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ACCORPAMENTO FORESTALE

ACCORPAMENTO FORESTALE

Messaggioda luisella81 » gio nov 24, 2016 12:09 pm

Buongiorno a tutti, volevo chiedere delle informazioni riguardante il d.lvo n. 177 del 19/08/2016. Abbiamo appreso che a partire dal 1 gennaio 2017 i Forestali confluiranno nei Carabinieri. Si dice che tutti questi ragazzi che entreranno a far parte nella carriera militare dovranno fare un corso "tipo di addestramento" e volevo chiedere questo corso dove si farà e soprattutto è vero che sarà un corso di quattro mesi? Lo faranno anche i ruoli Tecnici della Forestale?
Grazie fin da ora ringrazio per la risposta che vorrete darmi.
cordiali saluti


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Re: ACCORPAMENTO FORESTALE

Messaggioda panorama » dom gen 01, 2017 8:11 pm

Transito nella Polizia di Stato

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Re: ACCORPAMENTO FORESTALE

Messaggioda panorama » ven gen 27, 2017 8:31 pm

Ispettore del Corpo Forestale dello Stato, contesta la sua assegnazione, ..., al Corpo nazionale dei vigili del Fuoco.
----------------------------------------------------------------------

ORDINANZA COLLEGIALE ,sede di ROMA ,sezione SEZIONE 2T ,numero provv.: 201701295,
- Public 2017-01-25 -


Pubblicato il 25/01/2017


N. 01295/2017 REG.PROV.COLL.
N. 15486/2016 REG.RIC.


REPUBBLICA ITALIANA
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Seconda Ter)

ha pronunciato la presente
ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 15486 del 2016, proposto dal signor Edoardo Mu.., rappresentato e difeso dagli avvocati Marco Barilati, Pietro Piciocchi, Luca Gabrielli, con domicilio eletto presso lo studio avv. Luca Gabrielli in Roma, via Filippo Nicolai, 70;

contro

Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, in persona del legale rappresentante p.t., non costituito in giudizio;

Corpo Forestale dello Stato, in persona del legale rappresentante p.t., non costituito in giudizio;

Ministero dell'Interno-Dipart.Vigili del Fuoco-Soccorso Pubblico - Difesa Civile, in persona del legale rappresentante p.t., non costituito in giudizio;

Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, in persona del legale rappresentante p.t., non costituito in giudizio;

Ministero della Difesa, in persona del legale rappresentante p.t., non costituito in giudizio;

Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri, in persona del legale rappresentante p.t., non costituito in giudizio;

nei confronti di

Daniela Pi.., non costituita in giudizio;
Angelo Ma.., non costituito in giudizio;
Paolo Mo.., non costituito in giudizio;
Felice D. L.., non costituito in giudizio;
Carlo Fe.., non costituito in giudizio;
Aldo Te.., non costituito in giudizio;

per l'annullamento, previa sospensiva,
dei decreti con cui è stato individuato il personale appartenente al ruolo dei dirigenti del Corpo Forestale dello Stato assegnato al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, dell'Arma dei Carabinieri, alla Polizia di Stato, al Corpo della Guardia di Finanza a decorrere dal 01.01.2017; nonché (per l’annullamento) degli atti di cui ai documenti 4,5, 6 e 7 allegati al ricorso.


Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti tutti gli atti della causa;
Visto l'art. 16, co. 2, cod. proc. amm.;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 24 gennaio 2017 il Cons. Mariangela Caminiti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;


Considerato che col ricorso introduttivo del giudizio, e col successivo atto introduttivo di motivi aggiunti di gravame, sono stati impugnati gli atti in epigrafe indicati con i quali l’odierno esponente, già Ispettore del Corpo Forestale dello Stato e pertanto interessato dalle procedure di transito regolamentate dall’art.12 del d.lgs n.177 del 2016, contesta la sua assegnazione, per effetto del decreto CFS n.81271/2016, al Corpo nazionale dei vigili del Fuoco, deducendo contestualmente l’illegittimità del decreto CFS in pari data n.81277 nella parte in cui non include il suo nominativo tra le unità assegnate all’Arma dei CC;

