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Provvedimenti Disciplinari

Re: Provvedimenti Disciplinari

Messaggioda panorama » ven mag 19, 2017 1:31 pm

Accolto.
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sanzione disciplinare di corpo del "rimprovero"
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1) - si recava sul luogo del servizio con l'autovettura affidatagli coperta di fango nella quasi totalità della carrozzeria

IL CdS nel presente Parere precisa:

2) - Egli infatti asserisce di aver preso il veicolo assegnatogli con ordine di servizio del Comandante di stazione, in tempo utile per recarsi all’aeroporto di Ciampino ad effettuare il servizio comandato, senza avvedersi dell’eventuale presenza di sporco sulla carrozzeria. Fornisce poi una plausibile spiegazione dell’accidentalità dell’imbrattamento descrivendo il tragitto, l’intensità del traffico veicolare anche pesante con possibilità di incrocio di altri veicoli e le condizioni di luogo correlate ai pregressi e recenti eventi metereologici (abbondanti nevicate con accumuli in via di scioglimento ai lati della carreggiata e conseguente presenza di pozzanghere) cui l’Amministrazione replica assiomaticamente facendo riferimento al mancato incorrere nella stessa problematica da parte del veicolo in uso al medesimo Comandante lungo tragitto almeno in gran parte coincidente.
- ) - Indica infine possibili testimoni, tra i quali proprio il proprio comandante di stazione, che peraltro, tenuto conto della presumibile dimensione ridotta della relativa struttura organizzativa, avrebbe potuto/dovuto fornire elementi di conoscenza importanti, ad esempio, circa le modalità di assegnazione dei veicoli, ovvero la necessità di una loro preventiva ispezione esterna comandando in tal caso il militare in orario diverso e utile a provvedere in tal senso senza danneggiare il prioritario servizio di ordine pubblico all’aeroporto.

N.B.: leggete il tutto qui sotto.
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PARERE ,sede di CONSIGLIO DI STATO ,sezione SEZIONE 2 ,numero provv.: 201701155

-Public 2017-05-19-


Numero 01155/2017 e data 16/05/2017 Spedizione


REPUBBLICA ITALIANA
Consiglio di Stato
Sezione Seconda

Adunanza di Sezione del 10 maggio 2017

NUMERO AFFARE 03334/2013

OGGETTO:
Ministero della Difesa -Direzione Generale per il personale militare.

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da B. C., contro Legione Carabinieri Lazio Gruppo di Frascati, avverso il provvedimento n. 275/7 del 18 giugno 2012, notificato all'interessato il 26 giugno successivo, di rigetto della richiesta di annullamento della sanzione del rimprovero verbale inflitta il 24 ottobre 2012 nonché di tutti gli atti presupposti e conseguenti.

LA SEZIONE

Vista la relazione n. 0097192 del 3 aprile 2013 con la quale il Ministero della Difesa -Direzione Generale per il personale militare, ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sull'affare consultivo in oggetto;
Viste le controdeduzioni del ricorrente del 1 luglio 2013;
Esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Antonella Manzione.,

Premesso e considerato:

Al ricorrente, militare in servizio presso la Stazione C.C. di OMISSIS, veniva inflitta dal Comandante della Compagnia Carabinieri di Castel Gandolfo con provvedimento n. 202/5 del 19 aprile 2012, notificato lo stesso giorno, la sanzione disciplinare di corpo del "rimprovero" per la mancanza compendiata nella seguente motivazione: "Maresciallo effettivo a Stazione distaccata, quale responsabile di un contingente di Ordine Pubblico impiegato presso scalo aeroportuale internazionale in occasione della visita in Italia di un Capo di Governo estero, si recava sul luogo del servizio con l'autovettura affidatagli coperta di fango nella quasi totalità della carrozzeria, dimostrando minore senso di responsabilità" .

Il 17 maggio 2012, il militare impugnava la citata sanzione con ricorso rivolto al Comandante del Gruppo Carabinieri di Frascati che veniva rigettato con il provvedimento oggetto dell’odierno ricorso.

