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INDENNITA' DI TRASFERIMENTO

Re: INDENNITA' DI TRASFERIMENTO

Messaggioda panorama » dom lug 16, 2017 7:54 pm

Il CdS rigetta l'appello dell'Amministrazione.
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il CdS scrive:

1) - Ciò premesso, vertendo la controversia in tema di diritti soggettivi patrimoniali, deve passarsi in concreto a stabilire se nel caso all’esame – come sostiene l’appellante con dovizia di riferimenti normativi - la distanza da prendere in considerazione è quella tra le due case comunali ( pacificamente: 8 km) o invece – come deduce l’appellato - quella tra i due reparti di assegnazione ( pacificamente: 17 km).

2) - Al riguardo, la consolidata giurisprudenza della Sezione ( cfr. per tutte IV n. 2973 del 2003) ha chiarito che le distanze si computano di norma tra le case comunali, valendo il criterio derogatorio della sede dell’ufficio solo quando questo si trova in località isolata.

3) - Nel caso in esame, come rilevato dal ricorrente, la precedente sede di servizio ( Ponte Miscecco) era appunto dislocata in località isolata a ridosso, per quanto si comprende, del confine italo-sloveno.

Leggete tutto il contesto qui sotto.
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SENTENZA ,sede di CONSIGLIO DI STATO ,sezione SEZIONE 4 ,numero provv.: 201703472
- Public 2017-07-14 -


Pubblicato il 14/07/2017

N. 03472/2017REG.PROV.COLL.
N. 06970/2008 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Consiglio di Stato
in sede giurisdizionale (Sezione Quarta)

ha pronunciato la presente
SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 6970 del 2008, proposto da:
Min. Economia e Finanze - Com. Gen. G D F. - Com Rep. Tla Friuli, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Gen.Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12;

contro
S.. Girolamo, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Orazio Francesco Esposito, Michela Bacchetti, con domicilio eletto presso lo studio Gigliola Mazza Ricci in Roma, via di Pietralata 320;

per la riforma
della sentenza del T.A.R. FRIULI-VENEZIA-GIULIA - TRIESTE n. 00137/2008, resa tra le parti, concernente diniego riconoscimento indennita' di trasferimento


Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 13 luglio 2017 il Cons. Antonino Anastasi e uditi per le parti gli avvocati Avv.to dello Stato De Felice;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.


FATTO e DIRITTO

L’odierno appellato, militare appartenente al Corpo della Guardia di Finanza ed assegnato a reparto dislocato nella frazione Ponte Miscecco ( comune di Prepotto), è stato trasferito d’autorità a Ente di stanza nel comune di Cividale del Friuli.

La richiesta dell’interessato di fruire dell’indennità di trasferimento è stata respinta dal Corpo, con provvedimento che il militare ha impugnato avanti al TAR Friuli.

A sostegno del diniego la P.A. ha rilevato che la distanza tra le case comunali di Prepotto e Cividale è inferiore ai 10 km.

Con la sentenza in epigrafe indicata l’adito Tribunale ha accolto il gravame rilevando che l’art. 1 della legge 86/2001 subordina l’indennità al solo trasferimento in comune diverso e non richiede più perciò la distanza minima ( appunto 10 km) prima prevista dall’art. 1 Legge 100/1987.

La sentenza è stata impugnata con l’appello oggi all’esame dall’Amministrazione la quale ne ha chiesto l’integrale riforma.

Si è costituito in resistenza l’appellato, il quale reitera le ulteriori censure contro il provvedimento impugnato già da lui versate in primo grado.

Le Parti hanno depositato memorie.

All’udienza del 13 luglio 2017 l’appello è stato trattenuto in decisione.

L’appello è da respingere e la sentenza impugnata va confermata, sia pure con diversa motivazione.

In effetti, come dedotto dall’appellante, la censura erroneamente accolta dal TAR era infondata: la giurisprudenza ( cfr. per tutte Ap. n. 23 del 2011) ha infatti successivamente chiarito che la distanza minima dei 10 km – di cui alle norme sull’indennità di missione - costituisce sempre, pur nel vigore della nuova disciplina, requisito di base per l’erogazione anche dell’indennità di trasferimento.

Ciò premesso, vertendo la controversia in tema di diritti soggettivi patrimoniali, deve passarsi in concreto a stabilire se nel caso all’esame – come sostiene l’appellante con dovizia di riferimenti normativi - la distanza da prendere in considerazione è quella tra le due case comunali ( pacificamente: 8 km) o invece – come deduce l’appellato - quella tra i due reparti di assegnazione ( pacificamente: 17 km).

Al riguardo, la consolidata giurisprudenza della Sezione ( cfr. per tutte IV n. 2973 del 2003) ha chiarito che le distanze si computano di norma tra le case comunali, valendo il criterio derogatorio della sede dell’ufficio solo quando questo si trova in località isolata.

Nel caso in esame, come rilevato dal ricorrente, la precedente sede di servizio ( Ponte Miscecco) era appunto dislocata in località isolata a ridosso, per quanto si comprende, del confine italo-sloveno.