Considerato che di seguito all’entrata in vigore del C.p.a. la competenza territoriale in I° grado è divenuta inderogabile e che, per le controversie riguardanti pubblici dipendenti, l’art.13 c.2 del C.p.a. individua il Tribunale nella cui circoscrizione territoriale è situata la sede di servizio quale quello inderogabilmente competente; ulteriormente precisando, al comma 4 bis, che detta competenza attrae a sé anche quella relativa agli atti presupposti dallo stesso, tranne che si tratti di atti normativi o generali per la cui impugnazione restano fermi gli ordinari criteri di attribuzione della competenza;

Considerato che la sede di servizio del ricorrente è presso il Comando Provinciale del CFS di Brescia;

Considerato che i provvedimenti impugnati – ed in particolare il primo dei citati decreti che è quello che assegna il ricorrente al Corpo nazionale dei vigili del Fuoco – attengono, all’evidenza, al rapporto di pubblico impiego che lega il ricorrente all'Amministrazione dando concreta applicazione ed attuazione all’art.12 comma 2 citato a mente del quale il capo del CFS “individua, per ruolo di appartenenza, sulla base dello stato matricolare e dell’ulteriore documentazione attestante il servizio prestato, l’Amministrazione, tra quelle indicate al comma 1, presso la quale ciascuna unità di personale è assegnata”;

segue a tanto che gli atti gravati sono, formalmente e sostanzialmente, atti plurimi e cioè atti che racchiudono, tanti provvedimenti formalmente unici quanti sono i soggetti trasferiti. Dunque si è in presenza di atti scindibili in tanti diversi provvedimenti quanti ne sono i destinatari e volti a disciplinare – come chiaramente esposto nel parere della Commissione speciale del 14 ottobre 2016, n. 02112/2016 e data 14/10/2016 - NUMERO AFFARE 01851/2016 - una molteplicità di situazioni individuali omogenee di destinatari preventivamente determinati, sia perchè verrebbero salvaguardate le garanzie individuali previste dall’ordinamento, sia perché nel caso di contenzioso l'invalidità di un provvedimento non comporterebbe l'invalidità degli altri provvedimenti compresi nello stesso atto;

Considerato, ulteriormente, che è da escludere – con riferimento a ciascuno degli atti gravati – che si sia in presenza di un atto collettivo, che è quell’atto con cui l’amministrazione manifesta la propria volontà unitariamente ed inscindibilmente verso un complesso di individui unitariamente considerati; con la conseguenza che, attesa la natura di atto unitario propria dell’atto collettivo, ogni eventuale vizio inficia l’atto nella sua totalità. Né si è in presenza di un atto generale atteso che quest’ultimo è quello in cui i destinatari sono determinabili solo in un momento successivo alla sua emanazione, come avviene nel caso di un bando di concorso; mentre nel caso di specie i destinatari dell’atto sono stati tutti identificati e sono tutti identificabili a priori. Parimenti non ricorre l’ipotesi di atti di macro organizzazione; e difatti tra questi ultimi rientrano quelli recanti la definizione delle linee fondamentali di organizzazione degli uffici, tra cui anche l’istituzione o l’accorpamento di uffici dirigenziali, i modi di conferimento della loro titolarità, la determinazione delle dotazioni organiche: ipotesi del tutto estranea alla fattispecie in esame;

Considerato conclusivamente che l’odierno contenzioso soggiace alla regola di cui all’art.13 comma 2 del C.p.a. e che il T.a.r. competente a conoscere della causa è quello della Regione Lombardia;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Ter), dichiara, ai sensi dell’art.15 c.4 del C.p.a.:

- l’insussistenza della propria competenza territoriale a conoscere del presente giudizio;

- che il T.a.r. territorialmente competente è quello della Regione Lombardia.

