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Art. 17, lettera a) d.lvo n. 151/2001 Interdizione anticipat

Art. 17, lettera a) d.lvo n. 151/2001 Interdizione anticipat

Messaggioda panorama » mer mag 30, 2012 2:56 pm

Per conoscenza.

Interdizione anticipata dal lavoro ai sensi dell’art. 17, lettera a), d.lvo n. 151/2001 “minaccia di aborto”.

Lavoratrici in gravidanza – astensione anticipata per gravidanza a rischio

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N. 01060/2012 REG.PROV.COLL.
N. 01162/2011 REG.RIC.


REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania
sezione staccata di Salerno (Sezione Prima)
ha pronunciato la presente

SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 1162 del 2011, proposto da:
OMISSIS, rappresentata e difesa dall'avv. Rosanna Perrino, con domicilio eletto in Salerno, via Manzo n. 31, presso l’avv. Sessa;
contro
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, rappresentato e difeso dall'Avvocatura distrettuale dello Stato di Salerno, domiciliato per legge in Salerno, corso Vittorio Emanuele n.58;
per l'annullamento
del provvedimento prot. n. …. del 26.4.2011, relativo ad interdizione anticipata dal lavoro ai sensi dell’art. 17, lettera a), d.lvo n. 151/2001

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 10 maggio 2012 il dott. Ezio Fedullo e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO
Deduce la ricorrente che, mediante il provvedimento impugnato, la Direzione Provinciale del Lavoro di Salerno ha respinto l’istanza di interdizione anticipata dal lavoro, per il periodo dal …… al ……., presentata ex art. 17 d.lvo n. 151/2001 in data 2.2.2011, con allegato il relativo certificato medico, in quanto, giunta alla XXIII settimana di gravidanza, risultava affetta da “minaccia di aborto”.
Ella evidenzia altresì che la Direzione Provinciale del Lavoro non provvedeva, nei sette giorni successivi all’inoltro dell’istanza, né all’invio della comunicazione di accoglimento, né alla eventuale richiesta di integrazione né a quella di visita medico-legale: per effetto del silenzio serbato nel termine indicato ella ha ritenuto quindi accolta la domanda per silentium.
Allega inoltre la ricorrente di aver ricevuto, in data 11.4.2011, l’invito a fornire copia del referto medico rilasciato dalla ASL relativamente al periodo suindicato e di aver conseguentemente provveduto a presentare al competente ufficio di Medicina Legale della ASL SA1, in data 13.4.2011, richiesta per il conseguimento “ora per allora” del certificato medico-legale.
Deduce altresì la ricorrente che la ASL SA1, in data 19.4.2011, emetteva il certificato n. …… con il quale veniva confermata la diagnosi e la prognosi ora per allora con riferimento all’intero periodo dal …….. al ……. e dal ……. al……..
Ella lamenta quindi di aver ricevuto il provvedimento di diniego impugnato, il quale, nel respingere l'istanza di interdizione anticipata dal lavoro presentata dalla ricorrente relativamente al periodo …… - ……, richiama la comunicazione del 14.3.2011, prot. n. ….., dalla quale si evince che ella non si è presentata presso l’Ambulatorio Medico-Legale, e la nota prot. n. …… del 5.4.2011, con la quale è stata inutilmente invitata a trasmettere copia del referto medico-legale rilasciato dalla ASL competente relativamente al periodo suindicato.
Mediante le censure formulate in ricorso, viene allegata la violazione degli artt. 17 e 18 d.lvo cit., ai sensi dei quali la D.P.L. è obbligata a provvedere entro sette giorni dalla ricezione della richiesta di astensione: non essendo ciò avvenuto, deduce la ricorrente, deve ritenersi formato il silenzio-assenso.
La ricorrente deduce altresì che si è premurata di acquisire il referto prot. n. ….. del 19.4.2011, ricevendo assicurazione dalla coordinatrice infermieristica, dott.ssa A. A., sul fatto che lo stesso sarebbe stato inoltrato alla D.P.L. di Salerno.
Aggiunge la ricorrente che il suddetto parere medico-legale è vincolante nei confronti della D.P.L. e che l’amministrazione intimata, nel rilevare che la ricorrente non si è presentata presso l’Ambulatorio Medico-Legale, non ha verificato se ella avesse ricevuto l’invito della A.S.L. di sottoporsi a visita.
Infine, viene dedotto il difetto di motivazione inficiante il provvedimento impugnato.
La difesa erariale si oppone all'accoglimento del ricorso, deducendone l'infondatezza.
Tanto premesso, deve rilevarsi la fondatezza della proposta domanda di annullamento.
Il provvedimento negativo impugnato si fonda sulla mancata presentazione della ricorrente presso l’Ambulatorio Medico-Legale per la sua sottoposizione a visita medico-legale e sul fatto che ella, benché sollecitata con nota prot. n. …… del 5.4.2011, non avrebbe trasmesso copia del referto medico-legale rilasciato dalla A.S.L. competente relativamente al periodo ….2011 - …...2011.
Ebbene, la ricorrente ha depositato in giudizio il referto medico-legale della A.S.L. di Salerno 1 prot. n. ….. del 19.4.2011, con il quale “si conferma diagnosi e prognosi ora per allora” con riguardo ai periodi dal …...2011 al …...2011 e dal …..2011 all’…...2011.
La difesa erariale, nel rilevare che il predetto certificato è pervenuto alla D.P.L. in data 11.5.2011, ha altresì prodotto la nota della A.S.L. prot. n. …. del 20.6.2011, con la quale si afferma che “si deve intendere da confermare ora per allora il periodo dal …...2011 gg. 8 e non il periodo dal …...2011 gg.30 confermato ora per allora con certificazione del 19.4.2011 prot. n. ……, per il quale periodo non è mai pervenuta richiesta da parte Vs in tal senso”.
Invero, come affermato dalla difesa erariale, l’unica richiesta della D.P.L. è stata indirizzata alla A.S.L. in data 15.3.2011, con nota prot. n. ….., e riguardava un accertamento “ora per allora” limitatamente al periodo …..2011 – …...2011 (essendo pervenuto in data 9.3.2011 dalla ricorrente un nuovo certificato medico per il suddetto periodo).
Osserva al riguardo il Tribunale che l'amministrazione ha indebitamente pretermesso il suddetto certificato, facendo leva sulla mancanza di una richiesta (della D.P.L.) indirizzata alla sua acquisizione.
Tuttavia, a prescindere dal rilievo secondo cui, come allegato dalla stessa difesa erariale, in data 11.2.2011 l’Ufficio del Lavoro, con nota prot. n. ….., richiedeva l’accertamento medico alla A.S.L. di Sarno, dandone comunicazione alla medesima A.S.L. (oltre che alla ricorrente per posta ordinaria), sì che il certificato del 19.4.2011 ben può correlarsi alla suddetta richiesta, deve osservarsi che l'attitudine certificativa di quest'ultimo non può ritenersi venuto meno sol perché esso non è stato preceduto da una corrispondente richiesta dell'amministrazione interessata.
Né alcuna inerzia (o volontà di non sottoporsi alla visita medico-legale) può essere imputata alla ricorrente, non risultando agli atti del giudizio alcuna prova che la richiesta della D.P.L. di sottoposizione della stessa all'accertamento medico (prot. n. …. dell'11.2.2011), spedita per posta ordinaria, sia stata da lei effettivamente ricevuta.
Quanto poi al fatto che il suddetto certificato è stato ricevuto dall'amministrazione intimata solo in data 11.5.2011, successivamente cioè all'adozione del provvedimento impugnato, ritiene il Tribunale che esso non possa riflettersi negativamente sulla posizione della ricorrente, nei confronti della quale, come si è detto, non è configurabile, alla stregua della documentazione prodotta e delle allegazioni articolate, alcun atteggiamento di negligente inerzia: senza trascurare che ella afferma di aver ricevuto assicurazioni presso la stessa A.S.L. circa il fatto che esso sarebbe stato recapitato d'ufficio alla D.P.L., nel quadro dei rapporti di collaborazione istituzionale di cui all'art. 17, comma 2, d.lvo n. 151/2001.
Per le ragioni esposte, quindi, la proposta domanda di annullamento deve essere accolta, potendo dichiararsi l'assorbimento delle doglianze non esaminate.
Il carattere posteriore del ricevimento del certificato del 19.4.2011 da parte dell'amministrazione intimata, rispetto all'adozione del provvedimento impugnato, pur non elidendo l'oggettiva illegittimità di quest'ultimo, costituisce ragione sufficiente, nell'ottica della valutazione soggettiva della condotta dell'amministrazione intimata propria di tale punto della decisione, per statuire la compensazione delle spese di giudizio sostenute dalle parti della controversia.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, Sezione Staccata di Salerno, Sezione Prima, definitivamente pronunciando sul ricorso n. 1162/2011, lo accoglie ed annulla per l’effetto il provvedimento impugnato.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Salerno nella camera di consiglio del giorno 10 maggio 2012 con l'intervento dei magistrati:
Antonio Onorato, Presidente
Francesco Mele, Consigliere
Ezio Fedullo, Consigliere, Estensore