Le doglianze del ricorrente sono sinteticamente riconducibili al difetto di istruttoria, concretizzatosi in particolare nell’asserita violazione dell’art. 1398 del d.lgs. 66/2010 e nella irregolarità nella trasmissione del ricorso gerarchico, contenente impropriamente una nota descrittiva del Comandante autore del rilievo originario, in violazione dell’art. 1366 del medesimo decreto legislativo che vieta l’inserimento di pareri o commenti in sede di trasmissione del ricorso gerarchico.

La Sezione ritiene il ricorso fondato e come tale meritevole di accoglimento.

Nel caso di specie, infatti, non è in discussione la circostanza di fatto, oggetto del rilievo disciplinare, che il veicolo in uso al ricorrente fosse sporco di fango al momento dell’ispezione del dispositivo di ordine pubblico da parte del Comandante della Compagnia di Castel Gandolfo. Ne’ la Sezione intende disconoscere l’astratta rilevanza disciplinare di una condotta consistente nell’utilizzo di veicolo di servizio senza sincerarsi, ove possibile, delle condizioni accettabili dello stesso anche sotto il profilo del decoro.

Il ricorrente, tuttavia, lamenta prioritariamente il difetto di istruttoria in relazione alla ascrivibilità dell’imbrattamento del veicolo ad una propria condotta lato sensu negligente, rimarcando come il superiore gerarchico si sia, al contrario, limitato ad affermare la –incontestata – circostanza della presenza di fango sul veicolo (la cui descrizione in termini quantitativi pure risulta divergente in verità) senza nulla verificare circa la responsabilità della causazione della stessa, o della sua mancata rimozione, in capo al militare.

Quanto detto, peraltro, ignorando gli spunti investigativi forniti dal ricorrente in sede di note difensive già nell’ambito del procedimento disciplinare che avrebbero, al contrario, consentito una obiettiva ricostruzione della dinamica dei fatti e non solo delle loro risultanze finali.

La Sezione ritiene al contrario doveroso che l’istruttoria finalizzata alla irrogazione di una sanzione disciplinare, per quanto minimale e sicuramente proporzionata all’apparente disvalore dell’illecito (rimprovero verbale), in ragione della natura comunque afflittiva della stessa sia comunque indirizzata anche all’accertamento del profilo soggettivo dello stesso, come del resto avviene per qualsivoglia altra tipologia di illecito.

Quanto detto allo scopo di evitare che l’apparente avvenuta violazione di regole comportamentali che delineano i contorni della diligenza professionale esigibile, sfocino in una impropria ed inammissibile responsabilità oggettiva.

Se, dunque, non risulta condivisibile la lettura che dell’art. 1398 del d.lgs. 66 del 2010 tenta di dare il ricorrente laddove, nel ricostruire i passaggi procedurali del procedimento disciplinare, legge come obbligo quella che è mera facoltà di audizione di testimoni, ove ritenuti necessari ai fini della ricostruzione dei fatti; è pur tuttavia vero che la discrezionalità dell’organo accertatore nello scegliere le modalità di effettuazione delle verifiche, non si può spingere fino al difetto assoluto di istruttoria su elementi palesemente rilevanti per la sussistenza della fattispecie.

La Sezione ritiene dunque che dalla documentazione versata in atti non risulti affatto provata – e nemmeno “indagata”- la circostanza che il C.. si sia “recato” sul luogo del servizio con l’autovettura affidatagli coperta di fango, come affermato nel provvedimento di irrogazione del rimprovero verbale. L’istruttoria infatti è consistita nella -indiscussa -rilevazione diretta da parte del Comandate della Compagnia dello stato del veicolo una volta arrivato all’aeroporto, essendosi evidentemente ritenuta superflua qualunque indagine suppletiva.

Quanto detto, peraltro, malgrado il ricorrente abbia da subito tentato di fornire una ricostruzione dell’accaduto, suggerendo anche spunti probatori che, al limite, avrebbero potuto anche comportare la confutazione dei propri assunti difensivi.