La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 24 gennaio 2017 con l'intervento dei magistrati:
Pietro Morabito, Presidente
Giuseppe Rotondo, Consigliere
Mariangela Caminiti, Consigliere, Estensore


L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Mariangela Caminiti Pietro Morabito



IL SEGRETARIO


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Re: ACCORPAMENTO FORESTALE

Messaggioda panorama » ven gen 27, 2017 9:51 pm

i ricorrenti sono stati assegnati all’Arma dei Carabinieri
---------------------------------------------------------------------------

Il Tar di Milano dichiara la propria incompetenza ed indica il Tar Lazio sede di Roma quale giudice ritenuto competente.

-----------------------------------------------------------

ORDINANZA COLLEGIALE ,sede di MILANO ,sezione SEZIONE 3 ,numero provv.: 201700187,
- Public 2017-01-26 -


Pubblicato il 26/01/2017

N. 00187/2017 REG.PROV.COLL.
N. 03039/2016 REG.RIC.


REPUBBLICA ITALIANA
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia
(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente
ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 3039 del 2016, proposto da:

Marinella Ca.., Amato Ca.., Giovanni Da.., Michele Lu.., Luciano Na.., Giacomo Re.., Massimo Ro.., Andrea Str.., rappresentati e difesi dall'avvocato Egidio Lizza, con domicilio eletto presso lo studio Francesco Angeloni in Milano, via Privata Maria Teresa, 11;

contro
Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Ministero della Difesa, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura Distret. Dello Stato, domiciliata in Milano, via Freguglia, 1 (Palazzo Giustizia;

nei confronti di
Marco Str.. non costituito in giudizio;

per l'annullamento
del decreto del Capo del CFS n. 81277 comunicato il 7 novembre 2016 a mezzo pubblicazione sul Bollettino Ufficiale del CFS ai sensi dell’art. 12 d.lgs. n. 177/2016, con cui è individuata l’Amministrazione presso cui sono assegnati i ricorrenti.


Visti il ricorso e i relativi allegati;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e di Ministero della Difesa;
Visto l'art. 15 cod. proc. amm.;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 24 gennaio 2017 il dott. Ugo Di Benedetto e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;


Premesso che i ricorrenti impugnano il decreto del Capo del Corpo Forestale dello Stato n. 81279 del 31 ottobre 2016, pubblicato il 7 novembre 2016, che li assegna all’Arma dei Carabinieri, adottato ai sensi dell’art. 12 del d.lgs. 19 agosto 2016 n. 177;

Rilevato che:
- il D.lgs. n. 177/2016 è stato emanato in attuazione della delega legislativa di cui all’art. 8, comma 1, lett. a), della l. 7 agosto 2015, n. 124, che ha previsto il “riordino delle funzioni di polizia di tutela dell'ambiente, del territorio e del mare, nonché nel campo della sicurezza e dei controlli nel settore agroalimentare, conseguente alla riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato ed eventuale assorbimento del medesimo in altra Forza di polizia”;

- l’art. 7, comma 1, del decreto legislativo n. 177/2016 ha quindi stabilito che “Il Corpo forestale dello Stato è assorbito nell'Arma dei carabinieri, la quale esercita le funzioni già svolte dal citato Corpo previste dalla legislazione vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto fermo restando quanto disposto dall'articolo 2, comma 1, e ad eccezione delle competenze in materia di lotta attiva contro gli incendi boschivi e spegnimento con mezzi aerei degli stessi, attribuite al Corpo nazionale dei vigili del fuoco ai sensi dell'articolo 9, nonché delle funzioni attribuite alla Polizia di Stato e al Corpo della guardia di finanza ai sensi dell'articolo 10 e delle attività cui provvede il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 11”:

- con riguardo al personale, l’art. 7, comma 2, del decreto legislativo n. 177/2016 ha previsto che “Il Capo del Corpo forestale dello Stato, con propri provvedimenti adottati entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto e pubblicati sul Bollettino ufficiale del medesimo Corpo, individua, per ruolo di appartenenza, sulla base dello stato matricolare e della ulteriore documentazione attestante il servizio prestato, l'Amministrazione, tra quelle indicate al comma 1, presso la quale ciascuna unità di personale è assegnata”;