L'ESTENSORE IL PRESIDENTE



DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 29/05/2012

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DECRETO-LEGGE 9 febbraio 2012, n. 5
Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo. (12G0019) (GU n.33 del 9-2-2012 - Suppl. Ordinario n. 27 )
note: Entrata in vigore del provvedimento: 10/02/2012.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 4 aprile 2012, n. 35 (in SO n. 69, relativo alla G.U. 06/04/2012, n. 82).


Disciplinare applicazione Ex. Art. 17, comma 2, lettera a), D.Lgs. n.151/2001 modificato dall'art. 15, D.L. 9/2/2012, n. 5.

TESTO:
Art. 15

Misure di semplificazione in relazione all'astensione anticipata dal lavoro delle lavoratrici in gravidanza

1. A decorrere dal 1° aprile 2012, all'articolo 17 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 2 e' sostituito dal seguente: "2. La Direzione territoriale del lavoro e la ASL dispongono, secondo quanto previsto dai commi 3 e 4, l'interdizione dal lavoro delle lavoratrici in stato di gravidanza fino al periodo di astensione di cui alla lettera a), comma 1, dell'articolo 16 o fino ai periodi di astensione di cui all'articolo 7, comma 6, e all'articolo 12, comma 2, per uno o piu' periodi, la cui durata sara' determinata dalla Direzione territoriale del lavoro o dalla ASL per i seguenti motivi: a) nel caso di gravi complicanze della gravidanza o di persistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza; b) quando le condizioni di lavoro o ambientali siano ritenute pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino; c) quando la lavoratrice non possa essere spostata ad altre mansioni, secondo quanto previsto dagli articoli 7 e 12.";
b) al comma 3, le parole: "e' disposta dal servizio ispettivo del Ministero del lavoro" sono sostituite dalle seguenti: "e' disposta dall'azienda sanitaria locale, con modalita' definite con Accordo sancito in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano,";
c) al comma 4, le parole: "puo' essere disposta dal servizio ispettivo del Ministero del lavoro" sono sostituite dalle seguenti: "e' disposta dalla Direzione territoriale del lavoro". Al medesimo comma la parola: "constati" e' sostituita dalla seguente: "emerga";
d) al comma 5, le parole: "dei servizi ispettivi" sono soppresse.


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