Dal momento che, come si è sopra puntualizzato, Ponte Miscecco dista 17 km da Cividale, al militare andava dunque corrisposta l’indennità.

Sulla scorta delle considerazioni che precedono l’appello dell’Amministrazione va perciò respinto e la sentenza impugnata va confermata con diversa motivazione.

Le spese del grado seguono la soccombenza e sono liquidate forfettariamente in dispositivo.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sull'appello, come in epigrafe proposto, lo respinge.

Condanna il Comando Generale della Guardia di Finanza al pagamento in favore di S.. Girolamo di euro 1500 ( millecinquecento ) oltre spese generali IVA e CAP se dovuti, per le spese del grado.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 13 luglio 2017 con l'intervento dei magistrati:
Antonino Anastasi, Presidente, Estensore
Oberdan Forlenza, Consigliere
Luigi Massimiliano Tarantino, Consigliere
Leonardo Spagnoletti, Consigliere
Giuseppe Castiglia, Consigliere


IL PRESIDENTE, ESTENSORE
Antonino Anastasi





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Re: INDENNITA' DI TRASFERIMENTO

Messaggioda panorama » ven ott 13, 2017 1:13 pm

Ok, l'Amministrazione resistente non resiste più.

Caso chiuso.
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SENTENZA ,sede di CONSIGLIO DI STATO ,sezione SEZIONE 4 ,numero provv.: 201704711 - Public 2017-10-11 -

Pubblicato il 11/10/2017


N. 04711/2017 REG. PROV. COLL.
N. 08849/2015 REG. RIC.


REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Consiglio di Stato
in sede giurisdizionale (Sezione Quarta)

ha pronunciato la presente
SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 8849 del 2015, proposto dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, Comando Generale della Guardia di Finanza, Comando Regionale della Guardia di Finanza Piemonte, Comando Regionale della Guardia di Finanza Lombardia, in persona dei rispettivi legali rappresentanti in carica, tutti rappresentati e difesi per legge dalla Avvocatura Generale dello Stato, presso i cui uf-OMISSIS- in Roma, alla Via dei Portoghesi n. 12, sono domiciliati;

contro
-OMISSIS-, -OMISSIS-, -OMISSIS-,-OMISSIS-,-OMISSIS-,-OMISSIS-, -OMISSIS-, -OMISSIS-,-OMISSIS-, -OMISSIS-,-OMISSIS-, -OMISSIS-,-OMISSIS-, -OMISSIS-, -OMISSIS-,-OMISSIS-, -OMISSIS-,-OMISSIS-,-OMISSIS-,-OMISSIS-, -OMISSIS-, -OMISSIS-, -OMISSIS-, -OMISSIS-, -OMISSIS-, -OMISSIS-,-OMISSIS-, -OMISSIS-, -OMISSIS-, -OMISSIS-, -OMISSIS-, -OMISSIS-, -OMISSIS-,-OMISSIS-,-OMISSIS-,-OMISSIS-, -OMISSIS-,-OMISSIS-, -OMISSIS-, -OMISSIS-,-OMISSIS-, -OMISSIS-, -OMISSIS-, -OMISSIS-,-OMISSIS-, -OMISSIS-,-OMISSIS-, -OMISSIS-, -OMISSIS-,-OMISSIS-, rappresentati e difesi dagli avvocati Giuseppe Fortuna, Umberto Coronas, con domicilio eletto presso lo studio Umberto Coronas in Roma, via Giuseppe Ferrari, 4;

-OMISSIS-, -OMISSIS-,-OMISSIS-,-OMISSIS-,-OMISSIS-, rappresentati e difesi dagli avvocati Umberto Coronas, Giuseppe Fortuna, con domicilio eletto presso lo studio Umberto Coronas in Roma, via Giuseppe Ferrari, 4;

per la riforma
della sentenza del T.A.R. per il PIEMONTE – Sede di TORINO- SEZIONE I n. 1036/2015, resa tra le parti, concernente accertamento e declaratoria del diritto patrimoniale alla corresponsione del trattamento economico di trasferimento d'uf-OMISSIS-o

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio dei Signori -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- i-OMISSIS--OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS-;

Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 5 ottobre 2017 il consigliere Fabio Taormina e uditi per le parti l’avvocato dello Stato G. Natale e l’avvocato U. Coronas;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.


FATTO
1.Il Comando Regionale Piemonte del Corpo della Guardia di Finanza, avendo stabilito di sopprimere per esigenze organizzative il reparto ove prestava servizio l’odierna parte appellata, ha invitato il personale da questa dipendente ad indicare la sede preferita come nuova destinazione.

Acquisite le domande, il Comando ha disposto i relativi trasferimenti, qualificandoli come avvenuti a domanda ed escludendo quindi l'erogazione delle provvidenze previste dalla legge in favore dei militari trasferiti d'autorità.