- l’art. 12 comma 2 del D.lgs. n. 177/2016 prevede che il Capo del Corpo forestale dello Stato, con propri provvedimenti adottati entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto e pubblicati sul Bollettino ufficiale del medesimo Corpo, individua, per ruolo di appartenenza, sulla base dello stato matricolare e della ulteriore documentazione attestante il servizio prestato, l'Amministrazione, tra quelle indicate al comma 1 (Arma dei carabinieri, Corpo nazionale dei vigili del fuoco, Polizia di Stato, Corpo della guardia di finanza, nonché Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali) presso la quale ciascuna unità di personale è assegnata;

- ai sensi dell’art. 12 comma 3 de D.lgs. 177/2016 nello stesso termine di cui al comma 2 con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sono individuate, preferibilmente tra quelle che svolgono funzioni attinenti alle professionalità del personale da ricollocare, le Amministrazioni statali, verso le quali è consentito il transito di cui al comma 4, che a sua volta dispone che il personale del Corpo forestale dello Stato, nei venti giorni successivi alla pubblicazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di cui al comma 3, primo periodo, può presentare domanda per il transito in altra amministrazione statale tra quelle individuate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 3, primo periodo, e con le modalità ivi indicate. Nella medesima domanda può essere indicato se, in caso di mancato accoglimento della stessa, si intende rimanere assegnati all'Amministrazione di destinazione individuata con il provvedimento di cui al comma 2 e, in tal caso, il mancato accoglimento della domanda determina la definitività del provvedimento di assegnazione. In caso di mancata indicazione per rimanere assegnato all'Amministrazione di destinazione, il mancato accoglimento della domanda determina gli effetti di cui al comma 6;

- il comma 6 dell’art. 12 dispone che “Nel caso in cui, …, il personale che ha presentato la domanda di cui al comma 4, non sia stato ricollocato in altra amministrazione statale tra quelle individuate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 3, primo periodo, e non abbia optato per la riassegnazione ai sensi del comma 4, secondo periodo, si procede, previo esame congiunto con le organizzazioni sindacali, a definire altre forme di ricollocazione”;

Visto il DPCM del 21 novembre 2016;

Rilevato che il decreto n. 81279 del 31 ottobre 2016, impugnato con il ricorso in oggetto, all’art. 2, subordina la propria definitività agli esiti della procedura prevista all’art. 12 commi 3 e 4 del D.lgs. n. 177/2016;

Ritenuto che:

- l’atto comporta la modifica dello status del singolo ricorrente come conseguenza di una modificazione della natura dell’amministrazione di appartenenza, che ha carattere generale e non è riducibile ai singoli atti di assegnazione;

- la modifica della natura dell’ente (e del conseguente status del personale appartenente al Corpo Forestale dello Stato) è l’oggetto sostanziale del ricorso, per i suoi effetti prodotti inscindibilmente nei confronti di tutti gli appartenenti all’amministrazione;

- i ricorrenti sono stati interessati dalla successiva procedura di mobilità indetta con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 21 novembre 2016, nella quale non hanno effettuata alcuna opzione;

- l’art. 6 comma 6 del medesimo DPCM prevede che “Per il personale dell'articolo 2, comma 2, che non esprime preferenze di assegnazione entro il termine e con le modalità di cui al presente articolo, o che non risulta collocato con le procedure di cui al presente decreto, il Dipartimento della funzione pubblica procede unilateralmente all'assegnazione, tenendo conto della vacanza di organico delle amministrazioni di destinazione, fermo restando l'ambito provinciale/metropolitano o, in subordine, l'ambito regionale”;

- i ricorrenti hanno contestato la legittimità di questa procedura, al punto 7 del ricorso, affermando, con riferimento alla mobilità volontaria o d’ufficio prevista dal suddetto decreto, che “E’ dunque evidente, sotto un duplice profilo, come i ricorrenti siano stati messi, in ogni caso, dinanzi ad una scelta eccessivamente limitativa dei propri diritti”, rimanendo condizionati a dover subire la destinazione nell’Arma dei carabinieri o dismettere le proprie funzioni, costituzionalmente rilevanti;