Egli infatti asserisce di aver preso il veicolo assegnatogli con ordine di servizio del Comandante di stazione, in tempo utile per recarsi all’aeroporto di Ciampino ad effettuare il servizio comandato, senza avvedersi dell’eventuale presenza di sporco sulla carrozzeria. Fornisce poi una plausibile spiegazione dell’accidentalità dell’imbrattamento descrivendo il tragitto, l’intensità del traffico veicolare anche pesante con possibilità di incrocio di altri veicoli e le condizioni di luogo correlate ai pregressi e recenti eventi metereologici (abbondanti nevicate con accumuli in via di scioglimento ai lati della carreggiata e conseguente presenza di pozzanghere) cui l’Amministrazione replica assiomaticamente facendo riferimento al mancato incorrere nella stessa problematica da parte del veicolo in uso al medesimo Comandante lungo tragitto almeno in gran parte coincidente. Indica infine possibili testimoni, tra i quali proprio il proprio comandante di stazione, che peraltro, tenuto conto della presumibile dimensione ridotta della relativa struttura organizzativa, avrebbe potuto/dovuto fornire elementi di conoscenza importanti, ad esempio, circa le modalità di assegnazione dei veicoli, ovvero la necessità di una loro preventiva ispezione esterna comandando in tal caso il militare in orario diverso e utile a provvedere in tal senso senza danneggiare il prioritario servizio di ordine pubblico all’aeroporto. Solo ad colorandum, la Sezione prende atto altresì della circostanza che il veicolo risultava assegnato per servizio di ordine pubblico, tant’è che il rilievo disciplinare avveniva non nel contesto, che sarebbe stato assai diverso, di un ipotetico schieramento, ma nel parcheggio destinato alle auto di servizio dove il militare lo aveva doverosamente collocato unitamente ad altri colleghi convenuti in loco per la medesima finalità.

In conclusione, la Sezione ritiene che nel caso di specie il ricorso meriti accoglimento in quanto l’accertamento della fattispecie cui si è attribuito rilievo disciplinare non risulta sufficientemente istruito, non essendosi proceduto ad alcuna verifica della circostanza, pure affermata nel provvedimento di rimprovero verbale, che il militare si sia recato sul luogo del servizio comandato con veicolo già sporco di fango, anziché che sia solo arrivato presso lo stesso in tale situazione, soggettivamente non imputabile allo stesso.

P.Q.M.

Esprime il parere che il ricorso debba essere accolto.



L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Antonella Manzione Gianpiero Paolo Cirillo




IL SEGRETARIO
Roberto Mustafà
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Re: Provvedimenti Disciplinari

Messaggioda panorama » mer mag 24, 2017 11:08 am

Ricorso perso.

collega CC.
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1) - il ricorrente, sottufficiale dell’Arma dei Carabinieri, è stato sanzionato in ragione di un cospicuo ritardo nella trattazione ed inoltro all’A.G. di atti di polizia giudiziaria connessi a denunce - querele presentate già da tempo alla Stazione Carabinieri.
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PARERE ,sede di CONSIGLIO DI STATO ,sezione SEZIONE 2 ,numero provv.: 201601295
- Public 2016-05-30 -


Numero 01295/2016 e data 30/05/2016

REPUBBLICA ITALIANA
Consiglio di Stato
Sezione Seconda

Adunanza di Sezione del 4 maggio 2016

NUMERO AFFARE 00876/2013

OGGETTO:
Ministero della Difesa Direzione Generale per il Personale Militare.

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da C. C., avverso sanzione disciplinare di corpo di giorni 5 (cinque) di consegna -provvedimento 154/4 del 25 marzo 2010 -;

LA SEZIONE
Vista la relazione n. 0074485 del 10/08/2012 con la quale il Ministero della Difesa Direzione Generale per il Personale Militare ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sull'affare consultivo in oggetto;

Esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Sergio Fina;

Premesso in fatto:

Con ricorso straordinario al Capo dello Stato il ricorrente, brig. C. C. impugna la sanzione disciplinare della consegna di giorni 5 di consegna inflittagli dal Comandante della Compagnia Carabinieri di OMISSIS.
Deduce al riguardo:

- violazione degli art. 1, 2, 3, 6 e 7 della L. n. 241/1990; violazione degli art. 3, 24 e 97 della Costituzione; violazione degli art. 4, 10, 12, 14, 58, 59 e 72 del Regolamento di Disciplina Militare e degli art. 418 e 386 del Regolamento Generale dell’Arma dei Carabinieri; Eccesso di potere per errore sui presupposti, carenza d’istruttoria e ingiustizia manifesta.

