLEVO CHIEDERE GENTILMENTE SE NELLA MIA POSIZIONE TROVASSI LAVORO COME DIPENDENTE QUALI PENALIZZAZIONI SULLA PENSIONE AVREI E SE QUESTE PENALIZZAZIONI SAREBBERO UGUALI PER LE ORE DI IMPIEGO. CIOÈ MI SPIEGO LA PENALIZZAZIONE È UGUALE SE SI LAVORA 2-4 O 6 ORE AL GIORNO? GRAZIE"

Questa la risposta di INPS:

"Le comunichiamo quanto segue:

Per gli iscritti alla gestione dipendenti pubblici, il divieto di cumulo pensione/retribuzione opera per i trattamenti pensionistici di inabilità.
Tali fattispecie si configurano nei trattamenti pensionistici privilegiati (indistintamente per tutti i dipendenti della pubblica amministrazione) nonché in quelli derivanti da dispensa dal servizio per inabilità assoluta e permanente a qualsiasi proficuo lavoro o quella relativa alle mansioni (art. 13 legge n. 274/91 ovvero art. 27 della legge n. 177/76 per i dipendenti civili dello Stato).
Il trattamento pensionistico di inabilità (avente decorrenza dal 1° gennaio 2001) è regolato, ai fini del regime di cumulo, dall’art. 72, comma II° della “legge finanziaria 2001” n. 388 del 23 dicembre 2000, che a decorrere dall’entrata in vigore della stessa prevede che le quote di pensioni dirette di anzianità, di invalidità e degli assegni diretti di invalidità a carico dell’A.G.O. e delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della medesima, eccedenti l’ammontare del trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, sono cumulabili con i redditi da lavoro autonomo nella misura del 70% e sono cumulabili nella misura del 50 % con i redditi da lavoro dipendente; nel caso di reddito da lavoro autonomo le relative trattenute non possono, in ogni caso, superare il valore pari al 30% dei predetti redditi.
In sede di compilazione telematica dell’istanza di pensione, il richiedente sottoscrive l’avvertenza che in caso di attività lavorativa autonoma/dipendente dopo la cessazione dal servizio, deve darne tempestiva comunicazione (art. 34 legge n. 177/76)."

La mia domanda mi sembra sia stata chiara mentre dalla loro risposta non si capisce quale in realtà siano le penalizzazioni. Per favore qualcuno può aiutarmi?
Grazie

===============Dovresti applicarti un pochino più del dovuto e vedrai che ti sarà chiara===========
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Re: Quesito: Si può lavorare da riformati?

Messaggioda Zenmonk » mer lug 05, 2017 11:04 pm

Gianluigi1965 ha scritto:Volevo chiedere se qualcuno è a conoscenza dell'esatta tassazione sulla pensione in caso di contratto come dipendente. Ho fatto questo quesito ad INPS risponde:
"BUONGIORNO VOLEVO CHIEDERE GENTILMENTE SE NELLA MIA POSIZIONE TROVASSI LAVORO COME DIPENDENTE QUALI PENALIZZAZIONI SULLA PENSIONE AVREI E SE QUESTE PENALIZZAZIONI SAREBBERO UGUALI PER LE ORE DI IMPIEGO. CIOÈ MI SPIEGO LA PENALIZZAZIONE È UGUALE SE SI LAVORA 2-4 O 6 ORE AL GIORNO? GRAZIE"

Questa la risposta di INPS:

"Le comunichiamo quanto segue:

Per gli iscritti alla gestione dipendenti pubblici, il divieto di cumulo pensione/retribuzione opera per i trattamenti pensionistici di inabilità.
Tali fattispecie si configurano nei trattamenti pensionistici privilegiati (indistintamente per tutti i dipendenti della pubblica amministrazione) nonché in quelli derivanti da dispensa dal servizio per inabilità assoluta e permanente a qualsiasi proficuo lavoro o quella relativa alle mansioni (art. 13 legge n. 274/91 ovvero art. 27 della legge n. 177/76 per i dipendenti civili dello Stato).
Il trattamento pensionistico di inabilità (avente decorrenza dal 1° gennaio 2001) è regolato, ai fini del regime di cumulo, dall’art. 72, comma II° della “legge finanziaria 2001” n. 388 del 23 dicembre 2000, che a decorrere dall’entrata in vigore della stessa prevede che le quote di pensioni dirette di anzianità, di invalidità e degli assegni diretti di invalidità a carico dell’A.G.O. e delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della medesima, eccedenti l’ammontare del trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, sono cumulabili con i redditi da lavoro autonomo nella misura del 70% e sono cumulabili nella misura del 50 % con i redditi da lavoro dipendente; nel caso di reddito da lavoro autonomo le relative trattenute non possono, in ogni caso, superare il valore pari al 30% dei predetti redditi.
In sede di compilazione telematica dell’istanza di pensione, il richiedente sottoscrive l’avvertenza che in caso di attività lavorativa autonoma/dipendente dopo la cessazione dal servizio, deve darne tempestiva comunicazione (art. 34 legge n. 177/76)."

La mia domanda mi sembra sia stata chiara mentre dalla loro risposta non si capisce quale in realtà siano le penalizzazioni. Per favore qualcuno può aiutarmi?
Grazie

Sulla base della risposta dell'INPS mi sono applicato studiando per circa un anno i messaggi esplicativi dell'INPS (li trovi sul loro sito cercando "cumulo lavoro pensione", la giurisprudenza della corte dei conti e facendo quesiti a patronati vari e consulenti del lavoro oltre ovviamente che all'inps, dove se sei fortunato e ritenti, trovi anche persone serie e competenti con la solita percentuale nazionale (1 su 10).
Risultato: la legge in pratica dice che:
A) se intendi lavorare lo devi comunicare subito all'INPS altrimenti come sanzione si prendono un anno intero della tua pensione.
B) se il tuo reddito da lavoro supera quello minimo del fondo (sarebbero più o meno 5000 euro annui) la tua pensione viene decurtata del 50 o del 70 per cento a seconda che il tuo lavoro sia autonomo o dipendente; comunque le trattenute sulla pensione non possono superare il 30% dei redditi da lavoro.
Sotto i 5000 euro annui di reddito non hai alcun obbligo dichiarativo verso l'INPS.
Questa è la legge.
Detto questo, va aggiunto che le interpretazioni in sede di contenzioso sono molto variabili, ad esempio a un tizio hanno revocato la pensione di privilegio con motivazioni quali "dato che la sua pensione e' sufficiente per vivere, non si comprende perché si è messo a lavorare", quindi direi che essendo nel bel (?) Paese tutto ed il contrario di tutto è possibile.
Sperando di essere stato utile ti auguro buona decisione.
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Re: Quesito: Si può lavorare da riformati?

Messaggioda antonio31 » gio lug 06, 2017 11:02 am

Alla luce delle risposte, si deduce che si può lavorare e guadagnare fino a Euro 5000 senza dover fare alcuna comunicazione all'INPS e si ha solo l'obbligo nella dichiarazione dei redditi ai aggiungerli per la tassazione.
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Re: Quesito: Si può lavorare da riformati?

Messaggioda Gianluigi1965 » gio lug 06, 2017 11:33 am

Zenmonk ha scritto:
Gianluigi1965 ha scritto:Volevo chiedere se qualcuno è a conoscenza dell'esatta tassazione sulla pensione in caso di contratto come dipendente. Ho fatto questo quesito ad INPS risponde:
"BUONGIORNO VOLEVO CHIEDERE GENTILMENTE SE NELLA MIA POSIZIONE TROVASSI LAVORO COME DIPENDENTE QUALI PENALIZZAZIONI SULLA PENSIONE AVREI E SE QUESTE PENALIZZAZIONI SAREBBERO UGUALI PER LE ORE DI IMPIEGO. CIOÈ MI SPIEGO LA PENALIZZAZIONE È UGUALE SE SI LAVORA 2-4 O 6 ORE AL GIORNO? GRAZIE"

Questa la risposta di INPS:

"Le comunichiamo quanto segue:

Per gli iscritti alla gestione dipendenti pubblici, il divieto di cumulo pensione/retribuzione opera per i trattamenti pensionistici di inabilità.
Tali fattispecie si configurano nei trattamenti pensionistici privilegiati (indistintamente per tutti i dipendenti della pubblica amministrazione) nonché in quelli derivanti da dispensa dal servizio per inabilità assoluta e permanente a qualsiasi proficuo lavoro o quella relativa alle mansioni (art. 13 legge n. 274/91 ovvero art. 27 della legge n. 177/76 per i dipendenti civili dello Stato).
Il trattamento pensionistico di inabilità (avente decorrenza dal 1° gennaio 2001) è regolato, ai fini del regime di cumulo, dall’art. 72, comma II° della “legge finanziaria 2001” n. 388 del 23 dicembre 2000, che a decorrere dall’entrata in vigore della stessa prevede che le quote di pensioni dirette di anzianità, di invalidità e degli assegni diretti di invalidità a carico dell’A.G.O. e delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della medesima, eccedenti l’ammontare del trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, sono cumulabili con i redditi da lavoro autonomo nella misura del 70% e sono cumulabili nella misura del 50 % con i redditi da lavoro dipendente; nel caso di reddito da lavoro autonomo le relative trattenute non possono, in ogni caso, superare il valore pari al 30% dei predetti redditi.
In sede di compilazione telematica dell’istanza di pensione, il richiedente sottoscrive l’avvertenza che in caso di attività lavorativa autonoma/dipendente dopo la cessazione dal servizio, deve darne tempestiva comunicazione (art. 34 legge n. 177/76)."

La mia domanda mi sembra sia stata chiara mentre dalla loro risposta non si capisce quale in realtà siano le penalizzazioni. Per favore qualcuno può aiutarmi?
Grazie

Sulla base della risposta dell'INPS mi sono applicato studiando per circa un anno i messaggi esplicativi dell'INPS (li trovi sul loro sito cercando "cumulo lavoro pensione", la giurisprudenza della corte dei conti e facendo quesiti a patronati vari e consulenti del lavoro oltre ovviamente che all'inps, dove se sei fortunato e ritenti, trovi anche persone serie e competenti con la solita percentuale nazionale (1 su 10).
Risultato: la legge in pratica dice che:
A) se intendi lavorare lo devi comunicare subito all'INPS altrimenti come sanzione si prendono un anno intero della tua pensione.
B) se il tuo reddito da lavoro supera quello minimo del fondo (sarebbero più o meno 5000 euro annui) la tua pensione viene decurtata del 50 o del 70 per cento a seconda che il tuo lavoro sia autonomo o dipendente; comunque le trattenute sulla pensione non possono superare il 30% dei redditi da lavoro.
Sotto i 5000 euro annui di reddito non hai alcun obbligo dichiarativo verso l'INPS.
Questa è la legge.
Detto questo, va aggiunto che le interpretazioni in sede di contenzioso sono molto variabili, ad esempio a un tizio hanno revocato la pensione di privilegio con motivazioni quali "dato che la sua pensione e' sufficiente per vivere, non si comprende perché si è messo a lavorare", quindi direi che essendo nel bel (?) Paese tutto ed il contrario di tutto è possibile.
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Re: Quesito: Si può lavorare da riformati?

Messaggioda Gianluigi1965 » gio lug 06, 2017 11:36 am

Io sono percettore sia di pensione che di privilegiata quindi se avessi l'occasione di trovare qualcuno che mi faccia un contratto stagionale che non superi i 5000 euro non ho nessun obbligo di comunicarlo alll'INPS ma solo quello di denunciare i redditi sul 730?


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Re: Quesito: Si può lavorare da riformati?

Messaggioda Zenmonk » gio lug 06, 2017 2:06 pm

Gianluigi1965 ha scritto:Io sono percettore sia di pensione che di privilegiata quindi se avessi l'occasione di trovare qualcuno che mi faccia un contratto stagionale che non superi i 5000 euro non ho nessun obbligo di comunicarlo alll'INPS ma solo quello di denunciare i redditi sul 730?