Ritenuto altresì che:

- la complessa procedura sopra descritta, di cui l’atto impugnato costituisce l’avvio, è governata da organi dell’Amministrazione centrale e ha un’efficacia estesa all’intero territorio nazionale;

- il Consiglio di Stato nell’Adunanza della Commissione speciale del 14 ottobre 2016 (numero affare 1851/2016) ha rilevato che il contenuto dispositivo del comma 2 dell’art. 12 del D.lgs. 177/2016 (in attuazione del quale è stato assunto il decreto impugnato) “si ricollega al principio della “corrispondenza tra funzioni trasferite e transito del personale”, espresso dal legislatore delegante all’art.8, comma 1, lettera a) della legge n. 124 del 2015, la cui attuazione presuppone una sorta di “fotografia” dell’esistente, in modo che il trasferimento delle funzioni svolte dal Corpo forestale avvenga per blocchi omogenei di attività”;

- il ricorso è incentrato sulla censura - per illegittimità costituzionale e per violazione di alcune norme di diritto internazionale - del complessivo meccanismo normativo sul quale il decreto impugnato è fondato;

- che le predette circostanze portano a ritenere la sussistenza della competenza territoriale del T.A.R. per il Lazio, sede di Roma, “senza che possa in alcun modo entrare in gioco il diverso criterio della sede di servizio del pubblico dipendente, invocato dalla parte ricorrente. Infatti, nel caso in cui il ricorso introduca più di una controversia, una delle quali (isolatamente considerata) spettante alla competenza territoriale del T.A.R. periferico, e l’altra attribuita al T.A.R. per il Lazio, sede di Roma, deve essere conservata l’unità del giudizio, dinanzi al T.A.R. per il Lazio, sede di Roma, chiamato a conoscere della legittimità di atti di amministrazione statale ad efficacia ultra regionale” (Consiglio di Stato, ad. plen., ord. n. 20 del 16 novembre 2011);

Ritenuto, per le ragioni che precedono, il Tar competente a trattare il ricorso in oggetto sia da individuare nel T.A.R. Lazio, sede di Roma.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Terza), dichiara la propria incompetenza ed indica il Tar Lazio sede di Roma quale giudice ritenuto competente, presso il quale può essere riassunta la causa nel termine perentorio di trenta giorni dalla comunicazione della presente ordinanza.

Spese compensate.

La presente ordinanza è depositata presso la segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 24 gennaio 2017 con l'intervento dei magistrati:
Ugo Di Benedetto, Presidente, Estensore
Alberto Di Mario, Consigliere
Diego Spampinato, Primo Referendario


IL PRESIDENTE, ESTENSORE
Ugo Di Benedetto



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Re: ACCORPAMENTO FORESTALE

Messaggioda luisella81 » lun feb 06, 2017 12:12 pm

panorama ha scritto:Transito nella Polizia di Stato

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Buongiorno, grazie per la risposta..volevo chiederle ma per i forestali transitati nei carabinieri, si sa quando inizia questo corso militare che dovranno fare..si dice che si farà a roma per tre settimane..
grazie fin da ora a quanti vorranno rispondermi..

Cordialità


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Re: ACCORPAMENTO FORESTALE

Messaggioda Geniere2 » lun feb 06, 2017 3:31 pm

I Corpi Forestali che si trovano nelle 5 Regioni Italiane a statuto speciale che fine faranno??


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Re: ACCORPAMENTO FORESTALE

Messaggioda Geniere2 » lun feb 06, 2017 3:50 pm

L'unica cosa che potrà far sorridere in questo accorpamento è che vi furono negli anni 90 molti carabinieri ausiliari o ufficiali in ferma che vinsero il concorso per agenti forestali e dopo diversi anni si ritrovano di nuovo nell'arma dei carabinieri.
Per non parlare poi di coloro che tentarono di entrare nell'arma dei carabinieri ed alla fine entrarono nel corpo forestale dello stato.... ora dopo diversi anni si ritrovano il loro sogno realizzato di entare nei carabinieri.


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