Il Ministero della Difesa con relazione del 10.08. 2012 ha riferito sulla vicenda, rilevando: in primo luogo l’inammissibilità del ricorso con riguardo al profilo dell’errore sui presupposti, avendo tale prospettazione, l’unico, chiaro intento di sollecitare un riesame dei fatti e quindi una valutazione sul merito della determinazione assunta ed inoltre rilevando l’infondatezza di tutte le residue argomentazioni contenute nel ricorso e concludendo, quindi, per il rigetto di quest’ultimo per la parte relativa.

Considerazioni di diritto:

Occorre, anzitutto, sottolineare che il ricorrente, sottufficiale dell’Arma dei Carabinieri, è stato sanzionato in ragione di un cospicuo ritardo nella trattazione ed inoltro all’A.G. di atti di polizia giudiziaria connessi a denunce - querele presentate già da tempo alla Stazione Carabinieri di OMISSIS.
In sede istruttoria veniva accertato che:

- i fascicoli relativi alle denunce - querele erano rinvenuti sulla scrivania del ricorrente, poco tempo dopo che il medesimo aveva fornito assicurazione al proprio Comandante, circa l’assenza di altre pratiche pendenti, oltre quelle già comunicate;

- il ricorrente era consapevole della giacenza di fascicoli non trattati, in quanto alla specifica richiesta del proprio superiore, cercava di sviare la domanda, affermando che si trattava di accertamenti di scarsa importanza;

- non vi era alcun obbligo di assegnazione delle pratiche, essendo state, le stesse, ricevute personalmente dal militare e a lui incombendo il dovere di avviare le indagini e riferire all’Autorità Giudiziaria;

- era evidente la negligenza manifestata nella circostanza dal ricorrente, avendo quest’ultimo disatteso i propri doveri derivanti dal Regolamento Generale dell’Arma dei Carabinieri.

Va, inoltre, precisato che nella specie non risulta alcuna compressione del diritto di difesa, non determinando, la fissazione di un termine a difesa inferiore al limite di legge, alcuna illegittimità, quando, come nel caso in esame, il termine sia congruo in relazione alla scarsa complessità dell’accertamento.

Ne discende che per quanto attiene il profilo del difetto dei presupposti, e in sostanza la rivalutazione di merito delle situazioni oggetto di contestazione disciplinare – avvenuto affidamento delle pratiche -, l’impugnativa deve ritenersi inammissibile, in quanto la materia è sottratta al sindacato del giudice, anche in sede di ricorso straordinario al capo dello Stato, mentre, per la restante parte, nessun positivo riscontro possono trovare i rilievi dedotti nel ricorso, sia con riferimento alla carenza di motivazione del provvedimento e della decisione gerarchica che appaiono, invece, sorretti da adeguati elementi di valutazione, sia con riferimento alle disposizioni del Regolamento di disciplina militare che impongono al dipendente militare, soprattutto se investito dell’affidamento di pratiche di polizia giudiziaria, di mantenere in ogni circostanza un condotta improntata al sollecito adempimento degli atti e quindi al senso del dovere e della disciplina.

Consegue alle considerazioni svolte che il ricorso debba ritenersi per la parte riguardante il merito delle valutazioni operate dai superiori gerarchici, inammissibile e per la parte residua, infondato e che quindi il medesimo, per la parte anzidetta, debba essere respinto.

P.Q.M.

Esprime il parere che il ricorso debba essere in parte dichiarato inammissibile e per la parte residua respinto.