2.Con la sentenza in epigrafe indicata l'adito TAR del Piemonte ha accolto il ricorso proposto dall'odierna parte appellata avverso il diniego di erogazione delle indennità in parola.

3.La sentenza è impugnata con l'atto di appello in esame dall'Amministrazione la quale ne chiede l'integrale riforma, deducendo che la presentazione da parte del militare della domanda ( di trasferimento o gradimento per una specifica sede) preclude la corresponsione in suo favore di bene-OMISSIS- che la legge correla ai soli trasferimenti autoritativi; inoltre (pag. 18 dell’atto di appello) ad avviso dell’appellante Amministrazione il Tar aveva errato nel liquidare le indennità previste dalla legge n. 836/1973 e dal dPR 164/2002 in quanto sarebbe spettato a parte appellata provare di non potere usufruire di alloggio di servizio e di avere trasferito la famiglia in altro comune: sotto tale angolo prospettico il ricorso avrebbe dovuto essere dichiarato inammissibile

4. In data 19.11.2015 e 3.12. 2015 le parti appellate si sono costituite in giudizio depositando articolate memorie puntualizzando e ribadendo le proprie difese e chiedendo la reiezione dell’appello in quanto infondato.

5. Alla camera di consiglio 24.11.2015 fissata per la delibazione della domanda di sospensione della provvisoria esecutività dell’impugnata decisione la trattazione della causa è stata rinviata a data da destinarsi su concorde richiesta delle parti tenuto conto che di lì a poco sulla medesima questione si sarebbe dovuta pronunciare l’Adunanza Plenaria di questo Consiglio di Stato.

6. In data 31 maggio 2016 parte appellata ha depositato una sintetica memoria richiamando la recente decisione dell’Adunanza Plenaria n. 1/2016; quanto al secondo profilo di censura, ha fatto presente che era stato documentato il diritto a godere delle indennità di cui all’art. 21 della legge n. 836/1973 ed all’art. 47 comma 5 del dPR 164/2002 in quanto, (ad eccezione dei Signori -OMISSIS- -OMISSIS- -OMISSIS-, -OMISSIS-, -OMISSIS--OMISSIS-e -OMISSIS-) trattavasi di soggetti tutti aventi figli a carico: tale circostanza e quella di non potere godere di alloggio di servizio non erano mai state contestate dall’Amministrazione.

7. Alla camera di consiglio del 9 giugno 2016 fissata per la delibazione della domanda di sospensione della provvisoria esecutività dell’impugnata decisione la Sezione, con la ordinanza cautelare n.2181/2016 ha respinto la domanda cautelare alla stregua della considerazione per cui: “Rilevato che l’appello cautelare è privo del prescritto fumus ( si veda la recentissima decisione dell’Adunanza Plenaria n. 1 del 2016) ed in ogni caso trattandosi di controversia relativa alla erogazione di somme sarebbe stata priva del requisito del periculum in mora;”.

8. In data 24.3.2017 l’amministrazione appellante ha depositato una nota contenente una dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione dell’appello in relazione alla circostanza che nelle more del giudizio era sopravvenuta la decisione dell’Adunanza Plenaria di questo Consiglio di Stato n. 1/2016 e tenuto conto dell’orientamento giurisprudenziale consolidatosi in materia.

9. Alla odierna pubblica udienza del 5 ottobre 2017 la causa è stata trattenuta in decisione.

DIRITTO

1. Il Collegio prende atto della dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione dell’appello e lo dichiara improcedibile.

2. Quanto alle spese del presente grado di giudizio, esse possono essere integralmente compensate tra le parti, tenuto conto che il sopravvenuto venire meno dell’interesse alla decisione dell’appello discende dalla circostanza che nel corso del giudizio è stata emessa la recente decisione dell’Adunanza Plenaria n. 1 del 2016 che ha risolto le pregresse oscillazioni della giurisprudenza in materia e tenuto conto altresì delle considerazioni in punto di regolamento delle spese contenute nella predetta decisione.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sull'appello, come in epigrafe proposto, prende atto della dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione e lo dichiara improcedibile.

Spese processuali del grado compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'art. 52, comma 1 D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all'oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi altro dato idoneo ad identificare gli appellati.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 5 ottobre 2017 con l'intervento dei magistrati:
Paolo Troiano, Presidente
Fabio Taormina, Consigliere, Estensore
Oberdan Forlenza, Consigliere
Luigi Massimiliano Tarantino, Consigliere
Carlo Schilardi, Consigliere


L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Fabio Taormina Paolo Troiano





IL SEGRETARIO

In caso di diffusione omettere le generalità e gli altri dati identificativi dei soggetti interessati nei termini indicati.


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N.B. stesso giudizio anche

per la riforma
della sentenza del T.A.R. per il PIEMONTE –Sede di TORINO - SEZIONE I n. 944/2015, resa tra le parti, concernente accertamento e declaratoria del diritto patrimoniale alla corresponsione del trattamento economico di trasferimento d'uf-OMISSIS-o
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