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Così risulta da tutte le fonti, salvo che qualche "testa pensante" la pensi diversamente e crei problemi destinate a sfociare in contenzioso, ove la questione è aperta stanti varie (ed anche aberranti) interpretazioni delle sezioni regionali della corte dei conti.
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Re: Quesito: Si può lavorare da riformati?

Messaggioda Gianluigi1965 » gio lug 06, 2017 4:18 pm

Gianluigi1965 ha scritto:Io sono percettore sia di pensione che di privilegiata quindi se avessi l'occasione di trovare qualcuno che mi faccia un contratto stagionale che non superi i 5000 euro non ho nessun obbligo di comunicarlo alll'INPS ma solo quello di denunciare i redditi sul 730?


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Re: Quesito: Si può lavorare da riformati?

Messaggioda Gianluigi1965 » gio lug 06, 2017 4:23 pm

Scusa Zenmonk ma non capisco cosa c'entrino le interpretazioni della corte dei conti?
Chiedilo il parere ai lettori del forum se ci fosse qualcuno che si trova già nella condizione di riformato e quindi precettore della relativa pensione e che lavori già alle dipendenze di qualche privato.


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Re: Quesito: Si può lavorare da riformati?

Messaggioda Zenmonk » gio lug 06, 2017 4:27 pm

Gianluigi1965 ha scritto:Scusa Zenmonk ma non capisco cosa c'entrino le interpretazioni della corte dei conti?
Chiedilo il parere ai lettori del forum se ci fosse qualcuno che si trova già nella condizione di riformato e quindi precettore della relativa pensione e che lavori già alle dipendenze di qualche privato.


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Cosa c'entrano? Se ti metti a lavorare e l'INPS ti revoca la pensione, li baci in fronte oppure fai ricorso alla corte dei conti per ottenere la revoca del provvedimento?
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Re: Quesito: Si può lavorare da riformati?

Messaggioda Gianluigi1965 » gio lug 06, 2017 5:33 pm

Sono perfettamente d'accordo con te mi sfuggiva questo particolare!!


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Re: Quesito: Si può lavorare da riformati?

Messaggioda Gianluigi1965 » ven lug 07, 2017 8:05 am

Ciao Gino59, io mi sono applicato alla risposta INPS, ma rispetto alla mia domanda la loro risposta non è chiara. Considerato che la domanda è stata fatta ad INPS risponde e che loro cononoscono l'importo della mia pensione, io ho chiesto se il contratto di lavoro e di 2/4 o 6 ore al giorno la penalizzazione è sempre uguale oppure no, quindi bastava rispondere semplicemente anziché rispondermi con la norma che regola la materia.
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Re: Quesito: Si può lavorare da riformati?

Messaggioda gino59 » ven lug 07, 2017 12:54 pm

Gianluigi1965 ha scritto:Ciao Gino59, io mi sono applicato alla risposta INPS, ma rispetto alla mia domanda la loro risposta non è chiara. Considerato che la domanda è stata fatta ad INPS risponde e che loro cononoscono l'importo della mia pensione, io ho chiesto se il contratto di lavoro e di 2/4 o 6 ore al giorno la penalizzazione è sempre uguale oppure no, quindi bastava rispondere semplicemente anziché rispondermi con la norma che regola la materia.

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Re: lavorare dopo la pensione
Messaggioda MAURO1964 » mer gen 28, 2015 9:16 pm

DINO72 ha scritto:
Buonasera a tutti!!niente da fare l'inps della mia città non ne vuole sapere, per loro la tipologia della mia pensione rientra nelle pensioni di inabilità assoluta ad ogni proficuo lavorativo.Mi è arrivata oggi la lettera dell'inps riguardante la mia pensione !!!chi mi può aiutare a risolvere questo problema....grazie


Carissimo Dino72;
come ti anticipavo qualche mese fa sul medesimo argomento, il caos più totale regna in questa questione.
Se riesci vedi di postare copia della lettera che ti ha inviato l'INPS (con dati sensibili oscurati) tanto da capirne il tenore.
Comunque mi sento di tranquillizzarti; io è dal 2012 che essendo riformato come te espleto occasionalmente attività lavorative sia con contratti a termine che con Voucher regolarmente liquidati dall'INPS.
Pure nella dichiarazioni dei redditi ho regolarmente allegato i mod cud rilasciati dalla ditto ove ho prestato attività lavorativa.
Pensa che addirittura è capitata un'occasione ove vi è stata un ispezione sul lavoro da parte di funzionari dell'Ispettorato del Lavoro e nulla hanno eccepito sulla mia posizione di pensionato-lavoratore.
Fai attenzione però che sino ad ora non ho mai superato le 50 gg lavorative annue previste come tetto per non incorrere nelle robuste penalizzazioni di cui si accennava nei post precedenti.