L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Sergio Fina Gianpiero Paolo Cirillo




IL SEGRETARIO
Roberto Mustafa'

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Ricorso perso.

sempre lo stesso collega CC.
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1) - il ricorrente, sottufficiale dell’Arma dei Carabinieri, è stato sanzionato in ragione di un atteggiamento polemico assunto nei confronti del proprio diretto superiore e quindi non in dipendenza di disservizi o di infrazioni concernenti l’attività operativa.
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PARERE ,sede di CONSIGLIO DI STATO ,sezione SEZIONE 2 ,numero provv.: 201601294
- Public 2016-05-30 -


Numero 01294/2016 e data 30/05/2016

REPUBBLICA ITALIANA
Consiglio di Stato
Sezione Seconda

Adunanza di Sezione del 4 maggio 2016

NUMERO AFFARE 00875/2013

OGGETTO:
Ministero della Difesa - Direzione Generale per il Personale Militare.

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da C. C., avverso sanzione disciplinare di corpo di giorni 5 (cinque) di consegna -provvedimento 172/9 del 17 maggio 2010 -;

LA SEZIONE
Vista la relazione n. 0074483 del 23/10/2012 con la quale il Ministero della Difesa -Direzione Generale per il personale Militare - ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sull'affare consultivo in oggetto;

Esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Sergio Fina;

Premesso in fatto:

Con ricorso straordinario al Capo dello Stato il ricorrente, brig. C. C. impugna la sanzione disciplinare della consegna di giorni 5 di consegna inflittagli dal Comandante della Compagnia Carabinieri di OMISSIS.

Deduce al riguardo:

- violazione degli art. 1, 2, 3, 6 e 7 della L. n. 241/1990; violazione degli art. 3, 24 e 97 della Costituzione; violazione degli art. 4, 10, 12, 14, 58, 59 e 72 del Regolamento di Disciplina Militare e degli art. 418 e 386 del Regolamento Generale dell’Arma dei Carabinieri; Eccesso di potere per errore sui presupposti, carenza d’istruttoria e ingiustizia manifesta.

Il Ministero della Difesa con relazione del 23. 10. 2012 ha riferito sulla vicenda, rilevando l’infondatezza di tutte le argomentazioni contenute nel ricorso e concludendo per il rigetto di quest’ultimo.

Considerazioni di diritto:

Occorre, anzitutto, sottolineare che il ricorrente, sottufficiale dell’Arma dei Carabinieri, è stato sanzionato in ragione di un atteggiamento polemico assunto nei confronti del proprio diretto superiore e quindi non in dipendenza di disservizi o di infrazioni concernenti l’attività operativa.

Ciò vale ad escludere l’argomentazione prospettata nel ricorso, secondo cui la questione, all’origine delle contestazioni a lui mosse dal Comandante di Stazione fosse o meno una pratica di sua spettanza e risultante inevasa e/o incompleta, in quanto quale che fosse la causa della contestazione, il militare, interpellato dal suo superiore gerarchico, deve, comunque osservare un contegno misurato e aderente al senso di disciplina militare.

Nel caso in esame, invece, risulta che il militare ha ecceduto, non importa se a torto o a ragione, verso il proprio superiore, in un atteggiamento polemico e alterando il tono di voce ed inoltre reiterando tale condotta anche alla presenza del Comandante della Compagnia.

Ne discende che nessun positivo riscontro possono trovare i rilievi dedotti nel ricorso, sia con riferimento alla carenza di motivazione del provvedimento e della decisione gerarchica che appaiono, invece, sorretti da adeguati elementi di valutazione, sia con riferimento alle disposizioni del Regolamento di disciplina militare che impongono al dipendente militare, soprattutto se investito di superiori responsabilità operative, di mantenere in ogni circostanza un contegno ispirato ad autocontrollo e senso della disciplina.

Consegue alle considerazioni svolte che il ricorso debba ritenersi infondato e che quindi debba essere respinto.

P.Q.M.

Esprime il parere che il ricorso debba essere respinto.



L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Sergio Fina Gianpiero Paolo Cirillo




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