Ti faccio i miei migliori auguri.
MAURO1964
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Re: Quesito: Si può lavorare da riformati?

Messaggioda Zenmonk » sab lug 08, 2017 12:28 am

gino59 ha scritto:
Gianluigi1965 ha scritto:Ciao Gino59, io mi sono applicato alla risposta INPS, ma rispetto alla mia domanda la loro risposta non è chiara. Considerato che la domanda è stata fatta ad INPS risponde e che loro cononoscono l'importo della mia pensione, io ho chiesto se il contratto di lavoro e di 2/4 o 6 ore al giorno la penalizzazione è sempre uguale oppure no, quindi bastava rispondere semplicemente anziché rispondermi con la norma che regola la materia.

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Re: lavorare dopo la pensione
Messaggioda MAURO1964 » mer gen 28, 2015 9:16 pm

DINO72 ha scritto:
Buonasera a tutti!!niente da fare l'inps della mia città non ne vuole sapere, per loro la tipologia della mia pensione rientra nelle pensioni di inabilità assoluta ad ogni proficuo lavorativo.Mi è arrivata oggi la lettera dell'inps riguardante la mia pensione !!!chi mi può aiutare a risolvere questo problema....grazie


Carissimo Dino72;
come ti anticipavo qualche mese fa sul medesimo argomento, il caos più totale regna in questa questione.
Se riesci vedi di postare copia della lettera che ti ha inviato l'INPS (con dati sensibili oscurati) tanto da capirne il tenore.
Comunque mi sento di tranquillizzarti; io è dal 2012 che essendo riformato come te espleto occasionalmente attività lavorative sia con contratti a termine che con Voucher regolarmente liquidati dall'INPS.
Pure nella dichiarazioni dei redditi ho regolarmente allegato i mod cud rilasciati dalla ditto ove ho prestato attività lavorativa.
Pensa che addirittura è capitata un'occasione ove vi è stata un ispezione sul lavoro da parte di funzionari dell'Ispettorato del Lavoro e nulla hanno eccepito sulla mia posizione di pensionato-lavoratore.
Fai attenzione però che sino ad ora non ho mai superato le 50 gg lavorative annue previste come tetto per non incorrere nelle robuste penalizzazioni di cui si accennava nei post precedenti.

Ti faccio i miei migliori auguri.
MAURO1964

Mi pare interessante approfondire la questione del tetto delle 50 ore annue: dove sta scritto?
Finora sapevo che esiste un tetto di retribuzione annuo sotto il quale non sussiste obbligo dichiarativo, ma mai avevo sentito di un limite di giorni di lavoro.
Per la definizione di inabilità assoluta e permanente a qualsiasi proficuo lavoro, e' un errore evidentissimo dell'inps definire tale il militare riformato che è stato dichiarato contestualmente idoneo all'impiego civile.
Meglio sarebbe parlare di inabilità alle mansioni.
Il cambio di dizione della pensione andrebbe espressamente richiesto ed eventuale diniego dell'INPS andrebbe impugnato alla corte dei conti.
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Re: Quesito: Si può lavorare da riformati?

Messaggioda Gianluigi1965 » sab lug 08, 2017 10:14 am

Infatti trattasi di inabilità alle mansioni con possibilità di essere impiegato in area civile. Diverso e il discorso invece per chi è stato riformato con inabilità assoluta. Ma l'INPS come al solito fa confusione su tutto e quindi bisogna lottare per far capire che c'è una differenza sostanziale. Per quanta riguarda i 50 giorni lavorativi rimane il mistero.


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Re: Quesito: Si può lavorare da riformati?

 

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